Milano, 27 aprile 2026 – Il Teatro alla Scala di Milano ha annunciato una revisione dei prezzi dei biglietti per la prossima stagione lirica, con particolare attenzione all’evento più atteso, la Prima del 7 dicembre. La decisione prevede un aumento selettivo dei prezzi, concentrato soprattutto sulle poltrone e i palchi di maggior pregio, mentre i biglietti a prezzo inferiore rimarranno invariati.
Aumenti mirati per la Prima de Teatro alla Scala
Secondo quanto illustrato dal sovrintendente durante il consiglio di amministrazione, la Prima del 7 dicembre per l’opera Otello, che inaugurerà la stagione, subirà un incremento di circa il 10%. I biglietti per la platea e i palchi migliori, attualmente venduti a circa tremila euro, saliranno quindi a circa 3.300 euro. Parallelamente, si prevede un aumento più consistente per i cosiddetti posti “premium”, come la fila M, nota per lo spazio extra per le gambe, e la prima fila, particolarmente apprezzata dai turisti. Qui il prezzo massimo potrebbe passare da 300 a 350 euro.
Questa strategia è stata definita dal sovrintendente come un intervento “alla Robin Hood”, volto a tutelare l’accesso alle fasce di prezzo più basse, mantenendo però la sostenibilità economica attraverso l’aumento dei prezzi per le fasce più alte.
La risposta alla richiesta dei loggionisti
La scelta di rivedere i prezzi si inserisce anche nel contesto delle recenti richieste di 230 loggionisti, che avevano espresso preoccupazione per la possibile eliminazione della tradizionale vendita fisica di 140 biglietti del loggione il giorno stesso dello spettacolo. I loggionisti temevano che una vendita esclusivamente online avrebbe potuto portare a un aumento generale dei prezzi e limitare l’accesso.
Tuttavia, il sovrintendente ha chiarito che la questione non riguarda tanto i prezzi, quanto piuttosto la gestione dei biglietti invenduti, un problema particolarmente sentito per le rappresentazioni di balletto e per alcune opere meno conosciute. L’obiettivo resta quello di garantire un equilibrio tra accessibilità e sostenibilità economica delle stagioni teatrali.






