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Home Salute

Suicidio assistito: in quali Paesi è legale? Ecco la situazione in tutto il mondo

La Bild ha rivelato che le gemelle Kessler hanno fatto ricorso al suicidio assistito: in quali Paesi del mondo è legale questa pratica? Vediamo la situazione nel dettaglio

by Federico Liberi
17 Novembre 2025
Suicidio assistito nel mondo

Suicidio assistito nel mondo | Pixabay @sittithat tangwitthayaphum - alanews

La morte delle gemelle Kessler rilancia fortemente il tema del suicidio assistito e dell’eutanasia, argomento sempre più centrale nel dibattito internazionale. Negli ultimi anni vari Paesi hanno introdotto leggi che regolano il fine vita, mentre altri mantengono posizioni restrittive. Il risultato è una mappa globale estremamente eterogenea, segnata da approcci molto diversi tra loro.

Suicidio assistito in Europa: il continente più attivo sul fronte legislativo

In Europa si trova il maggior numero di Paesi che hanno legalizzato il suicidio assistito o l’eutanasia. I Paesi Bassi sono stati i primi, già nel 2001, a permettere entrambe le pratiche in presenza di sofferenza insopportabile e assenza di alternative terapeutiche. Il Belgio ha seguito una strada simile, consentendo l’eutanasia anche in assenza di una fase terminale stretta, purché la condizione sia irreversibile. In Lussemburgo la legge regola sia il suicidio assistito sia l’eutanasia.

In Spagna la normativa è entrata in vigore nel 2021 e consente l’aiuto medico a morire per chi soffre di patologie gravi e invalidanti. L’Austria ha depenalizzato il suicidio assistito attraverso una legislazione recente, mentre in Germania è stato riconosciuto il diritto all’autodeterminazione della propria morte, aprendo alla possibilità di assistenza al suicidio.

Suicidio assistito nel mondo
Suicidio assistito nel mondo | Pixabay @Bevan_Goldswain – alanews

Il caso più recente è quello della Slovenia, che nel 2025 ha approvato una legge che permette il suicidio assistito a persone con malattie terminali o sofferenza insopportabile. È il primo Paese dell’Europa orientale ad adottare una normativa di questo tipo.

Nord America: due modelli diversi

Il Canada adotta un quadro legislativo nazionale, il MAiD, che consente sia l’eutanasia sia il suicidio assistito. Le condizioni richieste sono rigorose e includono valutazioni mediche multiple.

Negli Stati Uniti, invece, non esiste una legge federale e la situazione varia da stato a stato. In luoghi come Oregon, California, Washington, Vermont, Colorado, New Jersey, Maine, Hawaii, New Mexico e nel Distretto di Columbia il suicidio assistito è consentito attraverso leggi specifiche approvate localmente.

Oceania: tra norme regionali e modelli nazionali

In Australia la legislazione sul fine vita è gestita dai singoli Stati e Territori. Negli ultimi anni la maggior parte delle giurisdizioni ha approvato proprie leggi sul “voluntary assisted dying”, creando un mosaico normativo ormai diffuso in gran parte del Paese.

La Nuova Zelanda ha, invece, una normativa nazionale, in vigore dal 2021, che permette l’eutanasia per persone con condizioni mediche incurabili e sofferenze inaccettabili.

Il caso particolare del suicidio assistito in Svizzera

La Svizzera si distingue per un modello unico: il suicidio assistito è legale da tempo, purché chi aiuta non abbia motivazioni egoistiche. L’eutanasia attiva resta invece vietata. Questa impostazione ha reso il Paese una destinazione frequente per persone straniere che cercano assistenza al fine vita, fenomeno spesso definito “turismo del fine vita”.

Requisiti comuni nelle legislazioni che regolano il suicidio assistito

Nonostante le differenze, le leggi che regolano suicidio assistito ed eutanasia condividono alcuni presupposti fondamentali. In genere è richiesto che il paziente soffra di una malattia grave, irreversibile o terminale e che presenti una sofferenza giudicata insopportabile. È inoltre indispensabile che la persona sia pienamente capace di intendere e di volere e che la richiesta sia volontaria, ripetuta nel tempo e valutata da più medici.

Quasi ovunque è previsto un periodo di riflessione obbligatorio, insieme a controlli stringenti per prevenire abusi e tutelare sia i pazienti sia i professionisti sanitari.

Suicidio assistito: un dibattito ancora aperto

Il suicidio assistito rimane uno dei temi più controversi del panorama etico e legislativo globale. I sostenitori richiamano il principio della dignità e dell’autodeterminazione, mentre gli oppositori temono il rischio di pressioni indebite sui soggetti più vulnerabili.

Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche, sempre più Paesi si trovano a discutere nuove regolamentazioni. L’Italia, pur senza una legge nazionale, sta vivendo un’evoluzione regionale e giuridica in seguito alle sentenze della Corte Costituzionale.

Il quadro mondiale resta dunque in divenire, ma mostra una tendenza chiara: il tema del fine vita sta diventando una delle questioni etiche più decisive del nostro tempo.

Tags: Approfondimentosuicidio assistito

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