Napoli, 30 aprile 2026 – Il melanoma rappresenta oggi il terzo tumore più diffuso in Italia tra gli under 50, con una crescita costante dei casi che in 20 anni sono più che raddoppiati, raggiungendo quasi 15mila nuovi casi annuali. A sottolineare la gravità della situazione è il professor Paolo Antonio Ascierto, massimo esperto internazionale nel campo del melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione “G. Pascale” di Napoli. L’occasione è la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, celebrata il 2 maggio, e analizza il rapporto con la crema solare.
La relazione tra crema solare e melanoma
Il 90% dei casi di melanoma è causato da un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti (UV), un rischio amplificato dal cambiamento climatico e dagli stili di vita che hanno portato a frequenti esposizioni solari anche fuori stagione, soprattutto in mete tropicali o durante brevi vacanze. Il professor Ascierto evidenzia come “anche una singola ustione ogni due anni possa triplicare il rischio di melanoma”. I raggi UV sono dannosi da metà marzo a metà ottobre, indipendentemente dal clima o dalla copertura nuvolosa, sottolineando l’importanza di una protezione costante.
Il “paradosso”
Sebbene un alto fattore di protezione sia fondamentale, studi internazionali, incluso un’analisi congiunta di dati provenienti da Canada e Regno Unito, evidenziano un fenomeno noto come “paradosso della crema solare”. L’uso di filtri solari può, infatti, dare un falso senso di sicurezza che porta a un’esposizione solare prolungata e più rischiosa, associata a un aumento del rischio di melanoma. Per questo motivo, la Fondazione Melanoma promuove una campagna che valorizza l’abbigliamento come il primo vero dispositivo di difesa: camicie a maniche lunghe, pantaloni lunghi in tessuti naturali, colori scuri o vivaci che assorbono meglio i raggi UV, occhiali da sole con montatura avvolgente e cappelli a tesa larga. Questi accorgimenti offrono una protezione fisica più efficace e costante rispetto alle creme, spesso applicate in modo insufficiente di tecnologie avanzate come il Vectra, un body scan in grado di mappare in pochi minuti i nei a rischio.
L’attenzione al cambiamento climatico, alle abitudini di esposizione e alla modifica degli stili di vita rappresentano oggi elementi chiave per contrastare l’aumento dei casi di melanoma e migliorare la salute pubblica.






