New York, 7 marzo 2026 – Un recente studio pubblicato su Jama Network Open ha rivelato che la forza muscolare rappresenta un indicatore cruciale per la longevità, in particolare nelle donne anziane. La ricerca, che ha coinvolto oltre 5.400 donne di età compresa tra 63 e 99 anni, ha dimostrato come una maggiore forza muscolare riduca il rischio di mortalità precoce di almeno un terzo, anche tenendo conto di altri fattori come la capacità aerobica, la salute generale e le abitudini di esercizio fisico. A guidare lo studio, il professor Michael J. LaMonte, esperto di epidemiologia e invecchiamento sano presso l’Università di Buffalo.
La forza muscolare come chiave della longevità: ecco perché la palestra allunga la vita
Il lavoro si è basato su dati provenienti dalla vasta iniziativa Women’s Health Initiative (WHI), uno dei più importanti studi di salute femminile mai condotti negli Stati Uniti. Le partecipanti hanno indossato dispositivi per monitorare l’attività fisica e si sono sottoposte a test di forza, tra cui la misurazione della presa manuale e la valutazione della potenza degli arti inferiori. Nel corso di otto anni di follow-up, oltre un terzo delle donne è deceduto, permettendo così agli scienziati di correlare in modo preciso la forza muscolare con la sopravvivenza.
I risultati hanno confermato che la forza muscolare è un fattore indipendente e determinante per la salute a lungo termine, superando anche la capacità aerobica come predittore di longevità. Per esempio, le donne con una presa più forte – misurata con il dinamometro – mostravano un rischio significativamente inferiore di mortalità rispetto a quelle con forza inferiore, anche controllando variabili come infiammazione, fumo, età ed etnia.
L’importanza dell’attività fisica ad alta intensità e il ruolo dell’irisina
Parallelamente, studi recenti sottolineano come 90 minuti settimanali di esercizio fisico ad alta intensità, quali corsa, spinning o calcetto, possano potenziare ulteriormente la longevità. Il cardiologo Daniele Andreini dell’Università Statale di Milano evidenzia come l’aumento del picco di ossigeno utilizzato durante l’attività fisica sia correlato a un’efficace azione anti-invecchiamento.
Durante lo sforzo intenso, il tessuto muscolare rilascia la molecola irisina, che svolge un ruolo fondamentale nel contrastare l’invecchiamento: migliora la memoria e l’attenzione favorendo la neurogenesi nell’ippocampo e trasforma il grasso bianco in grasso bruno, più facilmente utilizzabile come fonte energetica. Questi meccanismi aiutano a prevenire obesità e diabete, due condizioni strettamente legate a un peggioramento della salute e a una riduzione dell’aspettativa di vita.
Il bilanciamento tra forza e resistenza per un invecchiamento sano
Il professor LaMonte sottolinea che, sebbene la forza muscolare sia un parametro chiave, non deve essere trascurata l’importanza dell’esercizio aerobico, come camminata veloce o jogging. Gli effetti fisiologici di allenamento di forza e resistenza sono distinti e complementari: l’unione di entrambe le tipologie di attività garantisce le migliori probabilità di salute prolungata e longevità.
Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano infatti di dedicare almeno due ore e mezza alla settimana ad attività aerobica moderata, integrandola con esercizi di potenziamento muscolare almeno due volte a settimana per contrastare la sarcopenia, la perdita muscolare fisiologica legata all’età che aumenta il rischio di cadute e mortalità.
Infine, lo studio ribadisce che mantenere una buona forza muscolare, indipendentemente dallo stile di vita e dall’età, rappresenta un fattore indipendente e fondamentale per vivere più a lungo e in salute.






