Roma, 12 gennaio 2026 – In un contesto internazionale ancora segnato dall’eco dell’operazione statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, è intervenuto oggi per chiarire la posizione italiana sulla vicenda. Tajani ha riconosciuto che, sebbene la soluzione militare non sia la via preferibile per la risoluzione di crisi internazionali, nel caso specifico del Venezuela e del narcotraffico, esistevano minacce concrete per gli USA.
Tajani sulle modalità della cattura di Maduro: una questione di diritto internazionale
Interpellato sulla legittimità dell’azione americana, Tajani ha sottolineato: “Abbiamo sempre detto che la soluzione militare non è quella utile per risolvere le crisi, però certamente da quello che sta emergendo, soprattutto per quanto riguarda il narcotraffico, c’era qualche minaccia vera per gli Stati Uniti“.
Alla domanda se quindi l’operazione statunitense fosse legittima secondo il diritto internazionale, il ministro ha preferito rimandare alla dichiarazione del presidente del Consiglio, evitando di entrare nel merito.
Italia e Venezuela: impegno per la liberazione degli italo-venezuelani e rilancio diplomatico
Il ministro ha inoltre riferito che nelle carceri venezuelane sono ancora detenuti 42 italo-venezuelani, di cui 24 considerati detenuti politici. L’Italia sta lavorando attivamente per ottenere la liberazione del maggior numero possibile di loro.
Sul piano diplomatico, Tajani ha annunciato un cambio di passo nei rapporti con Caracas, con l’intenzione, condivisa con la premier Giorgia Meloni, di elevare la rappresentanza italiana in Venezuela da incaricato d’affari ad ambasciatore. Questo segnale vuole sottolineare l’importanza strategica del Venezuela per l’Italia, anche alla luce della presenza significativa di Eni nel Paese sudamericano.
Infine, il ministro ha confermato che l’aereo con i rientri di Trentini e Burlò è atteso in Italia tra stanotte e domani, a conferma dell’impegno italiano nel gestire con attenzione la situazione dei propri connazionali in Venezuela.
Il piano italiano per l’Artico e la Groenlandia
Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha annunciato che venerdì verrà presentato il piano nazionale dell’Italia per l’Artico, che includerà anche la Groenlandia. L’annuncio è stato fatto durante un punto stampa alla Farnesina, alla presenza del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Carlo Bernini, e del ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Il progetto italiano si inserisce in un contesto geopolitico di crescente interesse verso l’Artico, regione strategica per le risorse naturali e le rotte marittime. Tajani ha specificato che, all’interno della cornice della Nato, non è mai stato discusso un invio di truppe italiane in Groenlandia né è stata avanzata una simile richiesta. “Credo – ha aggiunto – che la decisione sul proprio destino debba essere lasciata alla Groenlandia e alla Danimarca”, sottolineando il rispetto per l’autodeterminazione dei territori coinvolti.
Il piano, che sarà illustrato nei dettagli venerdì, vedrà la collaborazione tra diversi ministeri e punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nelle dinamiche artiche, con particolare attenzione alla cooperazione scientifica, ambientale e geopolitica.
Tajani e l’appello per i diritti umani in Iran
Sempre oggi, durante il medesimo incontro con la stampa, il ministro Tajani si è espresso anche sulla situazione in Iran, dove da settimane proseguono le proteste contro il regime. Ha lanciato un appello affinché non venga utilizzata la pena di morte come strumento di repressione contro i manifestanti, soprattutto giovani e donne, che stanno pagando un prezzo umano altissimo in una crisi interna segnata da violenze e arresti di massa.
L’Italia, ha detto Tajani, continua a lavorare per la pace in Medio Oriente e in Ucraina, ribadendo l’impegno a favore dei diritti umani e della stabilità internazionale.






