Napoli, 5 marzo 2026 – Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha respinto con fermezza le accuse secondo cui la riforma della magistratura vorrebbe porre i giudici sotto il controllo del Governo, definendole una fake news. Intervenuto a margine di un evento svoltosi a Napoli per sostenere il sì al referendum sulla riforma della giustizia, Nordio ha smentito categoricamente le critiche avanzate dai sostenitori del no, precisando che non è in alcun modo intenzione dell’esecutivo “abolire l’obbligatorietà dell’azione penale” o “umiliare la magistratura“.
Nordio: “Fake news sulle accuse di controllo politico della magistratura“
Il ministro Nordio ha sottolineato che tali polemiche sono “sterili” e inutili, e ha espresso disponibilità a discutere solo alcune questioni tecniche relative al sorteggio dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) o alla ricorribilità in Cassazione delle decisioni dell’alta Corte disciplinare, ma solo in sede di attuazione della riforma qualora il sì prevalga al referendum.
Inoltre, in risposta alla diffusione di un post sui social che attribuiva al ministro dichiarazioni mai fatte riguardo al controllo dei giudici da parte del Governo, è stata ribadita la natura infondata di tali affermazioni, confermata anche dalla giornalista che lo aveva intervistato.
Processo accusatorio e toni del dibattito referendario
In occasione dell’evento a Castel Capuano, Nordio ha ricordato che la riforma mira ad attuare il processo accusatorio, un modello che risale a oltre quarant’anni fa e che fu voluto dal giurista e partigiano socialista Giuliano Vassalli. Tale sistema si basa su un equilibrio tra accusa e difesa e rappresenta un passo verso una giustizia più trasparente e moderna.
Il Guardasigilli ha inoltre lamentato la politicizzazione del dibattito intorno alla riforma, che si è concentrato troppo sulla figura della premier Giorgia Meloni, oscurando i contenuti tecnici della proposta. Ha annunciato l’impegno a ridurre i toni dello scontro referendario, seguendo le indicazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché il confronto torni a focalizzarsi sui temi di merito.
Negli ultimi mesi, Nordio ha dovuto affrontare diverse polemiche, tra cui le accuse sollevate dalla trasmissione Report riguardo a un presunto software che spierebbe i magistrati. Il ministro ha smentito con decisione tali affermazioni, definendole “fake news da spazzatura” e specificando che i sistemi in uso sono stati introdotti già nel 2019 e non consentono alcuna forma di sorveglianza illegale o segreta.
Carlo Nordio, ex magistrato con una lunga carriera e attuale ministro della giustizia dal 2022 nel governo Meloni, continua a essere una figura centrale nel dibattito sulla riforma della giustizia italiana, portando avanti un progetto che intende rinnovare profondamente il sistema giudiziario senza intaccarne l’autonomia.






