Spesso l’intelligenza dei cani viene sottovalutata, ridotta a una questione di addestramento o di semplice istinto. Eppure alcuni comportamenti dei nostri amici a quattro zampe continuano a stupire anche gli esperti e ci ricordano che, in molti casi, i cani possono essere davvero molto intelligenti. A confermarlo arriva ora una nuova ricerca scientifica che apre scenari sorprendenti sulle loro capacità cognitive.
I cani sono più intelligenti di quanto pensiamo: ecco cosa c’è da sapere
Da tempo gli studiosi sospettavano che alcuni cani fossero in grado di comprendere molto più di quanto lasciassero intendere i loro comportamenti quotidiani. Una nuova ricerca condotta da Shany Dror e dal suo team dell’Università Eötvös Loránd sembra ora confermare questa intuizione, dimostrando che esistono cani capaci di abilità che, fino a poco tempo fa, sembravano quasi impossibili.

Imparare ascoltando di nascosto
L’aspetto più sorprendente emerso dallo studio è che alcuni cani riescono a imparare il nome dei loro giocattoli semplicemente ascoltando le conversazioni dei proprietari, senza ricevere comandi diretti o essere coinvolti attivamente. Un tipo di apprendimento passivo che ricorda meccanismi tipici del linguaggio umano.
I “cani prodigio” e il modello di Chaser
I protagonisti della ricerca sono esemplari rarissimi, ma di enorme interesse per la scienza. Le loro capacità richiamano quelle del celebre border collie Chaser, diventato famoso per aver memorizzato e riconosciuto oltre mille oggetti diversi. Nello studio, dieci cani particolarmente dotati hanno osservato i loro umani mentre parlavano con un’altra persona di un nuovo giocattolo. Le sessioni duravano due minuti e si ripetevano per quattro giorni consecutivi, senza alcuna istruzione diretta o richiesta esplicita rivolta agli animali.
Al termine del periodo di osservazione, i ricercatori hanno sottoposto i cani a una prova pratica. I risultati hanno lasciato pochi dubbi: sette cani su dieci sono riusciti a identificare correttamente il nuovo oggetto all’interno di una pila composta da altri nove giocattoli già familiari. Un successo troppo elevato per essere attribuito al caso e paragonabile a quello ottenuto con un addestramento mirato.
Capire anche senza vedere
Lo studio si è spinto ancora oltre, valutando la capacità dei cani di apprendere il nome di un oggetto che non potevano osservare direttamente. In questo test il proprietario riponeva un nuovo giocattolo in un secchio, lo mostrava brevemente al cane, lo nascondeva di nuovo e lo nominava ad alta voce.
Anche in queste condizioni i risultati sono stati sorprendenti: cinque degli otto cani coinvolti sono riusciti a recuperare correttamente l’oggetto. Un dato che dimostra non solo una notevole memoria, ma anche la capacità di associare parole e concetti in assenza di stimoli visivi, confermando ancora una volta quanto l’intelligenza dei cani possa essere complessa e, per molti versi, ancora tutta da scoprire.

