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Home Lifestyle

Sindrome dell’intestino irritabile: ecco perché colpisce più spesso le donne

Nuove ricerche dell’Università della California svelano il legame tra estrogeni e sindrome dell’intestino irritabile, aprendo a terapie mirate per la salute femminile

by Marco Andreoli
1 Gennaio 2026
Differenze tra uomini e donne sulla salute

| Pixabay @filadendron - alanews

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS), un disturbo funzionale gastrointestinale con sintomi quali crampi addominali, gonfiore, diarrea e urgenza di evacuazione, colpisce prevalentemente le donne. Recenti ricerche condotte presso l’Università della California a San Francisco (UCSF) hanno fatto luce sui meccanismi ormonali che spiegano questa netta prevalenza femminile, attribuendo un ruolo centrale agli estrogeni.

Il ruolo degli estrogeni nella sindrome dell’intestino irritabile

Gli studiosi dell’UCSF hanno scoperto che gli estrogeni agiscono come amplificatori del dolore intestinale modificando la sensibilità delle cellule intestinali al dolore e potenziando l’infiammazione intestinale in risposta a specifici stimoli alimentari. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulle cellule L del colon, dove sono localizzati i recettori degli estrogeni. L’interazione tra questi ormoni e le cellule L induce il rilascio del peptide YY (PYY), che stimola a sua volta la produzione di serotonina da parte delle cellule endoteliali vicine. La serotonina è un neurotrasmettitore che attiva le fibre nervose responsabili della percezione del dolore. Nel modello sperimentale sui topi, la somministrazione di estrogeni a esemplari maschi ha aumentato la loro sensibilità al dolore intestinale, e il blocco degli estrogeni nelle femmine ha ridotto significativamente il dolore.

Questa scoperta fornisce anche una spiegazione al motivo per cui alcuni farmaci a base di PYY, utilizzati per la perdita di peso, possono provocare disturbi intestinali, evidenziando il ruolo di questo ormone nelle vie del dolore intestinale.

Alimentazione e gestione dei sintomi

Gli estrogeni aumentano la sensibilità delle cellule L agli acidi grassi a catena corta, derivati dalla fermentazione di alcuni carboidrati da parte del microbiota intestinale. Questo spiega l’efficacia della dieta Low-FODMAP, un regime alimentare a basso contenuto di carboidrati fermentabili, che viene oggi comunemente consigliata per alleviare i sintomi dell’IBS riducendo l’infiammazione e la produzione di sostanze irritanti.

Mentre negli uomini questi meccanismi sono presenti, risultano meno accentuati a causa dei livelli più bassi di estrogeni. La ricerca apre quindi a nuove possibilità di trattamento farmacologico che mirino specificamente alle vie molecolari coinvolte nella percezione del dolore intestinale, in particolare nelle donne affette da IBS.

Inoltre, la comprensione del ruolo degli ormoni sessuali aiuta a spiegare le variazioni nella severità dei sintomi durante fasi particolari della vita femminile, come la gravidanza, l’allattamento e le diverse fasi del ciclo mestruale.

Tags: Salute

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