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Home Esteri

Trump firma a Davos lo statuto del Board of Peace: 20 i Paesi aderenti

La sottoscrizione dello Statuto segna un nuovo capitolo nella diplomazia internazionale, con venti Paesi impegnati a rafforzare dialogo e cooperazione per la stabilità globale

by Marco Andreoli
22 Gennaio 2026
Donald Trump al WEF di Davos

Donald Trump al WEF di Davos / EPA/GIAN EHRENZELLER

22 gennaio 2026 – Nel corso del Forum Economico Mondiale di Davos, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sottoscritto lo Statuto del Board of Peace, l’iniziativa internazionale volta a promuovere la pace in Medio Oriente. Sul palco dell’evento, Trump ha chiamato a sé i venti rappresentanti dei paesi aderenti al consiglio.

Nel corso della cerimonia di firma a Davos, il presidente degli Stati Uniti ha espresso ottimismo riguardo alla situazione a Gaza, affermando che la guerra “sta davvero giungendo al termine” e che attualmente il conflitto si riduce a “piccoli fuochi” facilmente estinguibili.

La firma dello Statuto del Board of Peace a Davos

Il Board of Peace è stato presentato come un organismo di pace globale, con circa cinquanta nazioni invitate e oltre una trentina di conferme arrivate finora, secondo fonti dell’amministrazione statunitense. Tra i paesi che hanno già aderito figurano Turchia, Egitto, Arabia Saudita e Qatar. Anche il Vaticano ha ricevuto l’invito e “sta valutando” la possibilità di partecipare, come ha riferito il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, sottolineando che si tratta di “una questione che esige un po’ di tempo per dare la risposta”.

Il timore di molti è che, visto anche l’invito di Trump a moltissimi Paesi, il Board of Peace non rimanga un organismo che supervisioni la pace tra Palestina e Israele ma diventi un organismo parallelo alle Nazioni Unite con costi di adesione elevati (circa un miliardo di dollari per restare nel Board oltre i primi tre anni), motivo per cui molti paesi si sono sfilati dall’aderirvi. Tra questi vi sono la Germania e il Regno Unito, mentre l’Italia ha per ora respinto la richiesta momentaneamente: la premier Giorgia Meloni ha infatti affermato di star valutando l’adesione, ma che per la firma “ci vorrà del tempo”, in quanto ci sarebbero “problemi costituzionali” a impedirla.

I dubbi sulla possibilità che diventi un organismo parallelo all’Onu è alimentato anche dalle dichiarazioni dello stesso tycoon all’inaugurazione del Board of Peace: “L’Onu ha un grande potenziale ed è pieno di persone fantastiche, ma non lo sfrutta. Questo organismo invece sarà uno dei più importanti al mondo”.

Ad aderire al board of peace anche Marocco e Israele, anche se Benjamin Netanyahu non sarà presente alla firma a causa dei timori sul mandato di cattura internazionale per crimini di guerra della Cpi che pende su di lui.

Le parole di Rubio

Durante la cerimonia di firma del Board of Peace per Gaza, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha definito l’amministrazione di Donald Trump come una “presidenza storica“, sottolineando il coraggio del presidente nel superare i limiti di ciò che altri consideravano possibile o impossibile. Rubio ha attribuito a Trump la visione che ha reso possibile questa nuova fase di pace e ha annunciato che molti altri paesi si uniranno al trattato, aprendo così “una nuova era”.

Rubio ha inoltre a espresso un ringraziamento ai leader presenti e ha annunciato che molti altri paesi aderiranno a questo nuovo organismo, anche se alcuni devono ancora completare le procedure costituzionali nei rispettivi Stati. “Altri o non sono qui oggi o devono seguire una procedura interna nel loro paese a causa di limitazioni costituzionali, ma altri aderiranno. Molti vogliono far parte di questo sforzo perché sarà uno sforzo di successo“, ha dichiarato Rubio.

 

 

Tags: Board of peaceDonald Trumpprima pagina

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