Donald Trump ha annunciato la nascita di un Consiglio per la pace dedicato a Gaza, definendolo un passaggio cruciale della strategia statunitense per porre fine al conflitto nei territori palestinesi. L’annuncio è arrivato attraverso Truth Social, dove il presidente degli Stati Uniti ha parlato di un organismo senza precedenti per dimensioni e prestigio, sottolineando che i nomi dei membri saranno resi noti a breve.
“Il più grande e prestigioso mai creato”: l’annuncio su Truth Social
“È per me un grande onore annunciare che il Consiglio per la pace è stato formato”, ha scritto Trump, aggiungendo che l’organismo rappresenta, a suo dire, il board più autorevole mai riunito in qualsiasi epoca e luogo. Gli inviti a partecipare sarebbero stati inviati due giorni fa e la selezione dei membri è avvenuta direttamente per scelta personale di Trump.
Dodici membri e leader europei: i nomi attesi a Davos
Secondo le indiscrezioni, il Consiglio dovrebbe essere composto da 12 membri e includere importanti leader europei. Tra i nomi che potrebbero farne parte figura anche la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. Trump potrebbe ufficializzare la composizione dell’organismo durante il Forum economico mondiale di Davos, in programma la prossima settimana.
Il ruolo di Mladenov e il coordinamento con il comitato palestinese
Per il Wall Street Journal, a fare da collegamento tra il Consiglio per la pace e il comitato tecnico palestinese di 15 membri, incaricato di gestire gli affari correnti a Gaza, sarà Nickolay Mladenov, ex inviato delle Nazioni Unite per il Medio Oriente ed ex ministro degli Esteri della Bulgaria. Il Financial Times riferisce inoltre che Washington punta alla creazione di un comitato esecutivo interno al Consiglio, di cui farebbero parte Steve Witkoff e Jared Kushner.
La governance della Gaza del dopoguerra e la guida di Trump
La nascita del Consiglio segue di poco l’annuncio del comitato tecnico palestinese, che avrà il compito di amministrare la Gaza del dopoguerra sotto la supervisione del nuovo organismo. Trump ha dichiarato di voler assumere personalmente la guida del Consiglio per la pace in qualità di presidente, rafforzando così il ruolo diretto degli Stati Uniti nel processo.
Forza internazionale e sicurezza: il piano di stabilizzazione
Il piano sostenuto da Washington prevede anche l’invio di una Forza Internazionale di Stabilizzazione, con il duplice obiettivo di garantire la sicurezza nella Striscia e addestrare unità di polizia palestinesi qualificate. Bassem Naim, esponente di primo piano di Hamas, ha affermato che ora “la palla è nel campo dei mediatori, del garante americano e della comunità internazionale” per consolidare il nuovo assetto.
La seconda fase del piano Usa e le accuse sul cessate il fuoco
Il piano per Gaza promosso dagli Stati Uniti è entrato in vigore il 10 ottobre, consentendo il ritorno degli ostaggi detenuti da Hamas e la cessazione dei combattimenti con Israele. La seconda fase è attualmente in corso, ma resta segnata da accuse di carenze negli aiuti e nuovi episodi di violenza. Secondo il ministero della Salute di Gaza, guidato da Hamas, le forze israeliane avrebbero ucciso 451 persone dall’inizio del cessate il fuoco.
Il nodo del ritiro israeliano e l’assenza di un calendario
Per i palestinesi, il punto centrale rimane il ritiro completo dell’esercito israeliano dalla Striscia di Gaza, un passaggio previsto nel quadro del piano ma per il quale non è stato ancora definito un calendario dettagliato, alimentando incertezza e tensioni.
Hamas e il disarmo: posizioni ancora distanti
Hamas non ha finora assunto un impegno pubblico per un disarmo totale, condizione considerata non negoziabile da Israele. In un post su Truth Social, l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, ha ribadito che Washington si aspetta il pieno rispetto degli obblighi da parte del movimento palestinese. Trump ha rilanciato il messaggio parlando di leader palestinesi “fermamente impegnati per un futuro di pace”.
Elezioni interne e accordo di demilitarizzazione
Un dirigente di Hamas ha dichiarato all’AFP che il gruppo si prepara a indire elezioni interne nei primi mesi del 2026, per ricostruire una leadership colpita dalle uccisioni israeliane durante la guerra. Trump ha affermato che, con il sostegno di Egitto, Turchia e Qatar, verrà garantito un accordo di demilitarizzazione completo, che includa la consegna di tutte le armi e lo smantellamento di ogni tunnel nella Striscia di Gaza.
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