L’accusa è esplosa sui social, ma ora la vicenda si sposta su un piano ben più delicato: quello giudiziario. Le autorità australiane hanno avviato un’indagine dopo che l’attrice Ruby Rose ha accusato la popstar Katy Perry di violenza sessuale per un presunto episodio avvenuto oltre un decennio fa a Melbourne.
Indagine ufficiale su un episodio del 2010
La polizia dello Stato di Victoria ha confermato l’apertura di un’inchiesta legata a un fatto che, secondo il racconto di Rose, si sarebbe verificato nel 2010 in un locale notturno nel centro di Melbourne. Il caso è stato affidato alla squadra specializzata in reati sessuali e abusi sui minori, che sta conducendo le verifiche. Gli investigatori, tuttavia, non hanno fornito ulteriori dettagli, sottolineando che si tratta di un’indagine ancora in corso.
La versione di Ruby Rose e il post sui social
Le accuse sono emerse pubblicamente all’inizio della settimana, quando Rose ha commentato sui social un articolo dedicato a Katy Perry. Il contenuto, pubblicato dalla rivista Complex, riguardava la reazione virale della cantante durante un’esibizione al Coachella, evento a cui aveva partecipato insieme all’ex premier canadese Justin Trudeau, con cui è stata accostata sentimentalmente negli ultimi mesi.
Nel suo messaggio, poi cancellato, l’attrice ha sostenuto di essere stata aggredita sessualmente dalla cantante in un nightclub di Melbourne, aggiungendo di non attribuire alcuna importanza alle opinioni della popstar.
La replica di Katy Perry
Attraverso un proprio rappresentante, Katy Perry ha respinto in modo netto ogni addebito. Le dichiarazioni dell’attrice sono state definite “categoricamente false” e “bugie pericolose e irresponsabili”. Dopo l’annuncio dell’indagine, non sono stati diffusi ulteriori commenti ufficiali da parte dello staff della cantante, mentre anche i rappresentanti di Rose non hanno risposto alle richieste dei media.
Dalla riluttanza alla denuncia formale
In un primo momento, Ruby Rose aveva dichiarato di non essere interessata a sporgere denuncia. Successivamente, però, ha cambiato posizione, confermando di aver presentato un rapporto alla polizia. L’attrice ha spiegato di non poter più discutere pubblicamente la vicenda su richiesta delle autorità, definendo questo passaggio una procedura standard e, allo stesso tempo, un sollievo personale che le permetterebbe di avviare un percorso di elaborazione.
