Bruxelles, 12 gennaio 2026 – L’Unione Europea esprime una netta condanna alla repressione in corso in Iran e manifesta piena solidarietà ai manifestanti che chiedono libertà e diritti civili nel Paese. Dopo settimane di proteste e violenze, la posizione ufficiale dell’UE è stata ribadita oggi da un portavoce della Commissione Europea e dalla presidente Ursula von der Leyen, sottolineando l’importanza di rispettare il diritto del popolo iraniano di scegliere liberamente i propri rappresentanti.
La posizione dell’Unione Europea sulla crisi iraniana
A Bruxelles, un portavoce della Commissione Europea ha dichiarato che “tocca al popolo iraniano scegliere i suoi rappresentanti”, rispondendo a domande riguardo a possibili contatti con Reza Pahlavi, erede dello scià. È stato chiarito che un cambio di regime non rientra nelle politiche dell’UE. Tuttavia, l’Unione ha già inserito le Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) nella lista delle sanzioni europee relative alle armi di distruzione di massa, con divieto di congelamento dei beni e restrizioni finanziarie. La possibile inclusione delle Guardie nella lista per terrorismo è ancora oggetto di discussione tra gli Stati membri, che richiede unanimità e si svolge in modo riservato.
La portavoce della Commissione UE, Paula Pinho, ha definito “assolutamente inaccettabile” la repressione violenta contro manifestanti pacifici: “Persone che manifestano pacificamente per la loro libertà vengono arrestate e uccise”. Ha inoltre espresso solidarietà agli “straordinariamente coraggiosi cittadini dell’Iran: donne, uomini, giovani che stanno protestando per la loro libertà”. La presidente von der Leyen ha chiesto l’immediata liberazione di tutti i manifestanti detenuti e il ripristino del pieno accesso a Internet, fondamentale per esercitare il diritto di manifestare e comunicare.
La crisi umanitaria e la repressione in Iran
Le proteste in Iran continuano nonostante la repressione sempre più feroce che ha causato centinaia di morti e migliaia di arresti. Filmati e testimonianze documentano scene drammatiche di corpi trasportati negli ospedali e depositati in sacchi neri davanti agli obitori, con famiglie disperate che cercano i loro cari.
I manifestanti denunciano l’uso di armi da fuoco da parte delle forze di sicurezza, che sparano direttamente alla testa, e la completa mancanza di accesso a Internet e comunicazioni, utilizzate dal regime per isolare e reprimere la popolazione. La comunità internazionale segue con crescente preoccupazione gli sviluppi, mentre negli Stati Uniti si valutano diverse opzioni, tra cui azioni militari e sanzioni, per sostenere i diritti umani nel Paese.
L’Unione Europea conferma così il proprio sostegno al popolo iraniano e sollecita un immediato cessate il fuoco e il rispetto dei diritti fondamentali, in un momento cruciale per il futuro della Repubblica Islamica e della sua popolazione.






