Parigi, 12 gennaio 2026 – Durante un imponente raduno pro-governativo tenutosi a Teheran, il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che l’Iran sta combattendo una guerra su quattro fronti. Questi includono una guerra economica, una psicologica, una guerra militare contro Stati Uniti e Israele e, più recentemente, una guerra contro i terroristi. Ghalibaf ha sottolineato come la “grande nazione iraniana” non abbia mai permesso ai suoi nemici di raggiungere i propri obiettivi, scandendo slogan come “Morte a Israele” e “Morte all’America“ in persiano.
Quattro fronti di guerra per l’Iran
Nel suo intervento, Ghalibaf ha evidenziato la complessità della situazione attuale, definendo una realtà in cui Teheran è impegnata su più fronti, sia sul piano economico che militare. Particolarmente significativo è stato il riferimento alla guerra contro i terroristi, che si inserisce nel quadro delle crescenti tensioni regionali, in particolare in relazione al conflitto Israele-Hamas iniziato il 7 ottobre 2023 e tuttora in corso, che ha coinvolto anche il territorio iraniano attraverso attacchi e risposte militari.
Il presidente del Parlamento iraniano ha inoltre lanciato un chiaro avvertimento: nel caso in cui l’ex presidente statunitense Donald Trump decidesse di attaccare l’Iran, Teheran gli infliggerà una “lezione indimenticabile“. Questa dichiarazione si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Iran e Stati Uniti, che ha visto negli ultimi mesi attacchi reciproci, inclusi raid israeliani su siti militari iraniani e lanci di missili balistici dall’Iran verso Israele.
Contesto regionale e implicazioni internazionali
L’Iran, paese di oltre 92 milioni di abitanti e con una storia millenaria che lo ha visto protagonista di numerosi conflitti, si trova oggi al centro di un conflitto regionale che coinvolge non solo Israele e Hamas ma anche altri attori come Hezbollah e i gruppi Houthi nel Mar Rosso. Gli attacchi missilistici e le operazioni militari si susseguono, contribuendo a una situazione di instabilità che ha anche avuto ripercussioni a livello internazionale, con Stati Uniti e altri paesi occidentali impegnati nel monitoraggio e nella gestione della crisi.
Le parole di Ghalibaf sono emblematiche di una strategia iraniana di resistenza e contrattacco su più fronti, che include la difesa contro presunte minacce terroristiche, la gestione della crisi economica interna aggravata dalle sanzioni internazionali e la risposta militare alle azioni di Stati Uniti e Israele nella regione.






