Hong Kong, 6 marzo 2026 – Jimmy Lai, storico magnate dei media e sostenitore della democrazia a Hong Kong, ha deciso di non presentare ricorso contro la condanna a 20 anni di carcere per violazione della legge sulla sicurezza nazionale. L’informazione è stata comunicata oggi dal suo team legale, senza specificare le ragioni di questa scelta.
Una condanna senza appello
L’ex editore di Apple Daily, il quotidiano pro-democrazia costretto a chiudere nel 2021, è stato riconosciuto colpevole nel febbraio scorso di collusione con potenze straniere e pubblicazione sediziosa. La pena inflitta rappresenta la più severa mai comminata in base alla controversa legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino nel 2020, che ha fortemente limitato le libertà politiche e civili di Hong Kong.
A 78 anni, con la salute gravemente compromessa a causa della detenzione prolungata, Lai ha già trascorso quasi cinque anni in carcere, dove ha sofferto di diabete e ipertensione, esponendolo a condizioni di detenzione particolarmente dure. La famiglia ha denunciato che gli sono concessi soltanto 50 minuti d’aria al giorno e che le cure mediche sono insufficienti.
Jimmy Lai: il simbolo della lotta per la democrazia a Hong Kong
Fondatore di Apple Daily nel 1995, Lai ha rappresentato una voce critica e coraggiosa contro l’ingerenza di Pechino, incarnando lo spirito del movimento democratico di Hong Kong. Il quotidiano, noto per i suoi reportage investigativi e la posizione anti-PCC, ha subito ripetute pressioni politiche, raid della polizia e boicottaggi pubblicitari, fino alla sua chiusura forzata nel 2021.
Nonostante la possibilità di esilio, Lai ha scelto di rimanere a Hong Kong, dichiarando di voler mantenere la propria integrità e dare forza al movimento democratico. La sua condanna a vent’anni rappresenta un duro colpo per la libertà di stampa e i diritti civili nella regione, segnalando un clima di repressione sempre più severo sotto il controllo di Pechino.






