Il primo ministro Andy Burnham ha autorizzato rifornimenti aria-aria difensivi all’Arabia Saudita per un periodo limitato. Ha accettato la richiesta saudita per mantenere aperte le rotte. La decisione si inserisce nella tensione tra Stati Uniti e Iran, mentre Baghdad denuncia il mancato via libera iraniano al passaggio delle petroliere irachene nello Stretto di Hormuz.
L’autorizzazione riguarda dunque i rifornimenti in volo e ha carattere difensivo. Burnham ha legato la scelta alla necessità di mantenere aperti i collegamenti: il sostegno richiesto dall’Arabia Saudita avrà una durata limitata.
I rifornimenti all’Arabia Saudita e il passaggio a Hormuz
Il premier iracheno Ali al-Zaidi ha dichiarato che l’Iran non ha autorizzato il passaggio delle petroliere irachene attraverso Hormuz. Ha inoltre quantificato in circa 60 miliardi di dollari le entrate perse da Baghdad.
La questione delle rotte compare così nelle posizioni di entrambi i primi ministri, ma con riferimenti distinti. Burnham ha motivato l’autorizzazione ai rifornimenti con l’esigenza di mantenere aperte le rotte. Al-Zaidi ha invece indicato un ostacolo preciso per l’Iraq: l’assenza dell’autorizzazione iraniana al transito delle proprie petroliere nello Stretto.
Il dato economico fornito dal premier iracheno accompagna la denuncia sul passaggio delle navi. Per Baghdad, alle difficoltà di transito si aggiunge quindi la perdita di entrate indicata da al-Zaidi.
Le navi confiscate dall’Iran e gli sfollati in Yemen
L’alto funzionario giudiziario iraniano Hassan Abdolianpour ha affermato che navi e merci statunitensi e israeliane confiscate sono «messe in vendita». La sua dichiarazione riguarda sia le imbarcazioni sia i carichi, non soltanto il loro sequestro.
Abdolianpour ha dunque indicato la vendita dei beni confiscati, mentre la denuncia irachena riguarda l’autorizzazione al passaggio delle petroliere. Sono due questioni distinte che coinvolgono navi e traffici commerciali nella tensione tra Stati Uniti e Iran, segnata da attacchi e dichiarazioni dell’IRGC.
L’Onu ha segnalato un aumento degli sfollati interni in Yemen dopo gli ultimi combattimenti.
Guerra Usa-Iran, la diretta di oggi, 21 settembre
Donald Trump ha bloccato all’ultimo momento gli attacchi statunitensi contro obiettivi Houthi in Yemen, secondo il New York Times. Intanto, l’Iran avverte Washington di aver appreso di possibili nuovi raid americani e minaccia una risposta «senza limitazioni» qualora gli Stati Uniti decidessero di procedere. Il presidente americano ha indicato tre possibili opzioni per il conflitto: «Annientare l’Iran, lasciarlo marcire economicamente oppure raggiungere un accordo». In Yemen proseguono i combattimenti.
Cosa sapere:
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Attacchi contro gli Houthi fermati: secondo il New York Times, Trump ha bloccato all’ultimo momento i raid statunitensi.
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Teheran avverte Washington: l’Iran sostiene di aver appreso di possibili nuovi attacchi americani.
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Minaccia di ritorsioni: le autorità iraniane annunciano una risposta «senza limitazioni» in caso di nuovi raid.
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Le tre opzioni di Trump: attacco militare, pressione economica o accordo con l’Iran.
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Yemen: proseguono i combattimenti.
Cosa sta succedendo
Live blog sulla tensione tra Usa e Iran, con attacchi e dichiarazioni dell’IRGC. L’Onu segnala che gli sfollati interni in Yemen sono saliti ad almeno 158.000 dopo gli ultimi combattimenti.
Ultimi sviluppi: il primo ministro Andy Burnham ha autorizzato rifornimenti aria-aria difensivi all’Arabia Saudita per un periodo limitato.
- Burnham: accettata la richiesta saudita per mantenere aperte le rotte con rifornimenti aria-aria difensivi.
- Iran: l’alto funzionario giudiziario Hassan Abdolianpour afferma che navi e merci statunitensi e israeliane confiscate sono «messe in vendita».
- Iraq: il premier Ali al‑Zaidi dice che l’Iran non ha autorizzato il passaggio di petroliere irachene nello Stretto di Hormuz e che Baghdad ha perso circa 60 miliardi di dollari di entrate.
Hassan Abdolianpour, alto funzionario giudiziario iraniano, dice all'agenzia Mizan che le navi e le merci statunitensi e israeliane confiscate sono «messe in vendita».
Abdolianpour non specifica il numero delle imbarcazioni e afferma che i proventi saranno destinati alle famiglie delle vittime della «guerra americana contro l'Iran».
Il primo ministro Andy Burnham ha detto di aver accettato la richiesta dell'Arabia Saudita per fornire rifornimenti aria-aria difensivi per un periodo limitato. «L'Arabia Saudita è stata oggetto di attacchi… dobbiamo mantenere aperte queste rotte, ecco perché abbiamo accettato la richiesta», ha aggiunto Burnham. La Gran Bretagna è da decenni un alleato militare stretto dell'Arabia Saudita e uno dei suoi principali fornitori d'armi.
Ali al-Zaidi dice che l'Iran non ha autorizzato il passaggio di petroliere irachene nello Stretto di Hormuz. «Non si tratta di essere vicini a loro o meno. Comunque vogliono creare pressione», ha affermato al-Zaidi. Ha aggiunto che l'Iraq ha perso circa 60 miliardi di dollari di entrate dall'inizio della guerra e il 60% delle sue entrate mensili dalle esportazioni.
Il primo ministro Ali al-Zaidi annuncia il disarmo dei gruppi armati affiliati all'Iran entro giugno 2027, in un'intervista al New York Times. Zaidi dice che i gruppi saranno integrati nelle Forze di Mobilitazione Popolare e avranno un periodo di 90 giorni senza lanciare attacchi, con la garanzia che le forze Usa non li colpiranno. Chi rimarrà armato dopo la scadenza «sarà considerato fuorilegge», aggiunge.
L'ambasciatore Usa all'Onu Mike Waltz afferma che le vittime civili derivanti dalla guerra contro l'Iran sono «non intenzionali e incidentali», parole pronunciate in un'intervista al New York Post. Ha detto che il presidente Donald Trump porterà la questione all'Assemblea generale dopo che una missione d'inchiesta dell'Onu ha riferito che gli Stati Uniti potrebbero aver commesso crimini di guerra in due raid all'inizio del conflitto. Waltz ha aggiunto che, anche se il Pentagono sta ancora indagando, «anche quando abbiamo vittime civili... è non intenzionale e incidentale», confrontando poi la situazione con le accuse rivolte al governo iraniano.
Abbas Araghchi è arrivato a New York in vista dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, riferisce l'agenzia IRNA.
Il presidente Pezeshkian dovrebbe arrivare martedì.
Gli Stati Uniti hanno concesso i visti d'ingresso a Pezeshkian e Araghchi, ma hanno imposto restrizioni ai loro spostamenti e agli acquisti.
L'agenzia palestinese Wafa riferisce che coloni armati israeliani hanno attaccato abitazioni ad Abu Falah, a nordest di Ramallah. Il rapporto aggiunge che i coloni hanno tentato di entrare con la forza in diverse case e sono stati sorvegliati da soldati israeliani, che hanno sparato contro i palestinesi intervenuti per fermarli. In un episodio separato, un convoglio di mezzi dell'esercito ha fatto irruzione a Silwad, a est di Ramallah, e ha istituito un posto di blocco. I coloni hanno da tempo preso di mira abitazioni e attività a Silwad, distruggendo uliveti e raccolti.
L'esercito israeliano annuncia di aver colpito infrastrutture di Hamas a Gaza dopo l'esplosione di un ordigno vicino a un suo mezzo da genio. Nel comunicato l'esercito afferma che il veicolo è stato preso di mira durante operazioni vicino alla cosiddetta «Yellow Line» e definisce l'episodio una violazione del «cessate il fuoco» da parte di Hamas. Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha respinto le accuse come «false e prive di fondamento» e ha detto che il movimento resta impegnato nel quadro nonostante le presunte violazioni israeliane.
Ali Madani-Zadeh, ministro dell'Economia iraniano, dice che l'Iran sta trattando con i Paesi vicini per facilitare le importazioni. Ha aggiunto che le trattative mirano a permettere all'Iran «di superare queste difficili condizioni», riferisce l'agenzia semi-ufficiale Tasnim. Intanto il segretario al Tesoro Usa ha detto che le compagnie aeree iraniane potrebbero essere di fatto escluse dal traffico internazionale da mercoledì.
L'IRGC chiede che Usa e Israele accettino il loro ritiro dalla regione, afferma in una nota pubblicata dall'agenzia Fars. Nella dichiarazione i Guardiani della Rivoluzione sostengono che la difesa iraniana ha frantumato la debole egemonia di Usa, Israele e dei loro sostenitori e ha riorganizzato gli assetti di sicurezza regionali.
Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale Antonio Guterres, avverte che il protrarsi dei combattimenti in Yemen avrà un impatto regionale e globale crescente.
Ha detto al punto stampa che il conflitto rischia «ulteriori danni al paese e alla sua popolazione» e che l'inviato speciale Hans Grundberg è in contatto costante con tutte le parti yemenite coinvolte.
Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, dice che Doha sta lavorando per mediare e aprire un canale di dialogo tra Iran e Stati Uniti in coordinamento con il Pakistan. «Doha sta lavorando per mediare e aprire una via di dialogo», ha detto al-Ansari al Concordia Summit di New York. Ha aggiunto che le condizioni per avviare il dialogo riguardano la riapertura dello Stretto di Hormuz e l'impegno di entrambe le parti a non minacciare l'uso della forza.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha detto al ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi che le azioni e le pressioni degli Stati Uniti hanno favorito un avvicinamento tra Teheran e Islamabad, riferisce l'agenzia Fars. Naqvi è arrivato a Teheran lunedì per colloqui sulle relazioni bilaterali.
Trump valuta un fondo da 5 miliardi di dollari per ricostruire le infrastrutture energetiche danneggiate nel Golfo, riferisce il Wall Street Journal citando funzionari americani e mediorientali. I finanziamenti mirerebbero anche a ridurre la dipendenza strategica dei Paesi del Golfo dallo Stretto di Hormuz.
Il governo iraniano riduce l'orario d'ufficio a 8-13 fino al 20 marzo e dispone che le ore contrattuali residue siano svolte in remoto.
Le amministrazioni devono inoltre stabilire un giorno a settimana in cui dipendenti e dirigenti usano i mezzi pubblici; metro e autobus saranno gratuiti fino a metà novembre per scoraggiare l'uso dell'auto.
L'esecutivo prevede infine di sostituire i veicoli statali usurati con modelli elettrici, a gas o ibridi, una transizione che richiederà anni.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto assicura la continuità e la sicurezza delle operazioni italiane nel Golfo, riferendo misure per tutelare il personale e gli assetti. A Palazzo Chigi Crosetto ha fatto il punto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, con focus sullo Stretto di Bab el-Mandeb e sul transito sicuro dei mercantili. Il portavoce degli Houti ha detto «non c'era alcuna volontà di colpire un assetto italiano», mentre per gli assetti, in particolare aerei, sono state adottate misure per incrementarne la sicurezza.
L'Organizzazione mondiale della sanità riferisce oltre 3.600 vittime in Yemen dall'agosto scorso, con 674 morti e 2.998 feriti registrati nell'ultimo mese. Tra il 13 e il 18 settembre l'Oms segnala 164 morti e 516 feriti. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni comunica che 129.438 persone sono state sfollate in sette governatorati; Othman Belbeisi riferisce un aumento di 11.352 sfollati tra il 18 e il 21 settembre.
La Lega Araba ha condannato l'ingresso nel complesso di Al-Aqsa a Gerusalemme Est occupata di Itamar Ben-Gvir, di forze israeliane e di coloni. In una nota l'organizzazione ha respinto «qualsiasi violazione della sacralità di Al-Aqsa» e ha chiesto il rispetto del ruolo di custodia della Giordania sui luoghi santi. L'incursione di domenica, avvenuta con il sostegno delle forze israeliane e con la presenza di migliaia di coloni, è la seconda registrata nelle ultime settimane.
Il presidente del Consiglio di sicurezza ONU António Guterres è stato in contatto con funzionari pakistani per sostenere gli sforzi volti a porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran, riferisce il portavoce Stéphane Dujarric. Dujarric ha elogiato il ruolo del Pakistan nell'accordo di giugno per la cessazione delle ostilità, definendolo «un grande risultato». Ha aggiunto che la ripresa dei colloqui contribuirà a porre fine al conflitto tra i due paesi.
Vance accusa l'Iran di aver provocato l'aumento dei prezzi del carburante negli Stati Uniti. «Teheran sta creando paura e minacce alla navigazione», ha detto Vance, aggiungendo che ciò ha contribuito al rialzo dei prezzi dell'energia.
Trump si dice disponibile a incontrare il presidente iraniano e vuole un accordo rapido.
Afferma di poter decidere nei prossimi giorni un attacco militare contro l'Iran, ma preferisce una soluzione diplomatica.
Vuole chiudere l'intesa prima delle elezioni di metà mandato tra sei settimane per ridurne l'impatto sull'economia statunitense.
L'Onu condanna i continui attacchi transfrontalieri degli Houthi contro l'Arabia Saudita, ha detto il portavoce Stephane Dujarric. Dujarric esorta tutte le parti a mostrare moderazione e a rispettare il diritto internazionale umanitario, inclusi i divieti di attacchi contro civili e infrastrutture. L'inviato speciale per lo Yemen, Hans Grundberg, si trova a Muscat per incontri con alti funzionari omaniti.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam afferma che il suo governo è impegnato a estendere l'autorità dello Stato e a far rispettare il disarmo in tutto il paese. Salam ha pronunciato le affermazioni durante un incontro con la senatrice statunitense Jeanne Shaheen alla missione permanente del Libano presso l'Onu a New York, dove partecipa alla 81ª sessione dell'Assemblea generale. Il premier ha anche avvertito della necessità di evitare un vuoto di sicurezza alla scadenza del mandato della Forza interinale delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) tra tre mesi e ha chiesto il mantenimento di una presenza internazionale nel sud.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani incontrerà domani a New York l'omologo iraniano Abbas Araghchi, a margine dell'81ª Assemblea generale dell'Onu. Parlando con i giornalisti, Tajani ha detto che l'Italia mantiene posizioni critiche sul nucleare militare iraniano ma vuole mantenere aperto il canale diplomatico; «L'obiettivo è liberare lo Stretto di Hormuz», ha aggiunto.
I prezzi del diesel negli Stati Uniti superano la soglia di 6,5 dollari al gallone. La American Automobile Association rileva un prezzo medio nazionale di 6,5107 dollari al gallone.
Bbc riferisce oltre 120.000 persone sfollate in Yemen a causa dell'escalation armata, citando dati delle Nazioni Unite. Circa 3.000 di loro sarebbero fuggiti via mare a Gibuti e molti hanno trovato alloggio in spazi gestiti dall'Unhcr. «Non ci importa quale delle due parti stia attaccando», dicono molti rifugiati, riporta la Bbc.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che chiederà all'alta rappresentante Kaja Kallas di rafforzare la missione Aspides nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el Mandeb. «È fondamentale per l'attraversamento», ha detto a margine dell'Assemblea Onu, aggiungendo che serve la partecipazione di altri Paesi europei per proteggere le navi mercantili e ricordando che il 40% del traffico marittimo italiano passa per quella rotta.
Habib Abbasi, direttore delle relazioni pubbliche dell'ufficio del presidente Pezeshkian, ha detto a Tasnim che il governo Usa non ha concesso i visti ai membri del team media per le sessioni dell'Assemblea Generale dell'Onu, nonostante ripetute richieste. «Un tentativo di impedire che la voce del presidente e la narrazione iraniana raggiungano il mondo», ha aggiunto Abbasi, citato dall'agenzia Tasnim.
Trump afferma che sono in corso colloqui con gli Houthi e che non vuole coinvolgersi in un altro conflitto in Medio Oriente. Ha detto in Irlanda che gli Houthi lo hanno chiamato per dire di non voler combattere gli Usa, e ha aggiunto che il principe ereditario saudita gli avrebbe chiesto assistenza militare; Trump sostiene di aver individuato obiettivi e poi di aver annullato l'attacco all'ultimo momento.
Un drone israeliano ha lanciato una bomba sonora su Hadatha nel sud del Libano, riferisce la National News Agency. Non sono state fornite ulteriori informazioni sulle conseguenze dell'episodio.
Iran Air annuncia che manterrà i voli da Teheran, Mashhad e Isfahan verso Najaf. Il reparto relazioni pubbliche della compagnia precisa che le rotte opereranno secondo gli orari previsti, nonostante la minaccia di sanzioni statunitensi. La dichiarazione segue l’avvertimento del segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo cui le compagnie aeree iraniane potrebbero essere escluse dai collegamenti internazionali se società straniere continuano a servirle.
Le forze governative yemenite affermano di aver abbattuto un drone Houthi nel sud-ovest di Taiz. Il velivolo di ricognizione sarebbe stato colpito sul fronte di al-Kadha, nella provincia di Taiz. I combattimenti proseguono mentre gli Houthi cercano di avanzare; si registrano perdite da entrambe le parti.
Le forze governative yemenite riferiscono di aver colpito combattenti Houthi e linee di rifornimento vicino a Bab al‑Mandeb e nella provincia di al‑Bayda, a sud di Sanaa. Non sono disponibili conferme indipendenti sull'entità dei danni o delle perdite.
Medici Senza Frontiere chiede a Israele di risparmiare civili e veicoli umanitari durante i raid su Gaza, dopo una serie di attacchi mortali. «Le forze israeliane dimostrano che non c'è luogo sicuro a Gaza», ha detto l'organizzazione, aggiungendo che gli attacchi continuano e «ogni giorno palestinesi vengono uccisi o feriti». Nelle 24 ore tra il 15 e il 16 settembre medici MSF hanno curato 11 persone, tra cui cinque bambini, ferite negli attacchi; il 13 settembre un autobus umanitario chiaramente identificato di MSF con 10 operatori è stato danneggiato e un membro dello staff è rimasto ferito.
Abdel-Malik al-Houthi afferma che il conflitto con gli Stati Uniti persisterà «finché Washington cerca la dominazione sul popolo yemenita». Ha pronunciato le parole in un discorso televisivo, denunciando anche un presunto coinvolgimento di Israele e invocando il ruolo dell'Arabia Saudita. Intanto le forze del governo yemenita, sostenute dall'Arabia Saudita, dicono di avere riconquistato posizioni a ovest e a sud della città di Taiz.
UK Maritime Trade Operations riferisce che una seconda nave è stata colpita nello Stretto di Hormuz da detriti di un «proiettile sconosciuto». L'imbarcazione si trovava vicino all'isola Tawakkul; non si segnalano feriti né impatto ambientale e la nave proseguirà verso il porto successivo.
Scott Bessent, segretario del Tesoro degli Stati Uniti, avverte che tutte le compagnie aeree iraniane saranno bloccate a livello mondiale entro due giorni per effetto delle sanzioni americane.
In un'intervista a CNBC Bessent ha detto: «Se atterrano non potete fornire loro carburante, servizi di atterraggio o vendere biglietti, altrimenti verrete esclusi dal sistema del dollaro».
L'annuncio segue le sanzioni dell'8 settembre mirate a mettere a terra le 27 compagnie iraniane ancora in servizio.
Spari israeliani vicino a un centro medico nel centro di Gaza feriscono gravemente una donna e un bambino e costringono all'evacuazione di pazienti e personale, riferisce la ong Medical Aid for Palestinians (MAP). L'episodio è avvenuto domenica ad Abu Madeen, vicino a Deir el-Balah, quando proiettili hanno colpito un serbatoio d'acqua sul tetto e circa 40 pazienti sono stati successivamente evacuati, aggiunge MAP. La ong segnala che si tratta della seconda struttura medica evacuata per fuoco israeliano in meno di una settimana, dopo che un quadricottero israeliano aveva ucciso un paziente di 65 anni in una clinica a Jabalia. «Quasi un anno nel cosiddetto ‘cessate il fuoco’, l'assistenza sanitaria a Gaza continua a essere presa di mira quotidianamente dall'esercito israeliano», ha detto Fikr Shalltoot, direttore di MAP a Gaza.
Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent dice che tutte le compagnie aeree iraniane saranno bloccate mercoledì a causa del rischio di sanzioni secondarie sui fornitori di servizi aerei. In un intervento a CNBC Bessent afferma che i funzionari cinesi sono «molto impegnati» nella campagna economica americana contro l'Iran in vista della visita di Xi Jinping. Aggiunge che gli Stati Uniti stanno avendo colloqui positivi con le autorità finanziarie cinesi, incluso il governatore della People’s Bank Pan Gongsheng, sulla conformità alle sanzioni Usa.
Hamas denuncia la chiusura israeliana della moschea di Ibrahimi a Hebron ai fedeli musulmani durante le festività e l'apertura dell'area ai coloni, riferisce il gruppo.
In un comunicato sul suo canale Telegram Hamas definisce la misura «un attacco palese alla santità e all'identità della moschea» e parla di una «politica sistematica» contro i luoghi sacri islamici.
Il gruppo avverte contro ulteriori violazioni a Ibrahimi e alla moschea al-Aqsa e invita i Paesi arabi e islamici a intervenire; la chiusura, iniziata domenica pomeriggio in concomitanza con Yom Kippur, sarebbe la seconda in meno di una settimana.
Bassem Mohammad Khadeer, ministro del Petrolio iracheno, afferma che la maggioranza delle navi cisterna che attraversano lo Stretto di Hormuz appartiene alla flotta irachena. Khadeer dice che l'Iraq è riuscito a esportare 4 milioni di barili in un solo giorno a settembre e che la media giornaliera di questo mese è di 2,6 milioni di barili. All'inizio di settembre il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent aveva dichiarato che «almeno 10 milioni di barili» transitavano ogni giorno, mentre prima dell'attacco Usa-Israele all'Iran la stima era di 20 milioni di barili al giorno.
Forze israeliane chiudono la moschea di Ibrahimi a Hebron e permettono a coloni di entrare per eseguire rituali religiosi. All'alba i soldati hanno fatto irruzione in abitazioni a Ya'bad, a sud-ovest di Jenin, e a Tuqu', a sud-est di Betlemme. A al-Ram, a nord di Gerusalemme Est occupata, le forze hanno lanciato gas lacrimogeni contro case, mentre a Arranah è stata eretta una barriera metallica all'ingresso. Coloni hanno incendiato veicoli a Beit Ummar e truppe israeliane hanno arrestato cinque palestinesi a Salfit, Bruqin e Kafr al-Dik.
La municipalità di Houla, nel sud del Libano, accusa le forze israeliane di avere dato alle fiamme l'ospedale pubblico di Mays al-Jabal e di aver distrutto altre infrastrutture nei villaggi di confine, riferisce l'agenzia nazionale NNA.
Il ministero della Salute libanese afferma che i soldati israeliani hanno incendiato l'ospedale venerdì dopo aver occupato l'edificio e averlo utilizzato come postazione militare, definendo l'atto «un crimine di guerra».
La struttura era già fuori servizio per colpi aerei di ottobre 2024 e si trovava in fase di ricostruzione al momento dell'incendio.
Aerei israeliani hanno colpito l'area di Wadi al-Hujeir nel sud del Libano. Wadi al-Hujeir è una valle nel governatorato di Nabatieh, vicino al fiume Litani.
Il generale Hossein Mohebbi, portavoce della Guardia rivoluzionaria islamica (IRGC), ha avvertito che «i centri di intelligence Usa sono alla nostra portata».
Mohebbi ha detto a Press TV che gli Stati Uniti sono stati costretti a trasferire truppe e mezzi da basi nella regione.
Ha aggiunto che l'IRGC è pronto a «una guerra prolungata».
L'avvertimento arriva dopo le minacce di Donald Trump di rilanciare i combattimenti.
Aerei israeliani hanno effettuato una serie di raid nel sud del Libano. L'agenzia statale National News Agency indica che i bombardamenti hanno interessato i distretti di Nabatieh, Bint Jbeil e Marjayoun, con una forte esplosione segnalata ad Ainata. NNA riferisce inoltre colpi alla periferia di Bar'ashit e al villaggio di Deir Seryan.
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riferisce che nello Yemen, tra il 13 e il 18 settembre, sono state uccise 164 persone e 516 sono rimaste ferite. L'Oms precisa che nel periodo considerato si registrano 680 vittime totali e che il bilancio complessivo dal 6 agosto sale a 3.672 persone, di cui 674 morti e 2.998 feriti. L'agenzia delle Nazioni Unite segnala inoltre che nella provincia di Lahj, nel sud-ovest, in sei giorni si sono avuti 58 morti e 226 feriti.
Un altro palestinese è stato ucciso da un drone israeliano vicino ad al-Sikka, a Khan Younis, portando a quattro il bilancio delle vittime negli attacchi odierni nella Striscia di Gaza. In precedenza un ragazzo era stato colpito al petto e ucciso da truppe israeliane ad al-Mawasi; una donna è stata uccisa da un colpo alla testa a Deir el-Balah e un uomo è morto per ferite da arma da fuoco a Jabalia, nel nord di Gaza.
I prezzi del petrolio scendono ai minimi di 11 giorni mentre l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York apre la settimana di colloqui sulla crisi tra Stati Uniti e Iran. Il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi è arrivato in Iran per discutere «l'espansione dei legami e il coordinamento delle questioni in corso». Un comandante militare yemenita afferma che le forze governative hanno riconquistato postazioni a ovest e a sud di Taiz. Israele continua i raid nel sud del Libano e le operazioni militari colpiscono anche la provincia di Deraa in Siria; in Cisgiordania le forze israeliane hanno compiuto rastrellamenti a Biddu arrestando almeno 53 palestinesi.
Il ministro degli Esteri saudita Prince Faisal bin Farhan bin Abdullah ha parlato per telefono con i colleghi di Egitto, Turchia e Kuwait sui recenti sviluppi regionali, riferisce il ministero degli Esteri saudita. Durante i colloqui hanno esaminato «gli sforzi congiunti per contenere le tensioni in modo da contribuire alla sicurezza e alla stabilità regionale», recita la nota. Lo scorso mese Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno firmato l'accordo di Mecca per rafforzare la deterrenza collettiva contro qualsiasi aggressione.
Raid aerei colpiscono il distretto di Hayfan, nella provincia di Taiz, riferisce la tv Houthi al-Masirah. Gli attacchi seguono la rapida avanzata degli Houthi lungo la costa del Mar Rosso fino all'area del Bab al-Mandeb. Le Nazioni Unite riferiscono che gli scontri hanno sfollato almeno 125.000 persone dall'inizio del mese; al-Masirah indica l'impiego di F-15 della Royal Saudi Air Force.
Mohammad Ishaq Dar ha riaffermato l'impegno del Pakistan per la pace internazionale e un ordine multilaterale inclusivo. In un messaggio per la Giornata internazionale della pace ha detto che le dispute irrisolte alimentano l'insicurezza e che «la pace duratura non può realizzarsi» se ai popoli viene negato il diritto all'autodeterminazione. Dar ha aggiunto che questo problema è evidente nelle situazioni di occupazione straniera.
Abbas Aslani sostiene che la disponibilità dell'Iran a negoziare dipende dalla credibilità degli accordi precedenti con gli Stati Uniti. L'analista ha citato il ritiro statunitense del 2015 dall'intesa nucleare come un precedente che ha eroso la fiducia. Aslani ha avvertito che «sarebbe difficile immaginare concessioni» sul dossier nucleare senza garanzie credibili.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian partirà domani per New York per partecipare all'Assemblea Generale dell'Onu, ha detto Habibollah Abbasi, responsabile delle relazioni pubbliche dell'ufficio presidenziale, all'agenzia IRNA. L'agenzia Mehr riferisce che Pezeshkian interverrà sull'azione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e terrà incontri di alto livello a margine dell'Assemblea. Donald Trump ha detto ieri a Fox News di essere aperto a un incontro con Pezeshkian durante la sua permanenza a New York.
Una delegazione di Hamas ha incontrato varie fazioni palestinesi al Cairo per discutere gli ultimi sviluppi, comprese le elezioni, riferisce un comunicato sul canale Telegram di Hamas. La missione è stata guidata da Hussam Badran, capo dell'Ufficio Relazioni Nazionali e membro del suo ufficio politico, e ha visto la partecipazione di rappresentanti di Jihad Islamica e di altre sei formazioni. Le parti hanno concordato di lavorare a una strategia nazionale unificata per «confrontare l'occupazione, l'insediamento, lo sfollamento e l'annessione» e per porre fine all'assedio della Striscia di Gaza.
Teheran ospita una delegazione pachistana guidata dal ministro dell'Interno Mohsin Naqvi, ricevuto dal collega iraniano e al lavoro su colloqui bilaterali.
L'Interno pachistano riferisce che i negoziati sono in corso e che comunicazioni mediate tra Washington e Teheran proseguono con l'assistenza di Qatar e Pakistan.
La visita mira a esplorare vie diplomatiche mentre funzionari iraniani parlano di disponibilità a una «guerra decisiva».
Il Ministero della Salute di Gaza riferisce che per il secondo giorno consecutivo non sono state evacuate pazienti o feriti attraverso i valichi di Rafah e Karem Abu Salem a causa delle festività osservate da Israele.
La sospensione aggrava un sistema sanitario già in crisi e l'Organizzazione mondiale della sanità avverte che migliaia di pazienti restano privi di cure specialistiche disponibili solo all'estero.
Un'ambulanza ha trasportato un ferito palestinese all'ospedale galleggiante degli Emirati Arabi Uniti al largo dell'Egitto.
Il maggiore generale Abdulaziz al-Majidi riferisce che le forze governative yemenite hanno riconquistato diverse posizioni a ovest e a sud della città di Taiz. Ha detto alla agenzia di Stato Saba che soldati e milizie tribali alleate «hanno liberato un certo numero di aree» dopo scontri con i combattenti Houthi, che avrebbero subito perdite in uomini e mezzi. Al-Majidi ha aggiunto che le truppe respinsero un'offensiva Houthi mirata ad accentuare l'assedio di Taiz.
Mohsin Naqvi è arrivato a Teheran per colloqui con le autorità iraniane.
L'agenzia di stampa statale iraniana riferisce che la visita sarà incentrata su «l'espansione dei legami e il coordinamento delle questioni in corso tra i due Paesi vicini».
Naqvi ha compiuto diversi viaggi a Teheran da quando il Pakistan ha avviato sforzi di mediazione tra Iran e Stati Uniti.
A giugno Iran e Stati Uniti avevano firmato a Islamabad un memorandum d'intesa e avviato negoziati, poi naufragati su garanzie di sicurezza e libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il generale di divisione Amir Hatami, comandante dell'esercito della Repubblica islamica, afferma che le forze sono «completamente preparate, vigili e pronte» a fronteggiare qualsiasi nuovo attacco degli Stati Uniti o di Israele, riporta la stampa ufficiale.
Hatami aggiunge che l'esercito «non esiterà per un solo istante» a difendere l'indipendenza, la sicurezza e l'integrità territoriale dell'Iran.
Le dichiarazioni seguono l'affermazione del presidente Trump di trovarsi in «modalità decisione», con opzioni che includono «distruggerlo», pressione economica o un accordo di pace, e la disponibilità a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a New York.
Soldati israeliani minacciano di demolire abitazioni a Biddu dopo un attacco che ha ucciso un colono israeliano. I residenti riferiscono che i militari hanno compiuto tre incursioni, perquisito case, svolto interrogatori sul posto e misurato l'abitazione del sospettato. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben‑Gvir ha ricordato l'entrata in vigore della pena capitale e ha detto che sarà applicata al sospettato, ricoverato dopo esser stato ferito durante l'arresto.
Oltre 86.000 yemeniti sono arrivati a Taiz dopo l'espansione dei combattimenti nella provincia meridionale. La città, già sotto assedio dal 2015 e collegata al sud da una sola via, ha risorse limitate per accogliere i nuovi arrivi. Molte famiglie sono state sfollate più volte nei 12 anni di conflitto e tra gli arrivati ci sono anziani, donne e bambini; le autorità locali cercano tende, cibo e forniture d'emergenza. Tra gli sfollati c'è Rawya Hassan, madre di sette figli, al campo di al-Bireen.
I ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono riuniti a New York ai margini dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato che i ministri «hanno discusso gli ultimi sviluppi regionali», concentrandosi su sforzi diplomatici e coordinamento congiunto per la de-escalation. Hanno inoltre esaminato misure per rafforzare la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati del Golfo.
Politico, CNN e MS Now hanno avviato una causa contro Donald Trump e tre suoi stretti collaboratori dopo che i giornalisti delle tre testate sono stati esclusi dalla Casa Bianca e hanno perso i pass di accesso. Le testate accusano l'amministrazione di violare il Primo Emendamento e hanno presentato il ricorso presso un tribunale federale di Washington chiedendo un intervento urgente per ripristinare l'accesso. La sospensione era stata annunciata venerdì scorso da Trump sul social Truth, dove il presidente aveva accusato le tre testate di pubblicare «fake news».
Il Ministero della Salute di Gaza riferisce che nelle ultime 24 ore gli attacchi israeliani hanno ucciso quattro palestinesi e ne hanno feriti 17. Il ministero precisa che una vittima è morta per ferite pregresse e che tre corpi sono stati recuperati dalle macerie di edifici distrutti. Dall'entrata in vigore del cessate il fuoco l'11 ottobre 2025 il ministero conta 1.394 morti, 4.839 feriti e 834 corpi recuperati; complessivamente dal ottobre 2023 il bilancio sale a 73.914 morti e 174.952 feriti. Il ministero definisce la campagna israeliana «guerra genocida».
L'ufficio media del governo riferisce che un bombardamento israeliano ha causato il crollo di un palazzo a Gaza City.
Il crollo ha ucciso 21 persone e ferito decine dopo che l'attacco aveva colpito le fondamenta e i piani bassi, aggiunge l'ufficio.
L'ufficio accusa l'esercito israeliano di negare responsabilità per eludere la giustizia e avverte che centinaia di edifici danneggiati rischiano il collasso; il comunicato parla di «più di 73.000» morti palestinesi.
Testimoni riferiscono che truppe israeliane hanno aperto il fuoco a Rafah questa mattina, uccidendo un ragazzo palestinese. Il ministero della Salute riferisce che vascelli israeliani hanno sparato contro pescherecci al largo, ferendo tre persone; dall'accordo di cessate il fuoco di quasi un anno fa sono oltre 1.300 i palestinesi uccisi e più di 4.000 i feriti.
L'UK Maritime Trade Operations riferisce che una petroliera è stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta durante un transito nello Stretto di Hormuz e che due membri dell'equipaggio hanno riportato ferite lievi. L'agenzia invita le navi a transitare con cautela e a segnalare qualsiasi attività sospetta.
Israele lancia una serie di raid aerei e bombardamenti nel sud del Libano. Colpi d'artiglieria colpiscono la governatorato di Nabatieh, tra cui Nabatieh al-Fawqa, Zoutar al-Sharqiyah e Khallet Mayfadoun, mentre nel distretto di Bint Jbeil risultano colpite Beit Lif, Hadatha e le periferie di Baraachit. La National News Agency riferisce che veicoli dell'esercito israeliano pattugliano Baraachit, Hadatha, Beit Yahoun e Mays al-Jabal; vengono inoltre segnalati fuoco di artiglieria su Wadi al-Salouqi e fuori Touline e colpi di mitragliatrice a Sarbine, Hadatha, periferie di Mays al-Jabal e Wadi Zibqine.
Xi Jinping visiterà gli Stati Uniti questa settimana per incontrare il presidente Donald Trump, conferma Pechino.
Un comunicato governativo fissa la visita da mercoledì a venerdì.
Il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun dice che i due leader «avranno uno scambio approfondito di vedute sulle principali questioni relative alle relazioni sino-statunitensi e alla pace e allo sviluppo mondiali» nel contesto della guerra in corso sull'Iran.
«Discuterò praticamente di tutto con lui», ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One.
Forze israeliane sparano in diverse aree della Striscia di Gaza, provocando numerosi feriti tra la popolazione civile. Le munizioni hanno colpito zone entro la cosiddetta «yellow line», la demarcazione del cessate il fuoco che delimita oltre il 70% della superficie della Striscia. A Khan Younis quattro persone sono rimaste ferite nel Qatar Camp, mentre colpi di arma da fuoco e qualche razzo hanno raggiunto la zona centrale lungo Salah al-Din tra i campi di Bureij e Maghazi; tra i feriti figurano una donna in condizioni critiche e un bambino trasferiti all'ospedale Al-Aqsa Martyrs.
Un uomo palestinese muore per ferite da arma da fuoco inflitte da soldati israeliani a Jabalia, nella Striscia di Gaza settentrionale. È la terza uccisione compiuta oggi dalle truppe israeliane. In precedenza erano morti un bambino palestinese e una donna negli stessi attacchi.
L'agenzia di stato siriana SANA riferisce che truppe israeliane hanno bombardato all'alba la provincia di Deraa con artiglieria e mitragliatrici, senza causare vittime.
Il rapporto precisa che l'artiglieria ha colpito le valli di Abidin e Ruqad e che sono stati presi di mira anche i sobborghi del villaggio di Jamlah, nell'area del bacino del Yarmouk.
SANA aggiunge che soldati israeliani hanno sparato da una posizione lungo la linea di disimpegno del 1974 verso i sobborghi di Abidin; Ruqad e Abidin segnano il confine tra le province di Quneitra e Deraa e il Golan occupato.
La rete «Preti contro il Genocidio», composta da circa 100 sacerdoti provenienti da otto Paesi e da varie regioni d'Italia, organizza domani a Roma una marcia. Dopo una preghiera alla Chiesa di Santo Spirito in Sassia, il corteo partirà alle 15.30 da Via della Conciliazione con un sudario recante i nomi di 300 bambini palestinesi e libanesi uccisi dopo la dichiarazione dei due «cessate il fuoco». Il percorso proseguirà verso Piazza Pio XII, via di Porta Angelica e Via Cola di Rienzo; i partecipanti intoneranno un canto su Taybeh composto da padre Xavier Morlans e concluderanno verso le 17.30 in Piazza Monte Grappa, nel Giardino Simonetta Cesaroni di fronte a Leonardo S.p.A.
Un bambino palestinese, Ismail al-Bardawil, è stato ucciso dopo essere stato colpito al torace da soldati israeliani nella «zona sicura» di al-Mawasi, nel sud di Gaza.
L'ospedale al-Aqsa Martyrs riferisce che una donna, identificata come Fidaa Khader Totah, 31 anni, è morta per un colpo alla testa lungo la strada Salah al-Din a est di Deir el-Balah.
Nove palestinesi erano rimasti feriti per colpi d'arma da fuoco nei campi di Bureij, nel centro, e nella città di Khan Younis, nel sud.
Pechino conferma che il presidente Xi Jinping sarà negli Stati Uniti dal 23 al 25 settembre per colloqui con il presidente Donald Trump. Il vertice tra Xi e Trump è previsto per giovedì 24 settembre a Washington e sarà il secondo incontro tra i due leader quest'anno dopo la visita di Trump in Cina a maggio. Pechino aggiunge che ieri a New York si sono svolte consultazioni economiche tra il vicepremier He Lifeng, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer; le parti hanno avuto scambi «franchi, approfonditi e costruttivi» sui dossier economici e commerciali. Al vertice sono attesi colloqui su commercio e dazi, restrizioni tecnologiche, intelligenza artificiale e minerali critici.
Il deputato libanese Alain Aoud esorta Hezbollah ad aprire colloqui diretti con il presidente Joseph Aoun a Baabda per concordare una tabella di marcia verso il ritiro israeliano. In un post pubblicato dalla presidenza su X Aoud ha aggiunto che il successo del percorso presidenziale «richiede la cooperazione di tutti i libanesi e la risposta al percorso di confinamento delle armi».
I prezzi del petrolio calano per la quarta sessione consecutiva. Il Brent è scambiato a 101,9 dollari al barile (-1,9%) e il WTI a 98,34 dollari (-1,95%), dopo segnali di aumento dell'offerta mediorientale e maggiori esportazioni saudite. Il greggio resta comunque elevato a causa dei rischi inflazionistici e geopolitici legati al conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Organizzazioni per i diritti dei detenuti palestinesi chiedono a Israele di rilasciare la giornalista Bushra al‑Tawil, detenuta in isolamento per quasi un mese. Le stesse organizzazioni accusano le autorità israeliane di aver intensificato l'isolamento delle detenute mentre un'epidemia di scabbia non controllata si diffonde nelle carceri. Al‑Tawil, 33 anni, è in detenzione amministrativa dal febbraio scorso e sarebbe stata trasferita dal carcere di Damon a Neve Tirtza. Le organizzazioni affermano che 21 donne sono sottoposte a detenzione amministrativa su 88 detenute palestinesi, incluse due donne in stato di gravidanza.
Le montagne di Kahbub, strategiche vicino allo Stretto di Bab al-Mandeb e sovrastanti l'isola di Mayyun, restano sotto il controllo delle forze del governo yemenita sostenute dall'Arabia Saudita. Gli Huthi hanno preso la città di Mocha e il porto, poi si sono spinti sull'isola di Mayyun cercando di avanzare verso le alture. Le forze governative hanno respinto gli Huthi da ampie porzioni dei rilievi. Il fronte di Mocha è al momento calmo, ma Kahbub resta il principale teatro degli scontri per il suo valore strategico.
Il Ministero degli Affari religiosi palestinese condanna la decisione israeliana di classificare il mausoleo Maqam Banat Yaqub ad Artah, nei pressi di Tulkarem, come sito archeologico. «La decisione riguarda terreno di waqf ed è parte di una politica più ampia di sottrazione di proprietà palestinesi per facilitare insediamenti», ha detto il ministero. Le autorità israeliane hanno inoltre affisso avvisi simili in aree a sud e a est di Tulkarem, mentre i residenti hanno posto massi per bloccare una strada e impedire l'accesso di coloni.
Donald Trump dice a Fox News «Succederanno cose molto importanti» e afferma di star prendendo delle decisioni, domandandosi «se e quando farò saltare tutto in aria». Aggiunge di essere disponibile a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Le forze israeliane hanno compiuto raid nelle abitazioni del governatorato di Tulkarem e arrestato cinque persone, tra cui tre ex detenuti, riferisce Wafa.
Un sesto arresto è avvenuto a Hebron, dove l'esercito ha istituito posti di blocco e bloccato alcune strade.
Le forze hanno inoltre perquisito case nel villaggio di Burqa, a nord di Nablus, e fatto irruzione nella città di Salfit.
Gli Houthi affermano che l'Arabia Saudita ha condotto 28 attacchi in diverse aree dello Yemen nelle ultime 24 ore. Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, ha detto che gli strike sono stati effettuati con aerei F-15 e Typhoon decollati dalle basi di Khamis Mushait e Taif. Gli Houthi aggiungono di aver lanciato un'offensiva per conquistare la costa sul Mar Rosso e mantengono che la navigazione nello stretto di Bab el-Mandab resta aperta, eccetto per le navi saudite.
Il ministero degli Esteri iraniano condanna le azioni di Israele a Gaza e in Cisgiordania e chiede responsabilità internazionale mentre l'Assemblea Onu si riunisce a New York. Il ministero accusa Israele di «genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità» a Gaza, citando vittime, carestia e detenzioni di palestinesi. La Muslim World League definisce «provocatorie» le operazioni nella spianata di Al-Aqsa dopo l'ingresso del ministro Itamar Ben-Gvir, protetto dalla polizia, durante cui sono stati compiuti riti ebraici.
Le Guardie rivoluzionarie iraniane affermano di aver abbattuto un drone statunitense MQ-1 nello Stretto di Hormuz, comunica l'agenzia Fars. L'agenzia precisa che il modello MQ-1 era stato ritirato anni fa e sostituito dagli MQ-9, e sostiene che Washington avrebbe reintrodotto alcuni MQ-1 dopo la perdita di numerosi MQ-9.
Forze israeliane sono penetrate nella località di Rasem al-Halabi, nella campagna centrale di Quneitra, e hanno installato un posto di blocco temporaneo, riferisce il broadcaster siriano Al Ekhbariah. La colonna era composta da circa 10 mezzi e l'azione segue altre operazioni israeliane nel sud della Siria.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione (IRGC) afferma che gli Stati Uniti non hanno il coraggio di ammettere la sconfitta nella guerra, dice il portavoce Hossein Mohebbi. «Gli Stati Uniti sono stati sconfitti in questa guerra, ma non hanno il coraggio di accettarlo», ha detto Mohebbi, secondo i passaggi diffusi dai media locali. Mohebbi ha aggiunto che la mancata riapertura dello Stretto di Hormuz, la trasformazione in un problema delle basi statunitensi nella regione e i lanci missilistici contro presunti centri di intelligence dimostrano, a suo dire, la sconfitta americana.
Le forze israeliane feriscono nove persone con colpi d'arma da fuoco a Khan Younis e nel campo di Al-Bureij, nella parte centrale della Striscia di Gaza. Non sono disponibili dettagli immediati sulle condizioni dei feriti.
La ministra degli Esteri Penny Wong afferma che Canberra resta impegnata nella soluzione a due stati dopo aver parlato con il collega palestinese Varsen Aghabekian. Wong scrive su X di aver discusso l'«agenda di riforme» dell'Autorità palestinese, gli sforzi congiunti per rafforzare le istituzioni e la «situazione devastante a Gaza». «Hamas non deve avere alcun ruolo nello Stato palestinese», ha aggiunto.
I prezzi del petrolio scendono per la quarta seduta consecutiva. A Tokyo il Brent scambia a 101,9 dollari al barile (-1,9%) e il WTI a 98,34 dollari (-1,95%), dopo segnali di aumento dell'offerta mediorientale e maggiori esportazioni saudite. Resta comunque il rischio inflazione e geopolitico legato al conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Hossein Mohebbi, portavoce dell'IRGC, avverte che le forze introdurranno nuove capacità militari in caso di un nuovo attacco degli Stati Uniti, ha detto ad Alalam.
Mohebbi ha aggiunto che i cambiamenti interesseranno la geografia del conflitto e il tipo di armamenti impiegati.
«Il mondo rimarrà sbalordito», ha detto, precisando che l'IRGC ha individuato nuovi obiettivi che non sono stati ancora colpiti.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC) affermano di aver intercettato e distrutto un drone MQ-1 statunitense sullo Stretto di Hormuz.
In una nota ripresa dalle agenzie iraniane l'IRGC sostiene che gli Usa hanno rimesso in servizio gli MQ-1 dopo aver perso numerosi MQ-9 e che «entrambi i tipi» vengono intensamente ricercati dal nuovo sistema di difesa aerea dell'IRGC.
L'aviazione statunitense ha ritirato la variante MQ-1 Predator nel 2018.
L'esercito israeliano ha condotto un raid aereo su Zibqin, nel distretto di Tiro, riferisce la National News Agency. Le stesse fonti scrivono che sono stati sparati anche colpi di artiglieria su al‑Mansouri, Majdal Zoun e le valli limitrofe, e che alcune abitazioni ad al‑Mansouri sono state distrutte. Giovedì le forze israeliane avevano già bombardato quei centri durante un'avanzata verso i paesi di confine, ferendo almeno due persone.
Gli Houthi riferiscono 28 raid dell'Arabia Saudita in diverse aree dello Yemen nelle ultime 24 ore. «L'aeronautica saudita ha effettuato 28 attacchi contro i governatorati di Taiz, Al-Jawf e Marib, utilizzando aerei F-15 e Typhoon decollati dalle basi aeree di Khamis Mushait e Taif», dichiara Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi. Gli Houthi affermano inoltre di aver lanciato un'offensiva per controllare la costa sul Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandab. La coalizione a guida saudita aveva precedentemente dichiarato che il gruppo, sostenuto dall'Iran, aveva lanciato un missile balistico contro Riyadh.
Legislatori iraniani hanno presentato un disegno di legge per ritirare il paese dal Trattato di non proliferazione nucleare. Il petrolio Brent è sceso a 101,71 dollari al barile, riflettendo speranze di una soluzione diplomatica. L'UKMTO segnala che il livello di minaccia nello Stretto di Hormuz resta «severo» e la navigazione mostra meno transiti rispetto a quanto indicato dall'esercito americano.
Dubravka Suica ha sollecitato cooperazione e accelerazione della ricostruzione di Gaza durante una telefonata con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar. Suica ha scritto sul suo account X di aver insistito sulla «necessità urgente» di avviare la ricostruzione precoce basandosi sul lavoro del Palestine Donor Group e della Team Gaza Initiative. Ha inoltre detto che il colloquio ha toccato i rapporti Ue-Israele e l'interesse comune per «sicurezza e stabilità» in Medio Oriente, inclusa un'Autorità palestinese riformata e funzionante. L'Ue ha criticato la condotta israeliana a Gaza e ha espresso preoccupazione per l'espansione degli insediamenti nel West Bank, mentre gli Stati membri restano divisi su alcuni punti.
L'Al‑Aqsa Martyrs Hospital, a Gaza centrale, e altre strutture della Striscia sono a rischio di sospensione dei servizi per scorte di carburante ormai critiche. Il carburante serve a far funzionare generatori, sistemi di refrigerazione e apparecchiature salvavita, mentre le forniture attese non sono ancora entrate nella Striscia.
Mike Waltz scrive su X che il presidente Donald Trump è determinato a impedire all'Iran di acquisire un'arma nucleare e continuerà a esercitare «massima pressione».
Waltz aggiunge che resta aperta la porta a negoziati «se lo faranno in buona fede» e il post include un estratto di un suo intervento a New York ospitato da Al-Monitor.
Donald Trump ha annullato all'ultimo momento una serie di attacchi contro gli Houthi quando le forze armate statunitensi avevano già approvato la lista dei target e stavano preparando le bombe. Secondo il New York Times la decisione è arrivata giovedì dopo una telefonata con il principe ereditario Mohammed bin Salman, che aveva sollecitato l'intervento.
Reuters riferisce che l'amministrazione Trump ha predisposto sanzioni contro l'intera Corte Penale Internazionale e prevede di annunciarle a breve, citando due fonti informate. Gli Stati Uniti hanno già imposto sanzioni a giudici e procuratori e il provvedimento esteso potrebbe impedire gran parte delle transazioni con la Corte, avvertendo possibili effetti sulle operazioni quotidiane e sull'acquisto di servizi. Il Wall Street Journal riporta che le misure includerebbero un periodo di tolleranza di sei-sette mesi prima dell'entrata in vigore.
Mark Pfeifle, ex consigliere per la sicurezza della Casa Bianca, afferma che l'intervento della Cina potrebbe favorire la ripresa della diplomazia tra Stati Uniti e Iran. Pfeifle cita la richiesta dell'Arabia Saudita a Pechino di mediare con gli Houthi e il prossimo incontro tra Trump e Xi Jinping come possibili fattori scatenanti. «Hanno preso l'impegno a non attaccare gli Stati Uniti», ha detto Pfeifle riferendosi agli Houthi, una mossa che secondo lui riduce la possibilità per l'Iran di combattere su due fronti.
Reuters riferisce che i prezzi del petrolio sono calati ai minimi di oltre una settimana sulle speranze di una mediazione nella guerra tra Stati Uniti e Iran. Brent ha toccato 101,71 dollari al barile e il West Texas Intermediate 98,15 dollari la mattina, con perdite intorno al 2%. «Una parte del premio per il rischio sembra essere stata rimossa», osserva Tim Waterer, analista capo di KCM Trade.
Reuters riferisce che 12 navi cargo sono transitate nello Stretto di Hormuz sabato e domenica.
Si tratta di un calo rispetto alle 35 unità del weekend precedente.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha detto che lo Stretto resterà chiuso «fino a quando gli Usa non adempiranno i loro impegni», mentre l'agenzia UKMTO avverte che il livello di minaccia nella zona resta grave con almeno tre attacchi segnalati negli ultimi tre giorni.
Il Quartier generale Khatam al-Anbiya dell'Iran afferma che gli Stati Uniti starebbero pianificando di riprendere attacchi contro Teheran e avverte che l'Iran risponderà «senza limitazioni» se Washington procede. Il comunicato ha aggiunto che i paesi regionali che dovessero sostenere eventuali attacchi «saranno considerati complici». I media statunitensi riportano che l'ex presidente Donald Trump ha detto a Fox News di valutare opzioni che vanno dal colpire duramente l'Iran al cercare un accordo.
Forze governative appoggiate da aerei e droni conducono operazioni su più fronti nelle regioni nord e ovest dello Yemen. Il fronte più acceso è la costa occidentale, lungo la catena montuosa dalla campagna occidentale di Taiz verso Lahj, dove si registrano scontri pesanti con i ribelli Houthi. Sul fronte interno nessuna delle due parti sembra aver ottenuto progressi significativi.
Il New York Times riferisce che Donald Trump ha deciso all'ultimo momento di non colpire obiettivi Houthi mentre le forze armate americane avevano già approvato la lista dei target e stavano caricando le bombe. Il quotidiano ricostruisce che Trump aveva prima cambiato idea dopo una telefonata con il principe ereditario Mohammed bin Salman e poi ha annullato gli attacchi.
UKMTO afferma che i dati di tracciamento indipendenti mostrano molte meno navi in transito nello Stretto di Hormuz rispetto alle cifre diffuse dall'esercito statunitense. L'agenzia riferisce di «numeri a una cifra» in entrambe le direzioni e segnala che il traffico resta sotto i livelli prebellici. UKMTO aggiunge che il livello di minaccia nella regione è «severe» dopo almeno tre attacchi e tentativi di aggressione nelle ultime 72 ore.
