Guerra in Iran, la diretta di oggi, 3 agosto
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che un accordo con l’Iran sarebbe vicino e che i negoziati riprenderanno lunedì. Da Teheran, il presidente Masoud Pezeshkian ha chiesto a Washington di «restare impegnata» nel memorandum d’intesa firmato a giugno. Secondo Pezeshkian, l’accordo provvisorio rappresenterà il «centro di gravità» delle future relazioni estere iraniane, mentre entrambe le parti si preparano a un nuovo passaggio del confronto diplomatico.
Cosa sapere:
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Donald Trump afferma che un accordo con l’Iran è imminente.
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I negoziati tra Washington e Teheran dovrebbero riprendere lunedì.
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Masoud Pezeshkian chiede agli Stati Uniti di rispettare il memorandum d’intesa firmato a giugno.
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Il presidente iraniano definisce l’accordo provvisorio il futuro «centro di gravità» delle relazioni estere di Teheran.
Cosa sta succedendo
Il presidente Donald Trump annuncia la ripresa dei colloqui con l’Iran lunedì, definendo imminente un accordo sullo Stretto di Hormuz e la denuclearizzazione. Teheran chiede il rispetto del memorandum firmato a giugno, considerato il fulcro delle relazioni estere iraniane.
Ultimi sviluppi: Trump ha annullato l’attacco militare previsto contro l’Iran, mentre mediatori si preparano a volare a Teheran per i negoziati.
- Prezzi petrolio: calo di oltre 4 dollari al barile dopo l’annullamento degli attacchi da parte di Trump
- Diplomazia iraniana: colloqui con Oman in fase conclusiva e consultazioni con ministri sauditi e iracheni
- OPEC+: approvato aumento di 188.000 barili al giorno da settembre per stabilizzare il mercato globale
Un attacco israeliano a Gaza City ha ucciso una donna incinta, il marito e il loro bambino non ancora nato. L’esplosione ha spinto il feto fuori dal grembo materno, come mostrano immagini girate nell’appartamento colpito. La popolazione locale denuncia la mancata attuazione degli accordi che avrebbero dovuto fermare gli attacchi e garantire accesso a cure e aiuti umanitari. Molte famiglie, sfollate e rientrate, hanno trovato le proprie abitazioni o tende distrutte, costrette a ricominciare da zero.
Donald Trump ha detto che i colloqui con l'Iran inizieranno domani pomeriggio, definendo «imminente» un accordo sullo stretto di Hormuz e la denuclearizzazione iraniana. Ha aggiunto che l'attacco militare programmato, il più grande dalla Seconda guerra mondiale, è stato annullato su richiesta di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Iran. Trump ha sottolineato che anche l'Arabia Saudita non voleva l'attacco e ritiene che l'accordo sia vicino.
Il presidente Trump ha confermato che lunedì pomeriggio inizieranno negoziati sullo Stretto di Hormuz, senza però specificare chi parteciperà o quali temi saranno discussi. In passato Trump ha fatto dichiarazioni aggressive contro l’Iran, poi ritrattate, e ha cancellato un attacco militare previsto domenica. La Casa Bianca ha imposto il silenzio stampa per la serata, ma resta alta l’attenzione sui social network.
La società di consulenza EY prevede una possibile recessione per l'economia britannica nel 2027 se lo stretto di Hormuz non riaprirà entro la metà del prossimo anno. Peter Arnold, capo economista UK di EY, ha affermato che una riapertura nei prossimi mesi eviterebbe un forte calo, mentre una chiusura prolungata aumenterebbe l'inflazione e potrebbe far contrarre l'economia. EY stima una crescita dello 0,8-0,9% nel 2024 con riapertura entro settembre, ma un calo dello 0,2% nel 2027 in caso contrario.
Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha ribadito la disponibilità del Pentagono a colpire l’Iran con «livelli di forza mai visti dalla Seconda guerra mondiale». In un post su X ha affermato che il Dipartimento della Difesa «rimane pronto, armato e carico». Hegseth ha sottolineato che la capacità di attacco è mantenuta al massimo livello di allerta.
I sette Paesi membri dell'OPEC+ hanno deciso di incrementare la produzione petrolifera di 188.000 barili al giorno da settembre. Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman hanno sottolineato l'impegno congiunto per la stabilità del mercato globale. L'aumento completa la riduzione graduale di 1,65 milioni di barili al giorno concordata nel 2023, dopo l'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'OPEC. Un analista di Rystad Energy avverte che l'impatto sul mercato sarà limitato finché lo stretto di Hormuz resterà vincolato.
L’Iran avanza nella diplomazia regionale mantenendo il controllo strategico sullo Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha annunciato che i colloqui con l’Oman sul passaggio marittimo sono in fase conclusiva. Araghchi ha inoltre proseguito consultazioni con il ministro saudita Faisal bin Farhan e il capo dell’esercito pakistano Asim Munir per discutere iniziative di sicurezza regionale. Il portavoce Esmaeil Baghaei ha precisato che i negoziati con l’Oman sono bilaterali e non coinvolgono gli Stati Uniti.
Due petroliere cariche di greggio saudita hanno superato lo stretto di Bab al-Mandeb nel fine settimana, nonostante la minaccia di blocco marittimo degli Houthi. Reuters riporta che la Lesvos, battente bandiera Malta, trasportava un milione di barili, mentre la Desh Vaibhav, diretta al porto indiano di Sikka, ne trasportava due milioni. Entrambe le navi hanno navigato con i sistemi di identificazione automatica spenti. Il traffico nello stretto è calato a 18 navi domenica, rispetto alle 27 di sabato.
I prezzi del petrolio sono calati di oltre 4 dollari al barile dopo che Trump ha annullato gli attacchi previsti contro le infrastrutture iraniane. Il Brent ha perso 4,08 dollari, scendendo a 83,85 dollari, mentre il West Texas Intermediate è sceso a 80,66 dollari, con un calo del 4,74 percento. A luglio i prezzi erano saliti di oltre il 20 percento per le tensioni tra Stati Uniti e Iran.
Nelle ultime 24 ore, il presidente Trump è passato da minacciare un attacco totale alle infrastrutture iraniane a essere vicino a un accordo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato con il capo militare pakistano, il ministro degli Esteri saudita e quello iracheno, avviando un processo negoziale. Prima dell'annuncio di Trump, una fonte ha indicato che i mediatori sono pronti a recarsi a Teheran per una nuova sessione indiretta. Le trattative si basano sulle discussioni tra Iran e Oman, ancora distanti su molti punti, ma con segnali di possibile intesa.
Il presidente Donald Trump annuncia l'imminente accordo con l'Iran e l'avvio di negoziati lunedì. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian invita gli Usa a rispettare il memorandum firmato a giugno, definendo l'intesa «il fulcro delle relazioni estere di Teheran». Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi riferisce che le trattative con l'Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz sono in fase finale. Intanto, le forze israeliane bombardano Gaza, causando almeno 18 morti domenica, mentre le autorità sanitarie registrano un aumento record di vittime nel mese di luglio. Gli ufficiali israeliani confermano che «non c'è alcun cambiamento nella nostra politica verso Gaza», nonostante il piano di Trump per la seconda fase dell'accordo di pace, che prevede lo smantellamento di Hamas e il ritiro delle truppe israeliane.
