Benjamin Netanyahu, capo del governo israeliano, ha confermato che Israele è «in guerra con Hezbollah». Nelle ultime ore gli attacchi aerei israeliani hanno colpito diversi centri del sud del Libano. Le autorità locali riportano almeno sette vittime e numerosi feriti. Cinque persone sono morte a Machghara in seguito a un raid, mentre due ulteriori decessi e due feriti si registrano dopo un attacco contro Kouthariyeh el-Siyad. La situazione ha costretto migliaia di residenti ad abbandonare le proprie abitazioni, aggravando la gestione degli sfollati nell’area.
Incontri a Doha tra Iran e Stati Uniti per lo stretto di Hormuz
Una rappresentanza dell’Iran si trova a Doha per confrontarsi con interlocutori statunitensi sulla futura riapertura dello stretto di Hormuz, chiuso a seguito dell’aumento della tensione diplomatica. Il negoziato si concentra su un possibile accordo di carattere economico. In discussione ci sono la rimozione del blocco dei porti iraniani imposto dagli Stati Uniti e lo sblocco di fondi iraniani. Secondo fonti diplomatiche, Teheran si è mostrata disposta «in linea di principio» a tornare alla riapertura del passaggio entro 30 giorni, con 60 giorni come orizzonte per una soluzione completa.
Aumento degli sfollati e criticità umanitarie nel sud del Libano
Oltre un milione di persone risultano sfollate nel sud del Libano, secondo fonti locali. Solo 130mila trovano ospitalità presso strutture governative, mentre la maggior parte resta priva di assistenza ufficiale. Molti sono tornati a lasciare le abitazioni dopo una breve tregua, in seguito alla nuova ondata di attacchi nella regione. Le autorità libanesi sottolineano che le risorse disponibili non bastano a rispondere all’emergenza umanitaria crescente.
Limitazioni e chiusure in Israele
L’escalation militare ha portato la sicurezza israeliana a disporre la chiusura delle scuole nel nord del paese, senza specificare una data per la riapertura. In più, il governo ha limitato il numero massimo di partecipanti agli eventi pubblici in varie città, in risposta a un potenziale peggioramento del conflitto.
Attacco contro un convoglio di attivisti in Libia
Un convoglio che trasportava attivisti è stato aggredito in Libia, comportando diversi feriti tra cui alcuni stranieri. Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, ha specificato che i soggetti coinvolti sono stati trasferiti verso ovest, con Misurata come probabile destinazione per le cure.
Punti centrali dei negoziati e sviluppi in Medio Oriente
Le questioni economiche sono ora al centro dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. La possibile riapertura dello stretto di Hormuz viene considerata dagli osservatori come elemento chiave per la situazione regionale. Al confine tra Israele e Libano, la prosecuzione delle operazioni militari e l’aumento degli sfollati continuano a creare condizioni di emergenza. I prossimi giorni saranno segnati dagli sviluppi dei negoziati e dal monitoraggio della crisi umanitaria.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 25 maggio
Nuovi sviluppi nella Guerra in Iran sul fronte diplomatico: Teheran conferma progressi nei colloqui con gli Stati Uniti mediati dal Pakistan, ma avverte che un accordo “non è imminente” a causa delle divergenze ancora aperte. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei parla di diffidenza reciproca, mentre Marco Rubio sostiene che sul tavolo ci sia una proposta “piuttosto solida”. Donald Trump ribadisce di non voler accettare un’intesa sfavorevole con l’Iran.
Cosa sta succedendo nella guerra in Iran:
- Teheran: progressi nei colloqui ma accordo ancora lontano
- Iran: “Persistono diffidenza e divergenze con gli Usa”
- Mediazione del Pakistan nei negoziati tra Washington e Teheran
- Marco Rubio: “Esiste una proposta molto solida”
- Trump: “L’accordo con l’Iran sarà grandioso oppure non ci sarà”
Il Comando del Fronte Interno dell'esercito israeliano annuncia su X che le aree comprendenti gli insediamenti di Meron, Bar Yochai, Or HaGanuz e Safsufa manterranno un livello di attività parziale. I raduni e i servizi saranno limitati a 50 persone all'aperto e 200 negli edifici, rispetto ai precedenti limiti di 200 all'aperto e 600 al chiuso. La decisione segue le disposizioni del primo ministro Netanyahu, che ha ordinato di intensificare gli attacchi in tutto il Libano, secondo fonti ufficiali.
Le autorità locali nel nord di Israele hanno deciso di chiudere le scuole da domani fino a nuovo avviso, riferisce The Times of Israele. La decisione è stata presa autonomamente e senza indicazioni dell'esercito. Il primo ministro Netanyahu ha annunciato un'intensificazione degli attacchi israeliani in Libano.
L'agenzia nazionale libanese NNA riferisce che i raid aerei israeliani nel sud del Libano hanno causato sette morti e diversi feriti. Un attacco su Machghara ha ucciso cinque persone, ferendone altre e costringendo le squadre di soccorso a estrarre sopravvissuti dalle macerie. Un altro raid su Kouthariyeh el-Siyad ha provocato due morti e due feriti. Secondo la stessa fonte, gli aerei hanno effettuato due incursioni consecutive su Nabatieh e altri due attacchi su Chmait e Rachaf nel distretto di Bint Jbeil.
Israele sta ampliando significativamente la portata dei suoi attacchi nel sud del Libano, secondo fonti locali. Dopo il cessate il fuoco e la sua estensione, migliaia di persone erano tornate nelle loro case, ma l'escalation ha costretto molti a fuggire nuovamente. Oltre un milione di sfollati vive in condizioni precarie, con solo 130mila ospitati in rifugi governativi, mentre la maggior parte resta senza assistenza ufficiale. Il governo libanese non dispone delle risorse necessarie per gestire questa emergenza umanitaria.
Richard Schmierer, ex ambasciatore Usa in Oman, afferma che i negoziati tra Stati Uniti e Iran mirano a un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz, con la rimozione del blocco Usa sui porti iraniani, secondo Al Jazeera. Il passo successivo dovrebbe prevedere un'intesa finanziaria che includa la revoca delle sanzioni e la restituzione di parte dei fondi congelati di Teheran. Schmierer sottolinea che «le questioni economiche sono ora al centro» e che in seguito si affronterà la questione nucleare, con un possibile compromesso tra le due parti. L'ex diplomatico segnala inoltre un «crescenti disallineamenti» tra Washington e Tel Aviv sulla guerra in Libano, con Trump orientato verso la diplomazia e Israele convinto di una soluzione militare, sempre secondo Al Jazeera.
Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, riferisce che durante l'aggressione al convoglio di terra in Libia ci sono stati attivisti feriti. Secondo Delia, alcuni stranieri hanno subito colpi tali da perdere i sensi. La portavoce aggiunge che i feriti sarebbero stati trasportati in pullman verso ovest, probabilmente a Misurata.
Il convoglio della Global Sumud Flotilla in Libia è sotto attacco, con veicoli non identificati che speronano tende e persone picchiate e caricate con la forza su auto e autobus, riferisce l'organizzazione. Gli attivisti, uomini e donne, vengono aggrediti violentemente e costretti a lasciare il sito. Sebbene non sia chiaro chi sia responsabile, fonti locali indicano che le forze di sicurezza legate alle autorità della Libia occidentale potrebbero essere coinvolte.
L'esercito israeliano ha comunicato di aver colpito oltre 70 infrastrutture di Hezbollah in Libano nelle ultime 24 ore, inclusi circa 10 quartier generali e depositi di armi nell'area di Tiro. Secondo fonti militari israeliane, sono stati inoltre colpiti combattenti di Hezbollah su motociclette nel sud del paese. Il ministero della Salute libanese ha riferito che dal 2 marzo gli attacchi israeliani hanno causato almeno 3.185 morti e oltre 9.000 feriti.
L'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito oltre 70 siti di infrastrutture di Hezbollah in Libano nelle ultime 24 ore, inclusi circa 10 quartier generali e depositi di armi nella zona di Tiro, secondo fonti militari israeliane. Le forze israeliane hanno inoltre riferito di aver preso di mira combattenti di Hezbollah in sella a motociclette nel sud del paese. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ordinato un aumento degli attacchi contro il gruppo, accusandolo di attacchi con droni contro Israele. Il ministero della Salute libanese ha comunicato che dall'inizio delle operazioni, il 2 marzo, sono stati registrati almeno 3.185 morti e oltre 9.000 feriti per i raid israeliani.
Raid aerei israeliani hanno ucciso un uomo e sua moglie nella loro abitazione ad Arab Salim, nel sud del Libano, riferisce l'agenzia nazionale NNA. I soccorritori stanno cercando di recuperare i corpi dal luogo dell'attacco. Un giovane è morto per le ferite riportate ieri nello stesso centro durante un altro raid israeliano. L'agenzia statale segnala inoltre attacchi a Yater, Hadatha, Haris e Kfar nel distretto di Bint Jbeil, a Jabal al-Batoum, Zibqin e Rashkananiyeh nel distretto di Tiro, e a Toul nel distretto di Nabatieh. Nell'area della Bekaa occidentale, otto raid hanno colpito la città di Mashghara, secondo NNA.
Funzionari iraniani a Doha stanno spingendo per modifiche a un possibile accordo con gli Stati Uniti, con l'obiettivo di ottenere il rilascio anticipato di beni congelati, riferisce Channel 12 citando una fonte statunitense. Il negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il governatore della banca centrale iraniana discutono con il primo ministro del Qatar. Teheran cerca di introdurre cambiamenti dell'ultimo minuto per mostrare progressi concreti sul piano interno.
Oltre 1,5 milioni di pellegrini sono entrati in Arabia Saudita per partecipare all'Hajj, ha riferito Saleh bin Saad al-Murabba, comandante delle forze passaporti dell'Hajj. La tradizionale pellegrinaggio islamico si svolge in un contesto di fragile cessate il fuoco nella guerra in Iran e crisi energetica globale. Tra i fedeli, l'arrivo a Mecca rappresenta il compimento di un sogno di vita, come ha detto la pellegrina egiziana Samya Abdul Moneim, che ha definito l'esperienza «una benedizione e una felicità indescrivibile».
L'Agenzia Nazionale di Stampa libanese segnala un esodo dalla periferia sud di Beirut dopo l'annuncio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di intensificare gli attacchi militari contro il Libano. Fonti locali riferiscono che la popolazione sta abbandonando la zona per timore di nuovi raid.
L'Agenzia Nazionale Libanese riferisce un esodo di persone dai sobborghi meridionali di Beirut dopo l'annuncio di Netanyahu di intensificare le operazioni militari contro Hezbollah in Libano. Fonti locali segnalano un aumento della tensione nella zona. Ulteriori aggiornamenti saranno forniti non appena disponibili.
L'amministrazione Trump sostiene un aumento delle operazioni militari israeliane contro Hezbollah, secondo Axios che cita un alto funzionario Usa. Il rappresentante afferma che Hezbollah ha ignorato ripetuti inviti al cessate il fuoco, incluso un recente ultimatum. «Non ci si aspetterà mai che Israele subisca passivamente gli attacchi contro le proprie forze e i propri civili. Questa non è l'amministrazione Biden», ha aggiunto la fonte.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato un’accelerazione degli attacchi israeliani contro il Libano, secondo media locali. Pochi minuti dopo, l’esercito israeliano ha riferito di aver colpito infrastrutture di Hezbollah nella valle della Bekaa orientale e in altre zone del paese. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ordinato la riattivazione dell’accesso a internet, secondo media iraniani che citano il ministero delle Comunicazioni, senza confermare se il servizio sia già stato ripristinato dopo oltre 87 giorni di blocco. L’esercito israeliano afferma di aver ucciso Mohammad Abu Mallouh, militante di Hamas coinvolto nella produzione di armi, in un raid a Gaza centrale; Reuters aveva identificato la stessa persona tra le vittime di un attacco familiare domenica, insieme alla moglie Alaa Zaqlan e al figlio Osama. Il ministero della Salute libanese segnala 3.185...
Una fonte vicina ai colloqui tra la delegazione iraniana e funzionari di Doha riferisce che la mediazione del Qatar ha portato a un accordo tra Stati Uniti e Iran sui fondi finanziari congelati di Teheran. L'intesa su questo punto, di grande importanza per l'Iran, aumenta la probabilità di un annuncio ufficiale di un accordo tra le due parti già domani, aggiunge la fonte.
Un raid israeliano ha ucciso una donna e una bambina a Gaza, secondo l'ospedale da campo del Kuwait che ha accolto le vittime. L'attacco ha colpito una tenda nella zona di Muwasi, a Khan Younis, dove si trovava una famiglia sfollata; un'altra ragazzina è rimasta ferita. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito un militante senza fornire ulteriori dettagli, secondo fonti ufficiali. Il ministero della Salute di Gaza, guidato da Hamas, riferisce che dall'inizio del cessate il fuoco di ottobre le forze israeliane hanno ucciso oltre 880 palestinesi, mentre le vittime israeliane nello stesso periodo sono state cinque.
Il commentatore politico israeliano Ori Goldberg ha detto ad Al Jazeera che la decisione di Netanyahu di aumentare gli attacchi in Libano ha una dimensione politica legata alle elezioni legislative di ottobre. Goldberg ha aggiunto che l’obiettivo è escludere almeno un partito palestinese israeliano per ridurre la partecipazione palestinese e indebolire l’opposizione. Secondo Goldberg, Israele non mira a conquistare territori in Libano, ma a creare una zona cuscinetto di 10-15 chilometri di «vuoto» lungo il confine.
Secondo il quotidiano Nikkei, fonti diplomatiche mediorientali riferiscono che Stati Uniti e Iran stanno discutendo un piano per riaprire lo Stretto di Hormuz 30 giorni dopo un'intesa per porre fine alle ostilità. Un funzionario Usa aveva detto che l'Iran avrebbe acconsentito «in linea di principio» alla riapertura in cambio della revoca del blocco statunitense sui porti iraniani. Sono previsti 60 giorni per un accordo definitivo.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ordinato all'esercito israeliano di intensificare gli attacchi aerei in Libano, secondo fonti ufficiali. L'esercito ha annunciato di colpire l'«infrastruttura» del gruppo armato Hezbollah nella valle della Bekaa orientale e in altre zone del paese.
L'esercito israeliano ha annunciato di aver intensificato i raid aerei contro il Libano, colpendo le infrastrutture di un gruppo armato nella valle della Bekaa orientale e in altre zone del paese. La decisione segue l'ordine del primo ministro Netanyahu di aumentare la portata degli attacchi, secondo fonti militari.
Donald Trump insiste per la «firma immediata» degli Accordi di Abramo per normalizzare i rapporti con Israele, secondo Zeidon Alkinani, analista politico del Medio Oriente e direttore dell’Arab Perspectives Institute. Alkinani spiega ad Al Jazeera che l’amministrazione Trump cerca di introdurre un nuovo elemento nelle trattative con l’Iran, simile a quanto avvenuto con lo Stretto di Hormuz, per distogliere l’attenzione dal cambio di regime e dal programma nucleare iraniano. L’analista aggiunge che questa strategia serve anche a rafforzare la posizione americana verso Israele, con cui si negozia parallelamente.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato un «aumento della pressione» su Hezbollah in Libano, secondo media israeliani. Ha affermato che l'esercito colpirà il gruppo con «forti colpi» e ha definito Israele «in guerra» con l'organizzazione. Netanyahu ha inoltre dichiarato che Israele ha ucciso 600 membri di Hezbollah nelle ultime settimane e che intensificherà le operazioni senza fermarsi.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu afferma in un video che Israele è «in guerra con Hezbollah» e ha eliminato oltre 600 militanti. Netanyahu sottolinea che non abbasseranno la guardia e che intensificheranno gli attacchi per colpire direttamente il gruppo. Aggiunge che una squadra speciale sta affrontando l'uso di droni da parte di Hezbollah, secondo quanto riferito.
L’Agenzia Nazionale Libanese riferisce di una serie di raid israeliani nei distretti meridionali di Tiro e Nabatieh. Secondo la stessa fonte, gli attacchi hanno colpito due volte l’area di al-Buss a Tiro, vicino all’ospedale Jabal Amel. Quattro persone sono morte e tre sono rimaste ferite nella città di Kfar Reman, nel distretto di Nabatieh. Altri raid hanno danneggiato edifici residenziali e un centro comunitario sciita nel quartiere Al-Midan di Nabatieh.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ordinato di riattivare l'accesso a Internet internazionale, riferiscono media statali citando un funzionario del ministero delle Comunicazioni. Secondo l'osservatorio NetBlocks, la maggior parte degli iraniani è rimasta senza accesso al web per 87 giorni, con solo pochi utenti che usano VPN costose per aggirare le restrizioni.
Lo Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani ha ricevuto oggi una telefonata dal sultano Haitham bin Tariq dell'Oman, secondo un comunicato dell'Amiri Diwan del Qatar. La conversazione ha riguardato le relazioni bilaterali e le principali evoluzioni regionali e internazionali. Il sultano ha elogiato il ruolo dell'emiro nella crisi attuale e i suoi sforzi per favorire il dialogo e soluzioni pacifiche, si legge nella nota.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato al Cimitero Nazionale di Arlington che 13 militari americani sono morti durante l’Operazione Epic Fury per impedire che l’Iran acquisisca un’arma nucleare. Trump ha paragonato la perdita a zero vittime nella conquista del Venezuela, definendo i caduti «anime meravigliose» che hanno sacrificato la vita per questo obiettivo. Il discorso è stato pronunciato in occasione del Memorial Day, secondo quanto riferito da fonti ufficiali.
Le trattative per un accordo sul nucleare iraniano subiscono ritardi a causa di divergenze sul linguaggio riguardante il programma nucleare e la revoca delle sanzioni, riferiscono fonti statunitensi alla «Cnn». Una delegazione iraniana, con membri senior del team negoziale, è attesa in Qatar lunedì, segnalando un possibile progresso grazie alla mediazione di Doha, secondo un funzionario Usa. Gli Stati Uniti chiedono impegni vincolanti per l'eliminazione delle scorte di uranio arricchito e il rinvio della ricerca nucleare, punti che Teheran avrebbe accettato in linea di principio, aggiunge la fonte. L'Iran sostiene invece di non discutere i dettagli del proprio programma nucleare in questa fase, rimandandoli a un futuro round.
L'esercito israeliano afferma di aver ucciso Mohammad Abu Mallouh, combattente di Hamas coinvolto nella produzione di armi, in un raid nel centro di Gaza domenica, secondo fonti militari. Reuters riferisce che l'attacco ha colpito un appartamento nel campo profughi di Nuseirat, causando la morte di tre membri della stessa famiglia, tra cui un bambino di sei mesi, portati all'ospedale Al-Aqsa Martyrs di Deir el-Balah. I feriti sono circa dieci, secondo operatori sanitari locali. Le autorità sanitarie di Gaza segnalano quasi 900 morti dall'entrata in vigore del cessate il fuoco di ottobre, nonostante i raid israeliani quasi quotidiani.
L'esercito israeliano ha riferito di aver ucciso Mohammad Abu Mallouh, un combattente di Hamas coinvolto nella produzione di armi, in un raid nel centro di Gaza domenica. Secondo Reuters, l'attacco ha colpito anche l'appartamento della famiglia di Mallouh nel campo profughi di Nuseirat, causando la morte di tre persone, tra cui un bambino di sei mesi. I soccorritori hanno segnalato circa dieci feriti nell'operazione. Fonti sanitarie di Gaza indicano che da ottobre, nonostante il cessate il fuoco, Israele ha condotto attacchi quasi quotidiani che hanno causato quasi 900 morti.
Tra il 12 e il 18 maggio, forze israeliane e coloni hanno ucciso cinque palestinesi, tra cui un bambino, e ferito quasi 60 persone in Cisgiordania e Gerusalemme Est, secondo un rapporto dell'agenzia Onu per gli affari umanitari (OCHA). Oltre la metà delle ferite è avvenuta durante attacchi di coloni, mentre il resto è legato a operazioni di ricerca e raid dell'esercito israeliano. In una settimana si sono registrati più di 50 attacchi di coloni con danni a proprietà, tra cui incendi a moschee, abitazioni, terreni agricoli e veicoli, riferisce OCHA.
Hezbollah celebra il Giorno della Liberazione nei sobborghi meridionali di Beirut e promette una nuova liberazione, secondo media locali. Il gruppo sottolinea che la situazione è diversa rispetto al ritiro israeliano del 2000, poiché Israele occupa ancora decine di villaggi al confine e il sud del Libano resta una zona di conflitto attiva. Hezbollah afferma di poter cambiare le regole del campo di battaglia con i suoi droni esplosivi, mentre Israele intensifica gli attacchi soprattutto nelle città di Tiro e Nabatieh. Il movimento ritiene che l'Iran abbia maggiore influenza per imporre condizioni in Libano rispetto al governo libanese, accusato di collaborare con Israele e Stati Uniti, una situazione che secondo fonti locali aggrava le divisioni interne nel Paese.
Una delegazione iraniana è a Doha per discutere questioni legate allo stretto di Hormuz e all'uranio altamente arricchito, riferisce un diplomatico regionale. Tra i partecipanti ci sono il negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il governatore della Banca centrale Abdolnaser Hemmati. Secondo la fonte, Hemmati partecipa per affrontare il tema dei fondi congelati, che sarà incluso in un eventuale accordo finale.
La Procura di Roma valuta dieci nomi della catena di comando israeliana nell'inchiesta sui fermi degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla, secondo fonti giudiziarie. Tra gli indagati figura Itamar Ben-Gvir, insieme ad altri ufficiali militari israeliani. L'inchiesta riguarda le responsabilità sulle operazioni che hanno portato al fermo degli attivisti.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha inviato messaggi di sostegno a Nabih Berri, presidente del Parlamento libanese, e a Naim Qassem, segretario generale di Hezbollah, in occasione dell'anniversario del ritiro israeliano dal Libano nel 2000. Araghchi ha ribadito il sostegno dell'Iran all'indipendenza, sovranità e integrità territoriale del Libano contro Israele, secondo fonti ufficiali. Le dichiarazioni arrivano dopo la dura condanna di Marco Rubio, segretario di Stato Usa, contro Hezbollah per il rifiuto dei colloqui con Israele e l'invito alla mobilitazione popolare in Libano. Non è chiaro se l'eventuale accordo tra Stati Uniti e Iran includa la fine del conflitto in Libano, che ha causato oltre 3.000 morti e centinaia di migliaia di sfollati dal 2 marzo.
Yair Lapid ha definito «dannoso per Israele e per la regione» l'accordo negoziato dagli Stati Uniti con l'Iran, secondo quanto riferito da media israeliani. Il leader dell'opposizione ha accusato il primo ministro Benjamin Netanyahu di non aver ottenuto un'intesa più favorevole per Israele. Lapid ha aggiunto che il governo israeliano ha una capacità di influenza su Washington ai minimi storici, citando una recente dichiarazione di Donald Trump su Netanyahu.
Il ministero della Salute libanese comunica che 3.185 persone sono morte in seguito agli attacchi israeliani dall'inizio del conflitto aperto con Hezbollah il 2 marzo. Secondo la stessa fonte, i feriti nello stesso periodo sono 9.633.
La presidente messicana Claudia Sheinbaum conferma che il governo ha autorizzato la permanenza della nazionale iraniana in Messico durante i Mondiali, dopo il rifiuto degli Stati Uniti. Il presidente della federazione calcistica iraniana ha indicato che la squadra avrà la base a Tijuana, città di confine messicana, anziché in Arizona negli Usa, secondo quanto riferito sabato.
L'Idf ha annunciato di aver ucciso ieri a Gaza Mohammad Abu Mallouh, considerato una figura chiave di Hamas nella produzione di armi. Secondo l'esercito, prima dell'attacco sono state adottate misure per limitare i danni ai civili, tra cui l'uso di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea.
L'esercito israeliano ha avviato raid aerei contro «infrastrutture di Hezbollah» nell'area di Tiro e in altre zone del sud del Libano, secondo un comunicato militare. L'agenzia nazionale libanese NNA riferisce di ulteriori attacchi israeliani vicino all'ospedale Jabal Amel e nella zona di Al-Maashouq, sempre nei pressi di Tiro. Le operazioni seguono un avvertimento israeliano su attacchi imminenti.
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, ha avuto un colloquio telefonico con il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, riferisce il ministero omanita. Hanno discusso il coordinamento regionale e il sostegno agli sforzi per un consenso su dossier chiave, incluso lo Stretto di Hormuz. A Doha sono presenti negoziatori iraniani impegnati in un processo diplomatico per la pace, conferma l’agenzia iraniana Irna.
L'esercito israeliano ha comunicato che diversi droni esplosivi sono precipitati nel nord di Israele. Secondo fonti militari, i contatti con i velivoli senza pilota si sono interrotti prima dell'impatto vicino al confine con il Libano.
L'Iran avrebbe manifestato la disponibilità a trasferire l'uranio altamente arricchito alla Cina, secondo il canale saudita Al Hadath che cita fonti di alto livello. L'emittente riporta che Teheran pone come condizione la spedizione dell'uranio in Cina.
I negoziati tra Stati Uniti e Iran si sono bloccati per le posizioni rigide su programma nucleare e aiuti finanziari, riferisce il Wall Street Journal citando mediatori. Il presidente Donald Trump ha confermato di volere «un grande accordo o niente». Teheran ha smentito l'imminenza di un'intesa, secondo media locali.
Il portavoce del ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpour, ha dichiarato all'agenzia Ilna che Mojtaba Khamenei ha riportato solo ferite superficiali al viso, testa e gambe durante un attacco israelo-americano del 28 febbraio. Kermanpour ha precisato che Khamenei è stato operato e ha lasciato l'ospedale il primo marzo, mantenendo il digiuno del Ramadan fino all'Iftar, segno di buona salute secondo il ministero.
Ben Sabti, esperto iraniano dell'Institute for National Security Studies (Inss) israeliano, ha dichiarato a Milano che l'attuale regime iraniano «non ha intenzione di negoziare», secondo quanto riferisce l'European Israele Press Association. L'intervento si è svolto presso il Pirellone, sede del Consiglio regionale lombardo, grazie al consigliere di Forza Italia Giulio Gallera. Sabti ha aggiunto che il regime di Teheran, in difficoltà, è diventato più feroce, paragonandolo ai nazisti negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale.
Il Financial Times sostiene che l’Iran sta superando Donald Trump nella «art of the deal», citando il libro del 1987 del presidente Usa. Secondo il quotidiano, le trattative mostrano che Teheran detiene la leva negoziale, mentre gli Stati Uniti rischiano di accettare un accordo che rafforza l’Iran rispetto alla situazione pre-guerra. Il giornale osserva che l’intesa in discussione appare meno favorevole di quella negoziata da Obama, con l’Iran ancora in grado di chiudere lo Stretto di Hormuz.
Il Financial Times riferisce che l'Iran sta ottenendo vantaggi superiori a Donald Trump nelle trattative attuali, citando il libro di Trump del 1987, «The Art of the Deal». Il quotidiano sottolinea come Trump nel libro consigliava di trattare da una posizione di forza, mentre oggi Teheran detiene la leva negoziale. Secondo il Financial Times, l'accordo in corso potrebbe rafforzare l'Iran più di quanto non fosse prima del conflitto, superando anche l'intesa negoziata da Barack Obama. «È davvero un bel risultato per il maestro dell'art of the deal», osserva il giornale.
Omar Rahman, esperto del Middle East Council on Global Affairs, definisce «un buon segnale» la presenza della delegazione iraniana in Qatar per discutere un possibile memorandum con gli Stati Uniti. Tuttavia, Rahman sottolinea che la mancata intesa su temi come lo Stretto di Hormuz resta un ostacolo principale, secondo quanto riferito ad Al Jazeera. L’analista osserva che l’Iran rivendica il controllo di fatto dello Stretto durante il conflitto, ma questa posizione è contrastata a livello regionale e da Washington. Rahman segnala inoltre una possibile flessibilità iraniana sulla questione delle riparazioni di guerra, ma evidenzia che restano molti punti da definire.
L'Arabia Saudita normalizzerà i rapporti con Israele solo se si aprirà un percorso irreversibile verso la creazione di uno stato palestinese, riferiscono fonti saudite alla Cnn. La posizione è stata confermata in risposta a Donald Trump, che aveva collegato l'accordo con l'Iran all'ingresso dei paesi arabi negli Accordi di Abramo. «La nostra posizione è la stessa di sempre, un percorso irreversibile verso uno stato palestinese», ha detto la fonte.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il governatore della Banca centrale Abdolnaser Hemmati sono a Doha per discutere i punti critici di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, riferisce Al Jazeera. Secondo fonti, le trattative sull'uranio altamente arricchito iraniano saranno rinviate. L'agenzia Fars segnala che l'Iran ha abbattuto un «drone ostile» nel Golfo con i suoi droni intercettori Arash-e Kamangir. In un post su Truth Social, un funzionario statunitense ha indicato che i leader di Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania dovrebbero firmare contemporaneamente gli Accordi di Abramo per normalizzare i rapporti con Israele dopo un'intesa con l'Iran. Secondo media iraniani, 32 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo aver ottenuto i permessi.
L'Iran ha accelerato la produzione di missili balistici e sistemi d'arma dopo i raid congiunti di Israele e Stati Uniti, secondo un servizio del Canale 12 israeliano. La rete cita valutazioni dell'intelligence statunitense e un alto funzionario israeliano che indicano l'uso di componenti intatti, strutture sotterranee e aiuti di Russia e Cina. I vertici della difesa israeliana stimano che Teheran possa aumentare la produzione di missili entro un anno e ripristinare le capacità di droni in pochi mesi.
L'intelligence statunitense e un alto funzionario israeliano riferiscono che l'Iran ha ripreso la produzione di missili balistici e droni più rapidamente del previsto, secondo Channel 12. Teheran utilizza componenti superstiti, strutture sotterranee e linee di produzione parzialmente operative, con il supporto di Russia e Cina. I funzionari della difesa israeliani stimano che l'Iran possa ricostruire le capacità di produzione di droni entro pochi mesi e aumentare significativamente quella di missili balistici entro un anno. Le nuove valutazioni indicano che circa due terzi dei lanciamissili iraniani restano operativi, contraddicendo stime precedenti.
Secondo l’agenzia Wafa, un bambino è morto e altre 17 persone sono rimaste ferite in un attacco di droni israeliani a Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale. L’agenzia Shehab aveva precedentemente riferito di un attacco contro una tenda di sfollati. Fonti ospedaliere di Gaza segnalano sei decessi e otto feriti nelle ultime 24 ore.
Il Wall Street Journal riporta un rallentamento nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, con posizioni più rigide su nucleare e aiuti finanziari, secondo mediatori citati dal quotidiano. Gli Stati Uniti temono che l'Iran possa prolungare le trattative sul nucleare dopo aver ottenuto un allentamento delle sanzioni, riferisce il giornale.
La marina iraniana ha comunicato che 32 navi, tra cui petroliere e portacontainer, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo aver «ottenuto il permesso con il coordinamento e la sicurezza della Marina delle Guardie Rivoluzionarie», secondo l’agenzia Tasnim. Il passaggio è avvenuto sotto il controllo della marina iraniana, che ha garantito la sicurezza delle imbarcazioni.
Un raid aereo israeliano ha colpito al-Rashidiyya nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, poco dopo l'ordine di evacuazione forzata emesso dall'esercito, riferisce la National News Agency (NNA). La NNA non ha fornito dettagli su danni o vittime. Un altro attacco ha colpito un edificio a Burj Shemali, anch'esso soggetto a un ordine di evacuazione israeliano. Separatamente, tre persone sono morte a Doueir, nel distretto di Nabatieh, mentre i villaggi di Froun e as-Sultaniyah nella zona di Bint Jbeil sono stati colpiti, secondo la NNA.
Benny Gantz ha dichiarato che «la migliore difesa contro Hezbollah è un attacco» e ha avvertito che «se i droni esplosivi continuano a schiantarsi in Israele, nessun aereo dovrebbe decollare da Beirut». Il leader centrista israeliano ha espresso la sua posizione in risposta alla minaccia dei droni di Hezbollah, secondo media israeliani.
Il board editoriale del Wall Street Journal definisce un «tradimento degli interessi americani e del popolo iraniano» un eventuale salvataggio economico del regime iraniano, aggravato dalla guerra e dalle crisi interne. Il quotidiano commenta le indiscrezioni su un possibile accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, che prevede 60 giorni di trattative e concessioni americane prima di un'intesa sul nucleare. Il giornale si interroga se Donald Trump stia effettivamente salvando il regime con questo accordo, secondo quanto riferito.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf sono in Qatar per trattare le questioni più sensibili ancora irrisolte, secondo media iraniani. La delegazione include anche il governatore della Banca centrale, segno di discussioni sull’unfreezing degli asset iraniani, una richiesta centrale di Teheran. Fonti di Al Jazeera riferiscono che il confronto su uranio arricchito è rinviato, mentre si punta a misure di fiducia. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha definito lo Stretto di Hormuz una questione tra Iran e Oman, con Teheran impegnata nella sicurezza del transito navale.
Il ministro degli Esteri omanita Badr bin Hamad Al-Busaidi ha parlato telefonicamente con il ministro degli Esteri e premier del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, riferisce il ministero omanita. Il colloquio si è svolto nell’ambito di consultazioni regionali e coordinamento di visioni. I due hanno esaminato modalità per sostenere gli sforzi volti a raggiungere un consenso su vari temi, inclusa la ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il capo dell'esercito pakistano Asim Munir ha comunicato al presidente cinese Xi Jinping che «l'accordo tra Iran e Stati Uniti è giunto alle fasi finali ed è ormai prossimo alla conclusione». Lo riferisce l'agenzia Tasnim, precisando che Munir ha aggiornato Xi dopo il suo viaggio a Teheran sui progressi verso l'intesa.
L'Iran ha abbattuto «un drone ostile» nello spazio aereo del Golfo usando i droni intercettori Arash-e Kamangir, riferisce l'agenzia Fars citando funzionari anonimi di Teheran. L'operazione, condotta con un sistema dalle capacità nascoste, rappresenta «un messaggio chiaro e deciso» secondo le fonti iraniane.
Cnn segnala che i termini dell'accordo con l'Iran superano «persino le capacità di Donald Trump di trasformarli in un trionfo». Secondo la rete americana, l'intesa potrebbe risultare «più divisiva della guerra stessa». L'accordo si discosta dalla «resa completa» inizialmente richiesta da Trump, che affronta pressioni per l'aumento dei prezzi del carburante e critiche interne. Cnn sottolinea il dilemma del presidente tra un'intesa meno severa rispetto a quella di Barack Obama e il rischio di conseguenze economiche gravi in caso di ripresa del conflitto.
L'esercito israeliano ha riferito che diversi droni esplosivi sono caduti nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano. Secondo le forze di Tel Aviv, i contatti con i velivoli senza pilota si sono persi prima dell'impatto. Non sono state fornite ulteriori informazioni sull'origine dei droni o sui danni causati.
Le difese aeree iraniane hanno abbattuto un drone definito «ostile» nei pressi dell'isola di Qeshm, nel Golfo Persico, secondo l'agenzia Fars. Il velivolo senza pilota è stato intercettato sopra le acque territoriali iraniane, ma non sono stati forniti dettagli sull'origine o sul responsabile dell'incursione. L'agenzia Mehr ha riferito che nella zona sono stati uditi colpi di contraerea, senza chiarire le cause dell'attivazione. Qeshm si trova vicino allo Stretto di Hormuz, area strategica con importanti infrastrutture militari iraniane.
L'Iran ha abbattuto un «drone ostile» sopra le acque del Golfo con i suoi droni intercettori Arash-e Kamangir, riferisce l'agenzia Fars. Secondo fonti anonime citate dal media, l'operazione ha utilizzato un sistema con capacità nascoste ed è un «messaggio chiaro e deciso» da parte di Teheran.
Benjamin Netanyahu ha confidato a collaboratori di avere poca capacità di influenzare le scelte del presidente Usa Donald Trump sull'Iran, secondo due funzionari israeliani citati da Reuters. Gli Stati Uniti stanno negoziando un accordo con l'Iran per porre fine al conflitto, mentre Netanyahu risulta in gran parte escluso dai colloqui, riferisce il New York Times.
Ben Sabti, esperto dell'Institute for National Security Studies israeliano, sostiene che l'attuale regime iraniano «non ha intenzione di negoziare», secondo quanto riferito durante una conferenza stampa a Milano organizzata dall'European Israele Press Association. Sabti ha spiegato che il regime di Teheran, in difficoltà, è diventato più aggressivo, paragonandolo ai nazisti negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale. L'incontro si è svolto al Pirellone grazie all'intervento del consigliere Giulio Gallera, dopo la revoca della sala inizialmente concessa dall'ordine dei giornalisti.
Centinaia di abitanti della Galilea, nel nord di Israele, hanno cambiato residenza e trasferito i figli in scuole lontane per evitare i continui lanci di droni attribuiti a Hezbollah, riferisce Channel 12. La fuga ha causato la rinuncia a benefici fiscali che avevano sostenuto Netanyahu, mentre cresce «la perdita di fiducia nel governo». Le comunità al confine con il Libano non hanno tempo per raggiungere i rifugi durante le sirene; oggi sono state diffuse immagini di studenti nascosti sotto i banchi per proteggersi dalle esplosioni.
Centinaia di marinai britannici si preparano a partire per lo Stretto di Hormuz per partecipare alle operazioni di sminamento, riferisce l'Associated Press. La RFA Lyme Bay, attualmente al largo di Gibilterra, partirà verso il Medio Oriente dopo un accordo tra Stati Uniti e Iran, secondo l'agenzia. La nave è equipaggiata con munizioni e droni marini dotati di sonar per la ricerca di mine. Il comandante Gemma Britton della Royal Navy avverte che l'Iran potrebbe aver posizionato una «vasta» gamma di mine nello stretto.
Donald Trump ha esortato i Paesi arabi e l'Iran a sottoscrivere simultaneamente gli Accordi di Abramo, scrive su Truth dopo colloqui con leader di Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein. Trump afferma che molti di questi leader sarebbero onorati di includere l'Iran nell'intesa, pur ammettendo che uno o due potrebbero non aderire. Secondo l'ex presidente, l'accordo con l'Iran potrebbe ampliare significativamente la portata degli Accordi.
Donald Trump ha scritto sul social Truth che i negoziati con l'Iran «stanno procedendo bene». Ha aggiunto che si raggiungerà «un grande accordo per tutti, oppure nessun accordo». Trump ha avvertito che in caso contrario «si tornerà sul fronte di battaglia, a sparare in modo più massiccio e intenso».
Un funzionario iraniano ha detto al Washington Post che la riapertura dello Stretto di Hormuz avverrà in più fasi. Nella prima fase, gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di fondi congelati, inizierà lo sminamento e sarà revocato il blocco americano, secondo la fonte.
Mohammad Bagher Ghalibaf e Abbas Araghchi sono a Doha per incontri con il premier e ministro degli Esteri qatariota Mohammed bin Abdulrahman Al Thani su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, riferisce un funzionario a Reuters. Le discussioni si concentrano sullo Stretto di Hormuz e sulle scorte iraniane di uranio altamente arricchito, aggiunge la fonte. Alla delegazione partecipa anche il governatore della banca centrale iraniana per trattare il rilascio di fondi congelati nell'ambito di un'intesa finale, secondo lo stesso funzionario.
L'ex presidente Donald Trump invita Arabia Saudita e Qatar ad avviare «la firma immediata» degli Accordi di Abramo per normalizzare i rapporti con Israele, secondo un post su Truth Social. Trump afferma che «tutti gli altri Paesi dovrebbero seguire l'esempio» e avverte che chi non lo farà «mostrerà cattive intenzioni». L'ex presidente aggiunge che sarebbe un onore includere anche l'Iran nella coalizione mondiale degli Accordi, qualora firmasse un accordo con lui come presidente degli Stati Uniti. Trump definisce l'intesa «il più importante accordo mai firmato da questi Paesi storicamente in conflitto».
Donald Trump afferma su Truth che i negoziati con l'Iran stanno procedendo bene e che si potrebbe raggiungere un grande accordo o nessun accordo. Trump avverte che in assenza di un'intesa si tornerà a un conflitto più intenso, ma sottolinea che nessuno desidera questa escalation, secondo quanto riportato dal suo post.
Almeno due palestinesi, tra cui una bambina di sei anni, sono stati uccisi da raid di elicotteri Apache israeliani vicino a via 5, a ovest di Khan Younis, nel sud di Gaza, riferisce l'agenzia Wafa. Fonti mediche parlano di 17 feriti e di diverse tende incendiate. Le vittime sono Menna Allah Nabil Abu Labda, sei anni, e Hanan Abdel Nasser Mahmoud, 31 anni; i loro corpi sono stati trasferiti all'ospedale da campo specializzato kuwaitiano.
Il presidente Donald Trump afferma di aver chiesto ai leader di Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania di firmare simultaneamente gli Accordi di Abramo per normalizzare i rapporti con Israele dopo un’intesa con l’Iran. Trump ha definito la firma un premio «dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti per mettere insieme questo complesso puzzle», secondo quanto riportato dal suo account Truth Social. Ha aggiunto che alcuni Paesi potrebbero avere motivi per non aderire, ma la maggioranza dovrebbe essere pronta a rendere questo accordo con l’Iran un evento storico. Gli Accordi di Abramo hanno già coinvolto Emirati Arabi Uniti e Bahrain, sottolinea Trump.
Donald Trump ha dichiarato su Truth che l'accordo con l'Iran sarà «o grandioso e significativo, oppure non ci sarà alcun accordo». Ha definito il precedente Jcpoa «un disastro» negoziato dall'amministrazione Obama, «una via diretta verso un'arma nucleare per l'Iran». Trump ha criticato duramente esponenti politici contrari, definendoli «deboli e inefficaci», secondo quanto riportano media statunitensi.
Stati Uniti e Iran discutono un accordo che prevede la riapertura dello stretto di Hormuz, secondo fonti ufficiali. L'intesa includerebbe una tregua di 60 giorni, la riapertura delle rotte marittime, un alleggerimento delle sanzioni e nuovi negoziati sul programma nucleare iraniano. Il passaggio è strategico per circa un quinto del petrolio mondiale e una quota significativa di gas naturale liquefatto. La posta in gioco riguarda la stabilità dell'economia globale, minacciata da crisi energetiche, alimentari e di costo della vita.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran non accetterà pressioni o richieste eccessive nei negoziati con gli Stati Uniti. «La Repubblica islamica non cederà in alcun caso», ha affermato Pezeshkian, secondo fonti ufficiali iraniane.
Il Cogat, organismo israeliano per l'amministrazione civile nei Territori, afferma su X che ogni giorno entrano nella Striscia di Gaza 600 camion di aiuti, di cui il 35% gestito da Onu e organizzazioni internazionali. Secondo il Cogat, tra il 70% e l'80% dei tir trasporta cibo. L'organismo accusa Hamas di usare la popolazione per una «campagna di menzogne» sulla carestia.
Il presidente cinese Xi Jinping ha lodato il Pakistan per il ruolo proattivo nella mediazione per la pace in Medio Oriente durante un colloquio con il primo ministro Shehbaz Sharif, riferisce l'agenzia Xinhua. Sharif ha ringraziato la Cina per il sostegno nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e ha definito la proposta in quattro punti di Xi «una guida per il raggiungimento della pace».
Il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha esortato il primo ministro Benjamin Netanyahu a lanciare una guerra «spietata» in Libano, inclusa l'occupazione della zona di Zahrani, a circa 40 chilometri dal confine, secondo media israeliani. Ben-Gvir ha chiesto di interrompere la fornitura elettrica al Libano e di agire senza l'approvazione dell'ex presidente Usa Donald Trump. «È ora che Netanyahu batta i pugni sulla scrivania di Trump», ha scritto Ben-Gvir sui social.
David Ignatius, opinionista del Washington Post, definisce «azzardata» la exit strategy di Donald Trump sull'Iran, pur riconoscendo che il presidente non dispone di alternative migliori. Ignatius osserva che un accordo di pace eviterebbe un vicolo cieco militare, ma sottolinea la scarsa chiarezza di Israele e Stati Uniti su come sostenere la costruzione di uno stato moderno in Iran.
La marina iraniana ha comunicato che 32 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo aver ottenuto il permesso coordinato con la sicurezza della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Il rapporto, pubblicato dall'agenzia semi-statale Tasnim, indica che le imbarcazioni comprendevano petroliere, portacontainer e altre navi commerciali. Le autorità iraniane mantengono chiuso il passaggio per il traffico marittimo generale, mentre l'IRGC valuta le richieste di transito per un numero limitato di navi, secondo Al Jazeera.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi si trovano a Doha per discutere con il primo ministro del Qatar di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran volto a porre fine alla guerra. I colloqui si concentrano sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, sull'uranio arricchito e sui beni iraniani congelati, riferisce la presenza del governatore della Banca Centrale iraniana Abd al-Nasser Hemmati.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato di non voler «affrettare un accordo» per porre fine alla guerra con l’Iran, sottolineando la necessità di evitare errori, riporta la corrispondente Viviana Mazza da New York. I repubblicani lo hanno avvertito che una mossa frettolosa potrebbe rivelarsi un «errore disastroso». Trump punta a un «reset» delle relazioni con Teheran e a una possibile normalizzazione tra Iran e Israele, confidando in un indebolimento dell’economia iraniana come leva negoziale.
Un funzionario iraniano anonimo ha detto al Washington Post che la riapertura dello Stretto di Hormuz avverrà in più fasi. La prima prevede lo sblocco di 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, operazioni di sminamento e la revoca del blocco navale statunitense. Secondo il quotidiano Usa, non è chiaro quando lo Stretto sarà completamente navigabile, ma un alto funzionario americano ha definito il piano un modo per «alleviare i costi del carburante per le famiglie americane». Il Wp riferisce che i beni congelati saranno sbloccati solo se l'Iran inizierà a cedere l'uranio arricchito e rispetterà gli altri punti dell'accordo.
L'esercito israeliano ha ordinato lo sfollamento di alcuni residenti di Tiro e delle aree limitrofe nel sud del Libano, annunciando imminenti attacchi nella zona. Lo ha riferito il portavoce in arabo dell'esercito, Avichay Adraee, che ha pubblicato su X una mappa con due edifici indicati come obiettivi. I residenti devono allontanarsi di almeno 300 metri dagli edifici segnalati, secondo quanto riportato dal portavoce.
L'esercito israeliano ha avvertito i residenti di Tiro e dintorni, nel sud del Libano, di evacuare in vista di attacchi imminenti, secondo il portavoce in arabo Avichay Adraee. Su X, Adraee ha scritto che «chiunque si trovi vicino a elementi, infrastrutture o mezzi da combattimento di Hezbollah mette a rischio la propria vita».
Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze israeliano di estrema destra, ha chiesto di distruggere dieci edifici a Beirut per ogni drone esplosivo lanciato da Hezbollah. Smotrich ha sottolineato l'approvazione di un budget speciale di circa 2 miliardi di shekel (692 milioni di dollari) per soluzioni tecnologiche contro la minaccia dei droni, secondo quanto riferito da media israeliani. Il ministro ha collegato la richiesta all'attacco con drone di Hezbollah nel sud del Libano, che ha causato la morte di un soldato israeliano. «La risposta a una minaccia significativa deve essere significativa», ha scritto Smotrich su X, aggiungendo che Israele deve imporre un prezzo deterrente e sproporzionato al nemico per cambiare l'equilibrio su tutti i fronti.
Un funzionario iraniano anonimo ha riferito al Washington Post che la riapertura dello Stretto di Hormuz avverrà in più fasi. Nella prima, gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, avvieranno operazioni di sminamento e revoceranno il blocco navale americano. Il quotidiano Usa segnala che non è chiaro quando lo Stretto tornerà navigabile, mentre un alto funzionario Usa definisce il piano un modo per «alleviare i costi del carburante per le famiglie americane». Lo sblocco dei beni iraniani dipenderà dall'avvio della riduzione dell'uranio arricchito da parte di Teheran, secondo la fonte citata dal Washington Post.
Aerei israeliani hanno sganciato missili incendiarî al fosforo sulle foreste del comune di Qalila, nel sud del Libano, provocando incendi in agrumeti e terreni agricoli, riferisce l’Agenzia nazionale libanese (NNA). I missili al fosforo si accendono a contatto con l’ossigeno e il loro impiego in aree popolate è oggetto di ampie condanne internazionali.
Donald Trump ha dichiarato di non voler «affrettare un accordo» per porre fine al conflitto con l'Iran, sottolineando la necessità di evitare errori, secondo quanto riferito da media statunitensi. Alcuni esponenti repubblicani hanno avvertito che una fretta eccessiva potrebbe causare un «errore disastroso». Trump mira a un «reset» delle relazioni con Teheran e a una possibile normalizzazione con Israele, offrendo in cambio opportunità economiche simili a quelle con il Venezuela. Tuttavia, fonti indicano che la leadership iraniana adotta una visione differente sulla crisi economica del paese.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam invita alla solidarietà con «le famiglie dei martiri, i feriti, i prigionieri, gli sfollati e il popolo resistente del sud» in occasione della Giornata della Resistenza e Liberazione. Salam denuncia che Israele continua ad attaccare il Libano nonostante il «cessate il fuoco», e afferma che «non festeggeremo fino al completo ritiro israeliano e al ritorno sicuro e dignitoso della nostra gente». La giornata ricorda il ritiro delle forze israeliane dal sud del Libano nel 2000, che pose fine all’occupazione.
L'agenzia palestinese Shehab riferisce che un attacco dell'Idf contro una tenda di sfollati a Khan Yunis ha causato la morte di un uomo e il ferimento di diverse persone. L'episodio è avvenuto nella Striscia di Gaza, secondo fonti locali.
L'agenzia iraniana Isna riferisce che le dighe del Paese sono piene al 67%, con cinque bacini sotto il 10% di capacità. La scarsità idrica limita l'approvvigionamento nelle città di Teheran, Karaj, Mashhad, Arak, Qom, Isfahan, Yazd e Hamadan. Secondo Isna, la distribuzione irregolare delle precipitazioni aggrava la situazione, rendendo necessaria una gestione rigorosa dei consumi.
Centinaia di residenti della Galilea, nel nord di Israele, hanno cambiato domicilio e trasferito i figli in scuole lontane per sfuggire ai continui lanci di droni di Hezbollah, rinunciando ai benefici fiscali, riferisce Channel 12. Le comunità si trovano vicino al confine con il Libano e spesso non hanno tempo di raggiungere i rifugi dopo le sirene. Sono state diffuse immagini di studenti nascosti sotto i banchi durante le esplosioni.
Due droni israeliani hanno attaccato il comune di al-Shahabiya e le periferie di Bazouriyeh nel distretto di Tyre, secondo Al Jazeera Arabic. Separatamente, l’esercito israeliano ha colpito anche i comuni di ad-Doueir e Kafr Reman nel distretto di Nabatieh, riferiscono media locali.
Il Libano celebra il 25 maggio la Giornata della Resistenza e Liberazione, in ricordo del ritiro delle forze israeliane dal sud nel 2000, secondo fonti locali. Ventisei anni dopo, la liberazione è minacciata da una campagna militare israeliana in espansione e da un tentativo sistematico di cancellare le prove di presunti crimini di guerra passati. Immagini satellitari recenti mostrano bulldozer israeliani che hanno raso al suolo i resti del centro di detenzione di Khiam, noto per torture operate da Israele e milizie proxy, riferisce Al Jazeera. Il giornalista Obaida Hitto ha incontrato ex prigionieri a Tiro.
Abdolnaser Hemmati, governatore della Banca Centrale iraniana, si è recato a Doha per discutere dello sblocco dei fondi iraniani congelati, riferisce l'emittente statale Irib. La visita segue i recenti colloqui a Teheran con una delegazione qatarina sullo stesso tema.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping a Pechino, ringraziando la Cina per il suo ruolo a sostegno della pace, secondo l’agenzia Xinhua. Sharif ha definito «critico» il momento mondiale, ma ha affermato che «le cose stanno andando nella giusta direzione». Il premier pakistano è accompagnato dal capo di stato maggiore Asim Munir e dal ministro degli Esteri Ishaq Dar, coinvolti nella mediazione tra Iran e Stati Uniti. L’incontro segue i colloqui di Sharif con il premier cinese Li Qiang.
Il ministero degli Esteri iraniano ha negato l’esistenza di piani per una visita ufficiale in Pakistan o per l’arrivo di mediatori pachistani a Teheran, secondo media locali. Il parlamentare Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale, ha affermato che «il tempo gioca contro gli americani» e ha invitato gli Stati Uniti a negoziare la fine della guerra. L’esercito israeliano ha riferito che un drone ha colpito una zona dove operano le sue truppe nel sud del Libano. Forze israeliane hanno lanciato bombe incendiarie contro il comune di al-Haniyah e dintorni nel distretto di Tiro, secondo Al Jazeera Arabic. Il governo malese si prepara a portare Israele davanti alla Corte internazionale di giustizia per il presunto rapimento e tortura di attivisti della flottiglia per Gaza, riporta Malay Mail.
Itamar Ben-Gvir, ministro della sicurezza nazionale israeliano di estrema destra, ha chiesto il ritorno a una «guerra intensa» in Libano, secondo quanto scritto sul suo profilo X. Ben-Gvir ha invitato il premier Netanyahu a «battere il pugno sul tavolo di Trump» per annunciare la ripresa del conflitto. Il ministro ha inoltre chiesto di interrompere l’elettricità in Libano e di conquistare Dahiyeh. Secondo fonti israeliane, droni a basso costo usati da Hezbollah hanno superato più volte il sistema radar israeliano durante il conflitto.
Il gabinetto politico-di sicurezza israeliano si riunirà domani alle 18.30 per discutere i negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran. Lo riferiscono media nazionali, sottolineando l’importanza dell’incontro in un momento di tensione regionale.
Donald Trump ha dichiarato su Truth che l'accordo con l'Iran sarà «grandioso e significativo» o non esisterà, definendo il precedente Jcpoa un «disastro» che avrebbe favorito il nucleare iraniano. Ha criticato duramente senatori e deputati repubblicani e democratici, accusandoli di ignoranza e slealtà, secondo quanto riportato dai media statunitensi. Trump ha inoltre anticipato che alcuni esponenti politici perderanno presto i loro incarichi.
Il primo ministro pakistano Nawaz Sharif ha iniziato a Pechino il suo tour in Cina, accompagnato dal negoziatore Munir. Imtiaz Gul, direttore del Center for Research and Security Studies di Islamabad, riferisce che i colloqui con Xi Jinping si concentreranno sulla mediazione per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Gul sottolinea che Islamabad gode della fiducia di capitali chiave come Teheran, Washington, Pechino e Mosca, che sostengono apertamente il ruolo di mediazione pakistano. L'analista evidenzia tuttavia il dilemma di Islamabad nel bilanciare i rapporti tra Cina e Stati Uniti.
Il ministero degli Esteri iraniano ha spiegato che Teheran applica tariffe per i «servizi di navigazione» alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, non pedaggi. Lo ha detto il portavoce Esmaeil Baghei, precisando che i costi coprono anche misure per la protezione ambientale nell’area. Baghei ha aggiunto che l’Iran «non sta cercando di riscuotere pedaggi», secondo la sua conferenza stampa settimanale.
Il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha chiesto di «tornare a una guerra spietata» in Libano, interrompendo la fornitura elettrica e occupando la zona di Zahrani, a circa 40 chilometri dal confine. Ben Gvir ha indicato che il premier Benjamin Netanyahu dovrebbe autorizzare un conflitto su vasta scala senza l'approvazione del presidente Donald Trump, secondo quanto riportano media israeliani. «È ora che il primo ministro batta i pugni sulla scrivania di Trump e lo informi che stiamo tornando in guerra in Libano», ha scritto Ben Gvir.
Il Cogat, organismo israeliano per l'amministrazione civile nei Territori, afferma che ogni giorno entrano 600 camion di aiuti nella Striscia di Gaza, secondo dati del Cmcc guidato dagli Usa. Il 35% dei tir è gestito dall'Onu e organizzazioni internazionali, il resto dal settore privato, con il 70-80% del carico costituito da cibo. Dall'inizio della tregua sono entrate oltre 1,6 milioni di tonnellate di alimenti. Il Cogat accusa Hamas di usare gli abitanti di Gaza per una «campagna di menzogne» sulla carestia, secondo quanto riportato su X.
I raffinatori indiani hanno incrementato le importazioni di petrolio da Venezuela, Brasile, Angola e Nigeria dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, secondo Reuters che cita dati preliminari dell’analista Kpler. Prima dell’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran a febbraio, l’India acquistava la maggior parte del greggio dai paesi mediorientali vicini. Ad aprile e maggio, l’India ha inoltre continuato a importare petrolio dalla Russia per compensare la riduzione delle forniture regionali.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu torna oggi in aula a testimoniare nel processo per corruzione e frode iniziato sei anni fa. I media israeliani segnalano che le deposizioni, iniziate il 10 dicembre 2024 e sospese per la guerra, dovrebbero concludersi entro due settimane. Il procuratore Yonatan Tadmor ha detto che la testimonianza potrebbe richiedere altri quattro o cinque giorni. Netanyahu è sottoposto a controinterrogatorio sul Caso 2000, riguardante un presunto accordo con l'editore di Yediot Aharonot per una copertura favorevole.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghei ha dichiarato che Teheran e Washington hanno raggiunto intese su molte questioni durante i colloqui per porre fine alla guerra, ma ha escluso che un accordo sia imminente, secondo media locali. Baghei ha aggiunto che l’obiettivo resta la fine del conflitto e che la questione nucleare non è ancora stata discussa.
L’esercito israeliano comunica che un drone ha colpito una zona dove erano impegnate le sue truppe nel sud del Libano, dopo l’attivazione di sirene per un’infiltrazione aerea nemica nel nord di Israele, secondo fonti militari. Non si registrano feriti e l’incidente è sotto indagine.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che l’obiettivo dei negoziati è porre fine alla guerra, senza discutere al momento la questione nucleare. «Minacce e pressioni fanno parte della politica regionale, ma noi proseguiamo il nostro lavoro sul campo», ha aggiunto in conferenza stampa. Un alto diplomatico iraniano ha riferito all’agenzia Isna che l’Iran discuterà del nucleare con gli Stati Uniti solo se Washington rispetterà gli impegni di un possibile memorandum d’intesa.
Andrea Dessi, docente di relazioni internazionali all’American University di Roma, definisce «fluide» le trattative tra Stati Uniti e Iran, senza un accordo imminente, ma con segnali di «allentamento delle posizioni» da entrambe le parti, riferisce Al Jazeera. Dessi sottolinea che gli Usa si stanno distanziando da alcune «linee rosse» storiche, concentrandosi sulla separazione delle questioni. Tuttavia, avverte che «non siamo ancora fuori pericolo» e invita a mantenere l’attenzione sui canali diplomatici.
L'Iran e gli Stati Uniti hanno raggiunto «un accordo di massima», ma la firma «non è imminente», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. Secondo Baghaei, «abbiamo raggiunto un accordo su gran parte degli argomenti discussi, questo è corretto, ma ciò non significa che la firma sia imminente». Lo ha riferito l'agenzia Irna.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping a Pechino, riferisce l’agenzia statale Xinhua. La visita segue i colloqui con il premier Li Qiang e si inserisce negli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Sharif è arrivato oggi a Pechino accompagnato dal negoziatore capo, il maresciallo Asim Munir.
Le dighe in Iran sono piene al 67%, ma cinque bacini presentano livelli inferiori al 10%, secondo l'agenzia Isna. Le città di Teheran, Karaj, Mashhad, Arak, Qom, Isfahan, Yazd e Hamadan subiscono restrizioni nell'approvvigionamento idrico a causa della distribuzione irregolare delle precipitazioni. Isna riporta che la gestione dei consumi resta una priorità per far fronte alla situazione sfavorevole nelle province interessate.
Ross Harrison, esperto del Middle East Institute, afferma ad Al Jazeera che l’Iran punta a prolungare il conflitto per preservare una «linea di vita economica». Harrison sottolinea che Teheran cerca una nuova forma di deterrenza, diversa da quella indiretta esercitata tramite i proxy. Le dichiarazioni seguono quelle del portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, che ha escluso un accordo imminente.
Un alto funzionario statunitense riferisce alla Cnn che l'Iran ha accettato in linea di principio i punti principali dell'accordo, ma la definizione del testo richiede ancora tempo. Secondo la stessa fonte, la finalizzazione dipenderà dalla rapidità con cui Teheran risponderà alle richieste di modifica avanzate dagli Usa. La Cbs conferma che l'intesa includerebbe lo smaltimento dell'uranio altamente arricchito.
Mohammad Bagher Ghalibaf è stato rieletto presidente del parlamento iraniano per il settimo anno consecutivo, riferisce l’agenzia Fars News. Ghalibaf è anche uno dei principali negoziatori nei colloqui per porre fine al conflitto, secondo fonti ufficiali.
Secondo fonti locali, l’Iran adotta un approccio prudente nei negoziati con gli Stati Uniti, focalizzandosi su quattro punti strategici. Tra questi, lo Stretto di Hormuz rappresenta una leva fondamentale per discutere delle limitazioni missilistiche. L’attenzione resta alta anche sull’arricchimento dell’uranio, su cui Teheran mantiene riserve.
Le forze israeliane hanno colpito con bombe incendiarie il comune di al-Haniyah e le aree circostanti nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, secondo Al Jazeera Arabic. L’agenzia nazionale libanese ha riferito che anche la periferia di Qatrani è stata oggetto di un raid israeliano.
Ali Abtahi, ex vicepresidente iraniano, afferma in un'intervista esclusiva che il programma nucleare iraniano proseguirà. Secondo Abtahi, l’arricchimento dell’uranio per usi civili non può essere contestato.
La libertà di navigazione negli stretti marittimi strategici, tra cui Hormuz, è messa in discussione da tensioni geopolitiche e conflitti. Milena Gabanelli e Giuseppe Sarcina analizzano chi controlla questi passaggi cruciali e quali sono i ricavi legati al commercio globale, in un approfondimento sulle dinamiche internazionali che agitano i mari.
Washington e Teheran hanno «concordato in linea di principio» i punti chiave di un'intesa per superare il conflitto, ma resta da ottenere «l'approvazione finale» del presidente Donald Trump e del leader supremo Mojtaba Khamenei, riferisce il Telegraph citando un funzionario americano. La bozza prevede la riapertura dello stretto di Hormuz e la consegna delle scorte di uranio altamente arricchito da parte iraniana.
Il capo dell'esercito pakistano Asim Munir è arrivato in Cina con il primo ministro Shehbaz Sharif per colloqui con i leader cinesi, secondo fonti ufficiali. Munir aveva partecipato a Teheran a incontri con il ministro degli Interni Mohsin Naqvi per favorire un accordo tra Iran e Stati Uniti. Pechino ha confermato la collaborazione con il Pakistan per «dare un contributo positivo al rapido ripristino della pace e della stabilità in Medio Oriente».
I mercati finanziari globali registrano guadagni mentre i prezzi del petrolio scendono di oltre 5 dollari, con il Brent a 98,45 dollari al barile, il livello più basso dal 7 maggio, secondo dati delle 07:05 GMT. L’indice MSCI dei mercati emergenti asiatici sale dello 0,3%, mentre quello globale avanza dello 0,6% in Asia. Le valute regionali, tra cui rupia indiana e dollaro di Singapore, si apprezzano ai livelli di metà maggio. Il prezzo dell’oro aumenta oltre l’1% a 4.557,46 dollari l’oncia, con il dollaro Usa in calo. Il Nikkei giapponese supera per la prima volta quota 65.000 punti, registrando il miglior rialzo in tre giorni da oltre sei anni, riferiscono operatori di Seoul.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha dichiarato che «o raggiungeremo un buon accordo, oppure dovremo trovare un'altra soluzione» per la crisi in Medio Oriente. Secondo media internazionali, Rubio ha aggiunto che «il presidente non concluderà un cattivo accordo» e che «daremo alla diplomazia ogni possibilità di successo prima di esplorare le alternative». Lo riporta l'Indian Express.
Il gabinetto politico-di sicurezza israeliano si riunirà domani alle 18.30 per discutere i negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran. Lo riferiscono media nazionali israeliani, che sottolineano l'importanza della riunione nel contesto delle trattative diplomatiche.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo dell’esercito Asim Munir sono in Cina per discutere un accordo di pace sul conflitto in Iran, riferisce la stampa locale. A Pechino, Sharif ha definito il momento «critico» e ha dichiarato che «le cose stanno andando nella giusta direzione». Ha inoltre ringraziato la Cina per il suo sostegno nel promuovere la pace.
Il ministero degli Esteri iraniano ha precisato che Teheran applica tariffe per i «servizi di navigazione» alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, escludendo pedaggi. Il portavoce Esmaeil Baghei ha spiegato che le tariffe coprono i servizi di navigazione e le misure per proteggere l’ambiente dello Stretto, del Golfo Persico e del Mar di Oman. Baghei ha aggiunto che l’Iran «non sta cercando di riscuotere pedaggi».
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei esclude visite ufficiali tra Pakistan e Iran e avverte che Israele potrebbe «ostacolare» i colloqui tra Stati Uniti e Teheran, secondo media locali. Baghaei accusa le «entità sioniste» di cercare di minare l’accordo e segnala possibili ripercussioni sull’atteggiamento dei funzionari statunitensi.
Due navi per il trasporto di gas naturale liquefatto hanno superato lo stretto di Hormuz, secondo dati di tracciamento marittimo riportati da «Al Jazeera». La metaniera «Fuwairit», registrata alle Bahamas, sta lasciando lo stretto con destinazione Pakistan, dove dovrebbe arrivare entro domani. La «Al Rayyan», partita dallo stesso terminal qatariota di Ras Laffan, si trova tra Oman e Iran e punta alla Cina con arrivo previsto il 27 giugno.
Il presidente Donald Trump e la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei non hanno ancora finalizzato un accordo quadro, riferisce il Telegraph citando un funzionario statunitense anonimo. La bozza generale è pronta, ma manca l'approvazione finale di entrambi i leader. Una fonte del Golfo Persico ha detto che i leader regionali hanno esortato Trump ad accettare un cessate il fuoco per stabilizzare la regione. Fox News ha riferito che l'accordo è «completo al 95 per cento», ma restano divergenze su Hormuz e il materiale nucleare.
Benjamin Netanyahu torna oggi in aula a testimoniare nel processo per corruzione e frode, a sei anni dall’avvio del procedimento. I media israeliani evidenziano che le deposizioni del primo ministro sono iniziate il 10 dicembre 2024 e, dopo diversi rinvii legati anche alla guerra, dovrebbero concludersi entro due settimane. Il procuratore Yonatan Tadmor ha detto ai giudici che il controinterrogatorio potrebbe durare quattro o cinque giorni. Oggi Netanyahu risponde sul Caso 2000, dove è accusato di frode e abuso di fiducia per un presunto accordo con l’editore di Yediot Aharonot.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che la gestione dello Stretto di Hormuz spetta ai Paesi che si affacciano sulla zona. Baghaei ha aggiunto che Teheran è in contatto con questi Stati per garantire la sicurezza e tutelare i loro interessi. Pur escludendo l’applicazione di un pedaggio, ha precisato che «è normale che i servizi forniti richiedano un prezzo».
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che l’Iran e gli Stati Uniti hanno raggiunto intese su molte questioni per porre fine alla guerra, ma ha escluso che un accordo sia imminente. Baghaei ha aggiunto che non sono ancora state discusse le questioni relative al programma nucleare. «Nessuno può affermare che la firma di un accordo sia imminente», ha detto.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito da Nuova Delhi che Israele avrà «sempre» il diritto di difendersi, indipendentemente dagli accordi tra Washington e Teheran. Rubio ha sottolineato che ogni Paese ha diritto a reagire a minacce come il lancio di missili da parte di Hezbollah. Il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva detto ieri che Trump ha confermato il diritto di Israele a combattere in Libano, dove l’esercito israeliano colpisce Hezbollah, sostenuto dall’Iran.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che l'obiettivo dei negoziati è porre fine alla guerra e che al momento non si discutono i dettagli sul nucleare. Secondo Baghaei, minacce e pressioni fanno parte della politica regionale, ma l'Iran continua a lavorare sul campo osservando i fatti. Un alto diplomatico iraniano ha aggiunto all'agenzia Isna che Teheran discuterà del programma nucleare con Washington solo se gli Stati Uniti rispetteranno gli impegni di un possibile memorandum d'intesa, con negoziati di 60 giorni in cambio della revoca delle sanzioni e della liberazione di beni esteri.
L'agenzia iraniana Tasnim riferisce che l'ostruzionismo statunitense sta rallentando i negoziati per un accordo di pace. Secondo Tasnim, persistono divergenze su clausole chiave, tra cui lo sblocco dei beni iraniani congelati. L'agenzia sottolinea che «nonostante alcuni colloqui, la possibilità di non raggiungere un accordo resta aperta».
Il prezzo del petrolio registra un forte calo: il Wti scende a 90,72 dollari al barile, con una flessione del 6,09%. Il Brent si attesta a 94,59 dollari, in calo del 5,61%, secondo dati di mercato.
Attivisti della Flotilla impegnati in una missione terrestre verso Gaza sono stati bloccati in Libia e alcuni sarebbero stati arrestati, secondo fonti locali e il Tgr Rai Puglia. Il convoglio tentava di aprire un corridoio umanitario attraverso la Cirenaica, ma miliziani libici hanno fermato il gruppo. Tra gli attivisti bloccati ci sono due italiani, tra cui Domenico Centrone di Molfetta, riferisce la portavoce Maria Elena Delia, che segnala la perdita di contatti con loro a Sirte.
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei si trova in un luogo segreto e comunica attraverso una rete di corrieri, riferisce Cbs News citando funzionari americani. Secondo le fonti, pochi iraniani conoscono la sua posizione, motivo dei ritardi nelle risposte di Teheran alle proposte statunitensi per un accordo di pace.
L'esercito israeliano ha annunciato la morte del sergente Nehoray Leizer, 19 anni, nel sud del Libano, portando a 23 il numero dei militari caduti nel conflitto contro Hezbollah, secondo un comunicato dell'Idf. Durante lo scontro in cui Leizer è stato ucciso, un altro soldato è rimasto gravemente ferito, riferisce l'Idf su Telegram. Dall'inizio delle ostilità il 2 marzo, Israele conta 24 vittime, tra cui 23 militari e un civile.
Gli Stati Uniti ritengono che l’Iran abbia accettato in linea di principio i punti principali dell’accordo, ma la definizione del testo richiede ancora tempo, secondo un alto funzionario citato dalla Cnn. La Cbs riferisce analoghe informazioni, aggiungendo che l’intesa prevede lo smaltimento dell’uranio altamente arricchito. La fonte Usa attribuisce i ritardi alla lentezza del processo di approvazione iraniano sulle modifiche richieste dagli Stati Uniti. Il completamento dipenderà dalla rapidità con cui Teheran risponderà alle richieste.
L'Iran indica quattro elementi fondamentali nella sua strategia negoziale con gli Stati Uniti, secondo fonti diplomatiche. Tra questi, lo Stretto di Hormuz rappresenta una leva per discutere il programma missilistico. Il paese mostra cautela sull'eventuale arricchimento dell'uranio. Gli iraniani appaiono meno frettolosi nel concludere un accordo rispetto alla controparte.
Ali Abtahi, ex vicepresidente iraniano, afferma in un'intervista esclusiva che gli Stati Uniti e Israele hanno sottovalutato l'Iran. Secondo Abtahi, Mojtaba Khamenei è ferito ma resta in grado di guidare il paese. Conferma inoltre che il programma nucleare iraniano continuerà e che l'arricchimento dell'uranio per scopi civili non può essere contestato.
Milena Gabanelli e Giuseppe Sarcina approfondiscono il ruolo strategico degli stretti marittimi, tra cui Hormuz, nel commercio globale. Secondo gli autori, le tensioni geopolitiche mettono a rischio la libertà di navigazione, un principio finora ritenuto consolidato a livello internazionale. Il loro studio evidenzia come questi passaggi influenzino gli equilibri economici e politici mondiali.
Le autorità iraniane hanno giustiziato Abbas Akbari, condannato per un presunto colpo di stato a gennaio, riferisce l’agenzia Tasnim citata da Al-Jazeera. Akbari è stato impiccato dopo una sentenza della Corte Suprema per «moharebeh» (inimicizia contro Dio), danneggiamento di proprietà pubblica e aver sparato contro le forze di sicurezza nella provincia di Isfahan.
Il Tribunale Rivoluzionario di Teheran ha condannato a morte quattro persone per l'accoltellamento mortale di Arman Aliverdi, membro dei Basij, durante le proteste del 2022 in Iran. Nove arrestati sono accusati di aver aggredito Aliverdi, minato la sicurezza e fatto propaganda contro il sistema, secondo fonti ufficiali. Quattro imputati hanno ricevuto la pena capitale, mentre gli altri cinque sono stati condannati a uno-cinque anni di carcere.
Marco Rubio ha illustrato a India Today una proposta articolata in due fasi per l'accordo sul nucleare iraniano. Durante il viaggio in India, ha spiegato che la prima fase prevede la riapertura totale dello stretto di Hormuz, seguita dall'impegno iraniano a rinunciare alle armi nucleari e ad accettare restrizioni sull'arricchimento dell'uranio. Rubio ha aggiunto che l'iniziativa gode di ampio sostegno nel Golfo e ha espresso fiducia in un negoziato «molto reale, significativo e a tempo limitato».
Tre pescatori palestinesi sono rimasti feriti ieri dopo che navi della marina israeliana hanno aperto il fuoco contro la loro imbarcazione nelle acque al largo di Gaza City, riferisce Al-Jazeera. Il Palestinian Information Center ha pubblicato su X un video che mostra il momento dello sparo contro le barche dei pescatori, secondo media locali. Le tensioni nella regione restano elevate.
Due navi cargo per il trasporto di gas naturale liquefatto hanno attraversato lo stretto di Hormuz, riferisce Al Jazeera. La metaniera «Fuwairit», registrata alle Bahamas, ha lasciato lo stretto e dovrebbe arrivare in Pakistan entro domani, con un carico imbarcato a marzo nel terminal qatariota di Ras Laffan. La nave «Al Rayyan» ha superato il passaggio e si trova ora tra Oman e Iran, con arrivo previsto in Cina il 27 giugno.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito che Israele avrà «sempre» il diritto di difendersi, indipendentemente dagli accordi con l'Iran. Da Nuova Delhi, Rubio ha affermato che Israele può reagire se Hezbollah lancia missili contro il Paese, in linea con le dichiarazioni del premier Benjamin Netanyahu. Netanyahu aveva riferito che Trump ha confermato il diritto di Israele a combattere in Libano contro Hezbollah, sostenuto dall'Iran.
Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio afferma che «l'accordo con l'Iran è ancora possibile, già lunedì», cioè oggi, 25 maggio. Secondo Rubio, l'intesa garantirà il diritto di difesa dello Stato di Israele. Il segretario ha aggiunto che, pur sperando in notizie già ieri sera, non attribuisce troppa importanza allo slittamento dell'accordo, riferisce la sua dichiarazione.
L'agenzia iraniana Tasnim riferisce che l'ostruzionismo statunitense sta rallentando i negoziati di pace, con alcune clausole ancora in discussione, tra cui lo sblocco dei beni iraniani congelati. Secondo Tasnim, queste questioni «non sono ancora risolte» e «c'è ancora la possibilità che non si raggiunga un accordo».
Secondo media Usa come New York Times, Cbs e Cnn, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un «accordo di principio» per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Un alto funzionario Usa anonimo afferma che Teheran ha accettato lo smaltimento dell’uranio altamente arricchito, ma le modalità restano in discussione. Le fonti confermano che le trattative per un accordo definitivo proseguono.
Marco Rubio ha dichiarato a India Today, durante il suo viaggio in India, che esiste una proposta solida per riaprire gli stretti del Golfo, sostenuta dai Paesi della regione. Rubio ha espresso fiducia in un negoziato «molto reale, significativo e a tempo limitato» con l'Iran sulla questione nucleare. Secondo il segretario di Stato americano, l'accordo prevede due fasi: la riapertura totale dello stretto di Hormuz e l'impegno iraniano a rinunciare alle armi nucleari, accettando restrizioni sull'arricchimento dell'uranio.
Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha dichiarato che «l'accordo con l'Iran è ancora possibile, già lunedì», riferendosi al 25 maggio. Rubio ha aggiunto che qualsiasi intesa «garantirà il diritto di difendersi dello Stato di Israele». Il segretario ha minimizzato lo slittamento delle trattative, spiegando che non attribuisce «troppa importanza» al rinvio delle decisioni.
La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei si trova «in una località segreta, con scarso accesso al mondo esterno», riferiscono funzionari Usa a Cbs. Secondo fonti dell’intelligence americana, i negoziatori iraniani autorizzati avrebbero difficoltà a comunicare con il vertice di Teheran, ostacolando la definizione di un accordo con Washington. Anche i vertici del governo iraniano non saprebbero esattamente dove si trovi Khamenei.
Una fonte legata alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, citata dall’agenzia Tasnim e ripresa da Iran International, afferma che l’Iran mantiene una profonda diffidenza verso gli Stati Uniti. La fonte riferisce che la Repubblica Islamica non nutre «alcun ottimismo» e definisce gli scambi con Washington «condotti con profondo pessimismo». Secondo il rapporto, non è stato raggiunto un accordo definitivo e permangono divergenze su varie disposizioni.
L'accordo quadro con l'Iran è completato al «95%», riferisce Fox citando un funzionario americano. Secondo la fonte, Donald Trump intende concedere all'Iran «5, 6 o 7 giorni» per finalizzare l'intesa.
La Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, si trova «in una località segreta, con scarso accesso al mondo esterno e raggiungibile solo tramite una fitta rete di corrieri», riferiscono funzionari statunitensi a Cbs. Secondo l’intelligence americana, i funzionari iraniani autorizzati a trattare con Washington incontrano difficoltà a comunicare con il vertice di Teheran. Persino i membri di alto livello del governo iraniano non saprebbero dove si trovi Khamenei, spiegano le fonti.
