Il recap della diretta
La tregua e i colloqui in corso sullo Stretto di Hormuz
Gli Stati Uniti e l’Iran stanno portando avanti un nuovo round di colloqui a Islamabad focalizzati sulla gestione dello Stretto di Hormuz, via strategica attraverso cui transita circa il 20% delle esportazioni petrolifere mondiali. La regione ha registrato una tregua significativa nelle ostilità, accompagnata da un accordo di cessate il fuoco che dovrebbe durare due settimane.
I recenti incontri hanno prodotto esiti positivi per quanto riguarda il de-escalation nella regione, tuttavia permangono tensioni e stallo sulla supervisione e controllo della navigazione nello Stretto. L’apertura di uno spiraglio diplomatico in presenza di forti legami militari nella zona rappresenta un elemento di rilievo per la stabilità energetica globale.
Le pressioni internazionali e le denunce ONU
Le agenzie dell’Onu hanno lanciato un allarme riguardo alle violazioni delle regole di guerra e hanno chiesto una maggiore protezione per i civili, operatori umanitari e infrastrutture strategiche. Il richiamo della comunità internazionale sottolinea la gravità della situazione umanitaria e della sicurezza nella regione.
La situazione nell’Iran e le misure di controllo
L’Iran ha imposto un ampio blocco su internet a seguito degli attacchi militari subiti. Allo stesso tempo, le autorità iraniane continuano ad affermare la loro posizione in merito alla gestione del conflitto e ribadiscono la necessità di sicurezza per le rotte marittime nello Stretto.
Le implicazioni militari e logistiche nello Stretto di Hormuz
La navigazione nello Stretto rimane un tema centrale nella tensione regionale. Le attività di pattugliamento e misure di sicurezza sono incrementate da parte delle potenze coinvolte, mentre la ripresa della navigazione in aree vicine, come il Qatar, contribuisce a stabilizzare temporaneamente i flussi commerciali.
Le dinamiche politiche e il discorso sulla pace
Divergono le posizioni dei leader regionali, che oscillano tra richiami alla pace e consolidamento delle linee di conflitto. Le dichiarazioni ufficiali riflettono la complessità dell’equilibrio politico e militare.
Cosa cambia ora per la sicurezza nello Stretto
La tregua e i colloqui a Islamabad hanno ridotto nella breve durata le ostilità e offrono una finestra di dialogo per il controllo congiunto dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, rimane incerta la capacità di mantenere la stabilità a lungo termine, date le pressioni politiche e militari in corso.
Prospettive per la gestione dello Stretto tra stabilità e tensioni
Se la diplomazia proseguirà e si all’argherà la partecipazione internazionale, la gestione dello Stretto potrebbe evolversi verso un controllo multilaterale con norme condivise per garantire la libertà di navigazione. In alternativa, un ritorno alle tensioni militari innescherebbe nuove restrizioni e rischi diretti per le esportazioni petrolifere globali.
Un ulteriore sviluppo dipenderà dall’esito concreto dei colloqui in corso e dalle iniziative di monitoraggio e protezione delle infrastrutture marittime.
Cosa resta da chiarire sull’evoluzione del conflitto nella regione
È certo che la tregua temporanea ha limitato le ostilità e che è stato avviato un nuovo ciclo di colloqui a Islamabad con esiti parzialmente positivi. Restano poco chiari i dettagli specifici sulle modalità di controllo congiunto dello Stretto di Hormuz e sulla capacità di enforcement del cessate il fuoco.
Non si conoscono ancora le strategie definitive adottate da Iran e Stati Uniti per gestire le attività militari e civili nell’area, né le condizioni che potrebbero far saltare l’accordo. Saranno decisivi gli sviluppi nei prossimi giorni e le eventuali azioni delle forze navali presenti.
Un nodo cruciale per la stabilità energetica globale resta il controllo dello Stretto di Hormuz, atteso l’esito del dialogo tra Usa e Iran nei prossimi giorni.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 11 aprile
Si apre una fase delicata nella guerra in Iran con l’arrivo a Islamabad della delegazione iraniana per i colloqui con gli Stati Uniti sul possibile cessate il fuoco. Washington si dice pronta al dialogo, ma Israele chiude a qualsiasi trattativa con Hezbollah. Intanto Donald Trump rilancia sullo Stretto di Hormuz, assicurando che sarà riaperto “con o senza l’Iran”. Sul terreno resta alta la tensione, mentre la diplomazia prova a evitare un allargamento del conflitto.
- Delegazione iraniana arrivata a Islamabad per i negoziati con gli Usa
- JD Vance: apertura al dialogo se Teheran negozia in buona fede
- Israele: nessuna trattativa per cessate il fuoco con Hezbollah
- Trump: Hormuz sarà riaperto “con o senza l’Iran”
Nella regione del Golfo si è registrata oggi una tregua significativa nelle ostilità, senza attacchi, secondo il Guardian. La pausa segue l'accordo di cessate il fuoco di due settimane concordato martedì tra Stati Uniti e Iran durante i negoziati a Islamabad. La tregua ha consentito ai governi del Golfo di valutare i danni causati dai recenti attacchi, con filmati diffusi in Qatar che mostrano danni a infrastrutture e basi militari. L'Arabia Saudita ha pubblicato un'analisi sulle riduzioni nella produzione petrolifera attribuite ai danni subiti dai siti energetici.
Le agenzie Onu esprimono allarme per le «violazioni persistenti delle regole di guerra» e invitano tutte le parti in conflitto a proteggere civili e infrastrutture, secondo l'Inter-Agency Standing Committee. Il comitato condanna «con fermezza tutti gli attacchi contro civili, operatori umanitari e sanitari, nonché obiettivi civili», riferendo di migliaia di vittime civili in Medio Oriente nell'ultimo mese. Le agenzie chiedono che tutti i soggetti coinvolti, Stati membri o gruppi armati, rispettino l'obbligo legale di tutela dei civili e che ogni violazione sia perseguita con responsabilità. «Anche le guerre hanno regole, e queste devono essere rispettate», conclude il comunicato.
A Islamabad è iniziato un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, riferisce l'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, citata da Channel 12. Fonti pakistane riportate dalla Cnn indicano risultati positivi nei precedenti incontri, ma resta lo stallo sulla gestione dello Stretto di Hormuz.
L'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim riferisce nuovi dettagli sui negoziati notturni a Islamabad. Secondo Tasnim, la delegazione Usa comprende Vance, Witkoff e Kushner, mentre quella iraniana è guidata da Araghchi, Ghalibaf e Bagheri Kani. L'agenzia sottolinea che «sembra questa l'ultima possibilità per la squadra iraniana di raggiungere un accordo in questo ciclo di colloqui».
Secondo fonti riservate, nonostante la disponibilità della delegazione iraniana a restare a Islamabad, permangono numerosi punti critici non risolti. Le divergenze sullo Stretto di Hormuz restano evidenti e non si registrano progressi. Le parti hanno definito un quadro di riferimento, ma questo non copre tutte le questioni in sospeso. Al momento, quindi, non ci sono aspettative concrete di un accordo definitivo.
La Casa Bianca riferisce che i colloqui diretti tra Stati Uniti e Iran proseguono al Serena Hotel, entrando in una «fase critica» con il punto principale di contrasto rappresentato dallo Stretto di Hormuz. Secondo fonti, la delegazione iraniana mostra una certa flessibilità, mentre le richieste americane restano massimaliste. Inoltre, media locali riferiscono che aerei iraniani sono atterrati in una base militare in Pakistan, segnalando un possibile rafforzamento del supporto. Le trattative continuano con impegno da entrambe le parti.
L'amministrazione Usa ha arrestato e intende espellere Seyed Eissa Hashemi, figlio di Masoumeh Ebtekar, portavoce dei sequestratori dell'ambasciata Usa a Teheran nel 1979, secondo il New York Times. Hashemi, sua moglie Maryam Tahmasebi e il loro figlio sono stati fermati dopo la revoca dello status di residenti permanenti, ha riferito il Segretario di Stato Marco Rubio. I tre sono in custodia dell'Immigration and Customs Enforcement in attesa dell'espulsione e non sono accusati di alcun reato, ma non potranno più rientrare negli Stati Uniti. Ebtekar era nota come «Screaming Mary» per il suo ruolo di portavoce durante la crisi degli ostaggi durata 444 giorni.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif si appresta a recarsi in Arabia Saudita per la seconda volta in un mese, riferisce Tehran Times. La visita mira a discutere i colloqui tra Iran e Stati Uniti in corso a Islamabad e a valutare possibili soluzioni per una pace duratura nella regione.
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha discusso con il presidente francese Emmanuel Macron della «situazione regionale dopo il cessate il fuoco tra Usa e Iran», riferisce il ministero degli Esteri saudita. I due leader hanno inoltre affrontato le minacce alla navigazione marittima e le conseguenze sull’economia globale, scambiandosi opinioni su vari temi di interesse comune, si legge nel comunicato ufficiale.
Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha incontrato i vertici del ministero dell’Industria, Miniere e Commercio per fare il punto sulle unità produttive colpite dagli attacchi Usa-Israele, riferisce la presidenza. Su X, Raisi ha garantito «alla popolazione che, con l’aiuto di Dio e l’impegno dei colleghi, il sistema di distribuzione e approvvigionamento continuerà a funzionare in modo stabile e ordinato».
La National News Agency libanese riferisce che 13 persone sono morte in un raid aereo israeliano su Tefahta, nel sud del Libano. L'agenzia segnala inoltre nuovi attacchi israeliani nelle ultime ore in diverse località meridionali, tra cui Kfar Tebnit, Srifa, Debaal, Az-Zrariyah, Bint Jbeil, Arzoun e Abbasiyeh.
Il primo ministro Netanyahu ha confermato che Israele avvierà la prossima settimana negoziati formali con il Libano, dopo settimane di attacchi e un'invasione di terra in alcune aree del paese, secondo fonti ufficiali. In un video, Netanyahu ha detto che Israele è disponibile a un accordo di pace, a condizione che sia duraturo e che le armi di Hezbollah vengano «smantellate». Ha aggiunto che il Libano ha più volte chiesto di iniziare colloqui diretti nell'ultimo mese e che ha dato il suo via libera con queste due condizioni.
Lo Stretto di Hormuz, bloccato di fatto dall'Iran dall'inizio del conflitto tra Usa e Israele, rappresenta un passaggio cruciale per circa il 20% delle spedizioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto, secondo fonti internazionali. L'interruzione più grave mai registrata ha alimentato l'inflazione e rallentato l'economia globale, con effetti attesi per mesi anche in caso di riapertura. Tehran chiede il controllo dello stretto e il pagamento di tariffe di transito dalle navi, mentre gli Stati Uniti rivendicano la libertà di navigazione globale. Il presidente Trump ha suscitato polemiche affermando che «un'intera civiltà morirà» in Iran se il governo non consentirà il libero passaggio, secondo media internazionali.
I democratici della commissione Esteri della Camera Usa criticano la partecipazione di Jared Kushner e Steven Witkoff nei colloqui con il Pakistan, definendoli «il genero di Trump e il suo amico sviluppatore immobiliare». In un post su X, sottolineano che i due «furono protagonisti dell'ultimo sforzo diplomatico che coprì l'avvio di una guerra inutile e costosa». La critica evidenzia che la loro presenza «non è un buon segnale per un reset diplomatico», secondo i democratici.
L'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim riferisce che la delegazione Usa sta «ostacolando» i negoziati in corso a Islamabad con «ripetute richieste eccessive». Le consultazioni tra Iran e Stati Uniti sono ancora in corso, secondo la stessa fonte. Tra i principali punti di disaccordo resta la questione dello Stretto di Hormuz.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato la creazione di zone di sicurezza a Gaza, Siria e Libano, secondo la sua dichiarazione video. Netanyahu ha promesso di «occuparsi» di Hamas a Gaza e ha riferito che Israele sta affrontando i missili ancora in possesso di Hezbollah. Ha inoltre affermato che il gruppo libanese avrebbe pianificato un'invasione della Galilea con «migliaia di terroristi Radwan». Netanyahu ha detto che il Libano ha chiesto negoziati di pace diretti, approvati da Israele a condizione del disarmo di Hezbollah e di un accordo duraturo.
Il ministero dei Trasporti del Qatar comunica che la navigazione marittima riprenderà «per tutti i tipi di imbarcazioni e navi» dalle 6 alle 18 ora locale (03:00-15:00 GMT) a partire da domenica. Secondo la stessa fonte, resta consentita quotidianamente la navigazione per le imbarcazioni autorizzate alla pesca, come già annunciato in precedenza.
Il primo ministro Netanyahu ha dichiarato in un video su X che la campagna militare israeliana contro l'Iran «non è finita», nonostante gli «storici risultati» già ottenuti. «Li abbiamo colpiti, ma abbiamo ancora molto da fare», ha aggiunto, secondo quanto riferito.
Le delegazioni stanno proseguendo i negoziati fino a tarda notte all'hotel Serena di Islamabad, riferisce un corrispondente locale. Nonostante alcune notizie avessero indicato la conclusione dei colloqui, si trattava della fine di una sessione separata. Le parti hanno ripreso gli scambi di note e hanno deciso di continuare i confronti faccia a faccia. Alle 23 locali (18:00 GMT) non ci sono segnali di interruzione dei lavori.
Sirene d'allarme sono scattate a Kiryat Shmona e nelle aree limitrofe dopo che Hezbollah ha lanciato un «barrage di razzi» contro il nord di Israele, riferisce il quotidiano israeliano Haaretz. Fonti locali segnalano l'attivazione del sistema di difesa aerea nella zona.
Secondo commercianti del Gran Bazaar di Teheran, la tregua temporanea tra Stati Uniti e Israele ha permesso la riapertura di più negozi e un allungamento degli orari di apertura. Tuttavia, le vendite rimangono lente rispetto al periodo prebellico, con una «quasi completa stagnazione», riferisce un venditore di articoli metallici e utensili. L’economia locale continua a risentire delle tensioni, nonostante la temporanea pausa nei combattimenti. Fonti locali evidenziano un clima di incertezza tra i commercianti.
L'ambasciata cinese ha smentito la notizia della CNN su un presunto invio di sistemi di difesa aerea all'Iran, definendola «completamente inventata», secondo il Times of Israele. La Cina ribadisce di rispettare il diritto internazionale e di non fornire armi a parti in conflitto. Il comunicato sottolinea inoltre l'impegno di Pechino nel promuovere i colloqui di pace con l'Iran e auspica che le parti coinvolte contribuiscano a ridurre le tensioni.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che Israele proseguirà la lotta contro l'Iran e i suoi alleati, secondo un post pubblicato su X. Netanyahu ha criticato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, accusandolo di «assecondare» l'Iran e di essere responsabile di «massacri» contro i curdi, secondo quanto riportato dal leader israeliano. Il messaggio arriva mentre sono in corso negoziati tra Stati Uniti e Iran e nonostante un cessate il fuoco tra Israele e Teheran, riferiscono media internazionali. Netanyahu è ricercato dalla Corte penale internazionale per presunti crimini di guerra a Gaza.
Secondo fonti iraniane, Teheran avrebbe ottenuto dagli Stati Uniti una garanzia sulla diminuzione degli attacchi israeliani in Libano, mentre media statali iraniani riferiscono dello sblocco di fondi congelati. Tuttavia, non ci sono conferme ufficiali da Washington o da Israele su un cessate il fuoco o accordi specifici riguardo al Libano. L'Iran si trova in una posizione difficile, dovendo bilanciare la propria deterrenza regionale e il legame con Hezbollah senza compromettere un possibile cessate il fuoco, secondo analisti e fonti locali.
L'agenzia iraniana Tasnim, vicina al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), riferisce che i colloqui tra delegazioni iraniana e Usa a Islamabad sono stati offuscati da una «grave» disputa sullo Stretto di Hormuz. Secondo Tasnim, le trattative avevano raggiunto la fase di scambio delle bozze per un possibile accordo quadro, ma le «richieste eccessive» della delegazione statunitense hanno bloccato i progressi. Iran International precisa che le consultazioni sono ancora in corso.
L'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim riferisce che Stati Uniti e Iran stanno scambiando messaggi per definire un quadro comune per i negoziati. Secondo il corrispondente a Islamabad, i progressi sono ostacolati da «eccessive richieste» di Washington. Tasnim aggiunge che le consultazioni proseguono, ma lo Stretto di Hormuz resta un punto di forte disaccordo.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha garantito che Israele proseguirà la lotta contro l'Iran e i suoi alleati, secondo un post su X. Nel messaggio, Netanyahu ha anche criticato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, accusandolo di «accomodare» l'Iran e di essere responsabile di «massacri» contro i curdi, secondo quanto riportato. Il post arriva mentre è in vigore un cessate il fuoco in Iran e si tengono negoziati tra Stati Uniti e Teheran. Netanyahu è ricercato dalla Corte Penale Internazionale per presunti crimini di guerra a Gaza.
Papa Leo XIV ha pronunciato parole dure contro la guerra tra Usa e Israele sull'Iran, denunciando la «illusione di onnipotenza» che alimenta il conflitto, secondo fonti vaticane. Durante una preghiera serale nella Basilica di San Pietro, il pontefice ha detto: «Basta con l'idolatria del sé e del denaro! Basta con la dimostrazione di potere! Basta con la guerra!». Sebbene non abbia citato direttamente gli Stati Uniti o Trump, il messaggio sembrava rivolto ai leader americani che hanno giustificato il conflitto con riferimenti religiosi.
I colloqui tra Iran e Stati Uniti in Pakistan sono in stallo sul controllo dello Stretto di Hormuz, riferisce il Financial Times citando fonti attendibili. L'Iran insiste nel mantenere il controllo e nel imporre dazi di transito, respingendo la proposta di gestione congiunta. Secondo l'agenzia iraniana Fars, le delegazioni hanno scambiato documenti scritti al termine della prima fase dei negoziati, mentre un nuovo ciclo di incontri è previsto nelle prossime ore.
Il Comando Centrale Usa (CENTCOM) riferisce che le navi USS Frank E Peterson e USS Michael Murphy hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. In un comunicato pubblicato su X, CENTCOM afferma di aver avviato operazioni per rimuovere mine navali dallo stretto, che secondo il comando sarebbero state posizionate dai Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC). L'azione fa parte di una missione più ampia per garantire la sicurezza della navigazione nella zona, secondo fonti ufficiali.
Il ministero della Salute libanese comunica che almeno 2.020 persone sono morte e 6.436 sono rimaste ferite negli attacchi israeliani in tutto il paese dal 2 marzo, secondo fonti ufficiali. Una foto scattata nella zona meridionale di Tiro mostra il fumo alzarsi dal villaggio di Qlaileh, colpito da un raid israeliano.
Pakistan sta cercando di ottenere un'estensione di almeno un giorno per i negoziati con l'Iran, riferiscono fonti diplomatiche. Le delegazioni hanno già svolto diversi incontri in un clima cordiale e sono in corso scambi di note, secondo media locali. Il lato iraniano conferma che le trattative a livello di delegati proseguono nel tentativo di trovare soluzioni. I diplomatici pakistani restano ottimisti ma sottolineano che l'esito dipenderà dalle decisioni dei rispettivi vertici.
Secondo fonti pakistane, sono ripresi a Islamabad i colloqui tra le delegazioni di Usa e Iran dopo una pausa. I funzionari pakistani, che hanno parlato anonimamente, riferiscono che entrambe le parti sono supportate da esperti tecnici e che i vertici politici e militari del Pakistan stanno incoraggiando una soluzione delle divergenze per una pace duratura nella regione. L'agenzia iraniana Fars riferisce che le delegazioni si sono scambiate «documenti scritti» con le questioni in discussione al termine della prima fase dei negoziati.
La delegazione Usa a Islamabad cerca di adottare un tono diverso rispetto a quello che il presidente Trump amplifica sui social media, riferiscono fonti ufficiali. Trump continua a intervenire nelle trattative con post in cui critica i media statunitensi definendoli «fake news media» e afferma che «gli Stati Uniti hanno distrutto completamente le forze militari iraniane, inclusa la marina e l'aeronautica». Secondo media locali, il presidente sostiene inoltre che lo Stretto di Hormuz sarà presto aperto e che navi vuote si dirigono verso gli Stati Uniti per rifornirsi. Questi messaggi riflettono il tentativo di Trump di mantenere rilevanza mentre la sua delegazione conduce colloqui con l'Iran, i più significativi dal 1979.
Due navi da guerra statunitensi stanno effettuando un'operazione di sminamento nello Stretto di Hormuz, secondo un post del Comando centrale Usa sui social media. L'azione mira a garantire la sicurezza della navigazione in una zona strategica.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, accusa i media statunitensi di doppio standard, denunciando che «elementi all'interno della politica Usa raccomandano l'assassinio dei negoziatori iraniani» in caso di fallimento delle trattative, secondo un post sui social. Baghaei cita un editoriale del Washington Post che sostiene che i leader iraniani «devono capire che la loro vita dipende da un accordo negoziato favorevole a Trump». Il portavoce definisce questa posizione «una normalizzazione dell'estorsione tramite minacce e incitamento pubblico al terrorismo e alla violenza». Baghaei chiede che «questo incitamento pubblico al terrorismo di Stato venga condannato da tutti».
Secondo una fonte pakistana citata dalla Cnn, i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad potrebbero continuare fino a notte fonda e proseguire fino a domenica. Il Pakistan, mediatore tra Teheran e Washington, ha coinvolto nel negoziato il primo ministro Shehbaz Sharif e il capo dell'esercito, feldmaresciallo Asim Munir, riferisce la fonte.
L'Agenzia Nazionale Libanese (NNA) riferisce che nuovi attacchi israeliani nel sud del Libano hanno causato almeno cinque morti a Tefahta. Secondo la NNA, «droni nemici» sorvolano ancora la zona colpita. Un altro raid ha ferito un paramedico intervenuto sul luogo del primo attacco. Altri bombardamenti sono stati segnalati a Seddiqine, Tibnin e Dibbine, senza notizie di vittime.
Un uomo palestinese è stato ucciso da coloni israeliani durante un attacco al villaggio di Deir Jarir, a est di Ramallah, riferisce l'agenzia Wafa. Secondo il ministero della Salute palestinese, Ali Majed Hamadneh, 23 anni, è stato colpito mortalmente alla schiena. È stato trasportato al Palestine Medical Complex, dove è stato dichiarato morto, aggiunge Wafa.
Emmanuel Macron ha invitato il presidente iraniano Massoud Pezeshkian a sfruttare i colloqui in Pakistan per una de-escalation duratura, secondo un post su X del presidente francese. Macron ha sottolineato la necessità che l'Iran ripristini rapidamente la libertà e la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, ambito in cui la Francia è pronta a contribuire. Il presidente francese ha definito i negoziati di Islamabad un'opportunità per un accordo che garantisca la sicurezza regionale con il coinvolgimento di tutti i Paesi interessati.
Iran e Stati Uniti hanno avviato colloqui tecnici diretti a Islamabad, secondo fonti ben informate riferite dalla Cnn. I negoziati seguono una prima fase di colloqui trilaterali che ha coinvolto anche il Pakistan. L'agenzia Tasnim, vicina ai pasdaran, riferisce che le trattative «si sono spostate su discussioni dettagliate e tecniche su una serie di questioni».
Donald Trump ha dichiarato a News Nation che gli Stati Uniti possiedono «il migliore e più sofisticato equipaggiamento di sminamento del mondo» e stanno preparando il suo impiego nello stretto di Hormuz. Il presidente ha aggiunto che lo stretto sarà libero «in un futuro non troppo distante» e ha suggerito che Washington conosce la posizione delle mine sottomarine iraniane. Trump ha inoltre sottolineato che la chiusura recente ha dimostrato l'esistenza di alternative al passaggio attraverso lo stretto, secondo quanto riferito dai media.
L'intelligence statunitense ritiene che la Cina stia pianificando di inviare sistemi di difesa aerea all'Iran nelle prossime settimane, secondo la CNN che cita tre fonti coinvolte nelle valutazioni. L'emittente americana evidenzia che la mossa potrebbe essere provocatoria, dato il ruolo della Cina nella mediazione del cessate il fuoco. Due fonti riferiscono che Pechino potrebbe utilizzare una terza parte per occultare il trasferimento. I sistemi previsti sono i MANPADS, che in passato hanno rappresentato una minaccia per gli aerei americani a bassa quota.
La prima tornata di colloqui è durata poco meno di due ore, seguita da una pausa cena, e secondo fonti i negoziati sono ripresi. Entrambe le parti hanno iniziato con posizioni massimaliste, ma si segnala qualche progresso su attacchi israeliani in Libano, sblocco di asset iraniani, stretto di Hormuz e altri temi. Funzionari pakistani, che hanno chiesto anonimato, riferiscono che le autorità locali hanno vietato dichiarazioni per evitare di apparire coinvolte nell'esito delle trattative.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha telefonato al suo omologo iraniano Pezeshkian, esortandolo a «sfruttare l’opportunità» offerta dai colloqui di Islamabad per «aprire la strada a una de-escalation duratura», secondo un post su X. Macron ha sottolineato la necessità che l’Iran ripristini «al più presto la libertà e la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz». Ha aggiunto che la Francia «è pronta a contribuire» a questo obiettivo, evidenziando l’importanza del «pieno rispetto del cessate il fuoco, anche in Libano».
La delegazione iraniana a Islamabad comprende rappresentanti del parlamento, del ministero degli Esteri e del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, riferiscono fonti ufficiali. Secondo media locali, i negoziati affrontano ampie divergenze e numerosi dossier, non solo un cessate il fuoco ma anche le tensioni accumulate in 47 anni tra Stati Uniti e Iran. L'incontro tra i massimi funzionari dei due Paesi punta a superare ostacoli finora insormontabili, osservano analisti a Teheran.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha annunciato di aver rinviato un viaggio alle Nazioni Unite e negli Stati Uniti «in considerazione della situazione interna attuale», secondo fonti ufficiali. La decisione arriva mentre sono previste trattative tra funzionari israeliani e libanesi negli Usa la prossima settimana. Il deputato libanese Hassan Fadlallah, vicino a Hezbollah, ha dichiarato che il gruppo respinge i negoziati diretti tra Libano e Israele, definendoli «una palese violazione del patto, della costituzione e delle leggi libanesi», secondo un comunicato. Fadlallah ha aggiunto che la mossa «aggrava le divisioni interne in un momento in cui il Libano necessita di solidarietà e unità per affrontare l’aggressione israeliana e preservare la pace civile».
Prima dell'incontro di oggi a Islamabad con il vicepresidente americano JD Vance, l'ultimo contatto telefonico al massimo livello tra Washington e Teheran risale a settembre 2013. In quell'occasione, l'allora presidente Barack Obama aveva chiamato il neoeletto presidente iraniano Hassan Rouhani per discutere del programma nucleare iraniano, secondo fonti ufficiali.
Il presidente Donald Trump ha accusato i media di diffondere «fake news» sostenendo che l'Iran stia vincendo, mentre secondo lui «sta perdendo alla grande». Su Truth Social, Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno distrutto l'esercito iraniano, inclusi Marina e Aeronautica, e che la leadership di Teheran è «morta». Ha inoltre detto che lo Stretto di Hormuz sarà presto riaperto e che navi vuote si dirigono verso gli Usa per rifornirsi, definendo i media «pazzi o corrotti».
Almeno 10 persone sono morte oggi in attacchi israeliani nel sud del Libano, tra cui due operatori sanitari a Nabatieh, riferisce media locali. L'esercito israeliano ha effettuato una vasta demolizione organizzata a Naqoura, distruggendo infrastrutture e abitazioni in villaggi di confine per renderli inabitabili, secondo fonti locali. A Shamaa sono caduti proiettili incendiarî, vietati su obiettivi civili e aree boschive, in una zona vicina a un quartiere abitato. Hezbollah afferma di aver lanciato razzi contro le truppe israeliane nella stessa area.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha espresso sostegno ai negoziatori iraniani in Pakistan, affermando che la delegazione «negozierà con coraggio» per difendere gli interessi del paese, secondo quanto riportato dal suo account X. Pezeshkian ha aggiunto che il governo rimarrà al fianco della popolazione indipendentemente dall'esito delle trattative.
L'agenzia AFP riferisce che ai colloqui in presenza tra funzionari statunitensi, iraniani e pakistani partecipano l'inviato speciale Thomas Vance, insieme a Steve Witkoff e Jared Kushner, secondo un alto funzionario della Casa Bianca. L'incontro mira a discutere questioni chiave tra le parti coinvolte, aggiunge la fonte.
La Casa Bianca riferisce che il vicepresidente JD Vance e altri funzionari americani hanno incontrato di persona la delegazione iraniana a Islamabad, secondo l'Associated Press. Fonti vicine alla mediazione avevano anticipato l'avvio di negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran per la prima volta.
Il vicepresidente Usa JD Vance ha cercato di impostare un clima conciliatorio prima dei colloqui a Islamabad, dichiarando la disponibilità a negoziare se l'Iran agisse in buona fede, riferiscono fonti ufficiali. Tuttavia, la presenza mediatica del presidente Trump, che critica i media statunitensi definendo l'Iran vincente, ha introdotto tensioni nell'incontro. Secondo osservatori, i post di Trump sui social hanno complicato l'atmosfera, inizialmente rilassata, tra i delegati.
L'agenzia nazionale libanese NNA riferisce di diversi attacchi israeliani nel sud del Libano. Un drone ha colpito la città di al-Majadel, mentre un altro ha preso di mira un'auto a Tebnine. Non sono state segnalate vittime, secondo NNA.
I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad potrebbero essere estesi a domani per approfondire aspetti tecnici, riferisce l'agenzia Tasnim vicina ai pasdaran. Secondo Tasnim, non è stata presa alcuna decisione definitiva finora. Reuters aggiunge che dopo due ore di incontri le delegazioni hanno fatto una pausa.
Il Segretario di Stato Usa Marco Rubio ha revocato i visti di diversi familiari di Masoumeh Ebtekar, ex vicepresidente iraniana per le donne e la famiglia, secondo un post su X. Rubio ha annunciato la cancellazione dei visti per il figlio di Ebtekar, Eissa Hashemi, sua moglie e il figlio, definendo «inaccettabile» il loro soggiorno negli Stati Uniti. I tre sono in custodia dell'Immigrazione Usa in attesa di espulsione, riferisce Rubio. La decisione segue la revoca dei visti a donne iraniane ritenute parenti del defunto generale Qassem Soleimani, ipotesi smentita dalla figlia di Soleimani, Zeinab, secondo media iraniani.
Un alto funzionario statunitense ha riferito a «Axios» che gli Usa non hanno ricevuto «alcuna minaccia» da parte dell'Iran contro le navi della Marina Usa nello Stretto di Hormuz. La fonte ha inoltre negato gli avvertimenti riportati dai media iraniani, che indicavano presunti messaggi di Teheran a Washington sul rischio di impatti negativi nei negoziati di pace in Pakistan.
Un'imbarcazione statunitense è stata costretta a ritirarsi dallo Stretto di Hormuz dopo un avvertimento della marina iraniana, ha riferito un alto ufficiale militare di Teheran alla tv di Stato. La dichiarazione segue l'annuncio del presidente Donald Trump secondo cui navi americane erano entrate nello stretto per bonificare eventuali mine. Tuttavia, la televisione iraniana Irib ha smentito il passaggio di navi Usa nello stretto, contraddicendo un'indiscrezione del sito Axios che citava un funzionario americano.
Usa e Iran hanno tenuto colloqui di alto livello per la prima volta dopo la rivoluzione iraniana del 1979, riferiscono fonti diplomatiche. L'incontro, durato poco meno di due ore, si è svolto in un'atmosfera positiva, con discussioni su diversi temi, tra cui la situazione in Libano. Secondo alcune fonti, le operazioni israeliane potrebbero limitarsi al sud, senza ulteriori attacchi su Beirut, mentre l'Iran avrebbe mostrato disponibilità a sbloccare alcuni asset. Le parti si incontreranno nuovamente a cena per proseguire il dialogo, ma le informazioni restano ancora parziali e non confermate.
Funzionari iraniani e statunitensi hanno iniziato a negoziare direttamente a Islamabad, secondo fonti locali, superando la precedente modalità con mediatori pakistani che trasmettevano messaggi tra le due delegazioni. Un inviato della tv di Stato iraniana riferisce che la delegazione di Teheran proseguirà le discussioni sulle violazioni del cessate il fuoco in Libano. Fonti a Islamabad indicano progressi sulle condizioni di base, tra cui la necessità di un cessate il fuoco in Libano, con possibili accordi per limitare gli attacchi al sud del paese. Le trattative sono momentaneamente sospese per una pausa e riprenderanno durante la cena.
Un alto funzionario militare iraniano ha negato che navi statunitensi abbiano attraversato lo Stretto di Hormuz, smentendo un articolo di Axios. Lo riferisce l'emittente iraniana Irib.
Il presidente Donald Trump afferma che gli Stati Uniti stanno «ripulendo lo Stretto di Hormuz» a beneficio di diversi Paesi, tra cui Cina, Giappone e Germania, secondo un post su Truth Social. L'emittente statale iraniana IRIB riferisce che in Pakistan sono in corso negoziati ad alto rischio tra Stati Uniti e Iran. Trump sottolinea inoltre che molte petroliere vuote si dirigono verso gli Usa per caricare petrolio, senza specificare in cosa consista la bonifica dello stretto. La CNN ha contattato il Comando Centrale Usa per ulteriori dettagli.
L'emittente iraniana IRIB cita un alto ufficiale militare che nega il passaggio di navi statunitensi nello stretto di Hormuz. La smentita arriva dopo un articolo del sito Axios che riportava il transito di diverse navi Usa, e dopo le dichiarazioni di Trump sullo sminamento della zona, secondo media locali.
Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, il primo ministro Netanyahu è stato spinto da Trump a ridurre le offensive contro Beirut e a dialogare con il governo libanese. Il governo di Beirut, sempre secondo Haaretz, ha accettato di parlare direttamente con un rappresentante israeliano per evitare che l'Iran gestisse il negoziato sul cessate il fuoco. Tuttavia, fonti israeliane riferiscono che il primo incontro non dovrebbe portare a risultati concreti, vista la distanza tra le parti, soprattutto sul negoziare durante le ostilità. Sul piano interno, Netanyahu perde consensi e l'ex premier Bennett sembra in vantaggio nei sondaggi rispetto al Likud.
Trump ha dichiarato su Truth Social che l’unica minaccia residua dell’Iran sono le mine marine che, secondo lui, le imbarcazioni iraniane avrebbero posizionato nello Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno avviato la rimozione delle mine come favore a diversi Paesi, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia e Germania. Trump ha inoltre accusato questi Paesi di non avere «il coraggio o la volontà di svolgere questo lavoro da soli», secondo il suo post.
La televisione di Stato iraniana riferisce che Teheran ha inviato un avvertimento agli Stati Uniti tramite il Pakistan, minacciando di attaccare una nave militare Usa entro 30 minuti se attraverserà lo Stretto di Hormuz. L'allerta arriva in un contesto di crescenti tensioni nella regione, secondo media locali.
Il Serena Hotel di Islamabad ospita i colloqui tra Stati Uniti e Iran, secondo fonti governative. L'albergo di lusso, noto per la sua architettura moresca, è considerato uno degli edifici più protetti della città. Ex capi della polizia sottolineano la sua posizione strategica vicino alla zona diplomatica e la presenza di personale di sicurezza formato da ex ufficiali. Un funzionario ha aggiunto che l'ampia area di 6 ettari contribuisce a garantire un controllo efficace degli accessi.
Donald Trump afferma su Truth di aver distrutto tutte le 28 navi posa mine iraniane e di aver avviato il processo di sminamento dello Stretto di Hormuz a beneficio di Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia e altri Paesi. Il presidente Usa sottolinea che queste nazioni «non hanno il coraggio di fare questo lavoro da sole». Intanto a Islamabad sono iniziati i primi colloqui trilaterali tra Pakistan e Iran per negoziare la situazione. Trump aggiunge che petroliere vuote di vari Paesi «stanno tutte dirigendosi verso gli Stati Uniti per caricare».
Trump ha scritto su Truth Social che l'Iran «sta perdendo e perdendo molto» nel conflitto, sostenendo che il Paese non possiede più una marina, un'aviazione né sistemi antiaerei, secondo quanto riferito dai media. Il presidente Usa ha inoltre affermato che i «loro leader di lunga data non sono più con noi», concludendo con un «lode ad Allah» in tono sarcastico. Il post arriva mentre i negoziatori americani, tra cui il vicepresidente JD Vance, sono in Pakistan per colloqui di pace con funzionari iraniani.
Iran e Stati Uniti hanno avviato colloqui trilaterali facilitati dal Pakistan, riferiscono fonti. Secondo le stesse, si registrano progressi sulle condizioni di base, inclusa la necessità di un cessate il fuoco in Libano, con un possibile accordo per limitare gli attacchi al sud del Paese. Fonti indicano inoltre possibili sviluppi sullo sblocco di asset iraniani richiesti da Teheran. Il Pakistan resta ottimista su un possibile avanzamento, anche se molte conferme sono ancora attese.
Diverse navi della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz senza coordinamento con l'Iran, riferisce il giornalista Barack Ravid su X citando un funzionario Usa. Secondo la fonte, si tratta della prima operazione di questo tipo dall'inizio del conflitto.
Fonti diplomatiche riferiscono che le delegazioni rimarranno a Islamabad per un giorno, ma i colloqui a livello esperti proseguiranno. La parte iraniana ha diversi comitati tecnici presenti in città. Diplomatici sottolineano che la diplomazia funziona meglio a porte chiuse e che solo al termine si conosceranno i dettagli effettivi degli incontri.
Le delegazioni di Usa e Iran hanno iniziato negoziati diretti, secondo fonti vicine alla mediazione. Finora le trattative si svolgevano in stanze separate con messaggi scambiati tramite mediatori pakistani. Ora, i due team discutono faccia a faccia con la presenza dei mediatori pakistani, riferiscono le stesse fonti.
Diverse navi della Marina statunitense hanno attraversato lo stretto di Hormuz sabato, ha riferito un funzionario Usa ad Axios. L'operazione, non coordinata con l'Iran, mira ad aumentare la fiducia delle navi commerciali nel transitare, secondo fonti ufficiali. Lo stretto, cruciale per l'economia globale, era stato quasi deserto nei giorni successivi al cessate il fuoco tra Usa e Iran, come riferito da Axios. Il presidente Trump ha commentato che l'unica minaccia iraniana per impedire il passaggio erano le mine marine, secondo Axios.
Funzionari senior di Stati Uniti, Iran e Pakistan hanno avviato colloqui trilaterali per un cessate il fuoco a Islamabad, mentre la violenza persiste nella regione, riferiscono fonti ufficiali. La delegazione iraniana è guidata dal presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, mentre Washington è rappresentata dal vicepresidente JD Vance, dal inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner. Prima dell'incontro, Vance ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a «tendere una mano aperta» se l'Iran negozierà in buona fede, indicando una possibile apertura diplomatica dopo settimane di tensioni crescenti. Nel frattempo, il ministero della Salute libanese ha riferito che almeno 357 persone sono morte negli attacchi israeliani di mercoledì, con il bilancio destinato ad aumentare.
Donald Trump comunica su Truth l'avvio della bonifica dello Stretto di Hormuz a favore di Paesi come Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia e Germania. L'ex presidente critica gli alleati per «non avere il coraggio né la volontà» di svolgere autonomamente questa operazione.
Donald Trump scrive su Truth che «l'unica risorsa che resta all'Iran è la minaccia che una nave possa imbattervisi in una delle loro mine marine». Secondo l'ex presidente, tutte le 28 imbarcazioni posamine iraniane sono affondate, lasciando le mine senza supporto.
Il presidente francese Emmanuel Macron riferisce di aver discusso con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman della situazione in Medio Oriente durante una recente telefonata, secondo un post su X. Macron ha ribadito il suo pieno sostegno al cessate il fuoco, che «deve essere pienamente rispettato e esteso senza ritardi in Libano». I due leader hanno affrontato la necessità di ripristinare rapidamente una navigazione libera e sicura nello Stretto di Hormuz. Macron ha aggiunto che resteranno in stretto contatto per favorire la de-escalation, la libertà di navigazione e un accordo per «assicurare pace e sicurezza durature nella regione» nel contesto delle trattative in corso a Islamabad.
Il conflitto in Iran sta aggravando lo scontro tra Papa Leone XIV e il presidente Trump su immigrazione e politica estera, secondo Axios. La disputa mette in contrapposizione l'autorità morale del Vaticano con il potere politico e militare di Washington nel definire narrazioni globali su guerra e diplomazia. Il Papa ha criticato duramente Trump definendo «veramente inaccettabile» la minaccia di distruggere la civiltà iraniana, mentre il segretario alla Difesa Hegseth ha adottato un linguaggio nazionalista cristiano e una strategia di «massima letalità», riferisce Axios.
Abas Aslani, ricercatore senior del Center for Middle East Strategic Studies, afferma che i colloqui attuali rappresentano «l'inizio di un processo» e non la fase finale. Secondo Aslani, i recenti sviluppi mostrano che la strada è «difficile ma non bloccata». Finora non si sono svolti negoziati diretti tra Iran e Stati Uniti, e la delegazione iraniana sottolinea che le discussioni potranno avvenire solo se percepirà serietà da parte americana.
Il ministero degli Esteri iraniano afferma di essere in contatto con il Libano per garantire il rispetto degli impegni sul cessate il fuoco su tutti i fronti, ha detto un portavoce all'emittente di Stato iraniana da Islamabad, dove si tengono colloqui tra alti funzionari Usa e iraniani. Funzionari libanesi vicini a Hezbollah hanno riferito all'agenzia Reuters che il gruppo sostiene il dialogo in Pakistan, definendolo l'approccio corretto rispetto a un ciclo separato di negoziati previsto a Washington la prossima settimana.
Un funzionario Usa ha dichiarato alla Cbs che Washington non ha accettato le «linee rosse» presentate dall'Iran. La delegazione iraniana ha trasmesso le proprie richieste, tra cui lo stretto di Hormuz, il pagamento di riparazioni di guerra, il rilascio di asset congelati e un cessate il fuoco regionale, al primo ministro pachistano Shehbaz Sharif durante i colloqui a Islamabad, riferisce la televisione di Stato iraniana.
Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida Suprema iraniana, avverte che ignorare il ruolo di Hezbollah espone il Libano a rischi irreparabili per la sicurezza, secondo un suo messaggio su X. Velayati sottolinea che «la stabilità del Libano dipende solo dalla sinergia tra il governo e la resistenza». Intanto, una delegazione libanese si prepara a incontrare funzionari israeliani a Washington per discutere la fine del conflitto e il futuro di Hezbollah, sostenuto dall'Iran. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha ordinato all'esercito di rafforzare il controllo su Beirut e ha chiesto il divieto delle attività armate di Hezbollah.
Reza Amiri Moghadam, inviato iraniano in Pakistan, ha espresso dubbi sull'impegno degli Stati Uniti nei colloqui di Islamabad, definiti volti a «porre fine a una guerra illegale contro la nazione iraniana». Moghadam ha descritto il conflitto come «un crimine palese contro l'Iran e la sicurezza regionale e globale», secondo un post diffuso dalla delegazione iraniana. L'inviato ha inoltre chiesto se gli Usa rispetteranno gli sforzi di mediazione del paese ospitante.
Il presidente francese Emmanuel Macron riferisce di aver discusso con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan i negoziati per il cessate il fuoco. Macron ha sottolineato su X l'importanza che tutte le parti rispettino il cessate il fuoco, in particolare in Libano, e garantiscano la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Ha inoltre evidenziato la necessità di una soluzione diplomatica forte e duratura nella regione.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha incontrato oggi la delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, riferisce l’ufficio di Sharif. Nel comunicato, Sharif ha espresso apprezzamento per l’impegno dell’Iran e ha ribadito la determinazione del Pakistan a svolgere un ruolo di mediatore per favorire risultati significativi a beneficio della pace e stabilità regionale e globale. L’incontro si è svolto nel contesto di colloqui bilaterali con le delegazioni iraniana e statunitense, a cui hanno partecipato anche il vice primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar, il capo di stato maggiore Asim Munir e il ministro dell’Interno Mohsin Naqvi.
Il presidente Donald Trump afferma che un gran numero di petroliere vuote, alcune tra le più grandi al mondo, stanno attualmente navigando verso gli Stati Uniti per caricare petrolio e gas. Il suo commento arriva mentre negoziatori statunitensi e iraniani discutono un cessate il fuoco in Pakistan, secondo quanto riportato dai media. Trump sottolinea che gli Usa dispongono di riserve petrolifere superiori a quelle delle due maggiori economie petrolifere messe insieme e di qualità più elevata.
Secondo fonti locali, l'opinione pubblica in Iran è divisa dopo l'annuncio del cessate il fuoco. C'è una speranza, seppur limitata, che un impegno diplomatico possa allontanare la minaccia di guerra. Tuttavia, molti restano scettici sulla possibilità che il cessate il fuoco venga rispettato. Alcuni confidano che un accordo diplomatico possa portare anche alla rimozione delle sanzioni, condizione ritenuta cruciale per migliorare la difficile situazione economica del paese.
L'Agenzia Nazionale Libanese (NNA) riferisce che un raid aereo israeliano su Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh, ha ucciso quattro persone, tra cui un paramedico, e ne ha ferite quattro. Un altro attacco israeliano a Zefta, sempre a Nabatieh, ha causato tre morti, tra cui un membro della Protezione Civile libanese, e due feriti. Un terzo raid su Toul, nella stessa area, ha provocato tre morti e tre feriti, secondo fonti locali.
Maleeha Lodhi, ex ambasciatrice pakistana all’Onu e negli Usa, afferma che Islamabad mantiene ottimi rapporti con Stati Uniti e Iran, posizionandosi come mediatore. Lodhi ricorda l’esperienza del Pakistan nella mediazione, citando l’accordo di Doha tra Usa e Taliban che ha portato al ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan. Secondo la diplomatica, il Pakistan mette a disposizione la sua esperienza, i legami bilaterali attuali e la posizione geopolitica. Lodhi sottolinea che il Paese sta assumendo un ruolo chiave nella politica globale in un mondo in rapido cambiamento.
Un portavoce del governo iraniano afferma che l'invio di una delegazione in Pakistan dimostra la volontà di Teheran di negoziare con gli Stati Uniti, pur mantenendo «le dita sul grilletto». Fatemeh Mohajerani ha detto a Mehr News Agency che l'Iran non intende «compromettere o rinunciare ai propri diritti sovrani». Ha aggiunto che «crediamo nel dialogo e siamo razionali, ma non ci fidiamo degli Stati Uniti, e la delegazione iraniana partecipa con la massima precisione».
La portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohajerani ha annunciato che l'Iran parteciperà ai colloqui con gli Stati Uniti mantenendo il diritto alla difesa. «Non rinunceremo ai nostri diritti», ha detto, sottolineando la sfiducia verso l'altra parte. Secondo l'agenzia Irna, Mohajerani ha aggiunto che la delegazione iraniana affronterà i negoziati «con la massima cautela».
Pakistan ha inviato jet da combattimento e aerei di supporto in Arabia Saudita, secondo il ministero della Difesa saudita, nell'ambito di un accordo di difesa reciproca tra i due Paesi. La missione alla base aerea King Abdulaziz mira a rafforzare la coordinazione militare e la prontezza operativa per la sicurezza regionale e internazionale. Il patto, firmato a settembre da Shehbaz Sharif e Mohammed bin Salman, prevede che un'aggressione contro uno sia considerata un attacco contro entrambi. La mossa avviene mentre Islamabad ospita colloqui di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
L'Iran ha indicato quattro «linee rosse» per avviare negoziati con gli Stati Uniti, secondo media locali. Le condizioni riguardano lo stretto di Hormuz, il pagamento delle riparazioni di guerra, lo sblocco dei beni congelati nelle banche estere e un cessate il fuoco nella regione.
Stati Uniti e Iran discutono a Islamabad su sblocco di asset iraniani congelati e cessate il fuoco in Libano, riferiscono fonti ufficiali. Le trattative affrontano un forte deficit di fiducia, aggravato dall'annuncio del presidente Usa di un possibile intervento militare in caso di fallimento. L'Iran pone come condizione la fine delle operazioni israeliane in Libano, mentre gli Stati Uniti valutano la liberazione di miliardi di dollari di fondi bloccati dal 1979. La presenza del vicepresidente Usa JD Vance è vista come un elemento di mediazione più neutrale, secondo media locali.
La delegazione iraniana intende dimostrare di rappresentare un popolo colpito da quasi sei settimane di bombardamenti, secondo fonti diplomatiche. Il gruppo è guidato dal presidente del parlamento, una figura di rilievo in Iran, affiancato da altri membri parlamentari. Sono presenti inoltre quattro viceministri degli Esteri e l'attuale ministro, esperto nelle questioni nucleari e capo negoziatore dell'accordo del 2015. A completare la delegazione c'è anche il predecessore del ministro, anch'egli esperto nei dossier in trattativa.
Hezbollah riferisce che i suoi combattenti hanno preso di mira infrastrutture dell'esercito israeliano nell'insediamento di Adamit con un lancio di razzi e hanno lanciato uno sciame di droni d'attacco contro un raduno di soldati e veicoli a Metula, secondo media libanesi. Il gruppo annuncia inoltre di aver colpito un carro armato Merkava sulla collina al-Awayda nella città di confine di Odaisseh con un missile guidato e un drone. Hezbollah afferma di aver lanciato un altro drone vicino a soldati israeliani presso la scuola al-Ishraq a Bint Jbeil.
Secondo fonti ufficiali pakistane, i colloqui in corso sono bilaterali tra Pakistan e Stati Uniti e separatamente tra Pakistan e Iran. Le parti potrebbero passare a un formato trilaterale se saranno soddisfatte tutte le richieste e condizioni. Le autorità pakistane assicurano la massima facilitazione, lasciando però a ciascun interlocutore la scelta del formato preferito. Rimane aperta la questione del Libano, ma da Islamabad arrivano segnali positivi per ulteriori discussioni.
L'agenzia iraniana Fars, citando una fonte governativa, riferisce che Teheran mette in guardia contro un tentativo di attribuire a Israele la responsabilità del fallimento negoziale, esonerando gli Stati Uniti. Secondo la fonte, durante i colloqui mediati dal Pakistan si cerca di dipingere Israele come un attore indipendente e ostacolante per scaricare le responsabilità sulla Casa Bianca. L'Iran respinge «questa doppia morale» e ritiene gli Usa responsabili dell'impasse, sottolineando che Israele non agisce separatamente da Washington.
La Cbs riferisce che gli Stati Uniti non hanno acconsentito allo sblocco dei beni iraniani congelati all'estero. La questione riguarda fondi bloccati in relazione alle sanzioni imposte a Teheran. Fonti ufficiali indicano che Washington mantiene la posizione di non autorizzare il rilascio delle risorse finanziarie.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha incontrato il vicepresidente Usa JD Vance a margine dei colloqui a Islamabad, riferisce l'ufficio del premier. All'incontro hanno partecipato anche il vicepremier Ishaq Dar, il ministro degli Esteri e quello dell'Interno pakistani. Sharif ha definito i colloqui «un passo verso una pace duratura nella regione», secondo una nota ufficiale. Nella stessa giornata, una delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Baqer Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha avuto un incontro con Sharif; i dettagli dei colloqui non sono stati resi noti.
Il primo ministro pakistano ha definito «colloqui decisivi» le trattative in corso, avvertendo che in caso di insuccesso potrebbe scatenarsi un nuovo ciclo di ostilità, secondo media locali. Le discussioni, probabilmente indirette con il Pakistan come mediatore, affrontano nodi critici come il cessate il fuoco in Libano e lo Stretto di Hormuz. Sarà fondamentale verificare se le parti riusciranno a superare le divergenze e a raggiungere almeno un accordo preliminare.
Il vicepresidente Usa J.D. Vance sta tenendo colloqui con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, riferisce la Casa Bianca. Non sono ancora disponibili dettagli sull'incontro.
La delegazione iraniana ha scelto il nome «Minab 168» per richiamare il primo attacco contro una scuola elementare nella città di Minab, dove persero la vita oltre 168 studentesse e insegnanti, secondo fonti ufficiali. L’Iran denuncia che in 40 giorni di conflitto sono stati colpiti più di 800 scuole, oltre 30 università e numerose strutture sanitarie e infrastrutturali. La denominazione vuole sottolineare la volontà di Teheran di porre fine alle sofferenze dei civili e rappresenta un’opportunità diplomatica per risolvere la crisi, riferiscono fonti iraniane.
La delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif a Islamabad, riferisce la televisione di Stato iraniana. L'incontro si inserisce nel contesto delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, secondo fonti ufficiali.
Gli Stati Uniti avrebbero acconsentito a sbloccare gli asset iraniani congelati in Qatar e in altre banche straniere, riferisce il «Times of Israele» citando fonti iraniane. Una fonte di Teheran ha definito la decisione un segnale di «serietà» nei negoziati di pace con Washington, in programma oggi a Islamabad. Al momento gli Usa non hanno confermato ufficialmente la notizia.
Il ministro delle Finanze saudita Mohammed al-Jadaan si trova a Islamabad per manifestare «sostegno economico», secondo fonti ufficiali pakistane. L'ufficio del primo ministro Shehbaz Sharif ha ricordato la recente conversazione telefonica con il principe ereditario saudita, sottolineando l'apprezzamento per il supporto economico e finanziario della monarchia. La visita arriva mentre Islamabad ospita colloqui tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente; al-Jadaan non partecipa ai negoziati. Il viaggio riflette inoltre le nuove alleanze nel Golfo durante la crisi tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, mentre il Pakistan ha annunciato il rimborso di oltre 3 miliardi di dollari prestati dagli Emirati dal 2018.
Hamas sostiene i colloqui «mirati a una fine completa e globale» del conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, secondo un comunicato del gruppo palestinese. La dichiarazione esprime fiducia nel successo degli sforzi di Pakistan e degli altri paesi mediatori per promuovere stabilità e unità tra le nazioni arabe e islamiche.
Mohammad Reza Aref, vicepresidente iraniano, afferma che l’esito delle trattative a Islamabad dipende dalle priorità degli Stati Uniti, secondo un post su X. Aref ritiene probabile un accordo vantaggioso se Washington si concentra sugli interessi «America First». Avverte che un’inversione verso una politica «Israele First» porterebbe a un «no deal» e a una difesa iraniana più intensa, con «costi maggiori» per il mondo.
La delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif a Islamabad, riferisce l'agenzia semi-ufficiale Tasnim. Sono in corso colloqui tra le parti, mentre si attendono dettagli sugli esiti dell'incontro.
Israele ha escluso di discutere un cessate il fuoco con Hezbollah durante i colloqui con diplomatici libanesi previsti a Washington la prossima settimana, riferiscono fonti ufficiali. Intanto proseguono gli attacchi israeliani in Libano. Venerdì sera ambasciatori israeliani e libanesi hanno tenuto un incontro per definire i dettagli del vertice al Dipartimento di Stato previsto per martedì.
Iran e Stati Uniti si preparano a discutere il cessate il fuoco in Libano e la revoca delle sanzioni durante i colloqui in Pakistan, riferiscono fonti diplomatiche. Teheran insiste che i negoziati formali inizino solo dopo impegni di Washington sul cessate il fuoco e la rimozione delle restrizioni economiche. L'Iran chiede anche il riconoscimento della sua autorità sullo Stretto di Hormuz e la possibilità di imporre pedaggi, mentre gli Usa vogliono garantire il libero transito senza limitazioni. Washington ha mostrato apertura a un alleggerimento delle sanzioni in cambio di concessioni iraniane sul nucleare e missili, secondo fonti ufficiali.
L'Indonesia ha definito «incoraggianti» i colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan e ha esortato entrambe le parti a proseguire verso una «soluzione sostenibile» della disputa, ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri Vahd Nabyl all'agenzia Anadolu. Jakarta considera questo sviluppo un primo passo positivo e invita tutte le parti a consolidare la de-escalation e a promuovere il dialogo e la diplomazia, ha aggiunto. L'Indonesia chiede inoltre «massima» moderazione, rispetto della sovranità e integrità territoriale, secondo il portavoce.
L'ex segretario di Stato Kerry afferma che il premier israeliano Netanyahu ha ripetutamente sollecitato le amministrazioni Usa a effettuare attacchi militari contro l'Iran, ma i presidenti precedenti hanno rifiutato, secondo un'intervista a The Briefing con Jen Psaki. Kerry riferisce di aver partecipato a numerosi incontri con Netanyahu, che avrebbe chiesto di «colpire» l'Iran, presentando la proposta direttamente a Obama, Biden e George W. Bush, tutti contrari. Solo Trump, aggiunge Kerry, avrebbe accettato la richiesta. Il politico Usa definisce credibili le notizie secondo cui Netanyahu avrebbe illustrato un piano in quattro punti per un'azione militare, mirata a «uccidere la leadership, provocare un cambio di regime e distruggere le forze armate».
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto al collega tedesco Johann Wadephul che l'Iran avvia i negoziati con gli Stati Uniti con «completa sfiducia», riferisce l'agenzia Mehr. Araghchi ha aggiunto che l'Iran «combatterà con piena autorità per tutelare gli interessi e i diritti del popolo iraniano», citando ripetute violazioni degli impegni e «tradimenti della diplomazia» da parte americana.
J.D. Vance è stato incaricato di concludere i negoziati con l'Iran, secondo fonti ufficiali. Precedentemente Steve Whitcock e Jared Kushner avevano condotto trattative senza successo, spingendo l'amministrazione a puntare su Vance come «il chiuditore». Vance, noto per la sua posizione isolazionista e contrario alla guerra, potrebbe mostrare maggiore apertura verso gli iraniani, pur portando richieste precise. Il presidente Trump gli avrebbe dato indicazioni specifiche, presumibilmente volte a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, cruciale per il commercio globale.
Funzionari Usa riferiscono al New York Times che l'Iran non riesce a riaprire completamente lo Stretto di Hormuz perché non individua tutte le mine posizionate durante la guerra. Secondo le fonti, anche le rotte considerate sicure dai Guardiani della Rivoluzione restano limitate per la posa disordinata degli ordigni, alcune delle quali sarebbero alla deriva. Il rapporto sottolinea che né Washington né Teheran dispongono delle capacità complete per bonificare l'area. L'Iran ha inoltre dichiarato che manterrà l'ostruzione del traffico navale finché Israele non fermerà gli attacchi contro Hezbollah in Libano, secondo media locali.
L'agenzia ISNA riferisce che una delegazione iraniana si è diretta a Islamabad per incontrare il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Sharif e il suo governo stanno mediaendo i colloqui per un cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, secondo fonti ufficiali.
Secondo fonti diplomatiche, il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) esprime forte preoccupazione per la guerra in corso, sottolineando di non essere stato consultato prima dell'escalation. Il GCC chiede che nei negoziati si affrontino le sue preoccupazioni di sicurezza, l'apertura dello Stretto di Hormuz e l'inclusione del Libano nel cessate il fuoco. Le fonti riferiscono inoltre il timore che Israele possa tentare di ostacolare i colloqui. Il GCC insiste sulla piena attuazione del cessate il fuoco e sulla ripresa regolare delle forniture energetiche al mercato globale.
La delegazione iraniana in Pakistan è guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento, secondo fonti ufficiali. Tra i membri figurano Abbas Araghchi, ministro degli Esteri, e Reza Amiri Moghadam, ambasciatore in Pakistan. Completano il gruppo esponenti del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, funzionari del ministero degli Esteri e parlamentari come Ali Akbar Ahmadian e Mohammad Nabavian.
La delegazione iraniana guidata dal presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad per i negoziati con gli Stati Uniti portando fotografie e oggetti appartenuti a bambini uccisi a Minab, definiti da Tasnim «chiaro documento del crimine di guerra degli americani». Ghalibaf ha condiviso su X un’immagine in cui osserva in silenzio le foto di quattro bambini disposte su zainetti, ciascuna accompagnata da un fiore bianco. Il presidente del parlamento ha citato le 168 vittime del bombardamento di una scuola femminile nella città iraniana.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif incontrerà oggi a Islamabad il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, riferisce l'agenzia Tasnim. L'incontro, previsto per le 13 ora locale, discuterà i negoziati tra Iran e Stati Uniti per porre fine al conflitto. Tasnim aggiunge che, se gli Stati Uniti accetteranno le precondizioni iraniane, i colloqui si terranno domenica all'hotel Serena di Islamabad. Ieri la delegazione iraniana ha incontrato il comandante dello Stato Maggiore pakistano Asim Munir.
Tre fonti vicine a Mojtaba Khamenei riferiscono alla Reuters che la nuova Guida Suprema iraniana è rimasta sfigurata nell'attacco del 28 febbraio e si trova ancora in cura per gravi ferite al viso e alle gambe. Le fonti aggiungono che Khamenei, 56 anni, mantiene la lucidità mentale e partecipa a riunioni con alti funzionari tramite audioconferenza, coinvolto nelle decisioni su guerra e negoziati con Washington. La sua capacità di guidare gli affari di Stato resta comunque oggetto di discussione nel contesto della crisi attuale a Teheran. I colloqui di pace fra Stati Uniti e Iran si sono aperti oggi a Islamabad, capitale del Pakistan, secondo media regionali.
Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha ribadito la volontà di Islamabad di facilitare un accordo «duraturo e stabile» tra le parti in conflitto, secondo una nota del ministero degli Esteri. Dar ha espresso la speranza che Stati Uniti e Iran partecipino in modo costruttivo ai negoziati di pace. La delegazione statunitense è arrivata oggi a Islamabad, mentre quella iraniana è giunta nella capitale pakistana nella notte, riferiscono fonti ufficiali.
Il Board of Peace di Donald Trump ha ottenuto solo una parte minima dei 17 miliardi di dollari promessi per Gaza, secondo fonti a Reuters. La carenza di fondi ha bloccato il piano di Trump per la ricostruzione dell’enclave palestinese devastata. Dieci giorni prima dell’escalation con l’Iran, Trump aveva organizzato a Washington una conferenza in cui gli stati del Golfo avevano promesso ingenti finanziamenti per Gaza.
Usa e Iran avviano oggi a Islamabad i colloqui diplomatici di più alto livello dal 1979, secondo fonti ufficiali. Si tratta dei primi negoziati diretti dal 2015, anno dell'accordo sul nucleare poi abbandonato da Trump nel 2018. Lo stesso anno, l'ayatollah Khamenei vietò ulteriori trattative dirette; Khamenei è stato ucciso in un attacco Usa-israeliano sei settimane fa, riferiscono media regionali.
Hezbollah riferisce che i suoi combattenti hanno preso di mira le truppe israeliane nel insediamento di Kiryat Shmona, nel nord di Israele, con missili e droni. Il gruppo libanese aggiunge che razzi hanno colpito anche le caserme di Ya’ara, secondo media locali.
La delegazione iraniana per le trattative incontrerà oggi pomeriggio il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif a Islamabad, riferisce l’agenzia semi-ufficiale Tasnim. Secondo Tasnim, la delegazione ha già incontrato ieri sera il capo dell’esercito e il ministro degli Esteri pakistano all’aeroporto.
Secondo la Cnn, che cita tre fonti di intelligence statunitense, la Cina si starebbe preparando a fornire nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran nelle prossime settimane. Le fonti riferiscono che Pechino potrebbe utilizzare un Paese terzo per il transito delle armi, mentre Teheran potrebbe sfruttare la tregua per rifornirsi. Un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha smentito definendo «false» queste informazioni. La Cnn sottolinea che questa ipotetica fornitura sarebbe una mossa provocatoria, dato il ruolo di mediazione cinese nel cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti.
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che gli Stati Uniti devono accettare i diritti dell’Iran se vogliono un accordo, secondo l’agenzia ufficiale IRNA. Ghalibaf ha fatto queste affermazioni al suo arrivo in Pakistan per colloqui con negoziatori americani. Il capo della delegazione iraniana ha aggiunto che l’Iran si presenta a Islamabad in buona fede, pur non fidandosi degli Usa, citando il mancato rispetto degli impegni da parte di Washington in precedenti trattative.
L'Iran dispone ancora di migliaia di missili balistici e di lanciatori nascosti in strutture sotterranee, secondo il Wall Street Journal che cita funzionari statunitensi. Circa la metà dei lanciatori è stata distrutta o danneggiata, ma molti potrebbero essere riparati e riattivati. Fonti statunitensi e israeliane riferiscono che Teheran mantiene migliaia di vettori a corto e medio raggio pronti all'uso, nonostante una riduzione rispetto al periodo pre-conflitto. Alcuni funzionari americani temono che l'Iran possa utilizzare il cessate il fuoco per ricostituire le proprie scorte missilistiche.
I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad potrebbero iniziare nel pomeriggio anziché in mattinata, secondo l'agenzia iraniana Tasnim. L'agenzia Mehr su X riferisce che le delegazioni incontreranno separatamente il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif prima di avviare i negoziati indiretti.
La delegazione iraniana guidata dal presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è stata accolta a Islamabad dal ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, dal presidente dell'assemblea nazionale Sardar Ayaz Sadiq, dal capo di stato maggiore dell'esercito Syed Asim Munir e dal ministro dell'Interno Syed Mohsin Raza Naqvi, riferisce il ministero degli Esteri pakistano. La delegazione, che partecipa ai colloqui con gli Stati Uniti ospitati dal Pakistan, include il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e altri alti funzionari, secondo media statali iraniani.
Secondo fonti ufficiali, c'è speranza e cauto ottimismo per una possibile svolta nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. La partecipazione di JD Vance ha portato nuovo impulso ai negoziati, dopo che l'ultimo incontro a Muscat, in Oman, si era concluso senza risultati. Vance dovrebbe arrivare a breve, mentre la sua scorta e i veicoli sono già sul posto. I colloqui godono di una sicurezza senza precedenti, garantita con il sostegno di Cina, Qatar, Arabia Saudita, Egitto e Turchia, che appoggiano il ruolo del Pakistan nel facilitare il dialogo.
Funzionari iraniani e statunitensi si incontrano in Pakistan per un dialogo diplomatico definito «senza precedenti», secondo fonti ufficiali. L'incontro mira a esplorare un cessate il fuoco a lungo termine e a risolvere questioni complesse come il dossier nucleare, le sanzioni e la sicurezza regionale. Tehran ha ribadito di non negoziare senza la fine degli attacchi, mentre la situazione resta fragile e permeata da diffidenza reciproca. Fonti riferiscono che permangono tensioni su Libano, stretto di Hormuz e altri temi controversi.
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha detto di avere «buone intenzioni, ma non ci fidiamo» all’arrivo a Islamabad per i colloqui tra Usa e Iran, riferisce la tv di Stato iraniana. Ghalibaf ha aggiunto che «la nostra esperienza nei negoziati con gli americani si è sempre conclusa con fallimenti e promesse non mantenute». Il presidente del Parlamento iraniano è arrivato con le foto delle bambine uccise nell’attacco alla scuola elementare di Minab.
Fonti pakistane riferiscono a Reuters che il vicepresidente Usa JD Vance è arrivato a Islamabad per colloqui con l'Iran. L'incontro mira a discutere le tensioni regionali, secondo media locali.
L'agenzia nazionale libanese NNA riferisce che un raid aereo israeliano ha colpito un edificio residenziale a Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, causando la morte di tre persone. L'attacco ha distrutto l'edificio, secondo il rapporto della NNA.
Fonti pakistane riferiscono a Reuters che gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sono atterrati a Islamabad per incontri con rappresentanti iraniani. I colloqui mirano a discutere questioni bilaterali e regionali.
Un drone da ricognizione MQ-4C Triton della Marina statunitense è scomparso il 9 aprile durante un pattugliamento sullo Stretto di Hormuz, riferisce Forbes citando il sistema FlightRadar. Il segnale del transponder si è perso quando il velivolo è sceso sotto i 10.000 piedi da un'altitudine di 52.000 piedi. Non è confermato se il drone sia precipitato, stato abbattuto o sia rientrato alla base, secondo Forbes. Il Triton ha un'apertura alare superiore a un Boeing 737 e costa circa 400 milioni di dollari per unità, secondo stime Usa.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha definito «make or break» i colloqui tra Stati Uniti e Iran in corso a Islamabad, secondo media locali. L’aereo della delegazione iraniana, guidata dal presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, è stato scortato da aerei Awacs, velivoli da guerra elettronica e caccia fino alla capitale pakistana. La delegazione è stata accolta dal capo delle forze di difesa, dal ministro degli Esteri e dall’interno. Il governo ha imposto il blocco della zona commerciale di Islamabad, con 10.000 agenti schierati e una festività di due giorni per garantire la sicurezza.
Un aereo statunitense con una delegazione per negoziati con l'Iran è atterrato a Islamabad, riferisce l'agenzia Reuters. Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli, secondo fonti ufficiali.
Una delegazione iraniana di circa 71 persone è arrivata a Islamabad per colloqui, con l’arrivo imminente della controparte statunitense, riferisce l’ambasciata iraniana in Sudafrica. Tasnim aveva anticipato che i negoziati sarebbero iniziati sabato pomeriggio se le richieste di Teheran fossero state accolte. Un raid aereo israeliano ha ucciso almeno sei persone nel campo profughi di Bureij nella Striscia di Gaza, secondo fonti mediche. NetBlocks segnala che il blackout quasi totale di internet imposto dall’Iran ha superato le 1.000 ore. L’ambasciatore israeliano Yechiel Leiter ha confermato l’accordo per colloqui sul Libano a Washington martedì, escludendo però trattative con Hezbollah. L’Onu denuncia che i rifugi in Libano sono «gravemente sovraffollati» e oltre la metà delle scuole pubbliche è usata come alloggio d’emergenza.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che lo stretto di Hormuz sarà riaperto «abbastanza presto», con o senza la collaborazione dell'Iran, secondo quanto riferito da media statunitensi. Rivolgendosi ai giornalisti a Washington, Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti «riapriranno il Golfo» e che altri Paesi sono «pronti ad aiutare». Lo stretto di Hormuz è una via cruciale per il transito del petrolio mondiale e la sua chiusura influisce sui prezzi dell'energia e sulla stabilità delle forniture globali.
Il «Wall Street Journal» riporta che, nonostante il segretario alla Guerra Pete Hegseth definisca il programma missilistico iraniano «di fatto distrutto», analisti d'intelligence stimano che l'Iran conservi capacità residue significative e siti sotterranei per assemblare missili a propellente solido. Secondo fonti ufficiali, Teheran ha perso gran parte della capacità produttiva e potrà ricostruire le forze solo con l'aiuto di Paesi terzi nel breve e medio termine. Il generale Dan Caine, capo dello Stato maggiore congiunto Usa, riferisce che Stati Uniti e Israele hanno impiegato oltre 13.000 munizioni per colpire depositi di missili, droni, infrastrutture navali e l'industria della difesa iraniana, riducendo la capacità militare di proiezione di Teheran.
La delegazione iraniana di 71 membri è giunta alla base aerea di Nur Khan a Islamabad in vista dei colloqui con gli Stati Uniti, riferisce l'agenzia Tasnim. All'arrivo, i rappresentanti di Teheran sono stati accolti dal capo di stato maggiore pachistano Asim Munir e da altri funzionari. Il team negoziale è guidato dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e include il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della banca centrale Abdolnaser Hemmati e altri alti funzionari. I negoziati, mediati dal Pakistan, sono previsti per oggi.
Le truppe israeliane hanno chiuso il posto di blocco ad az-Zawiya, a ovest di Salfit, ostacolando gli spostamenti locali e perquisendo diverse abitazioni, riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Nel corso delle operazioni, un palestinese di 21 anni è rimasto ferito da proiettili di gomma a Birzeit, a nord di Ramallah. Tre palestinesi sono stati arrestati: uno nel campo profughi di Arroub e un padre con il figlio nella zona di Masafer Yatta, dove coloni israeliani hanno aggredito i due pastori, secondo Wafa. Le forze israeliane hanno sparato munizioni vere, fatto esplodere bombe sonore e usato gas durante il raid ad Arroub.
Il presidente Donald Trump ha incaricato il vicepresidente JD Vance di guidare la delegazione in Pakistan con l’obiettivo di concludere un accordo con l’Iran, riferiscono fonti ufficiali. Vance è il più alto rappresentante dell’amministrazione inviato per garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz e bloccare l’arricchimento dell’uranio da parte di Teheran. L’invio di Vance sottolinea l’intenzione di Trump di porre fine al conflitto, molto impopolare negli Stati Uniti, e di rivendicare una vittoria diplomatica.
Hezbollah riferisce di aver colpito soldati israeliani in una casa a Shamaa, nella città di Tiro, nel sud del Libano, intorno all'1:40 di sabato ora locale. Il gruppo libanese afferma inoltre di aver lanciato «barrages di razzi» contro gli insediamenti israeliani di Kiryat Shmona, Metula e Misgav Am poco dopo la mezzanotte, secondo fonti ufficiali.
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e ex sindaco di Teheran, è il capo negoziatore iraniano a Islamabad, secondo fonti ufficiali. Ghalibaf, 64 anni, ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione, è noto per i suoi post critici e ironici su X, rivolti anche al pubblico americano. Ha mostrato apertura al dialogo internazionale durante il suo mandato come sindaco e ha partecipato a eventi come il World Economic Forum.
L'esercito israeliano comunica di aver individuato un drone proveniente dal Libano e di aver attivato le sirene ad Arab al-Aramshe e in diversi centri della Galilea occidentale. Negli ultimi giorni Israele e Libano si sono scambiati ripetuti colpi di fuoco, nonostante gli appelli per un cessate il fuoco, riferiscono fonti militari.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz riaprirà «molto presto», con o senza la collaborazione dell’Iran, durante una conferenza stampa prima dei colloqui di pace in Pakistan, riferiscono media internazionali. Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti «riapriranno il Golfo» con l’aiuto di altri Paesi, pur riconoscendo che la situazione non sarà semplice. L’Iran mantiene di fatto il blocco del passaggio, che sta causando tensioni nei mercati energetici globali.
Due terzi degli americani, secondo diversi sondaggi, vogliono la fine della guerra con l’Iran, riferiscono media statunitensi. La crescente inflazione e l’aumento dei costi energetici alimentano la pressione politica sull’amministrazione Trump, che non ha mai avuto unanimità interna sull’avvio del conflitto. Il vicepresidente JD Vance, inizialmente contrario alla guerra, guiderà la delegazione Usa a Islamabad con l’obiettivo di rafforzare il cessate il fuoco con l’Iran, secondo fonti ufficiali.
Il Pakistan ha svolto un ruolo chiave nel facilitare i colloqui tra Stati Uniti e Iran, grazie anche al sostegno di Arabia Saudita, Egitto, Turchia e Cina, riferiscono fonti ufficiali. Secondo un informatore attendibile, il negoziato è quasi concluso dopo il lavoro preliminare delle delegazioni prima dell’arrivo di JD Vance e della controparte iraniana. I colloqui si svolgono indirettamente con il Pakistan che trasmette messaggi tra le parti. Il successo dipenderà anche dal continuo supporto internazionale.
Secondo la Press Association britannica, migliaia di persone parteciperanno oggi a una manifestazione di Palestine Action nel centro di Londra. I manifestanti si siederanno in silenzio per un'ora a Trafalgar Square, mostrando striscioni con la scritta «I oppose genocide. I support Palestine Action», dalle 13 ora locale. Il gruppo Defend Our Juries ha definito la protesta una forma di resistenza al divieto imposto dalle autorità britanniche a Palestine Action. La polizia metropolitana di Londra ha annunciato che riprenderà gli arresti dei sospetti sostenitori del gruppo, dopo una sospensione seguita alla sentenza della Corte Suprema che aveva dichiarato illegittimo il divieto, ma che ora è oggetto di appello.
L’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) segnala che i rifugi per sfollati in Libano sono gravemente sovraffollati, con quasi metà delle scuole pubbliche convertite in centri di accoglienza, riferisce il portavoce Stephane Dujarric. Circa 1,2 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case per gli attacchi israeliani, di cui 140.000 ospitati in 680 rifugi. Secondo l’Unhcr, 250.000 persone hanno attraversato il confine con la Siria, inclusi 39.000 libanesi in cerca di protezione.
L’agenzia Tasnim riferisce che la delegazione iraniana a Islamabad è composta da 71 persone, tra cui la squadra negoziale guidata dal presidente del parlamento Ghalibaf, esperti, media, diplomatici e forze di sicurezza. Tra i negoziatori figurano il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della banca centrale Abdolnaser Hemmati e il segretario del Consiglio supremo per la difesa Ali Akbar Ahmadian.
Il blocco statale di siti internet in Iran ha superato le 1.000 ore, riferisce il gruppo di monitoraggio NetBlocks. Il governo iraniano limita fortemente l’accesso a internet su scala nazionale, in quella che NetBlocks definisce la più lunga restrizione di questo tipo mai registrata.
Dopo un colloquio telefonico tra gli ambasciatori di Libano e Israele negli Usa, l'ufficio del presidente libanese ha annunciato un accordo per discutere un cessate il fuoco e negoziati in un incontro a Washington martedì. Tuttavia, l'ambasciatore israeliano ha subito smentito l'intesa sul cessate il fuoco con Hezbollah, definito «ostacolo principale alla pace», secondo una sua dichiarazione. Fonti locali riferiscono quindi versioni contrastanti sui temi effettivi dei colloqui. Il conflitto coinvolge Israele e Hezbollah, mentre il governo libanese non è parte diretta.
Il vicepresidente Usa JD Vance è stato inserito con urgenza nella delegazione americana per i colloqui a Islamabad, riferiscono fonti ufficiali. La squadra include anche Jared Kushner, l’inviato speciale Steve Witkoff, il segretario di Stato Marco Rubio e l’ammiraglio Brad Cooper, già coinvolti in precedenti trattative indirette con l’Iran. Secondo media locali, Teheran preferiva negoziare con Vance, considerato un segnale di apertura da parte dell’amministrazione Trump. La Casa Bianca nega pressioni politiche interne sulla scelta, ma osservatori sottolineano il ruolo delle elezioni di midterm nel determinare la strategia.
L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha affermato che Israele parteciperà a colloqui sul Libano a Washington martedì, ma non discuterà un cessate il fuoco con Hezbollah. Leiter ha precisato in una nota, secondo The Times of Israele, che Israele rifiuta di negoziare con Hezbollah, definito «il principale ostacolo alla pace». Mercoledì le forze israeliane hanno ucciso almeno 357 persone in Libano, mentre il ministero della Salute libanese segnala che molti corpi restano da identificare.
Israele ha lanciato nuovi attacchi nel sud del Libano contro presunte postazioni di Hezbollah, nonostante il premier Netanyahu abbia ordinato di avviare colloqui per un cessate il fuoco con Beirut. Le tensioni in Libano saranno probabilmente uno dei temi affrontati oggi nei negoziati per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, secondo fonti diplomatiche.
Il vicepresidente JD Vance è in viaggio verso Islamabad per incontrare la delegazione iraniana, riferisce la Casa Bianca. I negoziati si concentreranno su due temi principali: il programma nucleare iraniano e la chiusura dello Stretto di Hormuz, che limita il traffico marittimo salvo il pagamento di ingenti tariffe o l’allineamento con l’Iran nel conflitto contro Israele e gli Stati Uniti. Secondo fonti ufficiali, l’amministrazione Trump ha inoltre chiesto a Israele una pausa negli attacchi contro Hezbollah in Libano per non compromettere il cessate il fuoco con l’Iran.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha paragonato la decisione di Israele di imporre la pena di morte ai prigionieri palestinesi alle politiche di Hitler contro gli ebrei, riferisce l’agenzia Anadolu. Erdogan ha definito Israele «una versione peggiore del regime di apartheid» sudafricano durante un incontro dell’International Conference of Asian Political Parties Women’s Wing. La nuova legge prevede che i tribunali militari nella Cisgiordania occupata infliggano automaticamente la pena capitale per omicidi illegali di israeliani definiti «terrorismo» dai giudici.
Un raid aereo israeliano ha ucciso almeno sei persone colpendo un posto di blocco della polizia nel campo profughi di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale, riferiscono fonti mediche. Diverse altre persone sono rimaste ferite nell'attacco. L'esercito israeliano non ha ancora commentato l'episodio, secondo media locali.
Gli Stati Uniti mirano a due obiettivi principali nei colloqui di Islamabad con l'Iran: impedire lo sviluppo di armi nucleari e riaprire lo Stretto di Hormuz al traffico internazionale, eliminando il controllo iraniano e le tariffe di transito, secondo fonti ufficiali. Il governo Trump considera questi punti fondamentali per negoziare un cessate il fuoco più duraturo rispetto a quello previsto fino al 21 aprile. Resta incerto se tali risultati possano essere raggiunti in un solo giorno di trattative.
Le autorità locali riferiscono che l'attacco ha causato numerosi morti e feriti, senza fornire cifre precise. Secondo media regionali, l'incidente ha coinvolto diverse persone in una zona densamente popolata. Al momento non sono disponibili dettagli ufficiali sul bilancio definitivo.
Benvenuti alla nostra copertura in diretta del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Vi aggiorneremo con le ultime notizie, reazioni e analisi dal Medio Oriente e oltre. Gli aggiornamenti di venerdì 10 aprile sono disponibili nel nostro archivio. Fonti locali riferiscono che un uomo ha visitato la tomba di un amico ucciso negli attacchi in Israele, nel cimitero di Tiro, Libano.






