Un presunto utilizzo improprio dei fondi per i migranti è al centro di un’inchiesta della Corte dei conti in Campania. Secondo gli accertamenti, parte delle risorse pubbliche che avrebbero dovuto finanziare i servizi nei centri di accoglienza sarebbe stata impiegata per spese personali, tra cui soggiorni, viaggi e acquisti presso marchi di alta moda. Il danno erariale contestato ammonta a circa 1,3 milioni di euro e coinvolge otto persone, tra cui anche alcuni ex funzionari della Prefettura di Benevento.
Gli inviti a dedurre notificati a otto persone
L’attività investigativa è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Benevento insieme alla Procura regionale della Corte dei conti per la Campania. I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno notificato otto inviti a dedurre ai soggetti ritenuti coinvolti nella vicenda.
Tra questi figura Paolo Di Donato, indicato come amministratore di fatto e principale referente del Consorzio Maleventum, oltre agli amministratori e rappresentanti legali che si sono succeduti tra il 2014 e il 2018: Renza Fusco, Elio Ouechtati, Giuseppe Caligiure e Giovanni Pollastro. Destinatari degli atti anche tre ex funzionari della Prefettura di Benevento: Felice Panzone, Maria Rita Circelli e Giuseppe Canale.
Le accuse agli ex funzionari della Prefettura
Secondo quanto contestato dagli inquirenti contabili, alcuni funzionari avrebbero omesso di intervenire di fronte alle irregolarità rilevate nei centri di accoglienza.
In particolare, a Felice Panzone viene attribuito il presunto utilizzo di specifiche espressioni per segnalare in anticipo l’arrivo di controlli e ispezioni effettuati da Prefettura, Asl, Nas e perfino da delegazioni delle Nazioni Unite. Inoltre, non avrebbe attivato le procedure previste per contestare e sanzionare le criticità emerse durante le verifiche.
Contestazioni analoghe riguardano anche gli ex dirigenti dell’Area Immigrazione della Prefettura, accusati di non aver applicato le penalità contrattuali e gli altri provvedimenti previsti in presenza di irregolarità nella gestione delle strutture.
La sottrazione dei fondi per i migranti
L’inchiesta della magistratura contabile trae origine da un procedimento penale trasmesso nel dicembre 2018 e conclusosi il 21 aprile scorso con una sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Benevento.
Dalle verifiche sarebbe emerso che tra il 2014 e il 2018 al Consorzio Maleventum sono stati destinati, attraverso la Prefettura di Benevento, oltre 20 milioni di euro provenienti dal Ministero dell’Interno per la gestione dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Secondo l’accusa, una parte di queste risorse sarebbe stata sottratta alle finalità previste e avrebbe finito per favorire gli amministratori del consorzio e alcuni loro familiari.
Le condizioni dei centri e le spese contestate
I controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza nelle strutture gestite dal consorzio avrebbero evidenziato numerose criticità. Gli investigatori parlano di carenze igienico-sanitarie, situazioni di sovraffollamento, insufficienza di beni e servizi essenziali e mancanza degli standard di sicurezza richiesti dai capitolati d’appalto.
Per la Procura contabile, i risparmi ottenuti riducendo le spese per l’assistenza ai migranti sarebbero stati successivamente utilizzati per finalità estranee ai finanziamenti pubblici. Tra le operazioni contestate figurano acquisti presso boutique di marchi come Hermès, Chanel e Prada, oltre a viaggi, soggiorni e trasferimenti di denaro a familiari del presunto gestore di fatto del consorzio.
La vicenda è ora al centro del procedimento davanti alla Corte dei conti, che dovrà valutare le responsabilità e l’effettiva entità del danno erariale contestato.
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