Guerra in Iran, diretta di oggi 19 marzo.
Escalation nella guerra in Iran e nel Golfo: missili iraniani hanno colpito Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, causando gravi danni alle infrastrutture energetiche, tra cui il complesso di gas di Ras Laffan. Nella diretta sulla guerra in Iran, Doha ha ordinato l’espulsione degli addetti militari iraniani, mentre Riyadh denuncia che “la fiducia è completamente finita”. Gli Emirati hanno chiuso il sito di Habshan. Intanto Donald Trump frena su nuovi attacchi agli impianti energetici iraniani, nel tentativo di evitare un’ulteriore escalation nella guerra Iran.
- Missili iraniani colpiscono Arabia Saudita, Qatar ed Emirati.
- Qatar: “Gravi danni” al principale impianto di gas di Ras Laffan
- Arabia Saudita: “La fiducia in Iran è completamente finita”
- Trump: contrario a nuovi attacchi agli impianti energetici iraniani
- Emirati chiudono il sito gas di Habshan dopo l’attacco
Guerra Iran-Israele: raid nel Mar Caspio, colpito il settore energetico del Golfo
L’escalation militare ha raggiunto un nuovo apice con attacchi diretti in territorio iraniano e una prima operazione navale israeliana nel Mar Caspio, scatenando una ritorsione di Teheran che ha colpito le infrastrutture energetiche di Qatar e Kuwait, alterando gli equilibri di sicurezza ed economici regionali.
Raid in Iran e Mar Caspio, colpito il Golfo
Una serie di attacchi aerei, attribuiti da fonti iraniane a Stati Uniti e Israele, ha colpito diverse località in Iran. Un’incursione su un’area residenziale nella contea di Dorud ha causato almeno 12 morti e 116 feriti, secondo un funzionario della sicurezza locale citato dall’agenzia Tasnim. A Tabriz, nel nord-ovest del paese, altri attacchi hanno provocato diverse vittime, tra cui quattro atleti di taekwondo. In un’operazione senza precedenti, le forze armate israeliane hanno annunciato di aver condotto raid contro obiettivi navali iraniani nel Mar Caspio, colpendo un porto, un quartier generale e unità che trasportavano sistemi di difesa aerea.
La risposta iraniana si è concentrata sulle infrastrutture energetiche del Golfo. Un attacco ha gravemente danneggiato gli impianti di gas naturale liquefatto (GNL) del Qatar, rimuovendo il 17% della sua capacità di esportazione per un periodo stimato tra i tre e i cinque anni. In Kuwait, un drone ha causato un incendio in un’unità della raffineria di Mina al-Ahmadi. Gli ultimi sviluppi hanno messo in stato di massima allerta i paesi del Golfo: sirene di allarme sono risuonate in Bahrain, le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato missili e droni iraniani, e le autorità del Qatar hanno invitato la popolazione a restare al riparo.
Il fronte libanese e le operazioni di intelligence
Il conflitto si estende su più fronti, con un pesante bilancio in Libano. Il ministero della Sanità libanese ha aggiornato il numero delle vittime degli attacchi israeliani dall’inizio della guerra con Hezbollah, superando quota 1.000 morti, tra cui 118 bambini e 40 operatori sanitari. Recenti raid israeliani nel sud del paese, nelle aree di Adloun e Tiro, hanno causato nuove vittime. Parallelamente al conflitto aperto, si intensificano le operazioni di intelligence. I servizi di sicurezza degli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di aver smantellato una rete legata a Hezbollah e all’Iran, che operava sotto copertura commerciale per infiltrarsi nell’economia nazionale.
La duplice strategia di Teheran e Washington
Le azioni di Teheran rivelano una strategia calcolata. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che negli attacchi alle infrastrutture energetiche è stata usata solo “una frazione della nostra potenza”, avvertendo di una risposta più severa in caso di nuovi attacchi. Questa dichiarazione mira a proiettare un’immagine di deterrenza, dimostrando la capacità di infliggere danni economici significativi pur mantenendo una riserva di forza. Dall’altra parte, la reazione degli Stati Uniti si concentra sulla stabilità economica globale. Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha ventilato la possibilità di allentare le sanzioni sul petrolio iraniano già in mare e di procedere a un rilascio di riserve strategiche. Questa mossa indica la priorità di Washington di contenere l’impennata dei prezzi energetici, anche a costo di concessioni tattiche.
Cosa cambia ora: mercati energetici e sicurezza regionale
L’impatto più immediato riguarda i mercati energetici globali. La perdita del 17% della capacità di esportazione di GNL del Qatar per un periodo fino a cinque anni costituisce uno shock strutturale per l’approvvigionamento di gas a livello mondiale. Sul piano della sicurezza, il conflitto si è geograficamente esteso al Mar Caspio, un’arena finora non coinvolta. Gli stati del Golfo come Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Qatar non sono più solo attori periferici ma bersagli diretti, con le loro difese aeree attivamente impegnate. A livello diplomatico, la dichiarazione del primo ministro del Qatar secondo cui “la fiducia deve essere ristabilita” dopo lo “shock enorme” causato dall’attacco di un “paese musulmano fraterno”, segna una profonda frattura nelle relazioni regionali che richiederà un lungo e complesso processo per essere sanata.
Lo stato del conflitto: punti fermi e incognite
Cosa sappiamo con certezza: Sono stati condotti attacchi in territorio iraniano (Dorud, Tabriz) e nel Mar Caspio (contro la marina iraniana). L’Iran ha reagito colpendo infrastrutture energetiche in Qatar e Kuwait. Le difese aeree di Bahrain ed Emirati Arabi Uniti sono entrate in azione. Il bilancio delle vittime in Libano ha superato le 1.000 unità.
Cosa non sappiamo ancora: L’entità completa dei danni inflitti alla flotta iraniana nel Mar Caspio. La natura precisa della minaccia che ha portato le autorità del Qatar e del Bahrain a diramare l’allerta alla popolazione. Se e a quali condizioni gli Stati Uniti renderanno operativo l’allentamento delle sanzioni sul petrolio iraniano.
Cosa sarà decisivo capire: La reazione dei mercati globali del petrolio e del gas, che influenzerà l’urgenza degli interventi diplomatici. Se la minaccia del ministro Araghchi di una “risposta più severa” si concretizzerà e in quale forma. La posizione di altri attori internazionali chiave non direttamente coinvolti negli attacchi.
Il Consiglio europeo ha chiesto all'Iran e ai suoi alleati di cessare gli "attacchi militari indiscriminati". Ha inoltre sollecitato una "moratoria sugli attacchi contro le infrastrutture energetiche e idriche", oltre alla "de-escalation e massima moderazione", e la protezione di civili e infrastrutture critiche. Il Consiglio ha evidenziato l'importanza di un'azione coordinata per rafforzare le capacità di difesa aerea e anti-drone dei partner regionali. Ha anche sottolineato il ruolo delle operazioni marittime difensive dell'UE, EUNAVFOR ASPIDES ed EUNAVFOR ATALANTA, chiedendone il rafforzamento con ulteriori risorse.
Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, e l'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno discusso gli sviluppi regionali e le loro ripercussioni sulla pace globale durante una telefonata. Secondo l'agenzia di stampa statale WAM, i due leader hanno affrontato anche le "continue aggressioni iraniane contro gli Emirati Arabi Uniti e altri paesi della regione, che prendono di mira civili e infrastrutture civili, violando la sovranità e il diritto internazionale". Trump ha condannato gli attacchi, ribadendo la "solidarietà degli Stati Uniti con gli Emirati e il pieno supporto nella difesa di territori, stabilità e sicurezza", ha aggiunto WAM.
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I servizi di sicurezza degli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di aver smantellato una rete operante all'interno del Paese, finanziata e gestita da Hezbollah libanese e dall'Iran. I membri sono stati arrestati. La rete agiva sotto copertura commerciale fittizia per infiltrarsi nell'economia nazionale, e minacciare la stabilità finanziaria del Paese, secondo l'agenzia di stampa WAM. L'operazione rientra in "un piano strategico pre-concordato con attori stranieri legati a Hezbollah e all'Iran", violando le normative economiche e legali per riciclare denaro e finanziare il terrorismo. La dichiarazione non fornisce dettagli sul numero o sulla nazionalità delle persone detenute; tuttavia, una foto pubblicata sull'account X di WAM mostrava un gruppo di cinque individui bendati.
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Alcuni abitanti di Mashghara e Sahmar, nella valle della Bekaa, hanno dichiarato di aver ricevuto chiamate da numeri stranieri che li esortavano a lasciare le proprie abitazioni. Lo riporta l'agenzia di stampa libanese NNA. L'esercito israeliano ha emesso diverse minacce di sfollamento coatto per oltre 100 località in Libano, inclusa la zona della Bekaa orientale.
Le sirene antiaeree sono risuonate in Israele centrale, inclusa Gerusalemme, in seguito agli attacchi missilistici iraniani. Lo riferisce l'emittente locale Canale 12. L'esercito israeliano ha segnalato tre ondate di missili in arrivo dall'Iran nelle ultime due ore.
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L'attacco iraniano all'impianto di gas naturale liquefatto (GNL) di Ras Laffan ha causato gravi danni all'economia del Qatar. L'impianto è tra i più grandi al mondo e il Qatar detiene il 20% delle esportazioni globali di GNL.
Saad al-Kaabi, CEO di QatarEnergy, ha dichiarato a Reuters che l'attacco ha danneggiato due unità produttive su 14, con una perdita stimata di 20 miliardi di dollari all'anno. Il ripristino delle operazioni richiederà 3-5 anni, con un potenziale mancato guadagno complessivo tra 60 e 100 miliardi di dollari.
La complessità degli impianti, realizzati in parte congiuntamente a Exxon Mobil, rende i tempi di riparazione lunghi. Le esportazioni di GNL sono attualmente bloccate anche a causa della situazione nello Stretto di Hormuz.
Le forze di difesa del Bahrain hanno annunciato di aver abbattuto cinque missili diretti verso il regno nelle ultime ore. Con una nota, lo stesso comando ha precisato di aver intercettato e distrutto 139 missili e 238 droni dall'inizio del conflitto, oltre due settimane fa. "L'uso di missili balistici e droni contro obiettivi civili costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario", ha aggiunto la dichiarazione.
Le forze armate iraniane annunciano di aver attaccato il ministero della sicurezza interna israeliano a Gerusalemme Ovest con droni. L'azione, precisano, è una rappresaglia per l'uccisione di alti funzionari e decine di marinai iraniani. La nota ufficiale iraniana parla di "risposta al sangue degli eroi" della nave da guerra IRIS Dena e del ministro dell'Intelligence Esmail Khatib. Non è chiaro se ci siano stati danni o vittime. ---
Il presidente statunitense è stato incalzato dai giornalisti nello Studio Ovale. Gli è stato chiesto perché non avesse coordinato o informato gli alleati, come il Giappone, prima di iniziare la guerra. "Non l'abbiamo detto a nessuno perché volevamo l'effetto sorpresa", ha dichiarato Trump, rivolgendosi poi al Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi: "Chi ne sa più del Giappone in fatto di sorpresa? Perché non mi avete parlato di Pearl Harbor, ok? Giusto?" Il bombardamento giapponese della base navale statunitense di Pearl Harbor, nelle Hawaii, del 7 dicembre 1941, provocò la morte di oltre 2.300 americani. Gli Stati Uniti dichiararono guerra al Giappone il giorno successivo. Mireya Solís, direttrice del Center for Asia Policy Studies presso la Brookings Institution a Washington, ha definito le osservazioni di Trump "inusuali, uno shock". "Lo scopo di questa visita è sottolineare la visione condivisa – i forti legami che uniscono Giappone e Stati Uniti – non il passato divisivo e l'aspra rivalità e il conflitto della guerra", ha detto Solís al New York Times.
Il portavoce militare israeliano in lingua araba ha dichiarato che Hezbollah ha lanciato "circa 700 razzi, colpi di artiglieria e droni verso Israele" dal 2 marzo. Avichay Adraee ha aggiunto che gli attacchi provenivano da aree a sud del fiume Litani e ha accusato l'esercito libanese di non aver allontanato Hezbollah dalla zona. Dal 2 marzo, gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso oltre 1.000 persone, secondo il Ministero della Salute locale.
La Mezzaluna Rossa iraniana ha riferito che oltre 204 bambini, inclusi 53 sotto i cinque anni, sono stati uccisi dall'inizio del conflitto. Due donne incinte hanno perso la vita. "Quando bambini e madri sono presi di mira, non è più un incidente militare, ma una grave violazione della dignità umana", ha dichiarato l'organizzazione. Più di 18.000 civili sono rimasti feriti. Dallo scorso 8 marzo, gli attacchi aerei hanno danneggiato 498 scuole, 251 centri medici e 17 strutture della Mezzaluna Rossa, con oltre 70.000 unità civili coinvolte. "Ci aspettiamo che le istituzioni internazionali, specialmente quelle che operano nel campo dei diritti umani, non rimangano silenti di fronte a queste palesi violazioni", ha aggiunto il comunicato.
Il Comando centrale americano ha annunciato di aver distrutto l'impianto di missili superficie-superficie a Karaj, a nord-ovest di Teheran. Lo stabilimento veniva utilizzato per «assemblare missili balistici che minacciavano gli americani, i Paesi vicini e il traffico marittimo commerciale», riferisce il Centcom in un post sui social.
Le autorità iraniane hanno riservato un'accoglienza trionfale alla nazionale di calcio femminile, rientrata dall'Australia. Qui alcune giocatrici avevano chiesto asilo, per poi ritirare la domanda. Sei atlete e un membro dello staff, in Australia per la Coppa d'Asia femminile, avevano richiesto asilo dopo critiche dagli oltranzisti per non aver cantato l'inno. Cinque hanno poi cambiato idea e sono tornate con il resto della squadra. Diverse migliaia di persone hanno partecipato alla cerimonia di benvenuto in Piazza Valiasr a Teheran, come mostrato dalla TV di stato. Slogan come "La mia scelta. La mia patria" campeggiavano su un grande cartellone con le giocatrici.
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Il Ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot si recherà in Israele venerdì per una visita non programmata, dopo aver visitato Beirut nell'ambito degli sforzi per un cessate il fuoco in Libano. Il Ministero degli Esteri francese ha annunciato che Barrot discuterà con le autorità israeliane di sicurezza regionale, aiuti umanitari e tentativi di de-escalation dei conflitti in Medio Oriente.
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Le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) hanno condannato "con la massima fermezza" gli attacchi aerei statunitensi contro i loro centri di comando ad Anbar e Mosul. L'organizzazione paramilitare irachena ritiene l'azione una minaccia diretta alla stabilità nazionale. Le PMF hanno invitato le fazioni politiche a una posizione unificata in difesa della sovranità del paese. ---
L'Autorità di Radiodiffusione Israeliana ha diffuso un filmato, attribuito a una telecamera di sorveglianza, che mostrerebbe il momento di un attacco missilistico contro la raffineria di Haifa, avvenuto stamattina. Le immagini, ancora non verificate, circolano sui media locali.
La Cina ha chiesto la fine del conflitto in Medio Oriente, sottolineando l'importanza di salvaguardare la sicurezza delle rotte marittime. Analisti evidenziano la preoccupazione di Pechino per l'instabilità dei mercati energetici globali, essenziale per il suo settore manifatturiero. Già all'inizio del mese, la Cina aveva limitato l'export di diesel, benzina e carburante per aerei, oltre a ridurre le esportazioni di fertilizzanti. "La situazione in Medio Oriente ha turbato la sicurezza energetica globale", ha dichiarato Lin Jian, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, durante una conferenza stampa. "I paesi coinvolti devono cessare le operazioni militari per evitare un impatto maggiore sull'economia".
La Francia raddoppierà la sua assistenza umanitaria al Libano, portandola a 17 milioni di euro (19,7 milioni di dollari). Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, in un contesto di rinnovati scontri tra Israele e Hezbollah. Barrot ha reso nota la decisione tramite i suoi canali social, durante una visita a Beirut volta a favorire un cessate il fuoco. In precedenza, l'inviato speciale francese per il Libano, Jean-Yves Le Drian, aveva affermato che sarebbe irragionevole chiedere al governo libanese di disarmare Hezbollah, sostenuto dall'Iran, mentre il paese subisce bombardamenti israeliani. Israele ha respinto un'offerta di colloqui diretti da Beirut, giudicandola tardiva e insufficiente da parte di un governo che, pur condividendo l'obiettivo di disarmare Hezbollah, teme che un'azione contro il gruppo possa innescare una guerra civile.
Circa il 65% degli americani ritiene che il presidente Donald Trump ordinerà l'invio di truppe per una guerra di terra su larga scala in Iran. Tuttavia, solo il 7% supporta questa eventualità, secondo un sondaggio Reuters/Ipsos conclusosi oggi. La rilevazione di tre giorni mostra un consenso popolare per Trump stabile al 40%, un punto percentuale in più rispetto a un sondaggio precedente condotto dopo gli attacchi congiunti USA-Israele contro l'Iran a fine febbraio.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato la sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. La decisione segue una richiesta diretta del presidente statunitense Donald Trump. "Israele ha agito da solo contro il complesso gasiero di South Pars. Il presidente Trump ci ha chiesto di sospendere ulteriori attacchi e ci stiamo fermando", ha dichiarato Netanyahu, sottolineando come vi siano "molti segnali" di un indebolimento del regime iraniano. Ha inoltre espresso la convinzione che il conflitto possa concludersi prima di quanto atteso.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele "ha agito da solo" colpendo il giacimento di gas South Pars in Iran e che la guerra potrebbe finire "più velocemente di quanto la gente pensi". Ha poi aggiunto che Israele sospenderà ulteriori attacchi sul principale giacimento di gas naturale iraniano su richiesta del presidente Trump. Netanyahu ha inoltre affermato che qualsiasi tentativo iraniano di chiudere lo Stretto di Hormuz fallirà. "Il culto della morte in Iran sta cercando di ricattare il mondo chiudendo una rotta marittima internazionale chiave, lo Stretto di Hormuz. Non funzionerà", ha detto Netanyahu in una conferenza stampa televisiva. Il leader israeliano ha dedicato una parte significativa della sua conferenza stampa a negare che il suo governo abbia spinto gli Stati Uniti in guerra con l'Iran. "Questa diceria secondo cui avremmo trascinato gli Stati Uniti in questo non è solo una diceria, è ridicola", ha dichiarato. Ha aggiunto che Trump gli aveva detto più di un anno fa: "'Bibi, dobbiamo assicurarci che l'Iran non abbia armi nucleari'". Netanyahu ha concluso: "Il mondo ha un debito di profonda gratitudine, profonda gratitudine verso il presidente Trump per aver guidato questo sforzo".
La difesa aerea saudita ha intercettato e distrutto due droni sulla Provincia Orientale. Lo ha reso noto un portavoce del ministero della Difesa del Regno.
I leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Giappone e Regno Unito hanno condannato "con la massima fermezza" gli attacchi iraniani contro "navi commerciali inermi, infrastrutture civili, inclusi impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz". In una dichiarazione congiunta, hanno chiesto all'Iran di cessare le minacce e i tentativi di bloccare lo stretto, affermando che "la libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale". Hanno aggiunto di essere pronti a contribuire a "sforzi appropriati per garantire un passaggio sicuro attraverso lo Stretto" e hanno accolto con favore "l'impegno delle nazioni che si stanno occupando della pianificazione preparatoria".
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele e gli Stati Uniti stanno lavorando a nuove alleanze, nell'ambito di quella che ha definito "la battaglia del mondo libero contro l'asse del male". Netanyahu ha sottolineato che l'alleanza tra Washington e Tel Aviv "non ha precedenti nella storia". Ha aggiunto che "Israele è più forte che mai e l'Iran più debole che mai", definendo Israele una potenza regionale.
Il regime iraniano non è prossimo al collasso e la resa di Teheran non è prevista. Lo affermano funzionari della sicurezza israeliana a Channel 12, dopo il briefing di ieri sera al gabinetto politico e di sicurezza. La guerra con l'Iran potrebbe prolungarsi per diverse settimane, secondo fonti autorevoli citate dall'emittente. "Il piano militare procede rapidamente, ma la campagna potrebbe continuare per molte settimane", hanno dichiarato le fonti.
"Stiamo eliminando la leadership iraniana e non importa chi li sostituirà, perché sono Guardiani temporanei". Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato le operazioni in corso contro Teheran. "Ieri abbiamo distrutto tutta la loro flottiglia sul Mar Caspio con i nostri alleati americani", ha aggiunto. Netanyahu ha poi chiosato sulla possibilità di una sollevazione popolare in Iran.
Il personale militare spagnolo dispiegato in Iraq è stato evacuato in Turchia. Lo ha annunciato la Ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles. Cinquantasette soldati facevano parte della coalizione a guida statunitense contro l'ISIS, mentre 42 erano nella missione NATO in Iraq. Robles ha riferito di scambi missilistici vicino alla base di questi ultimi, fatto che ha ostacolato l'operazione.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che l'obiettivo primario è fermare il programma nucleare e balistico dell'Iran. Lo ha dichiarato durante una conferenza stampa odierna, la seconda dall'inizio dell'operazione "Il Ruggito del leone". Netanyahu ha aggiunto che si mira anche a creare le condizioni affinché il popolo iraniano possa "prendere in mano il proprio destino".
Il Segretario all'Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha dichiarato che l'amministrazione del Presidente Donald Trump continuerà le esportazioni di petrolio e gas senza restrizioni. "L'amministrazione Trump non ha alcun piano per implementare limiti sulle esportazioni di petrolio e gas", ha scritto Wright in un post sui social media.
Israele "non è nemmeno a metà" della sua campagna contro l'Iran. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), Eyal Zamir, durante una discussione interna, secondo quanto riportato dal "Times of Israel". Funzionari militari israeliani, stando a Canale 12, ritengono non ci sia una tempistica definita per la fine del conflitto. La leadership dell'Idf sarebbe unanime nell'opporsi a una sospensione delle operazioni in questa fase.
Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno dichiarato che Hezbollah ha lanciato circa 700 razzi, missili e droni su Israele dal 2 marzo. Gli attacchi, secondo l'Idf, provengono da aree a sud del fiume Litani.
Tali zone avrebbero dovuto essere presidiate dall'esercito libanese. "Non abbiamo altra scelta che intervenire contro la minaccia che Hezbollah rappresenta per i nostri civili", ha scritto l'Idf sul suo profilo X.
Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), Rafael Grossi, ha dichiarato che una volta terminata la "guerra" contro l'Iran, rimarranno "numerose questioni importanti", compreso l'uranio arricchito iraniano che si ritiene sotto le macerie. In un'intervista con Face the Nation di CBS, ha affermato: "L'obiettivo della campagna non sembrano essere specificamente le strutture nucleari".
Grossi ha poi aggiunto che la rimozione del materiale arricchito sarebbe molto difficile, trattandosi di cilindri contenenti esafluoruro di uranio contaminato al 60%. Ha sottolineato che, nonostante l'Iran abbia l'obbligo di consentire l'ingresso agli ispettori ONU, "nulla può accadere mentre cadono le bombe". Grossi ha rimarcato come gran parte del programma nucleare iraniano sia sopravvissuto, evidenziando la necessità di tornare al tavolo negoziale.
Corrispondenti locali segnalano nuovi raid israeliani. L'esercito israeliano ha colpito le cittadine di Qabrikha e Toulene, nell'area di Marjayoun, al confine con Israele.
Dallo scoppio dell'operazione "Il Ruggito del Leone", le forze israeliane hanno intercettato oltre il 90% di missili e droni diretti verso il territorio. Fonti militari precisano che in 19 giorni di ostilità, l'aeronautica israeliana ha sganciato più di 12.000 bombe, attraverso 8.500 attacchi distinti, contro obiettivi del regime iraniano. I caccia israeliani hanno effettuato 5.700 sortite, cambiando obiettivo nel 20% dei casi.
Mercoledì Israele ha colpito il giacimento di gas iraniano di South Pars, intensificando la guerra USA-Israele contro l'Iran. Poco dopo, l'Iran ha attaccato impianti energetici nella regione del Golfo, incluso un impianto di gas a Ras Laffan in Qatar nelle prime ore di oggi. Il complesso di Ras Laffan, situato 80 km a nord-est di Doha, è la più grande struttura di produzione di gas naturale liquefatto (GNL) al mondo, producendo circa il 20% della fornitura globale e bilanciando la domanda di GNL nei mercati asiatici ed europei. All'inizio di marzo, pochi giorni dopo l'inizio del conflitto, il Qatar aveva già sospeso la produzione di GNL a seguito di un attacco vicino all'impianto. Rachel Ziemba, del Center for a New American Security, ha dichiarato che la precedente sospensione della produzione a Ras Laffan esclude un'immediata nuova crisi globale delle forniture a seguito degli ultimi attacchi. Tuttavia, CEO di QatarEnergy, Saad al-Kaabi, ha affermato oggi che l'Iran.
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha smentito interpretazioni errate sul documento approvato da diverse nazioni relativo allo Stretto di Hormuz. Ha chiarito che non vi sarà alcuna "missione di guerra" né un ingresso nello Stretto senza una tregua e un'iniziativa multilaterale. Crosetto ha sottolineato l'importanza di lavorare per la riapertura in sicurezza di Hormuz, indicando le Nazioni Unite come l'istituzione idonea a fornire la cornice giuridica per un'iniziativa pacifica e multilaterale. Le sue dichiarazioni sono giunte tramite una nota ufficiale del Ministero della Difesa.
Gli attacchi all'infrastruttura energetica di South Pars evidenziano un disaccordo tra Stati Uniti e Israele sulla strategia contro l'Iran. Su social media, Trump mercoledì sera ha affermato che Israele ha "reagito violentemente per rabbia" colpendo il centro gasiero iraniano. "Il conflitto sta virando verso una guerra di attrito, senza chiari segnali di collasso del regime in Iran", ha dichiarato l'analista Danny Citrinowicz, senior fellow presso l'Istituto israeliano per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale, su X, aggiungendo che gli attacchi "hanno evidenziato quanto sia diventata scoordinata questa campagna, priva di chiarezza strategica, pianificazione a lungo termine e un obiettivo finale definito".
Il presidente libanese Joseph Aoun ha rinnovato l'appello per una tregua immediata e l'avvio di negoziati con Israele, al termine dell'incontro a Beirut con il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot. Aoun ha dichiarato che "l'essenziale è porre fine all'escalation" tra Israele e Hezbollah, sollecitando un cessate il fuoco. Barrot è in Libano per una visita di "solidarietà", come riferito dal ministero degli Esteri francese.
Il ministero della Difesa saudita ha annunciato di aver intercettato e distrutto tre droni nella parte orientale del paese. Nella mattinata, un drone si è schiantato contro la raffineria Samref nella città portuale orientale di Yanbu. Inoltre, un missile balistico diretto verso il porto di Yanbu è stato abbattuto.
L'Aeronautica militare israeliana (IAF) ha impiegato più di 12.000 bombe contro obiettivi in Iran dall'inizio del conflitto. Le operazioni, comprendenti oltre 8.500 raid, hanno visto 3.600 ordigni sganciati solo sulla capitale Teheran. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) ritengono di aver neutralizzato circa l'85% delle capacità di difesa aerea iraniane, secondo quanto riferito dal Times of Israel.
Gli attacchi israeliani di oggi nel Libano meridionale hanno messo fuori servizio una delle principali sottostazioni elettriche, segnando un'intensificazione degli attacchi israeliani contro le infrastrutture libanesi. Lo ha dichiarato la compagnia elettrica statale libanese, Électricité du Liban. In un comunicato riportato dall'agenzia di stampa statale NNA, l'autorità ha precisato che l'attacco ha danneggiato diverse sezioni dell'impianto a Bint Jbeil, compromettendo la fornitura di energia nella città e nelle zone circostanti.
Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente emiratino, ha condannato gli attacchi iraniani a infrastrutture civili ed economiche. Tali azioni violano il diritto internazionale e umanitario, secondo Gargash. Questi attacchi rappresentano un passo pericoloso che mina l'ordine internazionale e la stabilità regionale, ha aggiunto. Gargash ha chiesto la cessazione immediata degli attacchi iraniani contro i paesi vicini.
Teheran ha chiesto a Berlino di fare luce sul ruolo della base aerea di Ramstein nell'ambito della "guerra" USA-Israele contro l'Iran, ha dichiarato l'ambasciatore iraniano in Germania, Majid Nili. "Abbiamo chiesto loro di chiarire o spiegare il ruolo di Ramstein", ha detto Nili, aggiungendo che "il ruolo di Ramstein non è ufficialmente chiaro per noi". Ha precisato che finora non è giunta alcuna risposta.
"La nostra risposta all'attacco di Israele ha usato solo una frazione della nostra potenza militare," ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un post su X. Ha aggiunto che "l'unica ragione di tale moderazione" era il rispetto per il contenimento delle tensioni. "Non ci sarà moderazione se le nostre infrastrutture subiranno nuovi attacchi," ha avvertito.
Il Premier giapponese Sanae Takaichi, al fianco del Presidente statunitense Donald Trump, ha evidenziato le gravi ripercussioni economiche globali derivanti dal conflitto in corso. Takaichi ha proposto misure per stabilizzare la situazione economica mondiale, messa a dura prova dalle tensioni mediorientali. Trump, invece, ha continuato a insistere sulla superiorità militare statunitense nel conflitto con l'Iran.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC) hanno sferrato la 65esima ondata di attacchi contro obiettivi israeliani, impiegando per la prima volta missili balistici Qadr "potenziati". Lo riferisce l'agenzia Tasnim, citando un comunicato dell'IRGC. Tra i bersagli figurano le raffinerie di Haifa e Ashdod, oltre a centri di supporto militare e di sicurezza in Israele.
Il contratto petrolifero di riferimento statunitense West Texas Intermediate (WTI) ha segnato un rialzo superiore al 5 percento, superando brevemente i 100 dollari al barile. Le preoccupazioni per le forniture globali, legate al conflitto in Medio Oriente, hanno spinto i prezzi. Alle 16:05 GMT, il WTI per aprile è salito del 2,29 percento, a 98,53 dollari, mentre il Brent del Mare del Nord ha guadagnato il 2,01 percento, raggiungendo i 109,54 dollari al barile.
L'esercito israeliano ha confermato che i suoi sistemi di difesa stanno operando per intercettare i missili in arrivo dall'Iran. Il Comando del Fronte Interno ha diramato una direttiva preliminare sui telefoni cellulari nelle zone interessate, secondo quanto annunciato su X.
Il presidente Donald Trump starebbe considerando azioni contro l'isola di Kharg, uno snodo chiave per l'export petrolifero iraniano. Le opzioni includerebbero il sequestro o la distruzione delle strutture presenti. Lo riferiscono media americani, citando fonti vicine all'amministrazione. Il sequestro comporterebbe un significativo dispiegamento di forze terrestri, portando a un'escalation notevole. Esperti ritengono che tale mossa aumenterebbe le vittime statunitensi senza garanzie di negoziati con Teheran. Un'altra ipotesi sarebbe circondare l'isola con navi americane per bloccare il rifornimento delle petroliere, replicando strategie adottate in altri contesti.
Il Primo Ministro Keir Starmer ha dichiarato all'Emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, che il Regno Unito "continuerà a sostenere il Qatar e tutti i nostri alleati nel Golfo". Durante una conversazione telefonica, Starmer ha sottolineato come "attacchi sconsiderati a infrastrutture critiche rischiano di spingere la regione ulteriormente nella crisi e peggiorare i gravi impatti economici percepiti globalmente, inclusi nel Regno Unito".
Il Ministro dell'Energia israeliano Eli Cohen ha dichiarato che la rete elettrica nel nord del Paese è stata danneggiata in seguito all'ultimo lancio di missili iraniani. Le squadre tecniche hanno già ripristinato la corrente in alcune aree, mentre proseguono i lavori nelle zone ancora senza elettricità. Contemporaneamente, i media israeliani hanno diffuso immagini di un denso fumo nero che si solleva dalla raffineria di petrolio nella città portuale di Haifa. Le prime valutazioni suggeriscono che un ordigno a grappolo iraniano abbia colpito l'impianto.
Il servizio di soccorso israeliano ha comunicato che quattro persone sono rimaste ferite in un attacco missilistico a Kiryat Shmona, nel nord di Israele. I medici stanno prestando soccorso a un uomo di 60 anni in gravi condizioni con ferite da schegge, una donna di 68 anni con un trauma cranico e due giovani di circa 20 anni, anch'essi con lesioni da schegge. Lo riporta l'emittente Channel 12.
L'organismo marittimo delle Nazioni Unite ha chiesto un "corridoio" sicuro nel Golfo per evacuare navi ed equipaggi bloccati, a seguito di un incontro d'emergenza che ha anche condannato l'Iran per i suoi attacchi. Dopo due giorni di colloqui urgenti a Londra, l'Organizzazione Marittima Internazionale ha dichiarato che il "corridoio marittimo sicuro" dovrebbe essere istituito come "misura provvisoria e urgente". L'agenzia ONU ha aggiunto che il passaggio deve "facilitare l'evacuazione sicura delle navi mercantili dalle aree ad alto rischio e colpite verso un luogo sicuro".
L'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) ha adottato una dichiarazione per chiedere l'apertura di un "corridoio navale sicuro" nello Stretto di Hormuz. Paesi membri chiedono la misura per il traffico commerciale, bloccato dall'Iran dopo attacchi imputati a Stati Uniti e Israele. La dichiarazione è emersa da una riunione d'emergenza a Londra, incentrata sullo scenario bellico nel Golfo.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha dichiarato di aver attaccato e "danneggiato" un caccia F-35 statunitense. Il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, Capitano Tim Hawkins, ha riferito alla CNN che un jet stava "eseguendo una missione di combattimento sull'Iran" quando è stato costretto a un atterraggio d'emergenza. "L'aereo è atterrato in sicurezza e il pilota è in condizioni stabili", ha aggiunto Hawkins.
Donald Trump ha dichiarato di aver dissuaso il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu dall'attaccare il giacimento iraniano di South Pars. "Gli ho detto di non farlo e lui si è adeguato", ha affermato questa mattina l'ex presidente degli Stati Uniti ai giornalisti alla Casa Bianca. Ha precisato che, sebbene ci sia coordinamento, Israele a volte agisce autonomamente, ma non "se non le condivido".
Il gruppo di navigazione francese CMA CGM applicherà dal 23 marzo un supplemento di emergenza per il carburante terrestre in un'area geografica definita. La decisione è una risposta all'aumento dei prezzi del carburante. CMA CGM, terza compagnia di navigazione containerizzata al mondo, non ha specificato la zona geografica interessata. Il gruppo aveva già annunciato supplementi per il trasporto marittimo a causa del balzo dei prezzi del carburante causato dalla guerra USA-Israele contro l'Iran e dal conseguente conflitto in Medio Oriente.
Donald Trump ha confermato che il Pentagono richiederà al Congresso ulteriori 200 miliardi di dollari per finanziare il conflitto in Medio Oriente. La dichiarazione è avvenuta durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago. "Vogliamo una vasta quantità di munizioni", ha affermato, criticando i precedenti investimenti di Biden in Ucraina.
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato discussioni con il Giappone sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, elogiando il "notevole" supporto del paese. Ha nuovamente criticato la NATO per la mancata collaborazione nell'aprire il passaggio marittimo, cruciale per un quinto del petrolio globale. "Loro si stanno facendo avanti", ha dichiarato Trump riferendosi al Giappone, "a differenza della NATO". Ha aggiunto che non intende inviare "truppe da nessuna parte" e che l'operazione militare contro l'Iran è "in anticipo sui tempi". Trump ha infine ribadito la possibilità di occupare l'isola di Kharg, punto di partenza del 90% delle esportazioni iraniane di greggio, "ogni volta che vogliamo".
Il Giappone ha sollecitato l'Iran a cessare gli attacchi contro i Paesi limitrofi in Medio Oriente e a garantire la libera navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato la premier Sanae Takaichi oggi, 19 marzo, a Washington, durante la conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca con il presidente statunitense Donald Trump. "All'Iran non deve mai essere consentito lo sviluppo dell'arma atomica", ha ribadito il capo del governo di Tokyo.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che l'operazione in Iran procede "in anticipo rispetto alla tabella di marcia". Secondo Trump, "quando la guerra finirà, il mondo sarà più sicuro". Ha poi aggiunto che la leadership iraniana è stata "eliminata" e che la loro potenza navale e aerea è stata "distrutta", riferisce l'Associated Press. "Stanno già cercando nuovi leader", ha chiosato Trump.
La Russia ha dichiarato che l'attacco aereo israeliano che ha ferito una troupe televisiva di RT in Libano non è stato "accidentale". L'agenzia video Ruptly, una sussidiaria di RT, ha diffuso un filmato che mostra un'esplosione e colonne di fumo a pochi metri dal reporter di RT Steve Sweeney, mentre trasmetteva indossando un giubbotto antiproiettile con la scritta "Press". Sweeney e il suo cameraman "sono rimasti feriti in un attacco israeliano nel sud del Libano mentre facevano un reportage", ha dichiarato Ruptly su Telegram, aggiungendo che entrambi erano "coscienti e ricevevano cure mediche". "Considerata l'uccisione di 200 giornalisti a Gaza, gli eventi odierni non possono essere definiti accidentali", ha affermato su Telegram la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, senza menzionare Israele. "Il razzo ha colpito non una 'struttura militare strategica critica', ma piuttosto il luogo di un reportage", ha aggiunto Zakharova. L'ambasciata russa in Libano ha condannato gli "attacchi contro i professionisti dei media in missione editoriale come inaccettabili" e ha chiesto "un'indagine appropriata".
Gli Stati Uniti hanno dato il via libera a vendite di armi superiori a 16 miliardi di dollari a diversi Paesi del Golfo. La mossa arriva in un contesto di tensioni regionali con l'Iran. Lo ha comunicato il Dipartimento di Stato statunitense nella serata di ieri.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha elogiato il Giappone, affermando che il Paese "si sta impegnando" e "assumerà le proprie responsabilità" nella gestione della crisi con l'Iran. Il commento, rilasciato durante un incontro alla Casa Bianca con il premier giapponese Sanae Takaichi, ha messo in contrasto l'operato di Tokyo con quello della NATO, definita meno collaborativa da Trump.
La premier giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato a Donald Trump che solo il presidente americano può ottenere la pace. Parlando in conferenza stampa nello Studio Ovale, Takaichi ha sottolineato come il mondo stia attraversando un periodo di grave insicurezza e l'economia globale sia sull'orlo di un "colpo enorme". "Ma credo fermamente che solo lei possa raggiungere la pace in tutto il mondo", ha aggiunto, spiegando che la sua visita alla Casa Bianca mirava a trasmettere direttamente questo messaggio dalla comunità internazionale. Takaichi ha menzionato i contatti del Giappone con l'Iran, condannando al contempo gli attacchi iraniani negli stati del Golfo e la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Nello Stretto di Hormuz "si sta assistendo alla pirateria moderna", ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, in un'intervista a "Il Giornale". Sa'ar ha aggiunto che "la libertà di navigazione e il commercio internazionale sono in gioco. Gli iraniani stanno decidendo selettivamente chi può transitare". Il ministro ha poi sottolineato come "la libertà dei traffici marittimi sia d'interesse globale", avvertendo che ignorare la minaccia attuale su Hormuz potrebbe legittimare azioni simili in futuro, anche nel Mediterraneo, da parte di "qualche milizia dalla Libia".
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) sta aggiornando la sua recente valutazione sull'economia statunitense per includere l'impatto della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. La portavoce Julie Kozack ha dichiarato che l'analisi sarà esaminata dal consiglio nelle prossime settimane e poi pubblicata. Le principali banche centrali hanno ribadito giovedì la disponibilità ad affrontare eventuali impennate inflazionistiche con politiche più restrittive, mentre l'escalation nel conflitto iraniano ha spinto al rialzo i prezzi del carburante.
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, ha dichiarato che "in guerra si hanno degli obiettivi, non si hanno scadenze". In un'intervista rilasciata a "Il Giornale", Sa'ar ha specificato che, se si hanno scadenze, "la strategia migliore è non rivelarle al nemico". Ha inoltre ribadito la necessità di "rimuovere la minaccia esistenziale iraniana sul lungo periodo" in collaborazione con gli Stati Uniti.
La raffineria del Gruppo Bazan a Haifa è stata colpita da un attacco missilistico. Secondo il servizio di ambulanza nazionale israeliano Magen David Adom, una persona è rimasta ferita in modo lieve. Il ministro dell'Energia israeliano Eli Cohen ha dichiarato che non ci sono stati danni significativi alle infrastrutture. Ha aggiunto che l'energia è stata ripristinata nella maggior parte delle abitazioni private colpite e sarà ripristinata anche nelle aree rimanenti a breve. L'Iran ha intensificato giovedì i suoi attacchi contro le infrastrutture petrolifere e di gas naturale nel Golfo, alzando la posta in un conflitto che sta avendo ripercussioni sull'economia globale.
L'Italia, insieme a Regno Unito, Francia, Olanda, Giappone e Germania, ha firmato un documento "politico, non militare" per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a La7, sottolineando l'impegno comune a creare condizioni sicure per il passaggio marittimo. I sei paesi si sono detti disponibili a "contribuire agli sforzi appropriati" nell'area.
Le autorità iraniane hanno imposto un blocco totale di internet in tutto il paese dall'inizio del conflitto. Secondo il gruppo di monitoraggio NetBlock, l'interruzione è giunta al suo ventesimo giorno. "L'incidente è ora il blocco più lungo registrato nella storia dell'Iran, superando quello imposto durante le proteste di gennaio", ha dichiarato NetBlock, riferendosi alle manifestazioni nazionali di inizio anno dove morirono migliaia di persone.
Il conflitto in Medio Oriente mostra segnali di ulteriore espansione, coinvolgendo sempre più il settore energetico. Da Washington trapelano ipotesi di nuove mosse, inclusa l'eventualità di impiegare forze di terra. Israele e Stati Uniti proseguono la loro campagna per neutralizzare basi missilistiche, depositi e fabbriche belliche con migliaia di raid aerei e navali. Gli ultimi attacchi nell'area di Hormuz sono interpretati da esperti come una fase preparatoria per assicurare l'apertura dello Stretto. Tuttavia, le sole operazioni aeree potrebbero non essere sufficienti. Fonti vicine alla Reuters riportano possibili piani per l'impiego di unità terrestri, inclusi Marines e truppe provenienti dagli Stati Uniti, per presidiare la fascia costiera, occupare l'isola di Kharg o gli isolotti Ab.
I missili a disposizione potrebbero esaurirsi in un mese se il conflitto in Iran dovesse prolungarsi. Lo ha dichiarato Armin Papperger, CEO di Rheinmetall, durante un'intervista con CNBC. "Il costo di un drone è molto basso," ha spiegato, "si possono produrre 60-70.000 droni. Se un drone costa 20-30.000 dollari, è irrisorio in confronto."
Il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha condannato l'attacco iraniano contro l'impianto di Ras Laffan. Ha dichiarato che l'azione avrà significativi impatti sulle forniture energetiche globali. "Attacchi simili non generano alcun beneficio diretto e causano danni con ricadute sulle popolazioni", ha detto in conferenza stampa, riferendosi ai danni subiti nella città industriale.
L'Iraq ha condannato i recenti raid aerei contro impianti petroliferi e di gas in Medio Oriente, mentre la guerra USA-Israele contro l'Iran minaccia la sua economia già provata. "Recenti attacchi che hanno preso di mira strutture energetiche in diversi Paesi vicini all'Iraq e altre nazioni fratelli nella regione costituiscono un'escalation preoccupante che minaccia di minare gli sforzi per ridurre le tensioni e compromettere la stabilità", ha dichiarato il Ministero degli Esteri in un comunicato. Baghdad ha sottolineato l'importanza di "garantire forniture continue ai mercati energetici globali" dopo la grave interruzione nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale l'Iraq esportava in precedenza la maggior parte del suo petrolio.
Si registrano incendi e caduta di detriti ad Haifa, secondo i media israeliani, a seguito di un attacco missilistico iraniano. L'attacco è riportato dopo che le sirene hanno risuonato nel nord, nel centro di Israele e nell'area di Gerusalemme.
Un caccia F-35 statunitense sarebbe stato colpito da fuoco iraniano, atterrando d'emergenza in una base americana in Medio Oriente. Lo riporta la CNN, citando il portavoce del Comando Centrale Usa, Tim Hawkins. L'episodio, se confermato come attacco iraniano diretto, segnerebbe il primo abbattimento di un velivolo americano da parte di Teheran dall'inizio del conflitto il 28 febbraio.
KLM Royal Dutch Airlines ha annunciato che non riprenderà i voli per Dubai, Riyadh e Dammam prima del 17 maggio, citando ragioni di sicurezza legate alle tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran. Diverse altre compagnie aeree internazionali, tra cui British Airways, Cathay Pacific e Aegean Airlines, hanno esteso la sospensione dei voli verso questi hub del Golfo fino ad aprile o maggio, adducendo le persistenti preoccupazioni per la sicurezza regionale. Alcuni vettori, come Eurowings, hanno prolungato le cancellazioni fino a fine giugno.
Il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha parlato in conferenza stampa con il Primo Ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani. Fidan ha dichiarato che la Turchia è in contatto con Stati Uniti e Iran per comprendere le loro posizioni nella crisi mediorientale e i suoi sforzi per porre fine al conflitto proseguiranno. Ankara ha offerto un "amichevole" consiglio a Teheran per evitare che la guerra con USA e Israele si estenda ulteriormente nella regione. Gli attacchi iraniani contro Paesi vicini sono "inaccettabili". Israele è il principale attore del conflitto, ma l'Iran ha una "responsabilità storica" nel non attaccare i Paesi regionali.
Le sirene d'allarme hanno risuonato per la nona volta oggi pomeriggio a Gerusalemme, nel centro e nel nord di Israele. L'attivazione è dovuta a lanci di missili provenienti dall'Iran, secondo quanto riferito dalle autorità locali. La situazione resta tesa dopo numerosi allarmi nelle ultime ore.
La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran rappresenta una grave minaccia per la sicurezza alimentare globale. Lo ha dichiarato il capo dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), Ngozi Okonjo-Iweala, chiedendo che le catene di approvvigionamento internazionali rimangano aperte.
Il conflitto in Medio Oriente "minaccia la sicurezza alimentare globale poiché le interruzioni delle spedizioni e i costi energetici più elevati riducono l'offerta e aumentano il costo dei fertilizzanti", ha detto Okonjo-Iweala ai giornalisti a Ginevra. Circa un terzo della fornitura mondiale di fertilizzanti azotati transita nello Stretto di Hormuz.
"Una prolungata interruzione dell'approvvigionamento potrebbe ripercuotersi sui sistemi alimentari, spingendo gli agricoltori a ridurre l'uso di fertilizzanti e a coltivare colture meno intensive", ha aggiunto. Okonjo-Iweala ha insistito sulla necessità di "mantenere aperti e prevedibili i canali commerciali alimentari globali, consentendo ai prodotti di raggiungere le aree che ne hanno più bisogno".
La guerra Iran-Israele è entrata in una "fase di infrastrutture energetiche" dopo l'attacco israeliano al giacimento di gas di South Pars e le conseguenti offensive iraniane contro impianti energetici in Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Lo ha riferito Hamidreza Azizi, ricercatore presso l'Istituto Tedesco per gli Affari Internazionali e di Sicurezza, sottolineando un cambio di strategia. Le rappresaglie iraniane nel Golfo indicano una "strategia deliberata per regionalizzare il confronto energetico", ha aggiunto Azizi. L'escalation riflette un nuovo approccio di Teheran.
Il primo ministro del Qatar ha commentato gli attacchi iraniani. Ha dichiarato che le azioni di Teheran dall'inizio del conflitto hanno provocato uno "shock enorme" nella regione, sollevando interrogativi sui rapporti tra i paesi vicini. La fiducia è stata compromessa, ma "deve essere ristabilita", ha aggiunto lo sceicco Mohammed. "Vogliamo vivere in pace con il popolo iraniano".
Mojtaba Khamenei è rimasto gravemente ferito nell'attacco israeliano del 28 febbraio, dove ha perso il padre. Lo ha riferito Tulsi Gabbard, direttrice dell'Intelligence nazionale, durante un'audizione alla Camera dei Rappresentanti. Ha aggiunto che la sua condizione rende incerto il processo decisionale ai vertici del governo iraniano, nonostante sia considerato più intransigente del padre, l'Ayatollah Ali Khamenei.
Il Primo Ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha condannato giovedì il bombardamento iraniano all'hub del gas di Ras Laffan. Ha dichiarato che l'attacco avrà "ripercussioni significative sulle forniture energetiche globali". Secondo Al Thani, queste azioni "non portano benefici diretti a nessun paese" e colpiscono le popolazioni.
Il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi e il suo omologo degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, hanno discusso ad Abu Dhabi le ricadute regionali della guerra USA-Israele contro l'Iran. I due leader "hanno sottolineato l'importanza di fermare immediatamente l'escalation militare nella regione, evidenziando la necessità di privilegiare la diplomazia a sostegno della sicurezza e della stabilità", ha riferito l'agenzia di stampa emiratina Wam. Durante la visita, el-Sisi "ha condannato gli attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti e altri stati del Golfo, esprimendo solidarietà agli Emirati mentre adottano misure per proteggere il loro territorio e la popolazione". Gli Emirati Arabi Uniti sono stati un obiettivo chiave nella guerra in Medio Oriente. Il loro Ministero della Difesa ha dichiarato di aver intercettato oltre 334 missili balistici e 15 missili da crociera lanciati dall'Iran dall'inizio del conflitto.
Il Primo Ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha appena tenuto una conferenza stampa con il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. Il premier qatariota ha dichiarato che la guerra attuale deve cessare "immediatamente". Ha inoltre sottolineato che l'Iran non deve espandere il conflitto nella regione e che le sue affermazioni di colpire basi statunitensi sono "inaccettabili e ingiustificate". L'attacco di ieri all'impianto di Ras Laffan dimostra che gli obiettivi sono le infrastrutture energetiche vitali, a suo dire, per il Qatar e il mondo intero.
L'ex capo dell'antiterrorismo Joe Kent ha rilasciato la sua prima intervista dopo le dimissioni, affermando a Tucker Carlson di attendersi tentativi di discreditamento, inclusa un'indagine dell'FBI. Kent ha espresso il desiderio di confrontarsi con Donald Trump, nonostante le attese critiche dall'amministrazione per la sua uscita e una lettera specifica. "Capisco la necessità di attaccarmi", ha detto Kent, "ma ritengo che il presidente sia un ascoltatore attento, consapevole che la situazione in Iran non è ottimale e che debba trovare una soluzione".
Le forze armate israeliane affermano che la sua aviazione ha condotto attacchi contro obiettivi navali iraniani nel Mar Caspio, per la prima volta dall'inizio del conflitto. I raid aerei della notte scorsa hanno colpito un porto della marina iraniana dove sono ancorate decine di unità. Tra gli obiettivi figurano navi che trasportavano sistemi di difesa aerea, armi antisommergibile e motovedette, hanno specificato le forze armate. Colpiti anche un quartier generale centrale per le attività navali nel Mar Caspio e infrastrutture usate per riparazioni e manutenzione.
Il Dipartimento della Difesa statunitense ha richiesto al Congresso 200 miliardi di dollari aggiuntivi per finanziare la guerra in Iran. La cifra si somma al budget già approvato di 838 miliardi di dollari per il 2026. Il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha dichiarato che i fondi serviranno "per uccidere i cattivi". La richiesta, partita dal Centcom (Central Command), suggerisce una preparazione ad un conflitto potenzialmente più lungo rispetto alle previsioni iniziali della Casa Bianca, come riportato dal Corriere della Sera il 15 marzo.
La Banca Centrale Europea ha dichiarato che il conflitto in Medio Oriente "ha reso le prospettive significativamente più incerte", con il rischio di inflazione più elevata e minore crescita economica. L'istituto prevede un "impatto considerevole sull'inflazione a breve termine tramite prezzi energetici più alti". Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall'intensità e dalla durata del conflitto, oltre che dall'effetto dei prezzi dell'energia su consumi ed economia, hanno aggiunto dalla BCE.
Esplosioni sono state udite ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, e a Doha, in Qatar, secondo quanto riportano media regionali. Al momento, non sono disponibili ulteriori dettagli sulle cause o sull'entità degli eventi. Le autorità locali non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Il Segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo, Jasem Mohamed Albudaiwi, ha definito il targeting iraniano delle strutture petrolifere in Arabia Saudita un "plateale atto di terrorismo e un'aggressione criminale". Gli attacchi iraniani "incarnano la natura aggressiva del regime iraniano e il suo disprezzo per la sicurezza e la stabilità della regione e del mondo", ha dichiarato su X.
Gli attacchi iraniani hanno danneggiato le infrastrutture che producono il 17% della capacità di esportazione di gas naturale liquefatto (GNL) del Qatar, ha dichiarato l'amministratore delegato di QatarEnergy, Saad al-Kaabi. I tempi di ripristino varieranno dai tre ai cinque anni. Al-Kaabi ha espresso sconcerto a Reuters: "Non avrei mai immaginato che il Qatar e la regione sarebbero stati colpiti in questo modo, specialmente da un paese musulmano fraterno, durante il Ramadan".
La direttrice della National Intelligence USA, Tulsi Gabbard, ha dichiarato alla commissione intelligence della Camera che Stati Uniti e Israele perseguono obiettivi diversi nel conflitto con l'Iran. "Gli obiettivi esposti dal Presidente differiscono da quelli del governo israeliano", ha affermato Gabbard. Ha aggiunto che "possiamo osservare come le operazioni israeliane si siano concentrate sul minare la leadership iraniana. Il Presidente ha invece dichiarato che i suoi scopi sono distruggere la capacità di lancio e produzione di missili balistici dell'Iran, oltre alla sua marina".
Le autorità del Qatar hanno emesso un'allerta, invitando i cittadini a rimanere nelle proprie abitazioni o in luoghi sicuri "finché la minaccia non sarà cessata". L'avviso è stato diramato in tarda mattina, ora locale, senza specificare la natura della minaccia.
Kuwait Petroleum Corp. ha sospeso temporaneamente le operazioni nelle raffinerie di Mina Abdullah e Mina Al-Ahmadi, colpite da droni. Lo ha riportato il Wall Street Journal, citando funzionari kuwaitiani informati sui fatti. Le squadre di pronto intervento hanno spento gli incendi divampati in alcune sezioni degli impianti. Entrambe le raffinerie, con capacità di 346.000 e 454.000 barili al giorno, operavano già a circa metà regime prima degli attacchi.
Il ministero della Sanità libanese ha annunciato che gli attacchi israeliani hanno ucciso 1.001 persone nel paese dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo. Il dato aggiorna il bilancio di ieri, che registrava 968 vittime. Il nuovo comunicato ministeriale precisa che tra i deceduti figurano 79 donne, 118 bambini e 40 operatori sanitari; 2.584 i feriti.
Tre funzionari israeliani non identificati hanno dichiarato a Reuters che l'attacco di Israele alle infrastrutture gas di South Pars in Iran è stato coordinato con gli Stati Uniti, ma probabilmente non si ripeterà. Le dichiarazioni giungono dopo che il Presidente Trump ha affermato che Washington "non sapeva nulla di questo particolare attacco". L'azione israeliana ha innescato una serie di attacchi iraniani nella regione, inclusi quelli alla struttura di gas naturale liquefatto di Ras Laffan in Qatar, infrastrutture energetiche negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita, sollevando gravi preoccupazioni sull'approvvigionamento energetico globale.
Le autorità del Bahrain hanno attivato le sirene di allarme. Il ministero dell'Interno ha invitato i cittadini a cercare riparo e a mantenere la calma in seguito a eventi non specificati. Ulteriori dettagli sono attesi a breve.
Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone hanno dichiarato la loro disponibilità a stabilizzare i mercati energetici e a unirsi a "sforzi appropriati" per garantire un passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz. In una dichiarazione congiunta, i paesi hanno condannato gli attacchi iraniani, chiedendone l'immediata cessazione. Hanno inoltre annunciato l'intenzione di collaborare con alcune nazioni produttrici di energia per aumentare la produzione e calmare i mercati.
Gli alleati degli Stati Uniti che assistono Washington nella potenziale riapertura dello Stretto di Hormuz saranno considerati "complici dell'aggressione". Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, come riportato dalla CNN. Durante il colloquio con il suo omologo giapponese Toshimitsu Motegi Araghchi ha attribuito la crisi attuale a Stati Uniti e Israele.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha mostrato solo una piccola parte delle sue capacità negli attacchi alle infrastrutture energetiche nel Golfo, avvertendo di una risposta più severa se i suoi siti fossero colpiti di nuovo. "La nostra reazione all'attacco di Israele alle nostre infrastrutture ha impiegato una FRAZIONE della nostra potenza. L'unica ragione per la moderazione è stata il rispetto per la richiesta di de-escalation", ha scritto su X. "Nessuna moderazione se le nostre infrastrutture saranno colpite di nuovo", ha aggiunto, precisando che la fine del conflitto "deve affrontare i danni ai nostri siti civili".
"La nostra risposta all'attacco israeliano alle nostre infrastrutture ha impiegato solo una frazione della nostra forza." Così il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, su X, ha giustificato la moderazione con il rispetto della richiesta di de-escalation. Avverte che, in caso di nuovi attacchi alle infrastrutture, non ci sarà alcuna moderazione. Qualsiasi accordo dovrà considerare i danni ai siti civili.
Il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha dichiarato, in un briefing al Pentagono, che gli attacchi alle capacità militari iraniane sull'isola di Kharg conferiscono agli Stati Uniti il controllo sul destino del Paese. L'isola, a 30 km dalla costa iraniana, è un nodo cruciale per circa il 90% delle esportazioni di greggio. Gli Stati Uniti l'hanno colpita nel fine settimana, ma funzionari iraniani hanno riferito che le esportazioni proseguono normalmente e non ci sono state vittime. Il presidente Donald Trump aveva minacciato di colpire le infrastrutture petrolifere dell'isola se l'Iran avesse continuato a bloccare lo Stretto di Hormuz.
L'Emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, e il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi si sono incontrati per discutere gli ultimi sviluppi regionali. L'incontro segue gli attacchi missilistici iraniani contro la Ras Laffan Industrial City, il principale impianto di gas del Paese. Un comunicato dell'Amiri Diwan riferisce che el-Sisi ha espresso piena solidarietà dell'Egitto al Qatar, assicurando supporto alle misure adottate per proteggere sovranità e sicurezza. Entrambe le parti hanno ribadito il rifiuto di azioni militari che possano estendere il conflitto, sottolineando l'importanza degli sforzi di de-escalation.
Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone hanno condannato le recenti azioni iraniane nello Stretto di Hormuz. In una nota congiunta, le sei nazioni hanno espresso forte preoccupazione per l'escalation del conflitto nella regione, definendo gli attacchi a navi e infrastrutture civili "condannabili". I paesi firmatari hanno chiesto all'Iran di interrompere immediatamente le minacce e i tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale. Hanno inoltre ribadito l'importanza della libertà di navigazione, principio cardine del diritto internazionale.
Mercoledì Israele ha colpito il giacimento di gas iraniano di South Pars, intensificando la tensione. Poco dopo, l'Iran ha attaccato infrastrutture energetiche nel Golfo, inclusa la centrale di Ras Laffan in Qatar. Il complesso di Ras Laffan, a 80 km a nord-est di Doha, è il più grande impianto al mondo per la produzione di gas naturale liquefatto (GNL). Contribuisce per circa il 20% all'offerta globale, bilanciando la domanda dei mercati asiatici ed europei. Babak Hafezi, professore di economia internazionale all'American University, ha dichiarato che l'aumento dei prezzi del GNL colpirà i mercati europei, sempre più dipendenti dal GNL "dall'inizio della guerra in Ucraina e dalla distruzione dei gasdotti Nord Stream".
Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che le difese aeree del paese stanno "attualmente rispondendo a minacce missilistiche e droni in arrivo dall'Iran". I rumori uditi sono il risultato dell'intercettazione dei missili e dei droni da parte dei sistemi di difesa aerea, si legge in una nota.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno arrestato 178 agenti che lavoravano per Stati Uniti e Israele dall'inizio della guerra. Lo riferisce l'agenzia di stampa Mehr, citando fonti dell'IRGC. Gli arrestati avrebbero fornito a servizi di intelligence statunitensi e israeliani immagini e ubicazioni di centri della Mezzaluna Rossa e posti di blocco, con l'obiettivo di rendere i siti bersagliabili. Tra le persone fermate figurano cittadini stranieri, trovati in possesso di armi, dispositivi di localizzazione, apparecchiature di comunicazione speciali e valute estere.
I funerali del ministro dell'Intelligence iraniano, Esmail Khatib, si terranno domani, venerdì 20 marzo, presso la moschea di Teheran. Lo ha comunicato il ministero dell'Informazione, citato dall'agenzia Tasnim. Khatib è deceduto in seguito a un raid israeliano sulla capitale iraniana nella notte tra il 17 e il 18 marzo. Israele lo riteneva responsabile del "sistema di omicidi e repressione interna del regime, oltre che della promozione di minacce esterne".
Un attacco aereo israeliano nel sud del Libano ha ferito il corrispondente di RT Steve Sweeney e il suo cameraman, secondo l'Agenzia di Stampa Nazionale libanese. I due stavano realizzando un servizio vicino al luogo dell'attacco, avvenuto giovedì. Un video diffuso online sembra mostrare il momento in cui il raid ha colpito, mentre esplosioni interessavano l'area circostante.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha esortato Stati Uniti e Israele a porre fine al loro conflitto con l'Iran, chiedendo al contempo a Teheran di interrompere gli attacchi contro i paesi confinanti. "È ora di fermare questa guerra che rischia di sfuggire completamente di mano", ha dichiarato Guterres ai giornalisti a Bruxelles dopo un incontro con i leader dell'UE. Ha inoltre chiesto la riapertura dello Stretto di Hormuz alla navigazione.
L'attacco israeliano contro il giacimento di gas di South Pars in Iran è stato coordinato con gli Stati Uniti. Lo riferiscono tre funzionari israeliani all'agenzia Reuters. Hanno inoltre aggiunto che l'operazione, la cui natura è finora ignota, è improbabile si ripeta a breve.
Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone hanno rilasciato una dichiarazione congiunta. I sei paesi condannano con fermezza i recenti attacchi iraniani contro navi commerciali non armate nel Golfo, in particolare nello Stretto di Hormuz.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è rivolto a Stati Uniti e Israele affermando che "è giunto il momento di porre fine a questa guerra". La dichiarazione è stata rilasciata durante un punto stampa a Bruxelles insieme al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Guterres ha sottolineato i rischi di una escalation incontrollata e le "sofferenze immense" per i civili, con ripercussioni sull'economia globale. Ha poi aggiunto che il Consiglio di Sicurezza ha condannato gli attacchi e ordinato la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il presidente Donald Trump non avrebbe potuto tollerare un ulteriore avvicinamento dell'Iran alle capacità nucleari. Lo ha affermato il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, parlando in conferenza stampa al Pentagono. Hegseth ha aggiunto che non si può ignorare quanto i "nemici" dichiarano di voler fare, soprattutto se riguarda l'acquisizione di armi pericolose.
Il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, ha fornito aggiornamenti operativi in conferenza stampa. Gli attacchi americani si spingono ogni giorno più in profondità nel territorio iraniano, inclusa la zona est del paese. Gli sforzi continuano per "eliminare" i depositi di mine e munizioni navali iraniane, inclusi "oltre 120 navi e 44 posamine" già distrutti. Gli USA usano ora gli A-10 Warthog per colpire le imbarcazioni d'attacco veloci nello Stretto di Hormuz. Inoltre, vengono colpiti miliziani filo-iraniani in Iraq e le basi dell'industria della difesa di Teheran.
L'Emiro del Kuwait, Sheikh Mishal al-Ahmad al-Sabah, ha avuto un colloquio telefonico con il Principe ereditario saudita Mohammed bin Salman a seguito degli attacchi iraniani. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale kuwaitiana. I due leader hanno sottolineato l'impegno a "dedicare tutte le loro capacità e risorse per preservare la sicurezza e la stabilità della regione". Nelle ultime ore, una serie di attacchi iraniani ha colpito siti energetici nel Golfo, inclusi Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar.
Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha lanciato un avvertimento all'Iran dal Pentagono. Ha dichiarato che Teheran non dovrebbe prendere di mira gli alleati americani nella regione del Golfo. "L'Iran ha la capacità di fare le scelte giuste. Non dovrebbe, d'ora in poi, colpire alleati arabi, Paesi arabi, cercando di creare dolore," ha affermato durante un briefing.
Keir Starmer, Mark Rutte e Emmanuel Macron hanno discusso la situazione in Medio Oriente, concentrandosi sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. I leader hanno condannato gli attacchi iraniani alle infrastrutture del Qatar. Downing Street ha riferito della conversazione, sottolineando l'importanza di un piano per la riapertura del corridoio marittimo.
Il Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, non ha fornito un lasso di tempo definito per la conclusione dell'operazione USA-Israele in Iran. Parlando al Pentagono, ha dichiarato che Washington sta monitorando attentamente le metriche del conflitto e riferendo al presidente e alla squadra di sicurezza nazionale. "Siamo molto in linea con il piano, e questo è il motivo per cui voglio parlare al popolo americano. Si sente molto rumore su un possibile allargamento e speculazioni su ciò che dovremmo e non dovremmo fare. Ma esiste un insieme chiaro di obiettivi e il Presidente ci ha fornito tutte le capacità necessarie per raggiungerli", ha aggiunto. Diversi leader mondiali e osservatori hanno criticato gli Stati Uniti per l'attacco all'Iran, sostenendo che Washington non fosse sotto minaccia imminente.
Il cancelliere tedesco ha dichiarato che Berlino non interverrà in Medio Oriente mentre prosegue la guerra USA-Israele contro l'Iran. Parlando a Bruxelles, Friedrich Merz ha affermato che il ruolo della Germania dipenderà da una cessazione delle ostilità. "Potremo e potremo solo intervenire una volta che i cannoni taceranno", ha detto Merz ai giornalisti. "Possiamo fare molto, incluso riaprire le rotte marittime e mantenerle libere", ha dichiarato. "Ma non lo faremo mentre le ostilità sono in corso. Lo faremo solo quando le ostilità saranno terminate". Trump ha criticato i paesi europei, affermando che non sono riusciti ad aiutare gli Stati Uniti a gestire le conseguenze di una guerra che molti paesi dell'UE considerano illegale.
Una batteria greca del sistema antimissile Patriot ha abbattuto due missili balistici iraniani diretti verso raffinerie in Arabia Saudita. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa ellenico, Nikos Dendias, citato dai media greci. L'intercettazione è avvenuta questa mattina, come riferito dal Comando militare greco (GEETHA). La batteria Patriot è operativa in Arabia Saudita dal 2021, parte di un'iniziativa internazionale di difesa aerea. Dendias ha evidenziato l'efficacia del sistema e l'esperienza acquisita dal personale.
Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato razzi contro una base militare e un villaggio in Israele, oltre a colpire truppe israeliane nel Libano meridionale. Attraverso messaggi su Telegram, il gruppo ha rivendicato l'attacco missilistico contro la base di Tefen, a est di Acri, e l'insediamento di Even Menachem, nel nord di Israele. Ha inoltre affermato di aver lanciato razzi contro una nuova posizione israeliana a Nimr al-Jamal, di fronte ad Alma al-Shaab, e di aver preso di mira soldati israeliani nell'area di al-Labouneh.
L'Iran rappresenta "una minaccia sistematica" per Israele, poiché dichiara apertamente di voler distruggere lo Stato ebraico. Lo ha affermato la premier Giorgia Meloni durante il podcast "Pulp" con Fedez e Mr Marra, sottolineando la percezione israeliana della gravità di tale minaccia.
Il segretario alla Difesa USA, Pete Hegseth, ha dichiarato durante un briefing al Pentagono che il ruolo di comandante dei Pasdaran sarà temporaneo. La sua affermazione giunge mentre si susseguono le conferme di decessi tra gli alti ufficiali militari iraniani. "L'ultimo compito che chiunque al mondo vorrebbe svolgere in questo momento è quello di alto funzionario delle Guardie Rivoluzionarie o dei Basij," ha detto Hegseth, riferendosi a queste posizioni come "tutti lavori temporanei."
Gli Stati Uniti non stanno attaccando le infrastrutture energetiche dell'Iran. Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro, Scott Bessent, durante un'intervista a Fox Business, precisando che lo Stretto di Hormuz rappresenta "temporaneamente" un punto critico. Le sue dichiarazioni giungono in un momento di crescente tensione nella regione.
Gli Stati Uniti potrebbero allentare le restrizioni sul petrolio iraniano già in mare, ha dichiarato il Segretario al Tesoro Scott Bessent a Fox Business. Washington cerca così di stabilizzare l'offerta globale. Bessent ha aggiunto che gli Usa potrebbero anche procedere a un rilascio unilaterale delle riserve petrolifere. In precedenza questa settimana, il Segretario aveva affermato che petroliere iraniane stavano già lasciando lo Stretto di Hormuz, con l'assenso statunitense, contribuendo all'approvvigionamento dei mercati globali.
La compagnia energetica britannica Shell PLC sta valutando la situazione in Qatar dopo gli attacchi iraniani. L'azienda sta accertando i danni all'impianto Pearl GTL (gas-to-liquids) presso la struttura di gas naturale liquefatto di Ras Laffan, colpito da missili iraniani. "Stiamo valutando eventuali danni a Pearl GTL e collaborando con QatarEnergy e le autorità competenti per comprendere l'entità dei danni alle strutture più ampie della Ras Laffan Industrial City", si legge in una nota della società. Shell PLC ha aggiunto che tutto il personale presente in loco è al sicuro.
Il Pentagono riferisce di aver colpito oltre 7.000 obiettivi in Iran. Lo ha dichiarato Hegseth durante un punto stampa, definendo l'azione una "forza schiacciante applicata con precisione". L'alto funzionario ha aggiunto che la base industriale di difesa iraniana subisce "una distruzione massiccia", e che un'eventuale nuova ondata di attacchi costituirebbe "la più consistente finora".
Attacchi mattutini a Tabriz, nel nord-ovest dell'Iran, hanno ucciso diverse persone, tra cui quattro atleti di taekwondo. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale Mehr, attribuendo la responsabilità a Stati Uniti e Israele. Questo episodio segue altri assalti mortali avvenuti oggi in Iran, incluso uno che, secondo un funzionario iraniano, ha causato 12 vittime in un'area residenziale della contea di Dorud, a ovest del paese.
Raid iraniani hanno colpito Qatar, Arabia Saudita e Kuwait, subito dopo l'attacco israeliano al sito di South Pars. Teheran intensifica le rappresaglie, mostrando una chiara determinazione a proseguire nonostante i colpi subiti. Lo rivela la newsletter del Corriere "Il Punto".
Fonti vicine al Pentagono, riprese da Reuters, indicano una potenziale mossa statunitense nel Golfo. Migliaia di soldati americani potrebbero essere trasferiti nell'area per prendere il controllo dello Stretto di Hormuz e dell'isola di Kharg. Questa strategia, secondo gli analisti del quotidiano, potrebbe rientrare in un’ottica di pressione geopolitica.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha condannato "nei termini più forti" l'attacco iraniano contro la produzione di gas del Qatar, avvenuto la notte scorsa. L'azione iraniana ha risposto ai raid israelo-americani, incluso l'attacco israeliano a un giacimento iraniano. Starmer ha comunicato la sua posizione tramite il suo profilo X, ribadendo l'impegno del Regno Unito per una rapida risoluzione della crisi mediorientale.
I prezzi del gas in Europa potrebbero aumentare significativamente questo inverno a causa delle tensioni in Medio Oriente che minacciano l'offerta globale, avverte Bloomberg Intelligence. I prezzi di riferimento potrebbero salire a 90 euro per megawattora, rispetto agli attuali 66 euro, con gli attacchi al complesso di Ras Laffan in Qatar che rischiano di interrompere circa il 20% dei flussi globali di GNL. La previsione indica interruzioni prolungate anche in caso di rapida distensione, riducendo l'offerta e aumentando la concorrenza con gli acquirenti asiatici. Bassi livelli di stoccaggio in Europa potrebbero aggiungere ulteriore pressione, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità economica e sulla sicurezza energetica nei prossimi mesi, aggiunge il rapporto.
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha accusato i media di diffondere "notizie false" riguardo un imminente "pantano" per gli Stati Uniti. Durante una conferenza stampa al Pentagono, Hegseth ha dichiarato che "niente potrebbe essere più lontano dalla verità". Ha inoltre differenziato l'operazione "Epic Fury" dalle campagne militari precedenti, definendola "mirata con precisione".
Il direttore generale di Rosatom, Alexei Likhachev, ha esortato Stati Uniti e Israele a evitare di colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr, costruita dalla Russia. Likhachev ha dichiarato che in caso di incidente grave, "nessuna delle parti coinvolte sfuggirebbe all'impatto delle radiazioni". Precedentemente, aveva segnalato un attacco martedì vicino al reattore in funzione, senza danni o feriti. Rosatom ha parzialmente evacuato il personale da Bushehr, prevedendo di ritirare la maggior parte dei rimanenti 480 impiegati, lasciandone solo alcuni per la gestione.
Droni sconosciuti sono stati rilevati sulla base di Fort Lesley J. McNair, residenza del Segretario di Stato Marco Rubio e del capo del Pentagono Pete Hegseth. Lo ha riferito il Washington Post, citando fonti che non hanno identificato la provenienza dei velivoli. L'incidente, avvenuto negli ultimi dieci giorni, ha spinto le autorità a rafforzare la sorveglianza e le misure di sicurezza, soprattutto in considerazione dell'elevata allerta dovuta alla guerra in Iran. La situazione è stata discussa in una riunione alla Casa Bianca per decidere le contromisure.
Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato di aver intercettato sette missili balistici e quindici droni lanciati oggi dall'Iran. Sale così a 334 il numero totale di missili balistici abbattuti durante il conflitto, e a 1.714 i droni. Le difese emiratine hanno anche intercettato 15 missili da crociera, ha aggiunto il Ministero. In una nota, il Ministero ha ribadito di "rimanere in stato di massima allerta e pienamente preparato ad affrontare qualsiasi minaccia, e risponderà con fermezza a chiunque cerchi di minare la sicurezza del Paese".
Il movimento yemenita Ansar Allah (Houthi) non è ancora in guerra diretta con Stati Uniti e Israele, ma è pronto a intervenire. Lo ha dichiarato Mohammed al Bukhaiti, membro dell'ufficio politico del gruppo, in un'intervista a Ria Novosti. "Lo Yemen ha deciso di sostenere Iran, Palestina e Libano di fronte all'aggressione Usa-israeliana", ha affermato Al Bukhaiti, aggiungendo che un'eventuale partecipazione alle operazioni militari sarà dettagliata in seguito. Ha poi avvertito che qualsiasi Stato regionale coinvolto con Usa e Israele potrebbe diventare un obiettivo.
Il movimento sciita libanese Hezbollah ha condotto diverse operazioni contro le Forze di difesa israeliane (IDF). Lo ha reso noto il Partito di Dio tramite comunicati distinti. Tra gli obiettivi colpiti, l'insediamento di Kiryat Shmona, la postazione militare di Misgav Am, situata di fronte ad Adaysseh, e un gruppo di militari IDF a Khirbet al Manara, di fronte a Houla.
Una donna palestinese è deceduta a causa delle ferite riportate da schegge di un missile iraniano che hanno colpito un nail salon in Cisgiordania ieri sera. Il bilancio delle vittime sale a quattro. La donna, Samir Masalmeh, 32 anni, era incinta di sei mesi, ha riferito il Ministero della Salute palestinese. Un'altra ragazza, gravemente ferita, è ora ricoverata in condizioni stabili. Le autorità palestinesi non hanno confermato se le schegge provenissero dal missile iraniano o da un intercettore israeliano.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che l'Italia è pronta a ritirare i propri militari dal Libano se la missione Unifil dovesse rivelarsi inefficace. A Rtl 102.5, Crosetto ha spiegato che la decisione sul ritiro dei 1.300 soldati italiani, parte di un contingente internazionale di 11.000 unità, sarà concertata con le altre nazioni partecipanti. Ha menzionato il rientro quasi completo dall'Iraq, con l'intenzione di ricollocare il personale rimanente in Giordania, subordinatamente all'approvazione irachena.
L'Oman ha condannato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar e in Arabia Saudita. Il sultanato, attraverso l'agenzia di stampa ONA, ha espresso solidarietà ai paesi colpiti, ribadendo l'importanza del rispetto delle norme internazionali. Ha sottolineato la necessità di astenersi dal colpire strutture civili e forniture energetiche globali. L'Oman era stato coinvolto nei tentativi di mediazione tra Israele e Stati Uniti prima dell'inizio delle operazioni militari contro l'Iran.
Il valico di frontiera di Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, ha riaperto oggi per un numero limitato di persone. Lo indicano i media egiziani. La riapertura è la prima da quando sono iniziate le ostilità tra Israele e Iran, avviate il 28 febbraio. Il valico era stato brevemente aperto il 2 febbraio, per poi chiudere con l'escalation del conflitto. Israele aveva annunciato la riapertura in coordinamento con l'Egitto. L'emittente egiziana Al Qahera News ha mostrato immagini di palestinesi, inclusi pazienti, in fila per rientrare a Gaza. Ambulanze erano pronte ad accogliere i feriti.
Sultan Al Jaber, a capo della Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC), ha condannato i recenti attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche del Golfo. Ha specificato che alcuni di questi attacchi hanno preso di mira direttamente ADNOC. "Si tratta di un attacco ingiustificato, non provocato e illegale contro una nazione pacifica", ha dichiarato Al Jaber in un post su LinkedIn. "Non è solo una questione regionale, ma una guerra economica globale. I flussi energetici vengono usati come arma".
Il ministero dell'Interno del Bahrain ha esortato i residenti a raggiungere il luogo sicuro più vicino dopo l'attivazione delle sirene nel Paese. Ulteriori informazioni saranno diffuse non appena disponibili.
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato l'arresto di 97 persone accusate di operare per conto di Stati Uniti e Israele. Tra i fermati, 13 sarebbero "spie" attive nel sud-est del Paese. In una nota diffusa dall'emittente IRIB, il ministero ha dichiarato che gli arrestati intendevano "creare disordini e organizzare omicidi". Ha inoltre affermato di aver smantellato "cinque cellule mercenarie armate" nel sud-ovest dell'Iran, vicino al confine iracheno. In precedenza, le autorità della provincia settentrionale di Alborz avevano arrestato 41 individui accusati di inviare filmati di guerra a network "ostili".
Il Ministero degli Interni del Qatar ha dichiarato che gli indicatori sulla qualità dell'aria vicino alla città industriale di Ras Laffan, Al Dhakhira e Al Khor restano entro i livelli normali dopo gli attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche del Paese. I rapporti sulla qualità dell'aria erano stati esaminati dal Consiglio di difesa civile del Qatar. Gli attacchi iraniani hanno incluso colpito con missili la città industriale di Ras Laffan, il principale impianto di gas del Qatar, causando "danni significativi".
Il ministro dell'Economia tedesco ha avvertito che gli attacchi alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero spingere le aziende fuori dalla Germania, la più grande economia europea. I prezzi dell'energia in aumento minacciano di intensificare la pressione su un settore già provato dall'invasione russa dell'Ucraina nel 2022. I prezzi europei del gas naturale sono saliti di oltre il 50% dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran a fine febbraio. L'economia tedesca è rimasta fragile, registrando una crescita minima lo scorso anno dopo due anni consecutivi di recessione.
Due persone sono morte in un raid aereo israeliano che ha colpito un'abitazione alla periferia di Adloun, circa 17 km a sud di Sidone, nel Libano meridionale. Lo riferisce la National News Agency. In precedenza, due persone erano state uccise e otto ferite in distinti attacchi aerei israeliani nel distretto di Tiro, sempre nel Libano del sud.
Il Presidente francese Emmanuel Macron ha messo in guardia da una "escalation sconsiderata" in Medio Oriente, mentre gli attacchi israeliani e iraniani si estendono alle infrastrutture energetiche chiave della regione. Macron ha dichiarato che il conflitto ha iniziato a colpire i siti di produzione di idrocarburi, segnando una nuova fase pericolosa.
"Diversi paesi del Golfo sono stati colpiti per la prima volta nelle loro capacità di produzione, allo stesso modo in cui è stato colpito l'Iran", ha affermato. Il Presidente francese ha richiesto colloqui "diretti" tra Stati Uniti e Iran per evitare ulteriori aggravamenti e stabilizzare la regione.
Il valico di Rafah, a sud di Gaza, ha riaperto per la prima volta dopo gli attacchi congiunti di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Israele aveva chiuso il confine il giorno successivo ai raid.
Il Coordinatore israeliano delle Attività Governative nei Territori (COGAT) aveva dichiarato il 1° marzo che "diverse modifiche di sicurezza necessarie sono state implementate, inclusa la chiusura dei valichi nella Striscia di Gaza, tra cui il valico di Rafah, fino a nuovo avviso". Il valico è cruciale per l'assistenza umanitaria e l'evacuazione di malati gravi. Un convoglio con palestinesi si dirige verso il valico dopo la riapertura.
Due persone sono state uccise e altre otto ferite negli attacchi aerei israeliani nel distretto di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce l'Agenzia di Stampa Nazionale. Nelle scorse ore, un morto e due feriti erano stati registrati in un attacco a Bazouriyah. Gli altri raid hanno colpito cittadine come Dabaal, al-Hawsh e Burj al-Shamali, secondo quanto riportato dall'agenzia.
Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha espresso gratitudine per il "segnale di disponibilità" mostrato dal presidente statunitense Donald Trump verso una potenziale de-escalation nella regione. Lo ha dichiarato Merz al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles. Ha comunque precisato che una distensione dipende dalla rinuncia dell'Iran al suo programma nucleare, dalla fine del terrorismo e dalla disponanza al dialogo.
Un portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya dell'IRGC ha dichiarato che la risposta dell'Iran agli attacchi contro le sue infrastrutture energetiche "non è ancora terminata". Attraverso l'agenzia di stampa ISNA, il portavoce ha aggiunto che, in caso di nuovi attacchi, la reazione sarebbe "molto più severa". "Avvertiamo il nemico che avete commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche dell'Iran", ha detto, "se si ripeterà, i prossimi attacchi alle vostre infrastrutture energetiche e a quelle dei vostri alleati non si fermeranno fino alla loro completa distruzione".
I prezzi all'ingrosso del gas nel Regno Unito sono saliti a 171,34 pence per therm (2,29 dollari) a causa delle tensioni in Medio Oriente che destabilizzano i flussi energetici globali. Questo livello non si registrava da gennaio 2023. Dal 28 febbraio, l'ingrosso del gas ha visto un aumento di circa il 140% nel Regno Unito, partendo da 71,13 pence per therm (1,33 dollari). Alcuni attacchi missilistici hanno colpito il complesso LNG di Ras Laffan in Qatar, provocando danni a uno dei maggiori hub mondiali del gas. Il Regno Unito dipende in modo considerevole dalle importazioni di energia, specialmente dal gas proveniente dal Medio Oriente e dal Qatar.
L'Europa sta assumendo una posizione molto diversa, non volendo essere trascinata in questo conflitto e dichiarando che "questa non è la nostra guerra". Allo stesso tempo, i paesi europei soffrono l'aumento dei prezzi dell'energia, specialmente dopo i recenti attacchi ai giacimenti di gas in Qatar, una fonte di approvvigionamento cruciale. Un punto all'ordine del giorno è la riduzione della tassa sul carbonio, sostenuta da nazioni come Polonia e Italia. Tuttavia, stati come Spagna e Germania, più avanti nella transizione verso le energie rinnovabili, si oppongono, anticipando una discussione complessa a Bruxelles.
Il ministro Ze’ev Elkin ha dichiarato che le discussioni sulla guerra non dovrebbero concentrarsi su quando finirà, ma su "come estendere e approfondire i danni". "Ogni giorno della campagna è una grandissima benedizione per lo Stato di Israele", ha detto Elkin, secondo quanto ha riportato la Radio dell'Esercito israeliano. Ieri, il Ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che l'esercito israeliano ha l'autorizzazione per colpire qualsiasi alto funzionario iraniano nel proprio mirino. Il conflitto ha provocato la morte di almeno 1.444 persone in Iran, 968 in Libano e almeno 17 in Israele.
L'Autorità per l'aviazione civile irachena ha comunicato che lo spazio aereo del paese sarà chiuso per ulteriori tre giorni, fino a domenica mezzogiorno (09:00 GMT). La decisione è motivata dalla situazione di sicurezza regionale. La chiusura riguarda tutti i voli "in arrivo, in partenza e in sorvolo", ha precisato l'autorità.
Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano a Bazouriyah, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale. Lo riferisce la National News Agency. Uno dei feriti è in gravi condizioni ed è stato ricoverato in ospedale, precisa l'agenzia.
Il parlamento iraniano sta discutendo una proposta per imporre pedaggi alle navi che transitano per lo stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia di stampa ISNA. Secondo il progetto, i paesi le cui navi attraversano la vitale via d'acqua sarebbero obbligati a pagare dazi all'Iran per l'utilizzo in sicurezza del passaggio.
Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che la Germania potrà contribuire alla sicurezza nello Stretto di Hormuz "solo quando taceranno le armi". Una volta cessate le ostilità, Berlino sarebbe pronta a impegnarsi per riaprire e mantenere le rotte marittime. Merz ha sottolineato la necessità di un mandato internazionale, attualmente assente, per qualsiasi operazione.
Le autorità iraniane hanno arrestato 41 persone nella provincia settentrionale di Alborz con l'accusa di aver condiviso filmati di guerra con "reti ostili". Lo ha riferito un comandante della polizia locale, citato dall'emittente IRIB. Dall'inizio del conflitto, Teheran ha più volte ammonito i cittadini contro la collaborazione con entità legate a Stati Uniti o Israele.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha denunciato un'“escalation sconsiderata” in Medio Oriente. Arrivando al vertice del Consiglio europeo a Bruxelles, Macron ha auspicato che, con l’avvicinarsi delle festività religiose, "gli animi dovrebbero calmarsi e la guerra fermarsi almeno per qualche giorno". La Francia, ha aggiunto, sostiene un ritorno al dialogo e la de-escalation nella regione, proponendo anche una moratoria sulle infrastrutture civili.
Un attacco di droni statunitensi e israeliani vicino alla città di Malekan, nel nord-ovest dell'Iran, ha ucciso due persone e ne ha ferite altre tre. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim. Tra le vittime, un civile e un membro del personale di sicurezza, ha precisato Tasnim.
L'Oman ha condannato i recenti attacchi contro infrastrutture energetiche nel Golfo, inclusi siti in Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. "L'Oman ribadisce l'imperativo di rispettare le leggi e le norme internazionali, evitando di colpire infrastrutture civili e forniture energetiche globali, ed esprime solidarietà con queste nazioni," si legge in una dichiarazione governativa. L'Oman, che mediava i colloqui tra Stati Uniti e Iran prima dell'inizio delle ostilità, ha più volte invocato un ritorno alla diplomazia.
La premier estone Kaja Kallas si è detta poco ottimista sull'accordo per il prestito da 90 miliardi all'Ucraina, bloccato dall'Ungheria di Orban. Kallas ha sottolineato che il presidente del Consiglio europeo Charles Michel "si sta impegnando al massimo" per una soluzione, ma ha anche evidenziato la necessità di "coraggio politico". Secondo lei, esistono alternative al veto di Orban, che a suo dire sta venendo meno all'accordo di dicembre.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ribadito la ferma opposizione della Turchia "alle azioni che violano il nostro spazio aereo". Lo ha dichiarato riferendosi ai recenti lanci di missili iraniani verso la Turchia, intercettati dalla difesa NATO. Ankara continua ad adottare misure per rafforzare la sicurezza nazionale, riporta l'agenzia Anadolu.
La Cina ha dichiarato che la riunificazione pacifica risolverebbe i problemi di approvvigionamento energetico di Taiwan, causati dalla guerra israeliano-statunitense contro l'Iran. Chen Binhua, portavoce dell'Ufficio cinese per gli Affari di Taiwan, ha affermato che Taiwan beneficerebbe di "risorse energetiche, supportate da una forte madrepatria". Ha aggiunto che "l'abbondante fornitura elettrica della Cina continentale è più che sufficiente per soddisfare le esigenze delle aziende taiwanesi". Taiwan acquista il 70% del suo greggio e oltre il 30% del suo gas naturale dal Medio Oriente.
L'esercito israeliano comunica di aver rilevato una nuova ondata di missili iraniani in avvicinamento. I sistemi di difesa israeliani sono al lavoro per intercettare gli ordigni. I residenti delle aree interessate riceveranno avvisi sui propri telefoni cellulari, si apprende da fonti militari.
L'Iran sta intensificando la pressione su diverse nazioni del Golfo, attaccando le loro infrastrutture energetiche, in rappresaglia per un colpo israeliano contro il giacimento di gas di South Pars. Il 20° giorno di conflitto ha visto il danneggiamento di importanti siti. Tra questi, la Ras Laffan Industrial City in Qatar, e le raffinerie di Mina al-Ahmadi e Mina Abdullah in Kuwait. Anche l'impianto di gas di Habshan e il giacimento petrolifero di Bab negli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti.
L'alto rappresentante UE Kaja Kallas ha dichiarato che "non c'è una base di diritto internazionale per la guerra in Iran". Arrivando al vertice dei leader, ha ricordato che l'uso della forza è previsto solo per autodifesa o risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU. "Non essendoci nulla del genere al momento, i Paesi UE non intendono entrare in guerra", ha specificato. Durante l'ultimo consiglio Esteri, i ministri avevano contestato la mancanza di consultazioni, con alcuni che affermavano di aver cercato di dissuadere le parti dal conflitto.
Un ospedale nel sud del Libano ha denunciato un raid aereo israeliano che avrebbe causato danni a diversi reparti e intossicazioni da fumo tra pazienti e personale. Lo riporta la National News Agency. L'Ospedale Universitario Sheikh Ragheb Harb di Toul, vicino a Nabatiyeh, ha dichiarato che un attacco israeliano a un edificio adiacente ha danneggiato anche l'unità di terapia intensiva. La direzione dell'ospedale ha definito l'attacco una chiara violazione del diritto internazionale e un pericolo per la sicurezza di tutti.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sospeso temporaneamente una legge marittima di un secolo per facilitare il trasporto di petrolio, gas e altre materie prime all'interno degli USA. La misura consente a navi battenti bandiera straniera di trasportare merci tra porti statunitensi per i prossimi 60 giorni. La Casa Bianca ha motivato la decisione con la necessità di agevolare il movimento delle forniture energetiche nel Paese. "Questa azione permetterà a risorse vitali come petrolio, gas naturale, fertilizzanti e carbone di fluire liberamente verso i porti statunitensi per sessanta giorni", ha scritto su X la portavoce Karoline Leavitt.
L'Alta rappresentante dell'UE per la politica estera, Kaja Kallas, ha sottolineato la necessità di una via d'uscita dal conflitto dopo gli attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche del Qatar. Kallas ha affermato di aver avviato un dialogo diplomatico con l'Iran per cercare soluzioni alternative, cercando di evitare un'ulteriore escalation. Nelle prossime telefonate con il ministro iraniano, ha aggiunto, intende affrontare le problematiche attuali, inclusa l'esecuzione di cittadini svedesi.
Media israeliani citano prime segnalazioni di danni a un edificio a Tel Aviv, in seguito a un nuovo attacco missilistico iraniano. L'attacco ha attivato le sirene in alcune aree del centro di Israele e lungo la costa, secondo quanto riportato da The Times of Israel.
L'esercito israeliano ha dichiarato che le sue forze hanno distrutto un elicottero Mi-17 in un raid all'aeroporto di Sanandaj, nella provincia iraniana di Hamadan. L'attacco è avvenuto mercoledì, ha precisato l'esercito, aggiungendo che è stato possibile grazie a "informazioni di intelligence in tempo reale".
La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha dichiarato che l'UE continuerà a chiedere una de-escalation nella regione. Parlando al suo arrivo al Consiglio europeo, Metsola ha sottolineato come gli eventi recenti abbiano un impatto diretto sulla sicurezza e sui prezzi energetici dell'Europa.
Ha aggiunto che l'Unione invia un messaggio di piena solidarietà al popolo iraniano, che chiede dignità e libertà. "Continueremo a insistere su questo e speriamo in una soluzione", ha affermato.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto un ruolo più incisivo dell'ONU per la sicurezza nello Stretto di Hormuz. Tajani ha espresso l'auspicio che il Segretario Generale Guterres, in incontro con i leader UE, possa avviare un'azione di pace più decisa rispetto al conflitto ucraino. L'istituzione di un'operazione di peacekeeping marittima, ha precisato il ministro, sarebbe proponibile solo dopo un cessate il fuoco. Le dichiarazioni sono state rilasciate a margine del vertice del Partito Popolare Europeo.
Il Ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi, ha scritto su The Economist che "l'America ha perso il controllo della propria politica estera", sostenendo che gli alleati di Washington dovrebbero aiutarla a uscirne. "Due volte in nove mesi Stati Uniti e Iran sono stati sull'orlo di un accordo", ha dichiarato Albusaidi. Ha poi aggiunto: "È stato scioccante ma non sorprendente quando il 28 febbraio, poche ore dopo i colloqui più recenti e sostanziali, Israele e America hanno lanciato un attacco militare illegittimo contro la pace che sembrava possibile".
Tre forti esplosioni sono state udite a Tel Aviv, come riportano giornalisti dell'agenzia Afp presenti sul luogo. Precedentemente, le sirene di allarme avevano risuonato nella città e nell'area centrale di Israele, indicando un attacco imminente. Non si hanno ancora notizie di eventuali danni o vittime.






