Guerra in Iran, la diretta | Missili su Arabia Saudita e Qatar. Riyadh: «Fiducia finita». Trump frena su nuovi attacchi

Guerra in Iran, diretta di oggi 19 marzo.
Escalation nella guerra in Iran e nel Golfo: missili iraniani hanno colpito Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, causando gravi danni alle infrastrutture energetiche, tra cui il complesso di gas di Ras Laffan. Nella diretta sulla guerra in Iran, Doha ha ordinato l’espulsione degli addetti militari iraniani, mentre Riyadh denuncia che “la fiducia è completamente finita”. Gli Emirati hanno chiuso il sito di Habshan. Intanto Donald Trump frena su nuovi attacchi agli impianti energetici iraniani, nel tentativo di evitare un’ulteriore escalation nella guerra Iran.

  • Missili iraniani colpiscono Arabia Saudita, Qatar ed Emirati.
  • Qatar: “Gravi danni” al principale impianto di gas di Ras Laffan
  • Arabia Saudita: “La fiducia in Iran è completamente finita”
  • Trump: contrario a nuovi attacchi agli impianti energetici iraniani
  • Emirati chiudono il sito gas di Habshan dopo l’attacco

Guerra Iran-Israele: raid nel Mar Caspio, colpito il settore energetico del Golfo

L’escalation militare ha raggiunto un nuovo apice con attacchi diretti in territorio iraniano e una prima operazione navale israeliana nel Mar Caspio, scatenando una ritorsione di Teheran che ha colpito le infrastrutture energetiche di Qatar e Kuwait, alterando gli equilibri di sicurezza ed economici regionali.

Raid in Iran e Mar Caspio, colpito il Golfo

Una serie di attacchi aerei, attribuiti da fonti iraniane a Stati Uniti e Israele, ha colpito diverse località in Iran. Un’incursione su un’area residenziale nella contea di Dorud ha causato almeno 12 morti e 116 feriti, secondo un funzionario della sicurezza locale citato dall’agenzia Tasnim. A Tabriz, nel nord-ovest del paese, altri attacchi hanno provocato diverse vittime, tra cui quattro atleti di taekwondo. In un’operazione senza precedenti, le forze armate israeliane hanno annunciato di aver condotto raid contro obiettivi navali iraniani nel Mar Caspio, colpendo un porto, un quartier generale e unità che trasportavano sistemi di difesa aerea.

La risposta iraniana si è concentrata sulle infrastrutture energetiche del Golfo. Un attacco ha gravemente danneggiato gli impianti di gas naturale liquefatto (GNL) del Qatar, rimuovendo il 17% della sua capacità di esportazione per un periodo stimato tra i tre e i cinque anni. In Kuwait, un drone ha causato un incendio in un’unità della raffineria di Mina al-Ahmadi. Gli ultimi sviluppi hanno messo in stato di massima allerta i paesi del Golfo: sirene di allarme sono risuonate in Bahrain, le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato missili e droni iraniani, e le autorità del Qatar hanno invitato la popolazione a restare al riparo.

Il fronte libanese e le operazioni di intelligence

Il conflitto si estende su più fronti, con un pesante bilancio in Libano. Il ministero della Sanità libanese ha aggiornato il numero delle vittime degli attacchi israeliani dall’inizio della guerra con Hezbollah, superando quota 1.000 morti, tra cui 118 bambini e 40 operatori sanitari. Recenti raid israeliani nel sud del paese, nelle aree di Adloun e Tiro, hanno causato nuove vittime. Parallelamente al conflitto aperto, si intensificano le operazioni di intelligence. I servizi di sicurezza degli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di aver smantellato una rete legata a Hezbollah e all’Iran, che operava sotto copertura commerciale per infiltrarsi nell’economia nazionale.

La duplice strategia di Teheran e Washington

Le azioni di Teheran rivelano una strategia calcolata. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che negli attacchi alle infrastrutture energetiche è stata usata solo “una frazione della nostra potenza”, avvertendo di una risposta più severa in caso di nuovi attacchi. Questa dichiarazione mira a proiettare un’immagine di deterrenza, dimostrando la capacità di infliggere danni economici significativi pur mantenendo una riserva di forza. Dall’altra parte, la reazione degli Stati Uniti si concentra sulla stabilità economica globale. Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha ventilato la possibilità di allentare le sanzioni sul petrolio iraniano già in mare e di procedere a un rilascio di riserve strategiche. Questa mossa indica la priorità di Washington di contenere l’impennata dei prezzi energetici, anche a costo di concessioni tattiche.

Cosa cambia ora: mercati energetici e sicurezza regionale

L’impatto più immediato riguarda i mercati energetici globali. La perdita del 17% della capacità di esportazione di GNL del Qatar per un periodo fino a cinque anni costituisce uno shock strutturale per l’approvvigionamento di gas a livello mondiale. Sul piano della sicurezza, il conflitto si è geograficamente esteso al Mar Caspio, un’arena finora non coinvolta. Gli stati del Golfo come Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Qatar non sono più solo attori periferici ma bersagli diretti, con le loro difese aeree attivamente impegnate. A livello diplomatico, la dichiarazione del primo ministro del Qatar secondo cui “la fiducia deve essere ristabilita” dopo lo “shock enorme” causato dall’attacco di un “paese musulmano fraterno”, segna una profonda frattura nelle relazioni regionali che richiederà un lungo e complesso processo per essere sanata.

Lo stato del conflitto: punti fermi e incognite

Cosa sappiamo con certezza: Sono stati condotti attacchi in territorio iraniano (Dorud, Tabriz) e nel Mar Caspio (contro la marina iraniana). L’Iran ha reagito colpendo infrastrutture energetiche in Qatar e Kuwait. Le difese aeree di Bahrain ed Emirati Arabi Uniti sono entrate in azione. Il bilancio delle vittime in Libano ha superato le 1.000 unità.

Cosa non sappiamo ancora: L’entità completa dei danni inflitti alla flotta iraniana nel Mar Caspio. La natura precisa della minaccia che ha portato le autorità del Qatar e del Bahrain a diramare l’allerta alla popolazione. Se e a quali condizioni gli Stati Uniti renderanno operativo l’allentamento delle sanzioni sul petrolio iraniano.

Cosa sarà decisivo capire: La reazione dei mercati globali del petrolio e del gas, che influenzerà l’urgenza degli interventi diplomatici. Se la minaccia del ministro Araghchi di una “risposta più severa” si concretizzerà e in quale forma. La posizione di altri attori internazionali chiave non direttamente coinvolti negli attacchi.

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