Non c’è alcun blocco energetico contro Cuba, ha detto Bruno Rodríguez, ministro degli Esteri dell’isola, rispondendo a tono alle recenti accuse lanciate da Washington. Gli Stati Uniti hanno puntato il dito contro L’Avana, sostenendo che avrebbe inviato soldati in Ucraina e che starebbe mettendo in atto un blocco petrolifero. La risposta cubana è arrivata netta, in un clima di crescente tensione tra i due Paesi. Nuove sanzioni, accuse pesanti, e un dialogo ormai sospeso: così si è complicato il rapporto fra Washington e L’Avana, dove la diplomazia sembra aver toccato il punto più basso da anni.
Cuba: sale la tensione con gli USA
Rodríguez ha bollato le accuse americane come un tentativo di creare confusione e bloccare l’arrivo di petrolio a Cuba. Secondo il ministro, il blocco energetico imposto dagli Usa ha effetti che vanno ben oltre i confini dell’isola, con ripercussioni extraterritoriali. L’Avana rivendica il diritto incondizionato di acquistare carburante da chi vuole, sottolineando che ogni Paese deve poter fare i propri affari senza interferenze.
Il capo della diplomazia cubana ha evidenziato come il blocco comprometta pesantemente l’economia e la vita quotidiana dei cubani, aggravando una crisi che si fa sentire anche sul piano sociale e sanitario. Cuba chiede rispetto per la sua sovranità commerciale e condanna le misure unilaterali di Washington, giudicate ingiuste e dannose.
Queste dichiarazioni arrivano poco dopo le parole del presidente Donald Trump, che aveva descritto Cuba come un Paese in crisi, sottolineando le sue difficoltà strutturali. Trump aveva anche lasciato intendere che un riavvicinamento con l’isola potrebbe avvenire solo dopo la fine dei conflitti internazionali, con riferimento in particolare al Medio Oriente e al confronto con l’Iran.
Washington denuncia la presenza di soldati cubani al fianco della Russia in Ucraina
Sul fronte militare, gli Stati Uniti hanno segnalato al Congresso la presenza di un numero rilevante di combattenti cubani impegnati nel conflitto in Ucraina a fianco delle truppe russe. Un rapporto citato da Axios parla di una cifra compresa tra 1.000 e 5.000 cubani attivi sul terreno. Secondo il documento, L’Avana fornirebbe anche appoggio politico e diplomatico a Mosca, rafforzando così il suo legame con il Cremlino.
Questa accusa ha acceso nuove critiche internazionali verso Cuba, accusata di sfruttare i conflitti esterni per i propri interessi strategici. La presenza massiccia di soldati cubani fa dell’isola uno dei principali fornitori stranieri di combattenti a favore della Russia in Ucraina. Finora il governo cubano ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento, diretto o indiretto, nel conflitto europeo.
Questi fatti confermano che, nel 2026, il rapporto tra Cuba e Stati Uniti resta un terreno di scontro aperto, con forti tensioni su temi energetici e di sicurezza globale, che vedono contrapposti attori internazionali su fronti opposti.






