Verona, 14 aprile 2026 – “In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”. Lo ha reso noto la premier Giorgia Meloni nel corso di un punto stampa al Vinitaly di Verona. Qui la premier ha affrontato diversi temi di grande attualità, tra cui il sostegno al settore agricolo, la situazione energetica e le strategie europee in materia economica e ambientale. La premier ha ribadito la necessità di un intervento tempestivo da parte dell’Unione Europea, soprattutto in relazione alla sospensione del Patto di Stabilità e ad altre misure cruciali per sostenere le economie nazionali nel contesto di una crisi globale in rapido mutamento.
Sostegno all’agricoltura e strategia energetica
Durante l’incontro con la stampa, Meloni ha illustrato l’ultima decisione del Governo riguardante l’estensione dello sconto sulle accise del gasolio al settore agricolo. «Nell’ultimo decreto con cui rinnovavamo lo sconto dei 25 centesimi sulle accise del gasolio abbiamo anche allargato una misura al mondo dell’agricoltura, che ci consente di riconoscere ai produttori un credito di imposta pari all’aumento che registrano», ha spiegato la premier. Questa misura ha di fatto impedito l’aumento del costo del gasolio agricolo, un intervento diretto per sostenere un comparto fondamentale, che continua a mostrare grande resilienza nonostante le difficoltà.
Sul fronte energetico, Meloni ha commentato con cautela le recenti dichiarazioni di Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, riguardo alla possibile revisione del bando sul gas russo. «Capisco il punto di vista di Descalzi, che è un operatore del settore con il dovere di porre le questioni come le vede», ha detto Meloni, sottolineando però la necessità di mantenere una linea prudente per non indebolire la pressione economica sulla Russia, strumento chiave per favorire la pace. L’auspicio è che entro gennaio 2027 si possano compiere significativi passi avanti verso la stabilizzazione della situazione.
Patto di Stabilità e ruolo dell’Europa
Un passaggio centrale dell’intervento di Meloni ha riguardato la richiesta di una sospensione generalizzata del Patto di Stabilità europeo, una misura che, a suo avviso, potrebbe fare la differenza per la tenuta economica dei Paesi membri. «La sospensione del Patto di Stabilità deve essere una misura generalizzata, esattamente come stiamo chiedendo per altre iniziative legate all’energia, come la sospensione dell’ETS e del CBAM», ha affermato la premier, riferendosi rispettivamente al sistema di scambio di quote di emissione e al meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.
Meloni ha evidenziato con fermezza l’urgenza di un’azione veloce da parte dell’Unione Europea: «L’Ue non dovrebbe sottovalutare l’impatto che la crisi potrà avere, muoversi troppo tardi è un enorme errore di valutazione». La sua posizione è chiara: battersi in sede europea su questi temi è nel migliore interesse dell’intero continente, tenendo conto dei rapidi e profondi cambiamenti geopolitici in atto.
In tale contesto, la premier ha anche sollevato la questione delle regole sulle spese militari, sottolineando come queste penalizzino Paesi come l’Italia, ancora sotto procedura di infrazione, limitando la capacità di investire adeguatamente nella difesa. Meloni ha chiesto una revisione di tali norme, evidenziando che l’attuale quadro non è più adeguato a fronte delle nuove sfide geopolitiche.
Impegno per la pace e gestione internazionale
Meloni ha ribadito l’importanza di proseguire l’azione diplomatica per promuovere negoziati di pace e stabilizzare le aree di crisi. In particolare ha sottolineato la necessità di riaprire lo stretto di Hormuz, nodo strategico fondamentale per il transito di carburanti e fertilizzanti, elementi vitali per l’economia globale.
Infine, la premier ha espresso una posizione netta sulle relazioni tra politica e religione, respingendo le recenti dichiarazioni di Trump contro il Pontefice ribadendo la propria solidarietà: «Non mi sentirei a mio agio in una società in cui i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo», ha concluso.






