Istanbul, 5 marzo 2026 – Il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, ha annunciato misure di ritorsione in risposta all’attacco con droni attribuito all’Iran, che ha colpito l’aeroporto e una scuola nell’enclave di Nakhchivan, provocando due feriti. La zona di Nakhchivan confina con Iran, Turchia e Armenia, e rappresenta un punto sensibile sotto il profilo geopolitico.
L’attacco e la reazione dell’Azerbaigian
Secondo quanto riferito dall’agenzia Apa, Aliyev ha chiesto che le autorità iraniane forniscano spiegazioni formali e presentino scuse per l’episodio definito un “atto terroristico”. «Coloro che hanno commesso questo atto devono essere ritenuti penalmente responsabili», ha sottolineato il presidente azero, aggiungendo che le Forze Armate dell’Azerbaigian hanno ricevuto l’ordine di preparare e attuare misure di ritorsione.
La tensione è ulteriormente aumentata dal fatto che, solo il giorno prima dell’attacco, Aliyev si era recato presso l’ambasciata iraniana a Baku per esprimere le condoglianze per la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, la Guida Suprema dell’Iran, deceduta recentemente in seguito a un attacco aereo che ha scatenato un conflitto aperto tra Iran e Israele. L’Iran, da parte sua, ha negato il coinvolgimento nell’attacco con i droni contro l’Azerbaigian, accusando invece Israele di aver orchestrato l’azione.
Contesto regionale
L’attacco si inserisce in un contesto di crescente conflitto tra Iran e Israele, iniziato con una serie di attacchi israeliani e statunitensi contro siti militari e di potere iraniani, seguiti da risposte missilistiche iraniane contro obiettivi israeliani, che hanno causato vittime e danni significativi in entrambe le nazioni. La recente morte di Khamenei, figura di spicco e Guida Suprema dell’Iran dal 1989 al 2026, ha ulteriormente complicato lo scenario geopolitico.
L’Azerbaigian, paese ricco di risorse energetiche e con una posizione strategica, appare così coinvolto indirettamente nelle tensioni regionali. Il presidente Aliyev, al potere dal 2003, guida un governo che ha consolidato la propria autorità nonostante critiche internazionali su diritti umani e libertà politiche, mantenendo una linea dura di fronte a minacce esterne.
In questo quadro, le dichiarazioni di Aliyev rappresentano un segnale di fermezza e volontà di difendere la sovranità nazionale, mentre la comunità internazionale segue con attenzione gli sviluppi nella regione, in particolare il possibile impatto di questo conflitto sul fragile equilibrio geopolitico tra Caucaso, Medio Oriente e vicini attori globali.






