Roma, 5 maggio 2026 – La controversa vicenda giudiziaria legata alla nave Open Arms e all’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha segnato una nuova pagina con la sentenza definitiva della Corte di Cassazione, che ha assolto Salvini dall’accusa di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. Il pronunciamento ha confermato che la condotta del politico non rientrava nelle fattispecie di sequestro di persona, nonostante l’impedimento allo sbarco dei 147 migranti soccorsi nel 2019.
La sentenza della Cassazione sul caso
Nelle motivazioni rese pubbliche il 19 giugno 2025, i giudici della quinta sezione della Cassazione hanno precisato che non fu impedita un’altra rotta ai migranti e che non si configurò il sequestro di persona contestato a Salvini. È stato sottolineato che il Regno di Spagna, Stato di bandiera della nave, indicò tempestivamente un porto sicuro per lo sbarco, originariamente a Ceuta e successivamente modificato a Palma di Maiorca per ridurre la permanenza a bordo dei migranti, su richiesta del comandante della nave.
Inoltre, le autorità italiane misero a disposizione due natanti, tra cui una motovedetta della Guardia Costiera italiana, per trasbordare parte dei migranti e accompagnare la Open Arms verso le coste spagnole, in linea con le indicazioni del comandante, che tuttavia non fornì specifiche dotazioni necessarie.
Il tribunale di Palermo, che aveva già assolto Salvini con formula piena nel dicembre 2024, aveva affermato che “il fatto non sussiste”, respingendo le accuse di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. La decisione ha suscitato reazioni politiche e sociali, con il vicepremier che ha rivendicato il diritto di difendere i confini nazionali.
Open Arms e la missione di soccorso in mare
Fondata nel 2015 da Òscar Camps, Proactiva Open Arms è un’organizzazione non governativa impegnata nel soccorso in mare dei migranti nel Mediterraneo. La nave Open Arms, simbolo della ONG, ha salvato oltre 70.000 persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà, operando in scenari complessi caratterizzati da conflitti e rotte migratorie pericolose.
La vicenda giudiziaria si inserisce in un contesto di tensioni internazionali e contrasti sulle politiche migratorie. Open Arms continua la sua attività, come dichiarato dall’organizzazione, impegnata a mantenere aperte rotte di salvataggio e a tutelare i diritti umani in mare.
La sentenza della Cassazione, in linea con le precedenti pronunce, ribadisce che la gestione dei porti sicuri e delle rotte alternative è complessa e regolata da norme internazionali e da decisioni politiche, senza che si possa configurare automaticamente un sequestro di persona per il mancato sbarco immediato.






