Bergamo, 12 gennaio 2026 – In un clima di tensione, si è svolta stamattina davanti alla Corte d’Assise di Bergamo l’udienza del processo per l’omicidio di Sharon Verzeni, la donna uccisa a coltellate a Terno d’Isola nella notte tra il 29 e 30 luglio 2024. Moussa Sangare, imputato per il delitto, ha interrotto l’arringa del suo avvocato e ha chiesto di lasciare l’aula, dichiarando: “Mi giudico innocente” e chiedendo di essere riaccompagnato al carcere di San Vittore.
La dichiarazione di innocenza di Moussa Sangare e le parole della difesa
Durante l’udienza, l’avvocato Giacomo Maj ha sottolineato la collaborazione di Sangare con i carabinieri durante le indagini, ricordando che inizialmente l’imputato si era assunto la responsabilità dell’omicidio, salvo poi ritrattare. Il legale ha chiesto l’assoluzione per il suo assistito sostenendo che il fatto non sussiste, basandosi sulle ultime dichiarazioni dello stesso Sangare. Maj ha inoltre evidenziato la presenza di disturbi di personalità nel suo assistito, pur senza un vizio di mente accertato, sottolineando il contesto sociale e il fatto che Sangare fosse incensurato al momento del delitto. La richiesta di Sangare di lasciare il tribunale è avvenuta proprio mentre il suo avvocato spiegava che non bisogna dare peso al fatto che l’imputato non abbia chiesto scusa, perché non ne avrebbe la capacità.
Reazioni della famiglia di Sharon Verzeni e quadro giudiziario
All’uscita dall’aula, Bruno Verzeri, padre della vittima, ha definito la richiesta di Sangare “un teatrino”, esprimendo il proprio dolore e la difficoltà a comprendere la posizione dell’imputato. Presenti in tribunale, come di consueto, anche i familiari di Sharon, tra cui il fidanzato Sergio Rucco. L’avvocato Luigi Scudieri, che rappresenta la famiglia Verzeni come parte civile, ha ribadito che l’ergastolo sarebbe la pena appropriata per il reato contestato, confermando che la confessione di Sangare non è mai stata completa ma solo un’ammissione sotto pressione. La sentenza è attesa per il 19 gennaio.






