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Morte di Domenico, la madre: “Grazie all’Italia, mio figlio non sarà dimenticato”

Il dolore per la perdita del piccolo Domenico scuote il Paese e accende i riflettori sulle criticità nei trapianti pediatrici. Nasce una fondazione in sua memoria

by Marco Viscomi
23 Febbraio 2026
Patrizia Mercurino, la mamma del piccolo Domenico scomparso a seguito del trapianto di cuore bruciato al Monaldi

Patrizia Mercurino, la mamma del piccolo Domenico scomparso a seguito del trapianto di cuore bruciato al Monaldi | ANSA/ALANEWS

Napoli, 23 febbraio 2026 – Il dolore per la perdita di Domenico, il bambino di due anni e mezzo deceduto sabato scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un complicato trapianto di cuore, ha scosso profondamente l’intera Italia. A parlare è la madre, Patrizia Mercolino, che con grande dignità e forza d’animo ha ringraziato tutta la nazione per il sostegno ricevuto, definendo suo figlio “figlio di tutti”. La vicenda, che ora è al centro di un’indagine della magistratura, ha acceso i riflettori su una serie di criticità nella gestione del trapianto e sulle condizioni del cuore donato a Domenico.

Patrizia, il dramma di una madre e l’abbraccio dell’Italia per il piccolo Domenico

“Mio figlio è sempre stato un bambino con un sorriso enorme, due occhi grandissimi, e una voglia di vivere immensa“, ha raccontato Patrizia, ricordando i momenti vissuti con Domenico prima dell’intervento. La donna ha denunciato di aver appreso dai giornali, e non dai medici, le reali condizioni in cui si trovava il cuore trapiantato: “Mai nessuno mi ha detto niente sulle sue condizioni, nessuno. La verità l’ho appresa dai giornali“. Patrizia ha espresso anche il rammarico per le false speranze ricevute, in particolare la sera di martedì scorso, quando le era stato detto che si sarebbe potuto valutare se il cuore fosse trapiantabile o meno prima di illudere ancora la famiglia.

Il calore e la solidarietà sono stati tangibili, con un “tappeto di pupazzi” lasciato davanti all’ospedale Monaldi a testimonianza dell’affetto verso Domenico. “Ringrazio tutta l’Italia per il calore dimostrato, mio figlio è diventato il figlio di tutti“, ha detto Patrizia, sottolineando anche il ruolo fondamentale dei giornalisti: “Senza di voi non sarebbe arrivato tutto questo“.

Mamma Patrizia e il piccolo Domenico, il bambino che aveva subito il trapianto di "cuore bruciato" al Monaldi di Napoli
Mamma Patrizia e il piccolo Domenico, il bambino che aveva subito il trapianto di “cuore bruciato” al Monaldi di Napoli | ANSA

La nascita della Fondazione Domenico Caliendo

Per non lasciare che la storia di Domenico cada nell’oblio e per evitare che situazioni analoghe si ripetano, la madre ha deciso di costituire una Fondazione a nome del figlio. “Ho sempre detto che non bisogna dimenticare Domenico, la sua storia, e soprattutto che non accada più a nessun bambino“, ha spiegato Patrizia dopo essere stata dal notaio per formalizzare la nascita dell’ente. L’obiettivo della Fondazione sarà proprio quello di offrire supporto e prevenzione affinché altre famiglie non debbano affrontare un dolore simile.

“La forza arriva proprio da mio figlio – ha aggiunto – Io il dolore lo provo dentro, ma sulla vicenda è arrivato il momento della verità“. L’iniziativa si inserisce in un quadro di crescente attenzione pubblica e istituzionale: il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha attivato poteri di vigilanza e controllo, mentre la procura di Napoli indaga per individuare eventuali responsabilità. Al momento sono sei gli indagati, tra medici e infermieri, con ipotesi di reato aggravate da lesioni colpose a omicidio colposo.

Il lungo calvario e la forza di Patrizia

La storia di Domenico è stata segnata da un calvario durato mesi. Dopo un primo trapianto effettuato il 23 dicembre 2025 con un cuore che si è rivelato danneggiato, il piccolo è rimasto in coma farmacologico, sostenuto da un macchinario Ecmo che però ha progressivamente compromesso i suoi organi. La speranza di un secondo trapianto si è infranta nel rifiuto medico, dovuto alle condizioni troppo gravi del bambino, che non sarebbe riuscito a sopravvivere a un altro intervento.

Nonostante la delusione e il dolore, Patrizia ha mostrato una forza straordinaria: “Finché mio figlio respira, è vivo, non lo lascio“. Ha trascorso ore interminabili accanto a lui, parlando al suo orecchio con il rosario e pregando per un miracolo, consapevole però della dura realtà. Nei giorni successivi alla decisione medica, il cardinale Domenico Battaglia è stato spesso al suo fianco, pregando con lei e offrendo conforto spirituale.

Il papà Antonio, pur restando a casa con i fratelli di Domenico, ha espresso il suo dolore definendo il periodo come un passaggio dalla speranza alla “dannazione“. Il sentimento di una comunità che si stringe attorno alla famiglia è testimoniato dalle fiaccolate organizzate a Nola e Taurano, luoghi legati alla famiglia, dove cittadini e rappresentanti istituzionali hanno voluto manifestare vicinanza e solidarietà.

Tags: Domenico CaliendoMonaldi

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