Roma, 26 aprile 2026 – Un grave episodio di violenza ha scosso ieri la Festa della Liberazione a Roma, con l’esplosione di tre colpi di pistola ad aria compressa contro due persone che indossavano il fazzoletto simbolo dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI). L’evento ha suscitato una reazione immediata da parte dell’ANPI, che ha condannato fermamente l’aggressione, definendola un attacco diretto non solo alle persone coinvolte, ma anche alla memoria storica della Resistenza e ai valori fondanti della Repubblica italiana.
L’ANPI risponde agli attacchi e riafferma il proprio impegno
In una nota ufficiale, il comitato provinciale di Roma dell’ANPI ha espresso «la più viva solidarietà e vicinanza alle vittime della vile aggressione» e ha condannato senza riserve il gesto, definendolo «un atto terroristico» contro chi rappresenta l’Associazione e la memoria partigiana. L’ANPI ha sottolineato come questo episodio sia un attacco non solo alle persone, ma anche a «la Repubblica nata dalla Resistenza e dalla Guerra di Liberazione». Il presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo ha ribadito che, come i partigiani non si lasciarono intimidire da attacchi, retate e rappresaglie, così l’ANPI continuerà la sua lotta per preservare il lascito della Resistenza, difendendo la Costituzione e opponendosi a ogni forma di nazifascismo, suprematismo e autoritarismo.
Parallelamente, a Milano si è consumato un altro episodio di tensione durante le celebrazioni del 25 aprile. Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica di Milano, ha denunciato di essere stato espulso dal corteo insieme ad altri membri della Brigata ebraica, definendo la situazione «un colpo di stato» e accusando l’ANPI di aver organizzato l’esclusione degli ebrei dal corteo. Meghnagi ha respinto con forza le affermazioni del presidente nazionale ANPI, che aveva attribuito il blocco del corteo al mancato rispetto degli accordi da parte della Brigata ebraica, definendole «false e provocatorie». Dall’ANPI sono arrivate repliche dure, con Pagliarulo e il presidente provinciale di Milano Primo Minelli che hanno bollato le accuse come «strumentali» e annunciano azioni legali per tutelare l’associazione.






