24 febbraio 2026 – Dopo quasi due secoli di assenza, le tartarughe giganti tornano a popolare l’isola di Floreana, nel cuore dell’arcipelago delle Galápagos. Un evento storico per la biodiversità locale e un passo fondamentale nel progetto di ripristino ecologico di una delle isole più emblematiche del Pacifico, celebre anche per le osservazioni che ispirarono Charles Darwin.
Ritorno in natura delle tartarughe giganti di Floreana
Sono stati liberati 158 esemplari di tartarughe giganti, giovani individui di età compresa tra gli 8 e i 13 anni, figli di un programma di riproduzione avviato da oltre venti anni. Questi animali discendono dalla sottospecie originaria di Floreana, la Chelonoidis niger niger, e presentano tra il 40% e l’80% del patrimonio genetico originale. La reintroduzione è stata resa possibile grazie all’impiego di tecnologie satellitari avanzate, che hanno permesso di individuare con precisione le aree più idonee per il cibo, l’acqua e la nidificazione, garantendo così un habitat sostenibile anche per i decenni a venire.
Il progetto, noto come Floreana Ecological Restoration Project, punta a rimuovere specie invasive come ratti, gatti selvatici, maiali e asini, responsabili della drastica riduzione della fauna autoctona, e a ripristinare il delicato equilibrio dell’ecosistema locale. Le tartarughe giganti giocano un ruolo chiave in questo processo, contribuendo a modellare il paesaggio attraverso il pascolo, l’apertura di sentieri nella vegetazione e la dispersione dei semi.
Importanza storica e scientifica della reintroduzione
Floreana ospitava fino a 20mila tartarughe giganti prima della loro quasi totale scomparsa, avvenuta intorno alla metà del XIX secolo a causa della caccia indiscriminata da parte dei balenieri e dell’introduzione di specie predatrici. La loro assenza ha profondamente alterato l’ecosistema dell’isola.
James Gibbs, scienziato di Galápagos Conservancy, sottolinea come questa iniziativa rappresenti “un’enorme novità” e ricorda che Charles Darwin fu tra gli ultimi a osservare queste tartarughe sull’isola durante il suo celebre viaggio nel 1835. La scoperta nel 2000 di tartarughe con legami genetici con la sottospecie di Floreana, avvenuta sul vulcano Wolf dell’isola di Isabela, ha dato il via a questo programma di riproduzione e reintroduzione.
Il rilascio è stato pianificato usando un innovativo sistema decisionale che integra dati satellitari americani ed europei – tra cui Landsat, Sentinel e Terra – con milioni di osservazioni sul campo. Questo approccio multidisciplinare assicura una gestione accurata dell’habitat e delle condizioni climatiche, ottimizzando le possibilità di successo della reintroduzione.
Con l’arrivo delle prime piogge stagionali, le tartarughe hanno iniziato a esplorare il territorio che gradualmente contribuiranno a rimodellare, condividendo l’ambiente con altre specie autoctone e con la presenza umana locale. Nel complesso, sono previsti il rilascio di circa 700 esemplari, un segnale positivo per la conservazione della biodiversità e la sostenibilità ambientale di Floreana.






