Emma Bonino è morta a 78 anni, dopo una vita trascorsa tra le battaglie radicali per i diritti civili, l’impegno nelle istituzioni italiane ed europee e la politica internazionale. Tra i tanti momenti della sua lunga carriera c’è anche il rapporto con il Quirinale, tornato al centro di una sua intervista nel gennaio del 2022, mentre il Parlamento si preparava a eleggere il nuovo presidente della Repubblica.
Interpellata a piazza Montecitorio sulla possibilità di una sua candidatura, Bonino aveva escluso di essere ancora in corsa per il Colle: “Io candidata per la corsa al Quirinale? Il mio momento era 25 anni fa. Ora ci sono altre donne che potrebbero indossare le vesti da Presidente della Repubblica ma non le voglio bruciare: siano coraggiose però”.
Emma Bonino e la corsa al Quirinale del 1999
Il riferimento era alla stagione politica del 1999, quando attorno al nome di Emma Bonino nacque una vera campagna per portarla alla Presidenza della Repubblica. Già alla fine del 1998 era stato costituito un comitato “Bonino for President”, sostenuto anche da esponenti della cultura e della società civile.
All’epoca Bonino era commissaria europea e una delle figure più riconoscibili del movimento radicale. La sua candidatura acquistò una forte visibilità pubblica, anche se non riuscì a raccogliere un sostegno parlamentare sufficiente per trasformarsi in una concreta possibilità di elezione.
Il 13 maggio 1999 Carlo Azeglio Ciampi venne infatti eletto presidente della Repubblica al primo scrutinio con 707 voti. Bonino ottenne 15 preferenze. Quella campagna rimase comunque uno dei momenti più significativi della sua storia politica e contribuì a portare nel dibattito pubblico anche il tema della possibilità di vedere una donna al Quirinale.
La critica alle trattative per il Colle nel 2022
Nell’intervista del gennaio 2022 Emma Bonino non si era limitata a escludere una propria candidatura. Aveva anche espresso un giudizio critico sulle modalità con cui i partiti arrivavano alla scelta del capo dello Stato.
“Le elezioni del Colle sono sempre state molto opache, anche questo non è un buon momento. Non è cambiato nulla”, aveva affermato.
Quelle parole arrivavano durante una delle fasi più complesse della corsa al Quirinale. Dopo giorni di trattative e sette votazioni senza esito, il 29 gennaio 2022 Sergio Mattarella venne rieletto presidente della Repubblica all’ottavo scrutinio con 759 voti.
Bonino, quindi, considerava ormai conclusa la stagione in cui il suo nome avrebbe potuto rappresentare una candidatura per il Colle. Ma anche a distanza di oltre vent’anni dalla campagna del 1999, non aveva rinunciato a chiedere maggiore trasparenza nella scelta del presidente e, soprattutto, più coraggio alle donne chiamate a ricoprire i più alti incarichi istituzionali.