La corsa alla successione di Donald Trump potrebbe diventare più affollata del previsto. Le difficoltà politiche di JD Vance dopo la sconfitta repubblicana alle elezioni di metà mandato stanno infatti spingendo diversi esponenti conservatori a valutare una candidatura alla Casa Bianca nel 2028. Secondo quanto riportato dal Washington Post e dal Wall Street Journal, anche tra i finanziatori del Partito repubblicano si stanno manifestando dubbi sulla possibilità di puntare sull’attuale vicepresidente, considerato troppo legato a Trump per riuscire a costruire una campagna elettorale vincente.
Da DeSantis a Cruz, i repubblicani iniziano a prepararsi per il 2028
L’indebolimento della posizione di Vance ha aperto nuovi spazi per altri possibili aspiranti alla nomination repubblicana. Tra quelli che starebbero già cercando di rafforzare la propria posizione figurano il governatore uscente della Florida Ron DeSantis, il senatore del Texas Ted Cruz e il governatore della Georgia Brian Kemp. La lista dei nomi potenzialmente interessati alla competizione, secondo il Washington Post, comprende anche il senatore Rick Scott e Sarah Huckabee Sanders, governatrice dell’Arkansas ed ex portavoce della Casa Bianca. Si tratta di figure che potrebbero approfittare delle incertezze sul futuro politico di Vance per ritagliarsi uno spazio nella partita per la presidenza.
Anche Marco Rubio è al centro delle manovre interne al partito. Alcuni finanziatori repubblicani starebbero facendo pressione sul segretario di Stato affinché valuti una propria candidatura. Rubio, tuttavia, ha dichiarato che appoggerebbe Vance qualora decidesse di correre per la Casa Bianca. Un possibile coinvolgimento alle presidenziali viene valutato anche dall’ex direttrice dell’intelligence Tulsi Gabbard, che però non aspirerebbe a presentarsi come candidata nel caso in cui Vance scendesse in campo.
I finanziatori repubblicani frenano su Vance: “È troppo vicino a Trump”
Le perplessità sulla candidatura del vicepresidente non riguardano soltanto la competizione con gli altri esponenti conservatori. Il Wall Street Journal, citando alcune fonti, riferisce che diversi finanziatori del Partito repubblicano non sarebbero disposti a sostenere Vance nella corsa del 2028. La ragione sarebbe il suo legame troppo stretto con Donald Trump, che rischierebbe di rappresentare un ostacolo nella costruzione di una campagna elettorale efficace.
La sconfitta alle elezioni di metà mandato avrebbe quindi accentuato i dubbi sulla sua capacità di raccogliere consensi e guidare il partito verso una nuova vittoria presidenziale. Alcuni alleati avrebbero persino suggerito al vicepresidente di prendere in considerazione percorsi politici alternativi, anziché puntare direttamente alla Casa Bianca. Tra le ipotesi prospettate ci sarebbero una candidatura alla guida dell’Ohio oppure il tentativo di riconquistare il seggio al Senato che aveva lasciato per assumere la vicepresidenza. Vance, tuttavia, avrebbe respinto entrambe le possibilità, senza mostrare interesse a rinunciare per ora alle ambizioni presidenziali.
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