Dalla tutela del potere d’acquisto dei lavoratori alla difesa del servizio sanitario nazionale, passando per le sfide poste dall’intelligenza artificiale. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, intervenuta a Genova durante l’assemblea generale di Volt, ha criticato le scelte dell’esecutivo su salari e finanziamento della sanità pubblica, indicando anche la necessità di un approccio europeo allo sviluppo delle nuove tecnologie.
Salario minimo, Schlein: “Gli stipendi italiani tra i più bassi d’Europa”
La leader dem ha contestato innanzitutto l’assenza di interventi sul fronte delle retribuzioni. Secondo Schlein, il governo non avrebbe ancora fornito risposte sulla proposta di introdurre un salario minimo, nonostante disponga da quattro anni di una maggioranza parlamentare ampia. Un periodo nel quale, a suo giudizio, non sarebbero state adottate misure sufficienti a migliorare le condizioni economiche dei lavoratori italiani, i cui stipendi restano tra i più bassi in Europa.
Sanità pubblica, la critica alla manovra e ai fondi stanziati
Un altro terreno di scontro con l’esecutivo è quello della sanità. Schlein ha annunciato che il Partito Democratico intende fare fronte comune per difendere alcuni principi fondamentali, a partire dal diritto alla salute. Nel mirino è finita la manovra economica, accusata di aumentare di 14 miliardi di euro la spesa militare mentre destina risorse insufficienti al servizio sanitario nazionale.
La segretaria del Pd ha ricordato che per la sanità sono stati previsti 2 miliardi di euro, a fronte dei 5,5 miliardi che sarebbero stati richiesti dallo stesso ministro competente: meno della metà della cifra indicata. Schlein ha inoltre sottolineato che anche diverse Regioni amministrate dal centrodestra stanno manifestando preoccupazione, sostenendo che con finanziamenti di questo livello il sistema sanitario pubblico rischia sostanzialmente di essere smantellato.
Prevenzione, salute mentale e servizi sul territorio
Per la leader democratica, l’Italia non può permettersi un simile scenario anche in considerazione delle caratteristiche demografiche del Paese, che rientra tra quelli con la popolazione più anziana al mondo. Da qui la richiesta di aumentare gli investimenti non soltanto nell’assistenza sanitaria, ma anche nella prevenzione, nella salute mentale e nei servizi territoriali.
Intelligenza artificiale, Schlein propone un modello europeo
Nel suo intervento a Genova, Schlein ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale, sostenendo che l’Europa non debba limitarsi a scegliere tra i modelli sviluppati negli Stati Uniti e in Cina. L’obiettivo, secondo la segretaria del Pd, dovrebbe essere elaborare una propria strategia tecnologica, coerente con i principi del modello sociale europeo.
Tra gli elementi indicati figurano la piena trasparenza degli algoritmi, la possibilità per i lavoratori di consultarli e la tutela della privacy dei cittadini. Schlein ha riconosciuto le potenzialità dell’intelligenza artificiale, che può contribuire a migliorare la vita quotidiana, i processi produttivi e industriali, l’organizzazione del lavoro e persino la sicurezza degli ambienti professionali.
I benefici della tecnologia devono essere redistribuiti
Il progresso tecnologico, tuttavia, non garantisce automaticamente vantaggi condivisi. Per Schlein, è necessario fare in modo che i benefici generati dall’intelligenza artificiale siano distribuiti tra tutti, anziché concentrarsi soltanto su alcuni soggetti. La segretaria del Partito Democratico ha osservato che, almeno per il momento, non si sta verificando una redistribuzione di questo tipo.
Elezioni politiche, Schlein: “In gioco anche il futuro dell’Unione Europea”
La segretaria del Pd ha poi spostato l’attenzione sulle prossime elezioni politiche italiane, attribuendo alla consultazione un significato che va oltre i confini nazionali. Secondo Schlein, infatti, il voto determinerà anche una parte del futuro dell’Unione Europea, che si troverebbe circondata da grandi potenze e altri attori interessati a indebolirla.
La leader dem ha ricordato che le principali sfide contemporanee non possono essere affrontate efficacemente dai singoli Stati: dai cambiamenti climatici al ritorno dei conflitti, passando per la crisi energetica e le conseguenze della pandemia. Questioni che, a suo giudizio, richiedono risposte comuni e non possono essere risolte restando entro i confini nazionali.
Superare i veti e investire nell’integrazione europea
Per Schlein, la strada da seguire non è abbandonare l’Unione o alimentare divisioni tra i Paesi membri, ma renderla più democratica e vicina agli ideali del Manifesto di Ventotene, che immaginava un’Europa capace di garantire maggiore prosperità a tutti i popoli, a partire dalle nuove generazioni. Una promessa che, secondo la segretaria del Pd, è stata in parte disattesa a causa di scelte sbagliate e della mancanza di coraggio nel procedere verso una vera unione, anche per effetto dei veti nazionali.
Schlein ha indicato due priorità per rilanciare l’integrazione: superare il principio dell’unanimità nelle decisioni europee, avviando di conseguenza una revisione dei trattati, e realizzare un grande piano di investimenti comuni sul modello di Next Generation EU. Un percorso che, nelle sue intenzioni, dovrebbe rafforzare la capacità dell’Unione di affrontare le sfide condivise.
