Dana White, presidente e amministratore delegato della Ultimate Fighting Championship (Ufc), ha rifiutato il possibile incarico di portavoce della Casa Bianca, secondo quanto riportato dalla Cnn l’8 novembre 2026. L’emittente ha citato fonti ben informate sulla questione. White aveva prima annunciato un incontro con Donald Trump per lunedì, alla Casa Bianca, per discutere del ruolo.
Il presidente degli Stati Uniti aveva offerto l’incarico al capo della principale organizzazione mondiale di arti marziali miste, suo grande amico. Un collaboratore ha sostenuto che Trump stesse scherzando, ma la ricerca di un portavoce della Casa Bianca resta aperta.
L’offerta di Trump e l’incontro annunciato da White
Trump aveva pubblicato sabato su Truth l’offerta: «Sono lieto di annunciare che al grande Dana White, un combattente e guerriero, è stato offerto l’incarico di portavoce degli Stati Uniti». Il presidente gli aveva anche chiesto di portare con sé degli «assistenti», elencando sei lottatori della Ufc e pubblicando le loro fotografie.
«Abbiamo bisogno di queste persone per difenderci dalla sinistra folle. Dana sarà un portavoce come nessun altro. Dana, ti prego, accetta l’incarico!», aveva aggiunto Trump. Il direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung, aveva rilanciato sabato il messaggio, chiedendo a White di accettare.
La prima risposta del dirigente era arrivata poco dopo, durante una conferenza stampa a Londra per un evento di boxe. “Sto volando a Washington DC proprio ora”, aveva annunciato White. “Abbiamo un incontro lunedì. Sono sicuro che avrò altro da dire dopo”.
White aveva anche condiviso su Instagram un’immagine del messaggio di Trump e una propria fotografia dietro il podio della sala stampa della Casa Bianca, accompagnata dalla scritta “Avanti verso il prossimo capitolo”. Poi è arrivato il rifiuto.
La ricerca del portavoce e i cambiamenti nella squadra
La posizione è rimasta scoperta dopo l’uscita di Karoline Leavitt e la brevissima permanenza di Katie Zacharia, durata appena cinque giorni. Trump incontra difficoltà nel trovare qualcuno disposto a ricoprire un incarico cruciale, al quale attribuisce personalmente grande importanza.
La questione ha assunto ulteriore rilievo dopo che i democratici hanno conquistato il controllo del Congresso e promesso di avviare indagini sull’amministrazione.
White è da anni uno degli alleati più visibili del presidente: ha parlato alle ultime tre convention nazionali repubblicane e ha contribuito ad avvicinare al partito i giovani elettori maschi, una componente fondamentale per il ritorno di Trump alla Casa Bianca.
Il presidente ha lasciato intendere che potrebbero esserci altri cambiamenti nella squadra di governo. Venerdì ha rimosso la sua storica capo di gabinetto Susie Wiles, sostituendola con Stephen Miller, uno dei suoi collaboratori più intransigenti e fedeli.
