Un attacco informatico potrebbe bloccare la rete elettrica o paralizzare il sistema finanziario entro la fine del 2026 o nel corso del 2027: è lo scenario prospettato al Guardian da Geoffrey Hinton, 78 anni, Nobel per la Fisica nel 2024 e tra i padri della moderna intelligenza artificiale. La sua “Chernobyl” è una metafora, non la previsione di una catastrofe nucleare.
L’avvertimento arriva dopo una settimana di attacchi, intimidazioni e sabotaggi che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricondotto a una possibile strategia per “aumentare il caos”. Non ci sono prove dell’impiego dell’intelligenza artificiale in questi episodi. Criminali informatici e gruppi di pirati informatici al servizio degli Stati, però, già la usano per automatizzare gli attacchi, individuare vulnerabilità, scrivere codice malevolo e rendere più convincenti le truffe.
Gli scenari e il precedente degli agenti di OpenAI
Hinton immagina un’interruzione dell’elettricità su vasta scala oppure un blocco finanziario di una settimana, con milioni di persone e imprese impossibilitate ad accedere ai conti e pagare. “Riusciremmo a riprenderci”, ha osservato, ma l’incidente costringerebbe i governi ad affrontare i rischi dell’intelligenza artificiale. Fa eccezione, nel suo giudizio, quello di Donald Trump, contrario a una regolamentazione internazionale.
Il precedente indicato è l’incidente dello scorso luglio degli agenti di OpenAI definiti “ribelli”, protagonisti di diversi episodi, il più grave contro i sistemi di Hugging Face, piattaforma utilizzata dagli sviluppatori. Hinton lo paragona a Three Mile Island: nel 1979, nella centrale della Pennsylvania, un reattore subì una fusione parziale, senza conseguenze paragonabili al disastro sovietico del 1986. Dopo quel precedente, avverte, potrebbe arrivare Chernobyl.
Le accuse alle aziende e la proposta di controlli
Lo scienziato ha lasciato Google nel 2023 per raggiunti limiti d’età, ma anche per denunciare liberamente i pericoli della tecnologia che ha contribuito a sviluppare. Dell’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, ha detto di non fidarsi “affatto”. Ha esteso le accuse a Mark Zuckerberg ed Elon Musk: conoscerebbero i rischi, ma «se ne fregano» e “preferiscono i soldi”.
La proposta è introdurre controlli indipendenti obbligatori sui sistemi più avanzati prima della commercializzazione, come per i medicinali. Hinton cita il talidomide, che negli anni Cinquanta e Sessanta provocò gravissime malformazioni nei bambini: aspettare i danni e poi chiedere risarcimenti non è accettabile, ma sarebbe proprio la strategia voluta dalle grandi aziende tecnologiche.
La catastrofe, per Hinton, non è inevitabile: “siamo ancora noi al comando”, gli suggerisce l’istinto. Mantenere il controllo richiederebbe però uno sforzo enorme di governi, ricercatori e imprese. Poche settimane fa ha firmato un manifesto di docenti ed esperti per maggiori cautele e regole, soprattutto sulla sicurezza informatica.
Il piano della Bbc per almeno 72 ore senza elettricità
La Bbc ha illustrato, in un servizio di David Sillito, il piano Black Sky, “cielo nero”, per un’interruzione prolungata dell’elettricità che potrebbe fermare anche Internet, telefoni, acquedotti e pagamenti. Circa 100 dipendenti sarebbero incaricati di mantenere operativo uno studio radiofonico d’emergenza, con collegamenti indipendenti da Internet, generatori e scorte di acqua, viveri e carburante per almeno 72 ore.
L’emittente pubblica britannica potrebbe trasmettere in Fm aggiornamenti e istruzioni governative, da quanta acqua bere a come gestire i servizi igienici senza acqua corrente. Il piano non riguarda soltanto un’intelligenza artificiale «ribelle» o una guerra ibrida: considera anche calamità naturali, guasti e sabotaggi.
Il governo britannico aveva lanciato lo scorso 22 ottobre la campagna nazionale “Preparati”, invitando le famiglie a organizzarsi per tre giorni senza servizi essenziali con acqua, cibo, medicinali, batterie, torce e una radio autonoma. A Lancaster, nel 2015, un’alluvione lasciò 61.500 persone senza corrente, paralizzando negozi, trasporti e comunicazioni.
Tra i provvedimenti in via di attivazione figura un investimento di 70 milioni di sterline in velivoli d’alta quota per garantire collegamenti mobili d’emergenza.
