“Non me ne faccio una ragione dell’abuso che si fa in Italia della cronaca nera. Capisco le trasmissioni che seguono il flusso, ma io, da spettatrice, non me ne faccio una ragione. Ogni giorno, quando finisco una puntata, mi interrogo e, credetemi, sono tanti temi che vorrei affrontare ma non posso perché la trasmissione non è mia, è della Rai e c’è uno staff autorale. Io posso fare il meglio ogni giorno, posso dare uno spunto di riflessione, posso invitare un ospite, ma non posso decidere tutto. Magari molte cose non le vedreste, magari vedreste altre cose che non vi piacciono, quindi nessuno ha la verità in tasca, però il tempo a disposizione che c’è in Italia su tutte le reti a me fa impazzire. Ci sono delle cose bellissime e anche cose meno belle che si potrebbero raccontare, ma ci sono menti molto brave a lavorare sempre su quegli argomenti”. Così la conduttrice Caterina Balivo, ospite al Festival dello Spettacolo, organizzato da Tv Sorrisi e Canzoni, dal 6 all’8 novembre a Milano. Balivo ha poi aggiunto: “Ho partecipato al mockumentary di Emanuela Fanelli, ‘Peccato’. Nonostante lei sia l’attrice del momento con Paola Cortellesi, ha impiegato tre anni per imporre il suo progetto perché le dicevano che non sarebbe stato di interesse per le persone. Ecco, invece, penso che sia la serie più virale del momento apprezzata da tutti, dai grandi ai ragazzini. Quindi non è vero che sono le persone a guidare sui temi. Noi conduttori e autori ci nascondiamo dietro questa cosa, ma non è vero”.