Carmela Rea, per tutti Melania, aveva 29 anni e una figlia di 18 mesi, Vittoria, quando il marito ne ha denunciato la scomparsa ad Ascoli Piceno il 18 aprile 2011. Il corpo è stato trovato due giorni dopo, colpito da 35 coltellate. Per il femminicidio è stato condannato in via definitiva il marito, Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’Esercito in servizio al 235° Reggimento Addestramento Volontari di Ascoli Piceno.
Il procedimento ha portato prima all’ergastolo, poi a successive riduzioni della pena, fissata definitivamente a vent’anni di reclusione.
Il delitto di Melania Rea: cosa è successo
La prima richiesta di aiuto è arrivata al 112 alle 15.46 del 18 aprile 2011. A chiamare è stata la proprietaria del bar Cacciatore, al Pianoro di Colle San Marco, nelle Marche: un luogo frequentato dalle famiglie per una passeggiata o un pranzo all’aperto quando il tempo lo permette. La donna ha parlato di una persona che sarebbe scomparsa e del marito sconvolto, prima di passargli il telefono.
Parolisi, piangendo e pronunciando frasi sconnesse, ha raccontato: «Eravamo alle altalene con la bambina. Mia moglie Melania si è allontanata per andare in bagno ma non è più tornata». Quel racconto si è rivelato falso.
Una telefonata anonima ha consentito di trovare il cadavere due giorni dopo nel bosco delle Casermette a Ripe di Civitella, nel Teramano, piuttosto distante dal luogo indicato dal marito. Melania era supina a terra, con sangue intorno, gli slip abbassati sotto le ginocchia, diversi tagli sul corpo e una siringa conficcata all’altezza del cuore. Era stata colpita con 35 coltellate.
Le indagini e il movente
Le prime indagini si sono concentrate sul marito e hanno fatto emergere una relazione extraconiugale con una soldatessa della caserma di Ascoli. Parolisi ha sempre negato l’importanza di quel legame, ma gli accertamenti e le intercettazioni hanno documentato le promesse fatte alla donna: le aveva detto di avere già parlato di separazione con Melania e che presto avrebbe lasciato la casa. Non era vero.
Il delitto è diventato uno dei casi di cronaca nera più seguiti dai mezzi d’informazione italiani. Giornali e televisioni hanno dedicato una copertura quotidiana alle telefonate all’amante, ai soliloqui in auto, alle contraddizioni e alle bugie del militare. Il suo comportamento nei giorni successivi all’uccisione non ha convinto gli investigatori.
L’ipotesi di un assassino maniaco è stata esclusa. La siringa e gli sfregi sul corpo sembravano un depistaggio. Secondo le indagini, Melania non era stata aggredita da un estraneo e non risultavano tracce di colluttazione.
Per gli inquirenti, la donna aveva scoperto la relazione attraverso un telefono segreto del marito e non era più disposta a sorvolare. La soldatessa, contemporaneamente, premeva perché Parolisi lasciasse la moglie. In queste due pressioni gli investigatori hanno individuato il movente, descritto come una doppia tenaglia.
Come si è concluso il processo
Salvatore Parolisi è stato iscritto nel registro degli indagati il 21 giugno 2011 per omicidio volontario aggravato. L’arresto è arrivato il 19 luglio 2011, tre mesi dopo il ritrovamento del corpo, con le accuse di omicidio volontario pluriaggravato e vilipendio di cadavere. Secondo l’accusa, avrebbe ucciso la moglie in un gesto d’impeto mentre Vittoria dormiva in auto.
Il militare si è sempre dichiarato innocente e non ha mai ammesso il femminicidio. La prima sentenza, pronunciata il 26 ottobre 2012, lo ha condannato all’ergastolo. In appello la pena è stata ridotta a trent’anni di reclusione.
La Cassazione ha escluso nel febbraio 2015 l’aggravante della crudeltà, una decisione che ha suscitato grande rabbia nei familiari di Melania. La Corte d’Appello di Perugia ha quindi rideterminato la pena definitiva in vent’anni di carcere. Salvatore Parolisi potrà uscire dal carcere nel luglio del 2027.
La serie tv su Melania Rea
La storia di Melania Rea, dalle prime ricerche ai processi, è al centro della serie televisiva omonima in uscita il 6 novembre su Hbo Max. La serie è prodotta da Simona Ercolani e Teresa Carducci, diretta da Stefano Mordinia.
Interpretata da Maria Esposito nei panni di Melania Rea e Daniele Rienzo in quelli di Salvatore Parolisi, la serie crime drama è composta da 4 episodi ed è stata presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Debutta in esclusiva su Hbo Max da oggi, venerdì 6 novembre, con un nuovo episodio ogni settimana.
