Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana, è stato messo agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta per corruzione della procura di Palermo. La gip Giuseppa Zampino ha disposto la stessa misura per l’avvocato Pierluigi Matta e per Luigi Zancla, presidente della Samo onlus. Al centro dell’indagine ci sono i rapporti tra Armao e alcuni imprenditori interessati alle autorizzazioni ambientali della Regione.
Gaetano Armao, cosa c’entrano le autorizzazioni ambientali
Armao è un avvocato amministrativista e docente universitario. È stato consulente del presidente della Regione Renato Schifani e fino ad agosto ha presieduto la Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali. La commissione esamina progetti industriali ed energetici, compresi quelli per gli impianti da fonti rinnovabili. Secondo la procura, alcuni imprenditori avrebbero versato denaro per ottenere pareri favorevoli sulle proprie pratiche.
Le “consulenze fittizie” e il ruolo di Matta secondo i pm
Nella ricostruzione degli inquirenti, gli imprenditori avrebbero affidato incarichi di consulenza a Matta, che avrebbe poi girato ad Armao una parte dei compensi. I pm definiscono quegli incarichi “consulenze fittizie” e parlano di un “modulo operativo stabile, riconoscibile e reiterato nel tempo”. Matta, secondo l’accusa, avrebbe fatto da intermediario tra gli imprenditori e l’ex vicepresidente.
Il denaro ripreso in auto e l’orologio a pendolo
Tra gli elementi raccolti dalla squadra mobile ci sono le riprese di una telecamera installata nell’auto di Matta. Altre immagini documenterebbero passaggi di denaro tra i due al Collegio San Rocco, sede della facoltà di Scienze politiche. Una telecamera avrebbe ripreso Armao mentre riponeva del contante dentro un orologio a pendolo nel suo studio. La difesa di Armao ha sostenuto che si trattasse di prestiti, una versione che la gip ha respinto nel decidere sulla misura cautelare.
Le misure respinte e la posizione degli indagati
La gip ha respinto le richieste di misure cautelari per il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Lombardo, per il presidente della Samot onlus Mario Lupo e per Sergio Vella, Giuseppe Argirò e Marco Gentile Malacarne. Gli indagati avevano negato le contestazioni durante gli interrogatori del 12 e 13 ottobre. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari.
