La fiaccola dell’Unione nazionale veterani dello sport è arrivata a Milano, all’Arena Civica Gianni Brera. A portarla, in una breve staffetta sotto la loggia della Palazzina Appiani, quattro grandi atleti azzurri: Marco Fabbri e Charlène Guignard, medaglie di bronzo nel pattinaggio artistico alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, Pippo Ricci, campione d’Italia con l’Olimpia Milano Basket, e Francesco Recine dell’Allianz Power Volley Milano. Un’iniziativa dal forte valore simbolico, pensata come un’occasione di riflessione sui valori dello sport, sull’eredità dei Giochi olimpici, sul ruolo educativo che atleti, dirigenti e istituzioni sportive possono svolgere nei confronti delle nuove generazioni. Temi affrontati anche grazie alle testimonianze di Alessandro Quercioli, presidente del Tribunale Territoriale Figc, e di Lucio Fusaro, presidente di Power Volley Milano. “Questo momento è molto difficile per l’umanità”, ha sottolineato Fusaro, “basta andare in metropolitana e nessuno parla, tutti guardano i telefonini, e questo fa perdere la socialità. Invece lo sport tiene insieme le persone, soprattutto gli sport di squadra, ti insegna la fatica, l’umanità, l’amicizia, ti insegna a vincere e a perdere”. A margine dell’evento, i due pattinatori azzurri hanno poi riflettuto sull’esperienza di Milano Cortina. “Abbiamo vissuto dei giorni quasi in un mondo parallelo, questa Olimpiade è stata veramente speciale e ci ha lasciato emozioni ancora molto molto forti”, ha spiegato Fabbri. “Abbiamo la coscienza tranquilla sul fatto che abbiamo dato veramente tutto. Purtroppo non siamo stati perfetti, lo sappiamo, ma abbiamo dato tutte le nostre energie”, ha aggiunto Guignard. I due atleti si sono quindi soffermati sul momento di pausa che hanno deciso di prendersi in questo inizio di stagione. “In 17 anni di carriera non ci siamo mai fermati, non ci siamo mai ritirati a mezza gara, a differenza di quasi tutti i pattinatori”, ha osservato Fabbri. “Ci stiamo allenando tuttora: avevamo già detto che non avremmo partecipato alle prime gare della stagione, perché dopo le Olimpiadi avevamo bisogno di una pausa sia fisica sia mentale, però poi decideremo, non c’è ancora niente di sicuro”, ha proseguito Guignard.