Jannik Sinner ha scelto lo svedese Magnus Norman, classe 1976, per proseguire il lavoro motivazionale svolto con Darren Cahill: lo aveva già valutato nel febbraio 2022. Vagnozzi resta il tecnico di campo. Per Norman, già numero 2 del mondo e poi allenatore di Soderling e Wawrinka, l’incarico arriva dopo un percorso costruito sull’attenzione al metodo, sulla forza mentale e sulla discrezione.
Proprio la capacità di lavorare sull’aspetto mentale potrebbe aver orientato la scelta di Sinner. L’interesse di Magnus Norman per l’allenamento, però, precede la carriera professionistica: a dodici anni compilava già dei diari per registrare il proprio lavoro.
Gli inizi in Svezia e i successi da giocatore di Magnus Norman
Norman spiegò questa abitudine una decina di anni fa: “È che sono cresciuto in una città molto piccola della Svezia, per cui non avevo davvero un coach e mi allenavo da solo. Fin dall’età di dodici anni tenevo dei diari di allenamento e sono sempre stato molto interessato all’aspetto tecnico e metodologico dell’allenamento, anche quando giocavo”.
Da tennista provò a raccogliere l’eredità di Borg, Wilander ed Edberg. Arrivò alla finale del Roland Garros, persa contro Kuerten, e al secondo posto della classifica mondiale, vincendo dodici titoli del circuito professionistico. Al talento e alla tenuta mentale non corrispose altrettanta continuità fisica: i problemi persistenti lo portarono al ritiro nel 2004, prima dei trent’anni.
L’Italia occupa un posto preciso nei suoi risultati. A Milano conquistò la Coppa Davis contro gli azzurri; nel 2000 vinse gli Internazionali di Roma, il successo più prestigioso della sua carriera individuale.
Il passaggio alla panchina non fu immediato. Con il rammarico per il ritiro ancora presente, arrivò la proposta dell’ex compagno di doppio Thomas Johansson: “Perché non vieni a farmi da coach?”. Norman si prese dieci giorni di vacanza per riflettere su un’opzione alla quale aveva pensato poco. Accettò: “In quel momento ho capito che non avrei voluto fare altro”.
Il lavoro con Soderling e la vittoria contro Nadal
Alla guida di Soderling, Norman accompagnò la crescita in classifica del giocatore fino alla vittoria su Nadal al Roland Garros. Un risultato preceduto, appena un mese prima, da una sconfitta netta a Roma: 6-1 6-0 per Nadal.
Norman ricordò il confronto con il suo giocatore in palestra all’una di notte, dopo quella partita romana. A Parigi, spiegò, gli aspetti sui quali avevano lavorato sembrarono finalmente funzionare alla perfezione.
Il messaggio tecnico e mentale era chiaro: “Era fondamentale che fossimo noi i primi a colpire la palla. E se riesci a vincere un set contro Nadal, forse puoi vincerne due. E magari esiste anche la possibilità di vincerne tre…”.
Il lavoro sulla forza mentale è anche l’elemento di continuità con il percorso seguito da Sinner insieme a Cahill. Con Norman, Jannik cerca nuovi stimoli motivazionali, mantenendo la distinzione dei compiti rispetto a Vagnozzi.
I tre Slam di Wawrinka e la scelta di lavorare senza riflettori
La collaborazione successiva con Stan Wawrinka portò tre titoli Slam e la qualificazione alle Finals. Norman descrisse così il metodo: conoscere il giocatore, osservare la risposta ai carichi di allenamento, individuarne i punti deboli e studiarne il comportamento prima delle partite. Da lì, spiegò, aveva capito dove esistesse un margine di miglioramento e su quali aspetti potesse incidere.
Ai risultati non seguì la ricerca di visibilità. “Come Stan, non amo particolarmente stare sotto i riflettori: preferisco essere quello che lavora dietro le quinte”, disse Norman. Nominato allenatore dell’anno nel 2016, rispose con una lettera pubblica dedicata ai tecnici che avevano formato Wawrinka.
“Gli allenatori che si sono sacrificati ogni mattina presto, la sera tardi e nei fine settimana sono sempre al lavoro. Non posso accettare di prendere il merito per tutto questo: è giusto che vada a loro”, scrisse. Lo svedese è anche proprietario dell’accademia Good-to-Great Tennis, in Svezia.
I risultati con Wawrinka avevano attirato l’attenzione di Sinner nel febbraio 2022, dopo la separazione da Piatti. Jannik aveva mantenuto Vagnozzi come tecnico di campo e cercava un allenatore di grande esperienza da affiancargli. Norman era rimasto per giorni il candidato principale, prima della scelta di Darren Cahill. Ora è lo svedese a subentrare all’australiano.
