Nuova allerta per il trasporto aereo europeo. L’aeroporto di Copenaghen è stato nuovamente interessato da minacce rivolte al traffico aereo, a pochi giorni da una serie di segnalazioni di possibili ordigni che hanno provocato deviazioni, atterraggi d’emergenza e controlli di sicurezza in diversi Paesi.
A confermare l’intervento sono state le forze di polizia danesi, presenti nello scalo dalla mattina di venerdì 6 novembre. In una comunicazione ufficiale, gli agenti hanno spiegato di essere tornati all’aeroporto in relazione a nuove minacce e di aver avviato le indagini.
Secondo una prima valutazione delle autorità, non sarebbe emerso un pericolo immediato per i passeggeri. La polizia ha comunque mantenuto una presenza visibile nello scalo per gestire la situazione e svolgere gli accertamenti.
Copenaghen, la polizia indaga sulle nuove minacce
“Ci troviamo nuovamente all’aeroporto di Copenaghen oggi in relazione a minacce rivolte al traffico aereo”, hanno comunicato le autorità danesi, precisando che l’episodio è oggetto di indagine.
Al momento non sono stati diffusi dettagli sulla natura delle segnalazioni, né è stato chiarito se si tratti di una minaccia di bomba diretta a uno specifico aeromobile o di un allarme più generale relativo allo scalo.
La vicenda è seguita con particolare attenzione perché arriva dopo una settimana caratterizzata da numerosi episodi analoghi. Le autorità europee stanno cercando di ricostruire l’origine delle segnalazioni e di capire se esista un collegamento tra i diversi casi.
Oltre una dozzina di voli coinvolti in Europa
Nella giornata di giovedì 5 novembre, più di una dozzina di voli sono stati interessati da minacce in diversi Paesi europei. Tra gli aeroporti e le città coinvolte figurano Copenaghen, Dublino, Helsinki, Madrid, Milano e Varsavia.
Le segnalazioni hanno riguardato compagnie come Ryanair, Aer Lingus, Finnair, Wizz Air e LOT. Alcuni velivoli sono stati dirottati verso aeroporti alternativi, mentre altri hanno effettuato atterraggi non programmati o sono stati sottoposti a controlli dopo l’arrivo.
Tra gli episodi più significativi, un volo Aer Lingus diretto da Dublino a Roma è stato dirottato verso una base militare francese a Évreux. Altri tre voli Ryanair diretti a Sofia sono stati coinvolti in procedure di sicurezza dopo segnalazioni di possibili ordigni.
Le verifiche effettuate sugli aeromobili interessati non hanno finora individuato esplosivi o materiali sospetti.
Una settimana di falsi allarmi e timori per la sicurezza europea
Le nuove minacce arrivano dopo una prima ondata di segnalazioni registrata martedì 3 novembre, quando almeno sette voli in Europa erano stati interessati da allarmi bomba. In quell’occasione alcuni aerei erano stati costretti a cambiare destinazione e un aeroporto polacco aveva temporaneamente sospeso le operazioni.
Il governo britannico ha definito “malicious hoaxes”, ovvero falsi allarmi intenzionali, le minacce rivolte ad alcuni aeroporti e voli in partenza dal Regno Unito. Per gli altri episodi, invece, le autorità non hanno ancora individuato un responsabile comune né confermato un collegamento tra le segnalazioni.
La successione degli eventi ha alimentato preoccupazioni sulla possibilità di campagne coordinate di disturbo e di forme di guerra ibrida, anche alla luce di altri episodi di cyberattacchi e sabotaggi segnalati in Europa. Al momento, tuttavia, non ci sono prove pubbliche che attribuiscano le minacce a uno Stato o a un’organizzazione specifica.
Le indagini proseguono mentre le autorità danesi e gli altri Paesi coinvolti mantengono alta l’attenzione sulla sicurezza del traffico aereo.
