Il costo della vita torna a pesare sulle condizioni economiche delle famiglie italiane. A ottobre 2026 l’indice del disagio sociale (Misery index) elaborato da Confcommercio ha raggiunto quota 13, aumentando rispetto al mese precedente e toccando il valore più elevato degli ultimi quasi tre anni. A spingere verso l’alto l’indicatore è soprattutto la nuova accelerazione dei prezzi dei prodotti e dei servizi acquistati più frequentemente, con aumenti particolarmente marcati nel comparto energetico.
Cos’è il Misery index e cosa misura
Il Misery index, letteralmente “indice della miseria”, è un indicatore utilizzato per valutare il livello di disagio economico percepito dalla popolazione. Nella versione elaborata da Confcommercio, misura in particolare l’area del disagio sociale attraverso l’andamento di due componenti: l’inflazione e la disoccupazione estesa.
L’obiettivo è offrire una fotografia delle difficoltà economiche che incidono sulle famiglie, andando oltre la semplice osservazione dell’aumento generale dei prezzi. Quando il costo dei beni e dei servizi cresce e, contemporaneamente, una parte della popolazione incontra difficoltà a trovare un impiego o a mantenere un reddito da lavoro, il disagio tende ad aumentare. Un valore più alto dell’indice segnala quindi un peggioramento delle condizioni economiche considerate dall’indicatore.
Il dato non corrisponde a una percentuale di persone in difficoltà e non rappresenta direttamente il numero di famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Si tratta piuttosto di un indicatore sintetico, utile per seguire nel tempo l’evoluzione del disagio sociale e confrontare periodi diversi. La sua variazione dipende dall’andamento delle componenti considerate e permette di individuare eventuali fasi di maggiore pressione economica.
A ottobre 2026 il Misery index raggiunge quota 13
Secondo le prime stime diffuse da Confcommercio, il Misery index si è attestato a 13 punti nell’ottobre 2026. Rispetto a settembre si tratta di un incremento di cinque decimi, che porta l’indicatore al livello più alto registrato da dicembre 2023.
Nella nota che accompagna la rilevazione, l’associazione individua nella ripresa dell’inflazione il principale fattore alla base dell’allargamento dell’area del disagio sociale. A incidere sono soprattutto i rincari dei prodotti e dei servizi con cui i consumatori entrano più spesso in contatto nella vita quotidiana.
Prezzi in accelerazione, pesano soprattutto energia e alimentari
Nel corso dell’ultimo mese, i beni e i servizi ad alta frequenza d’acquisto hanno registrato una variazione tendenziale del 5,8%. Il dato indica un’accelerazione rispetto al 5,2% rilevato a settembre e conferma una nuova pressione sui prezzi dei prodotti acquistati abitualmente dalle famiglie.
L’aumento più significativo ha riguardato i beni energetici, mentre una crescita più contenuta ha interessato gli alimentari freschi. È proprio questa dinamica, secondo Confcommercio, ad aver contribuito all’incremento del Misery index e al conseguente peggioramento dell’indicatore del disagio sociale.
