Dopo oltre quattro anni trascorsi in prigione, l’ex primo ministro malese Najib Razak si prepara a trasferirsi agli arresti domiciliari. Il passaggio è stato reso possibile dal pagamento di una multa da 50 milioni di ringgit, pari a circa 12,3 milioni di dollari, una delle condizioni previste dalla grazia concessa dal sovrano della Malesia. A versare la somma è stato il suo partito, che ha raccolto il denaro attraverso una campagna di donazioni.
La multa da 12,3 milioni di dollari pagata dal partito
A confermare il completamento del pagamento è stato Asyraf Wajid Dusuki, segretario generale dell’United Malays National Organization (Umno). In una dichiarazione, il dirigente ha spiegato che la formazione politica è riuscita a raccogliere fondi sufficienti per coprire l’importo richiesto e che il versamento è stato effettuato venerdì mattina presso l’Alta Corte.
Il pagamento rappresentava una condizione fondamentale per dare attuazione alla clemenza reale concessa a Najib. Non è stata però ancora comunicata la data precisa in cui l’ex premier verrà trasferito dal carcere alla propria abitazione.
La grazia reale a Najib Razak
Najib Razak, 73 anni, si trova in prigione dall’agosto 2022, quando la più alta corte della Malesia confermò la sua condanna in un procedimento legato al maxi scandalo finanziario del fondo statale 1Malaysia Development Berhad (1MDB). Il caso riguarda la sottrazione di miliardi di dollari dalle risorse del fondo di investimento pubblico.
Lo scorso settembre il re della Malesia gli aveva concesso una rara forma di clemenza reale, stabilendo che la parte restante della pena detentiva per corruzione potesse essere scontata agli arresti domiciliari. Il versamento della multa da parte dell’Umno ha quindi soddisfatto uno dei requisiti necessari per rendere possibile il trasferimento.
Polizia davanti alla casa dell’ex premier a Kuala Lumpur
Venerdì mattina, mentre veniva completato il pagamento, alcuni agenti di polizia erano già presenti davanti all’abitazione di Najib a Kuala Lumpur. Anche la strada che conduce alla casa era stata chiusa al traffico.
La presenza delle forze dell’ordine non ha però chiarito quando avverrà effettivamente il trasferimento dell’ex primo ministro, che resta in attesa del passaggio dal carcere alla detenzione domiciliare.
