La sera del 5 novembre, giorno dell’uscita del film ‘Se domani non torno’ nelle sale italiane, il Cinema Gloria di corso Vercelli registra il tutto esaurito. Gino Cecchettin, la regista Paola Randi, gli attori Tecla Bossi (Elena), Sabrina Martina (Giulia) e Tommaso Allione (Davide) hanno incontrato gli spettatori. “Non ho nessun problema a vedere mille volte questo film perché poi vedo oltre, essendo la mia storia. Però devo veramente fare i complimenti alla regista perché ha saputo raccontare questa storia come volevamo noi, anzi, ha saputo aggiungere tanto valore”, ha affermato Gino, durante l’incontro. L’attrice Sabrina Martina ha parlato con emozione delle responsabilità di interpretare Giulia: “Io non posso avere l’autorizzazione di Giulia a indossare i suoi panni. E questo è il primo livello di responsabilità che sento. Poi c’è un livello di responsabilità sociale che riguarda tutti”.
Al termine della proiezione, il pubblico ha accolto l’invito della Fondazione Cecchettin di fare rumore in sala agitando un mazzo di chiavi per ricordare Giulia e tutte le vittime della violenza di genere. Un gesto che richiama le parole pronunciate da Elena Cecchettin durante i funerali della sorella nel 2023: “Per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia fate rumore”.
La dottoressa Alessandra Kustermann, presidente dell’Associazione SVS Donna Aiuta Donna, ha sottolineato il valore del film: “Funziona come film perché ti fa entrare nella storia di questa famiglia piena di amore reciproco ed è un bellissimo messaggio. Funziona perché si rivolge ai giovani e devo dire che la figura di Elena quando prende coscienza di quanto è importante dire che è colpa del patriarcato e quando spiega al padre cos’è il patriarcato è fondamentale perché vedi un uomo di una certa età che finalmente riesce a capire qualcosa su cui non si era mai interrogato. Insomma, è un film che funziona perché dà speranza: gli uomini potrebbero cambiare se volessero”.
All’uscita dalla sala, alcuni spettatori hanno condiviso impressioni ed emozioni: “Vedere sullo schermo una storia che tutti abbiamo vissuto attraverso i giornali e la televisione è stato emozionante. Il film mi ha fatto molto riflettere: è rivoluzionario”, ha raccontato una ragazza. Un giovane ha osservato: “Non è un film che parla di rabbia o di morte, ma è un film che parla di amore e di vita”. Un altro ragazzo ha aggiunto: “Poteva essere benissimo una famiglia che lasciava nascosta la vicenda, invece loro hanno voluto dare ed espandere un messaggio. Sono contento anche che la sorella abbia avuto l’idea di diffondere argomenti che spesso vengono oscurati”.