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Raid russo su un centro aiuti a Zaporizhzhia: 31 morti e oltre 45 dispersi

A Zaporizhzhia si cercano oltre 45 dispersi. Tre centrali elettriche fuori uso e blackout d'emergenza in nove regioni.

3 Novembre 2026
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Raid russo su un centro aiuti a Zaporizhzhia: 31 morti e oltre 45 dispersi

Raid russo su un centro aiuti a Zaporizhzhia: 31 morti e oltre 45 dispersi | @jurgen_nauditt

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

Almeno 31 persone sono morte in Ucraina dopo un attacco aereo attribuito a forze russe che ha colpito un centro di distribuzione degli aiuti umanitari e un rifugio a Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia. Le squadre di emergenza stanno lavorando tra le macerie e, secondo gli aggiornamenti più recenti, ci sono oltre 45 dispersi. Tra le vittime risultano anche quattro agenti di polizia e due soccorritori intervenuti dopo il primo bombardamento.

L’attacco è avvenuto lunedì 2 novembre e ha colpito una scuola utilizzata come punto di distribuzione di aiuti. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, dopo il primo bombardamento sarebbe seguito un secondo attacco contro il rifugio dove si erano riparati civili e operatori, con l’impiego di bombe aeree guidate di grande potenza segnalato dalle autorità ucraine.

Komyshuvakha, la scuola trasformata in centro di aiuti ridotta in macerie

La scuola colpita non ospitava più lezioni: era stata adibita a hub umanitario per la distribuzione periodica di pacchi alimentari e beni essenziali agli abitanti delle aree vicine al fronte. Il bombardamento ha causato il crollo di parti degli edifici e ha lasciato un cratere nell’area. I soccorritori hanno setacciato le strutture alla ricerca di sopravvissuti, recuperando corpi tra i detriti in condizioni rese difficili dalla presenza di droni russi che, più volte, hanno costretto a interruzioni temporanee delle operazioni.

Il bilancio è cresciuto progressivamente: dalle 18 vittime inizialmente comunicate da Zelensky si è passati ad almeno 31 morti negli aggiornamenti diffusi il 3 novembre. Le autorità locali hanno ribadito che l’elenco dei dispersi, con oltre 45 persone non rintracciate, può ancora variare con l’avanzare delle ricerche.

Per la regione di Zaporizhzhia sono stati proclamati tre giorni di lutto. Il responsabile ad interim dell’amministrazione militare regionale, Mykhailo Semikin, ha definito l’accaduto una delle tragedie più gravi per numero di vittime civili dall’inizio dell’invasione su vasta scala. La scelta di utilizzare una scuola come centro per gli aiuti, dicono i funzionari locali, era dettata dalla necessità di un luogo riconoscibile e accessibile per un afflusso di civili che si ripeteva ogni settimana.

Nove regioni colpite: sanità e infrastrutture energetiche nel mirino

La nuova ondata di bombardamenti ha interessato nove regioni ucraine, con obiettivi che hanno incluso strutture sanitarie e infrastrutture energetiche. A Kharkiv, nel nord-est del Paese, un attacco combinato con missili e droni ha provocato almeno 62 feriti, secondo le autorità regionali. Una struttura medica è stata danneggiata e oltre 200 pazienti sono stati trasferiti in altri ospedali per garantire la continuità delle cure.

Ulteriori danni sono stati segnalati nella regione di Dnipro, dove un ospedale e un ambulatorio hanno subito colpi che hanno richiesto l’intervento prolungato dei soccorritori. Una donna è stata estratta viva dalle macerie, mentre il bilancio locale ha registrato un morto e 17 feriti. Le autorità sanitarie hanno spiegato che i trasferimenti di pazienti e personale sono stati coordinati per mantenere operativi i servizi essenziali.

Secondo Zelensky, le forze russe hanno lanciato 289 droni, 17 missili balistici e 59 missili da crociera nell’arco della nuova offensiva. Le infrastrutture energetiche hanno subito danni significativi: tre centrali elettriche hanno interrotto le attività e in diverse aree del Paese sono state introdotte interruzioni di corrente di emergenza per stabilizzare il sistema elettrico e proteggere le reti da ulteriori sovraccarichi.

Zelensky parla di attacco “assolutamente orribile”, l’Onu condanna

Il presidente ucraino ha definito il bombardamento del centro umanitario «assolutamente orribile», accusando Mosca di aver colpito consapevolmente un luogo frequentato regolarmente da civili in attesa di assistenza. Zelensky ha aggiunto che la sequenza di attacchi offre un segnale opposto rispetto alla prospettiva di una de-escalation e ha ricordato che i bombardamenti sono arrivati dopo una recente operazione umanitaria che aveva permesso l’evacuazione di civili dalla città occupata di Oleshky, nella regione di Kherson.

L’Onu ha condannato l’attacco. Il coordinatore umanitario per l’Ucraina, Matthias Schmale, ha riferito che almeno 29 civili erano già stati segnalati come morti nelle prime ricostruzioni, tra cui persone in fila per ricevere aiuti e membri dell’amministrazione locale. Il numero delle vittime è poi aumentato con il recupero dei corpi dei soccorritori e degli agenti intervenuti nel sito colpito.

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver condotto un’operazione contro obiettivi militari e infrastrutture energetiche ucraine. Mosca ha sostenuto che nell’attacco a Komyshuvakha sarebbero stati colpiti militari ucraini, respingendo l’accusa di aver preso deliberatamente di mira i civili. Le ricostruzioni restano quindi contrapposte: Kiev parla di un duplice colpo su una struttura umanitaria e un rifugio, mentre la versione ufficiale russa insiste sulla natura militare degli obiettivi.

Diplomazia in salita: vertice ad Abu Dhabi e consultazioni a Berlino

Le delegazioni di Russia e Ucraina dovrebbero incontrarsi il 10 e 11 novembre ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, per un nuovo ciclo di negoziati mediati dagli Stati Uniti. Sul tavolo sono attese discussioni su garanzie di sicurezza, riduzione delle operazioni militari e questioni umanitarie, in un contesto reso più complesso dall’intensificarsi degli attacchi e dai danni cumulati alle reti energetiche e alle strutture sanitarie.

Zelensky ha intanto raggiunto la Germania per incontrare il cancelliere Friedrich Merz e consultarsi con i partner europei in vista dei colloqui. Kiev intende chiedere maggiori garanzie per la protezione dello spazio aereo e delle infrastrutture energetiche, considerate priorità con l’avvicinarsi dell’inverno. Il governo ucraino insiste sulla necessità di rafforzare le difese per scoraggiare attacchi che, come quelli delle ultime ore, hanno colpito sia la capacità di generazione elettrica sia strutture mediche operative.

L’agenda diplomatico-militare resta quindi fitta: alle date di Abu Dhabi si sommano le consultazioni europee, mentre in Ucraina i soccorritori continuano a lavorare tra le macerie di Komyshuvakha e le autorità regionali mantengono attive le interruzioni di corrente di emergenza per proteggere la rete. Le prossime ore diranno se il confronto previsto negli Emirati potrà produrre almeno un primo impegno su protezione dei civili e riduzione degli attacchi alle infrastrutture.

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