Rachel Apa, una ragazza di 24 anni originaria della Pennsylvania, è morta dopo essersi accasciata durante la maratona di New York 2026, che si è tenuta domenica 1° novembre. La giovane si trovava nei pressi di Central Park, a circa due chilometri dal traguardo, quando improvvisamente ha perso conoscenza. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori, è deceduta poche ore dopo in ospedale.
Maratona di New York, Rachel Apa è morta per “l’intenso sforzo fisico”
Secondo quanto ricostruito dal New York Times, la giovane è stata trasportata in ambulanza al Mount Sinai Medical Center, dove è morta intorno alle 21.40, nonostante i tentativi dei medici di salvarle la vita.
Il padre, Steve Apa, ha raccontato al quotidiano americano che la causa della morte sarebbe stata la rabdomiolisi, una condizione potenzialmente letale che provoca la distruzione delle cellule muscolari e il rilascio nel sangue delle sostanze contenute al loro interno. La rabdomiolisi può essere provocata da uno sforzo fisico particolarmente intenso, da un trauma o da altre condizioni mediche. Nei casi più gravi può compromettere il funzionamento dei reni e provocare complicazioni sistemiche.
Il padre ha spiegato che la figlia era in “salute perfetta, in forma perfetta, aveva soltanto 24 anni”, definendo quanto accaduto “inconcepibile”
Quanto spesso si verificano morti durante le corse?
Morire durante una maratona è un evento raro, ma non impossibile. Uno studio pubblicato nel marzo 2025 sulla rivista scientifica JAMA ha analizzato gli arresti cardiaci registrati durante maratone e mezze maratone negli Stati Uniti tra il 2010 e il 2023.
Su oltre 29,3 milioni di partecipanti, i ricercatori hanno individuato 176 arresti cardiaci, di cui 59 mortali. Si tratta, in media, di un arresto cardiaco ogni 166mila partecipanti e di un decesso per arresto cardiaco ogni 500mila.
