Daniel, il ragazzo svedese di 25 anni rimasto per mesi nell’aeroporto di Capodichino, a Napoli, ha ripreso i contatti con i genitori, che ne avevano denunciato la scomparsa ad agosto. Il giovane ha avuto una lunga telefonata con il padre, che non sentiva da mesi. Dopo aver rifiutato fino a pochi giorni fa qualsiasi assistenza, ha accettato il sostegno degli operatori sociali e ha espresso la volontà di tornare in Svezia.
I genitori sono stati rintracciati e informati sulle sue condizioni di salute grazie alla collaborazione tra gli esperti; la ripresa dei contatti con la famiglia è arrivata dopo un lungo lavoro per convincere il ragazzo ad accettare un aiuto.
Il contatto con i genitori e il sostegno degli operatori
“È un risultato raggiunto grazie al lavoro paziente e costante degli operatori sociali e alla collaborazione dell’Ambasciata e del Consolato svedese”, ha dichiarato Chiara Marciani, assessora alle Politiche Sociali, Giovanili e del Lavoro del Comune di Napoli.
L’assessora ha descritto il cambiamento nell’atteggiamento del giovane: “Dopo un lungo periodo durante il quale aveva rifiutato qualsiasi forma di sostegno, Daniel ha deciso di collaborare con i nostri servizi, consentendoci di costruire un percorso di accompagnamento e di riprendere i contatti con la sua famiglia”
Il ritorno in Svezia è ora la volontà espressa dal 25enne, ma le ragioni che lo hanno portato a Napoli e quanto accaduto nei mesi lontano dai familiari restano ancora da chiarire.
I mesi a Capodichino e il trasferimento del 2 novembre
Daniel aveva trascorso le sue giornate nell’aeroporto di Capodichino fino al 2 novembre, senza documenti né effetti personali. Secondo quanto raccontato, non riusciva a ricostruire le circostanze del suo arrivo a Napoli: ricordava soltanto una lite, senza saper spiegare che cosa fosse successo dopo.
Il ragazzo era diventato un volto familiare per i lavoratori dello scalo. Alcuni dipendenti delle attività commerciali gli offrivano da mangiare, altri gli procuravano vestiti e cercavano di convincerlo ad accettare assistenza. La sua storia aveva ricordato a molti quella del film The Terminal di Steven Spielberg, con Tom Hanks.
Daniel ha accettato l’aiuto degli operatori il 2 novembre, raggiungendo una struttura in via Giuseppe de Blasiis, a Napoli. La decisione è arrivata in concomitanza con la chiusura temporanea dello scalo per i lavori programmati di novembre.
Il Comune continuerà a collaborare con le autorità diplomatiche svedesi per organizzare il viaggio. “Continueremo a lavorare insieme, anche con l’Ambasciata di Svezia a Roma, affinché il giovane possa presto ritrovare serenità e ricongiungersi con i suoi cari”, ha dichiarato il console onorario Pierluigi Petrone.
