Il Movimento 5 Stelle sta preparando una nuova misura nazionale contro la povertà da proporre al centrosinistra per il programma delle prossime elezioni politiche. Il progetto è stato confermato il 3 novembre da Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S al Parlamento europeo. Il sostegno dovrebbe raggiungere anche le persone escluse dagli strumenti attuali e rafforzare l’inserimento lavorativo.
Il Reddito 2.0 resta in elaborazione: non è una misura approvata e non sono ancora definiti gli importi mensili, i requisiti Isee e le soglie di accesso. Tridico ha annunciato: “Amplieremo la platea dei beneficiari”.
Le risorse previste e i possibili beneficiari
Le prime stime del Movimento indicano una spesa compresa tra 9 e 10 miliardi di euro all’anno. Una parte arriverebbe dai fondi dell’Assegno di inclusione, introdotto dal governo Meloni dopo l’abolizione del precedente reddito di cittadinanza. La misura attuale comporterebbe una spesa stimata tra 5 e 6 miliardi: secondo le valutazioni preliminari del M5S, servirebbero circa 3-4 miliardi aggiuntivi.
Il nuovo sistema dovrebbe superare alcune limitazioni dell’Assegno di inclusione, riservato principalmente ai nuclei con minori, persone con disabilità, persone con più di 60 anni o componenti svantaggiati inseriti in programmi di cura e assistenza. Il Movimento vuole estendere il sostegno agli occupabili, le persone in età lavorativa che non rientrano nelle categorie tutelate.
Tridico ha indicato il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale tra gli obiettivi principali del futuro programma progressista. Ha accusato il governo Meloni di aver eliminato il carattere universalistico del precedente reddito, distinguendo tra categorie di persone in difficoltà e restringendo l’accesso agli aiuti.
Secondo i dati citati dall’europarlamentare, le persone in povertà assoluta e relativa sarebbero passate da 13,8 milioni nel 2022 a 14,1 milioni nel 2025. Queste cifre non coincidono automaticamente con i futuri beneficiari: la platea dipenderà dai criteri economici e familiari della proposta definitiva.
La formazione e la piattaforma per il lavoro
Il contributo economico dovrebbe essere affiancato da un intervento sulle politiche attive del lavoro, tra gli aspetti più discussi del precedente sistema. Al progetto lavora Mario Turco, professore di economia aziendale ed esponente del Movimento, per rivedere la formazione professionale e il funzionamento dei servizi per l’impiego.
Tridico ha annunciato una piattaforma informatica per incrociare la domanda e l’offerta di lavoro, coinvolgendo le imprese, le agenzie per l’impiego e i Comuni. Secondo l’europarlamentare, in Italia gli inattivi sarebbero oltre 12 milioni, pari al 32,7% della popolazione di riferimento. Il sistema dovrebbe avvicinarli al mercato del lavoro attraverso la formazione e le opportunità occupazionali.
Devono ancora essere chiariti il funzionamento della piattaforma, gli obblighi per i beneficiari e le modalità di valutazione dei risultati.
Il confronto nel centrosinistra e le altre proposte economiche
Il M5S cerca un accordo sulla misura nazionale contro la povertà con gli altri partiti del Campo Largo. Il Partito Democratico si è espresso a favore del rafforzamento degli strumenti di sostegno economico; Italia Viva ha mostrato maggiore prudenza. La senatrice Raffaella Paita ha aperto alla necessità di tutelare le persone in difficoltà, chiedendo controlli efficaci contro gli abusi e le frodi.
Tra le altre proposte economiche del Movimento figurano una tassazione sulle grandi attività finanziarie superiori a 5 milioni di euro, un prelievo sulle transazioni finanziarie algoritmiche ad alta frequenza e un fondo sovrano da 100 miliardi di euro di investimenti. È prevista anche una scala mobile fiscale per adeguare automaticamente alcuni elementi del sistema tributario all’inflazione.
Per completare il progetto restano da definire le coperture finanziarie, i requisiti di accesso e il collegamento tra il sostegno economico e le opportunità di lavoro.
