Donald Trump ha invitato gli americani a votare contro i democratici dal Lincoln Memorial, a Washington, a poche ore dalle elezioni di midterm: «Votate e non consentite ai jihadisti e comunisti democratici di vincere». Il presidente ha definito il voto «le elezioni di metà mandato più importanti della nostra storia», aggiungendo: «Non possiamo consentire a chi odia questo Paese di vincere».
L’affluenza dei suoi sostenitori è stata anche al centro dell’appello su Fox News. Rispondendo a una domanda sul peso della partecipazione alle urne, Trump ha dichiarato: «Abbiamo il Paese più dinamico al mondo, la gente deve andare a votare. Fate finta che io sia sulla scheda elettorale, fate quello che volete, ma dobbiamo andare a votare. Se la nostra gente va a votare, vinciamo con un margine schiacciante».
Elezioni midterm Usa, Trump sollecita il voto contro i democratici
Il presidente ha rivendicato un vantaggio elettorale personale: «Quando il mio nome è sulla scheda elettorale, come sapete, ho sempre vinto, otteniamo il 50% di voti in più rispetto a quando non ci sono».
La conferenza stampa al Lincoln Memorial si è svolta davanti a 50 ospiti selezionati, con la Reflecting Pool alle spalle, riparata da Trump e diventata motivo di vanto. Il presidente si è soffermato sugli interventi infrastrutturali a Washington e alla Casa Bianca, compreso l’arco che vuole costruire e che, ha sostenuto, «sarà più bello di quello di Trionfo» a Parigi.
Immigrazione e taglio delle tasse sono stati i punti principali del bilancio rivendicato dal presidente: «Ho mantenuto le mie promesse e anche di più». Sulla politica estera ha affermato: «Abbiamo fermato l’Iran dall’avere l’arma nucleare. Il nostro Paese sta facendo benissimo».
Dopo 30 comizi in 32 giorni, Trump attende un risultato che inciderà sui prossimi due anni di mandato e sulla possibilità di governare senza diventare un presidente «anatra zoppa». La campagna, trasformata in un referendum su se stesso, ha incluso la promessa di un assegno da 5.000 dollari in caso di vittoria repubblicana. Per l’eventualità opposta, Trump ha avvertito: «Se vinceranno i democratici invece avrete una Depressione come nel 1929».
Il voto anticipato e le sfide decisive per il Senato
Quasi 56 milioni di americani hanno già votato prima dell’apertura delle urne. La partecipazione anticipata alimenta le speranze dei democratici, ai quali gli ultimi sondaggi assegnano un forte vantaggio: la conquista della Camera è considerata quasi scontata, mentre crescono le possibilità di ottenere anche il Senato.
Nella rilevazione finale di New York Times-Siena, i candidati democratici risultano avanti in tutte le competizioni decisive per gli equilibri del Senato, comprese quelle in Texas, dove non vincono dal 1988, e in Kansas, conquistato l’ultima volta nel 1932. Nate Silver stima all’80% la probabilità che il partito conquisti la camera alta.
L’ottimismo democratico resiste allo scandalo in Alaska e alle tensioni in Michigan sul candidato Abdul El-Sayed, accusato da Trump di appartenere ai «Fratelli Musulmani». Il partito spera di raccogliere voti decisivi anche nelle roccaforti repubblicane. Rimane però la cautela sui sondaggi, che nelle ultime tornate non hanno rappresentato correttamente gli orientamenti degli elettori.
Secondo gli osservatori, i democratici possono beneficiare della debolezza dei candidati repubblicani nelle sfide più importanti, come Ken Paxton in Texas e Darline Graham in South Carolina.
Fra i repubblicani, alla sicurezza esibita pubblicamente si accompagna una resa dei conti già iniziata: le responsabilità della sconfitta attesa vengono attribuite al presidente e alla sua guerra in Iran. Il partito del presidente in carica è storicamente penalizzato alle elezioni di metà mandato, ma il timore repubblicano è una sconfitta molto ampia. Trump, assiduo consumatore di notizie, seguirà lo spoglio circondato dai fedelissimi.
La Corte Suprema respinge la richiesta sulle schede in California
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto in serata la richiesta dell’amministrazione Trump di imporre alla California l’accantonamento di 20.000 schede elettorali alle elezioni midterm per corrispondenza, nell’ipotesi che possano essere state consegnate a persone prive della cittadinanza americana. Non è stato registrato alcun voto contrario.
Il provvedimento, privo di firma e motivazioni, è arrivato lo stesso giorno del ricorso dei legali dell’amministrazione. Una corte d’appello federale aveva già respinto la tesi secondo cui le autorità californiane avrebbero dovuto sequestrare le schede per sottoporle a ulteriori verifiche.
