È morta Erminia Ferrari Manfredi, ex modella, costumista e scenografa, a due giorni dal suo 95esimo compleanno. Vedova dell’attore e regista Nino Manfredi, a dare la notizia della sua scomparsa, lunedì 2 novembre, è stato il figlio Luca con un messaggio pubblicato su Facebook: “Ciao grande ‘Minia’, moglie, madre e donna straordinaria. Sarai sempre nel nostro cuore”.
Chi era Erminia Ferrari Manfredi
Nata a Taormina il 4 novembre 1931, Erminia Ferrari ha trascorso parte della sua infanzia tra la Libia e l’Etiopia, dove lavorava il padre, direttore d’albergo nelle colonie italiane in Africa. Nel 1950 si è trasferita a Roma, iniziando a lavorare come modella per alcuni importanti atelier di moda, soprattutto per quello dello stilista Roberto Capucci.
È proprio nel mondo della moda che ha conosciuto il celebre attore Nino Manfredi. A presentarli è stata Rosy Bonagura, direttrice della maison Capucci e moglie dell’attore Gianni Bonagura. I due si sono sposati nel 1955 e dal loro matrimonio sono nati tre figli: Luca, diventato regista, Roberta, attrice, produttrice e direttrice di casting, e Giovanna. Fu proprio Roberta a definirla “la vera artista di casa”.
La costumista
Dopo aver lavorato come modella per la maison, Erminia portò la sua esperienza nel mondo della moda anche sul set cinematografico, collaborando alla realizzazione dei costumi di diversi film interpretati dal marito. In Il giocattolo, Café Express e Nudo di donna aveva lavorato come assistente costumista, mentre in Spaghetti House era stata accreditata come costumista.
Erminia e Nino Manfredi, un matrimonio durato quasi cinquant’anni
Erminia Ferrari è stata una presenza costante nella vita dell’attore, anche nei momenti più complicati della loro relazione. Il figlio Luca ha più volte ricordato come fosse stata proprio la madre a tenere unita la famiglia.
Tra le difficoltà affrontate dalla coppia c’è stata anche la scoperta di una quarta figlia di Nino Manfredi, nata nel 1985 in Bulgaria e riconosciuta dall’attore nel 2003.
“Come compagno era molto interessante”
Nel 2021, in occasione del centenario della nascita del marito, Erminia aveva ricordato il loro rapporto: “Nino è stato un grande in tutti i sensi. Come compagno era molto interessante”. Conoscere davvero un attore, aveva spiegato richiamando Pirandello, era ancora più difficile che conoscere qualsiasi altra persona, perché poteva essere “uno e centomila”.
Lo stesso Manfredi aveva descritto la moglie come una donna modernissima, ma legata a sentimenti che definiva antichi, soprattutto per il suo profondo amore nei confronti della famiglia e dei figli.
Erminia Manfredi, l’impegno per i malati di Sla
Negli ultimi anni di vita del marito, colpito da un ictus nel 2002, Erminia Manfredi aveva iniziato a occuparsi pubblicamente delle difficoltà affrontate dalle persone affette da gravi malattie invalidanti e dalle loro famiglie. Aveva denunciato le carenze del sistema di assistenza sanitaria, portando la propria testimonianza anche nella trasmissione Report.
Successivamente era diventata testimonial di Viva la Vita, un’organizzazione impegnata nel sostegno alle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (Sla).
Il suo impegno era rivolto soprattutto a coloro che, a causa della malattia, non riuscivano più a comunicare autonomamente, pur mantenendo intatte le proprie capacità cognitive.
