L’intelligenza artificiale conquista un posto sempre più importante nell’industria cinematografica, ma il pubblico non sembra ancora disposto a premiarne ogni sperimentazione. È il caso di “Sanxingdui: Future Past”, il film cinese prodotto da Bona Film Group che puntava a segnare una svolta nella produzione audiovisiva attraverso l’utilizzo integrale dell’intelligenza artificiale.
Il debutto nelle sale, tuttavia, si è rivelato un insuccesso commerciale. Nei primi giorni di programmazione la pellicola ha raccolto meno di 200mila dollari, nonostante una distribuzione particolarmente ampia: oltre 10mila proiezioni erano state organizzate già nel giorno dell’uscita. Un risultato distante dalle aspettative, soprattutto se confrontato con i circa 1,5 milioni di dollari investiti nella produzione.
“Sanxingdui: Future Past”, la trama del film cinese generato dall’IA
Della durata di 100 minuti, “Sanxingdui: Future Past” è un thriller di fantascienza ispirato ai reperti archeologici della civiltà di Sanxingdui, una delle più importanti testimonianze della storia antica cinese.
La storia è ambientata in un futuro dominato da un’intelligenza artificiale superintelligente. Un immaginario fantascientifico che mette al centro proprio la tecnologia protagonista del processo creativo del film: l’IA non è soltanto il tema della narrazione, ma anche lo strumento attraverso il quale è stata realizzata l’intera opera.
Il progetto rappresentava una sperimentazione significativa per il cinema cinese, sia per le modalità produttive sia per la possibilità di portare nelle sale un lungometraggio generato interamente attraverso sistemi di intelligenza artificiale.
Il flop al botteghino e la difesa del produttore
Nonostante l’ampia distribuzione, le sale sono rimaste quasi vuote. Il divario tra il numero di proiezioni e gli incassi effettivi ha riaperto il dibattito sui limiti commerciali del cinema generato dall’intelligenza artificiale.
Jiang Defu, amministratore delegato di Bona Film Group, ha comunque difeso il progetto, definendolo un esperimento importante. Il film, infatti, è stato tra i primi a ottenere il via libera per la distribuzione cinematografica su larga scala, affrontando direttamente il giudizio degli spettatori.
Il risultato suggerisce che la novità tecnologica non rappresenta, da sola, una garanzia di successo. La capacità di generare immagini e costruire un lungometraggio attraverso l’IA deve ancora confrontarsi con le aspettative del pubblico, che continua a valutare un film anche in base alla qualità della storia e all’esperienza cinematografica complessiva.
Dagli Stati Uniti il prossimo banco di prova
L’esperimento cinese non è un caso isolato. Il settore audiovisivo internazionale continua a esplorare le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale, anche attraverso produzioni destinate alle sale.
Il prossimo appuntamento è previsto negli Stati Uniti il 4 dicembre, quando dovrebbe debuttare in distribuzione limitata “Gods Don’t Give Gifts”, un’antologia di fantascienza e horror realizzata con l’ausilio dell’IA. Il progetto è diretto dallo YouTuber Zack London, conosciuto online come Gossip Goblin.
Anche questa produzione sarà un banco di prova per comprendere quanto il pubblico sia disposto ad accogliere film realizzati con strumenti generativi. Il caso di “Sanxingdui: Future Past” dimostra, intanto, che la tecnologia può trasformare il processo produttivo, ma non sostituisce automaticamente gli elementi che rendono un film capace di conquistare gli spettatori.
