Gigi D’Alessio ripartirà il 14 novembre dal Palazzo dello Sport di Roma, già tutto esaurito, con “Gigi Palasport”. Dopo un 2025 e un 2026 di concerti, il cantante si prepara a un altro anno sul palco, tra l’Arena di Verona, gli stadi e un giro europeo. Il progetto per chiudere il triennio è una festa a San Siro, ma non c’è ancora una data.
“Anche per me è un bel sogno chiudere questo triennio a San Siro”, ha sottolineato Gigi D’Alessio. Ferdinando Salzano di Friends and Partners ha spiegato, riporta Ansa, che si sta lavorando all’ipotesi: il cartellone del 2028 non è ancora aperto e il desiderio è concludere il percorso con una grande festa.
I concerti tra Roma, Verona e Napoli di Gigi D’Alessio
Il calendario prevede “Gigi & Friends in Arena” il 22 maggio 2027 all’Arena di Verona. A giugno toccherà a “Gigi Stadi”, con due appuntamenti allo stadio Maradona di Napoli, il 5 e 6 giugno. Per novembre 2027 è già programmata una tournée europea.
Le nuove date seguono la serie di concerti alla Reggia di Caserta, dove il cantante ha riunito 100.000 spettatori in dieci appuntamenti. A Roma è arrivato un ulteriore raddoppio, con la data del 15 dicembre: diventano così quattro i concerti nella Capitale in meno di un anno.
D’Alessio rivendica la crescita dei numeri dal 2022, anche consistente. La attribuisce al repertorio e alla propria storia, ma soprattutto alla soddisfazione del pubblico: “La gente esce dai concerti felice e contenta, a conferma che io le scalette non le sbaglio”.
Il film “Solo se canti tu” e gli anni di studio
Il cinema sarà l’altro impegno del 2027. “Solo se canti tu”, il film biografico interpretato da Matteo Paolillo, uscirà a ottobre. Il racconto partirà da quando D’Alessio aveva sei-sette anni e si fermerà all’inizio della sua attività di cantante.
Il musicista vuole affidare al film un messaggio sociale rivolto ai ragazzi: per raggiungere un obiettivo servono sacrifici, non scorciatoie. Ha ricordato le otto ore quotidiane di studio del pianoforte, sottratte ai trenini, alle costruzioni e al pallone. Un impegno che mette in relazione con il presente: a 59 anni continua a divertirsi, con la sicurezza di chi non ha l’ansia da prestazione.
Anche il titolo richiama gli esordi. D’Alessio ha raccontato di non essere nato come cantante: scriveva canzoni per altri, ma la timidezza e la vergogna gli impedivano di cantarle.
La canzone per Ginevra e gli auguri a De Martino
Il singolo appena pubblicato, “Picciré”, è nato per Ginevra, la figlia più piccola, che ha tre anni. Scrivendolo, D’Alessio si è accorto di aver composto una canzone per tutti i figli, i padri e le madri. “Questa canzone, che possa piacere o non piacere, è intelligenza napoletana, non è intelligenza artificiale”, ha detto.
Per il cantante, però, il banco di prova rimane il concerto: un miliardo di ascolti sulle piattaforme non sostituisce il confronto con un teatro da mille posti o uno stadio da 50 mila. Nella sua lettura, oggi convivono artisti con pochi ascolti e molti spettatori paganti e altri nella situazione opposta. “C’è chi è bravo perché è famoso e c’è chi è famoso perché è bravo”, ha osservato.
Tra gli impegni non c’è Sanremo. D’Alessio ha spiegato che per andarci serve una motivazione, qualunque sia l’attività: vendere fiori, cantare o guardare le macchine. Il festival resta per lui la più grande manifestazione. Ha quindi rivolto i suoi auguri a Stefano De Martino, amico da tantissimi anni, dicendosi contento che la Rai gli abbia affidato il festival.
